martedì 4 febbraio 2014

Metti una sera a cena: pruppuni e...




Ecco una    pietanza  della    nostra  tradizione preparata con alcune parti del maiale come le   zampe, le ossa , le cotenne, il gamboncello, la testa, le orecchie e il muso perchè nella cucina povera non si buttava via niente. Era il piatto forte  della  cena conviviale che concludeva la saga dell'uccisione dell'animale e la conseguente trasformazione della carne in salsicce, soppressate, capicolli e pancette. Tutti i pezzi , secondo un ordine di cottura, venivano messi in un grosso pentolone " a coddara " sul fuoco e dopo una lunga e lenta cottura  erano pronti per essere gustati insieme a sottaceti , verdure lesse e  un buon bicchiere di vino rosso.
In casa dei miei nonni l'uccisione dei maiali era una grande festa.  Nonni, zii , amici, tutti insieme per lavorare , chiacchierare ed assaggiare i piatti che man mano venivano preparati. Ricordo che dopo la salatura della carne  ( tagliata a mano! ), 40 gr di sale per le soppressate e 30 gr per le salsicce, zia Maria  ne soffriggeva un pò in una padella per saggiarne la sapidità. Un sapore unico! 
 Anche noi piccoli avevamo un compito: tagliare la carne, bucherellare i salami, girare il sanguinaccio sul fuoco e... far disperare i grandi.
 Alla fine del faticoso lavoro tutti a gustare i " pruppuni", ma....se a lavorare c'era stato pure zio Gianni te li potevi scordare, perchè nella "coddara " trovavi solo ossa e pochissima carne. Per lui erano prioritari i salami e quindi dalle sue mani le ossa uscivano pulite pulite!
Ricordi indelebili questi, racchiusi nel cassetto della memoria; ricordi che parlano di persone care e  di un periodo spensierato della vita; ricordi che rischiano di essere soltanto...nostalgici ricordi. E allora perchè non organizzare una cena con amici e familiari per ri...gustare i sapori e i profumi di un tempo? 
Pruppuni
Dal mio macellaio di fiducia ho comprato dei gamboncelli, dei piedini, delle cotiche, delle costatine e delle ossa. Li ho fiammeggiati, raschiati, puliti per bene e lasciati nell'acqua fredda per tutta la notte. L'indomani mattina li ho messi in una pentola abbastanza capiente con acqua fredda salata e li ho lasciati bollire per alcune ore. Le cotiche, ormai diventate " frittuli" hanno bisogno di tempi di cottura minori. 
Ed ecco il piatto finito, pronto per essere gustato con il succo dei limoni.
                                                                                        



Come accompagnamento altre specialità calabresi: salsiccia e caciocavallo

Sottaceti: melanzane, peperoni e cipolle ( la ricetta la trovate qui )


Pipi e patati


Niente pane, ma una focaccia di grano duro con ciculidi  o frisulimiti


Non potevano certo mancare le polpette, rigorosamente in bianco! ( qui )


E per finire in dolcezza una fetta di crostata di ricotta.




11 commenti:

  1. Barbarina, come sempre mi illumini con le vostre tradizioni meravigliose! E che acquolina a vedere il resto! <3 Un felice e dolcissimo martedì!! <3

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  2. Piatto della tradizione!!! Importante!!!ma la tua crostata alla ricotta mmmmmmm:) ciaooo

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  3. Bellissimo racconto, sono tornata indietro di tanti anni fa e mi ricordo che anche a casa mia il rito del taglio del maiale, che di solito avveniva prima di Natale, era un vero evento. Una giornata faticosa, che poi si concludeva con un pasto delizioso a base di carne, accompagnato da polenta e vino rosso.
    Grazie per questo post così bello, all'insegna delle tradizioni.

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  4. Cara Barbara,così non va bene....mamma mia mi hai fatto venire l'acquolina in bocca con tutte queste prelibatezze,sono pure a dieta,per salute eh...altrimenti.....
    Un abbraccio,Letizia

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  5. Cara Barbara, leggere i tuoi interessantissimi post ricchi di ricordi e tradizione è per me sempre un piacere:) mi sta venendo l'acquolina solo a guardare tutti i meravigliosi piatti che hai preparato, mi piacciono proprio tutti..gustosissimi, troppo invitanti e buonissimi:)) hai preparato veramente una bellissima cena, all'insegna dei sapori della cucina tradizionale, che poi sono quelli migliori,in quanto per ognuno di noi rivestono un enorme valore affettivo:))
    bravissima!!!
    un bacione e buona settimana:)
    Rosy

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  6. mmm l'assaggerei molto volentieri, sono per questi tipi di piatti... non sono certo schizzinosa...un'etrusca ad hoc! ahahah
    che belle ricette ora curioso un po'
    ciao Barbara a presto

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  7. Mmmm..tutto squisito ma la focaccia di grano duro e la crostata mi stuzzicano di più la golosità! Sempre bello leggere delle tue tradizioni
    Bacioni
    Alessandra

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  8. Quanti bei piatti della tradizione...ottime ricette!
    Grazie della visita, mi sono unita anch'io con piacere ai tuoi followers!

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  9. Io sono come lo zio Gianni: della "festa" del maiale la cosa che mi piace di più sono i salumi, e particolarmente.. la soppressata. Hai proprio ragione, oramai tutto ciò è destinato a rimanere un ricordo; nelle nostre cerchie (mie e di mio marito) chi ottemperava a queste tradizioni oramai o non c'è più, o è troppo avanti negli anni e non ce la fa più fisicamente, o comunque è piegato dai malanni e.. non può mangiare, quindi chi glielo fa fare... Che peccato.

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  10. A parte zampetto, cotenna, ossa proprio NO, il resto SIIIIIIIII.
    Bacione

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