lunedì 14 dicembre 2015

Pitta di San Martino



Il periodo natalizio, in Calabria, è abbastanza goloso. Sono tanti, infatti, i dolci che si preparano per questa festività. Le ricette sono tramandate da generazione in generazione e di uno stesso dolce è possibile registrare diverse varianti. In comune tutti hanno comunque l'utilizzo di dolcificanti naturali, quali il miele, lo sciroppo di fichi e il mosto cotto. L'uso dello zucchero era difatti molto limitato ( il costo non era accessibile a tutti ), mentre il miele era molto più diffuso.
 Preparare i dolci soprattutto quelli tipici, per noi calabresi,  ha un doppio significato: concludere degnamente un pasto festivo e offrirli in regalo come augurio di buone feste. E' questa una tradizione a cui siamo molto legati, è impensabile far visita a parenti ed amici senza portare un dolce fatto con le proprie mani e tipico della nostra terra. E' un regalo fatto con il cuore, che sa di calore, di convivialità, di condivisione, di antichi rituali  che non debbono e non possono estinguersi perchè legati alla storia della nostra terra.
Pitta mpigliata, turdiddi, nacatuli, mastaccioli, torroni, cicerata, petrali, cupeta...non è facile elencarli tutti e di alcuni non se ne conosce nemmeno l'esistenza. Iniziamo la settimana  con questa pitta dolce detta anche Pitta di San Martino perchè un tempo si era soliti prepararla per tale ricorrenza, che incontra sempre il gusto di tutti. E' il regalo perfetto e infatti la produzione è quasi a livello industriale! 
La pitta  racchiude un ripieno dai sapori intensi e tipicamente natalizi. Il guscio è realizzato con una pasta frolla morbida, che una volta cotta risulta abbastanza friabile; il ripieno è un mix goloso di frutta secca legata e insaporita con mostarda d'uva e vino cotto. L'ingrediente che non deve assolutamente mancare è il profumatissimo mandarino calabrese.

Ingredienti
Per una tortiera da 26 cm
Per la pasta frolla: 300 gr di farina 00, 100 gr di zucchero,150 gr di margarina (ci vorrebbe la sugna, ma in questo periodo ancora non se ne trova ), 1 uovo e un tuorlo, 1/2 bustina di lievito, 50 ml di vino cotto.
Per il ripieno: 100 gr di fichi secchi, 100 gr di noci, 100 gr di mandorle leggermente tostate, 50 gr di uva passa, 3 cucchiai di mostarda d'uva, buccia di un mandarino calabrese, scorzette di arancia candita, 50 gr di zucchero, vino cotto q.b., cannella e chiodi di garofano q.b.




Preparazione
Il ripieno di questa pitta va preparato con un giorno o più di anticipo ( il gusto ne guadagnerà ).
Tagliate a pezzettini i fichi secchi e fateli ammorbidire con un pò di vino cotto; frantumate noci e mandorle; frullate i chiodi di garofano e tritate la buccia del mandarino; mettete l'uva passa a bagno nel vino cotto per 30 minuti e poi strizzatela. Mettete tutti gli ingredienti in una pentola, coprite con il vino cotto e fate cuocere a fuoco dolce fintanto che il composto non sarà diventato abbastanza denso. Spegnete e fate riposare l'impasto per qualche giorno. Al momento di utilizzarlo amalgamate il composto con qualche cucchiaio di mostarda d'uva.




Preparate la pasta frolla e fatela riposare per almeno 30 minuti.
Imburrate e infarinate una stampo da crostata, stendete uno strato di pasta frolla sul fondo e sui bordi, versate il ripieno preparato e ricoprite con  un altro disco di frolla che potrete decorare a vostro piacere.







Infornate in forno già caldo per 30 minuti a 180°. Fate raffreddare completamente la pitta prima di toglierla dalla tortiera. Spolverizzatela con zucchero a velo e accompagnatela con un vino liquoroso.














E se vi avanza della frolla e del ripieno non dovete far altro che preparare questi golosissimi ravioli. 



11 commenti:

  1. Mamma mia che spettacolo di bontà! La frutta secca sta bene sempre e comunque in cucina!!!!

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  2. Che dolce spettacolare,meraviglioso e ricco...sicuramente buonissimo e troppo goloso:)).Grazie mille cara Barbara per condividere le tradizioni e le ricette della tua terra che apprendo sempre con piacere grazie a te e ai tuoi post che trovo sempre estremamente interessanti:))
    Un bacione e buon inizio settimana:))
    Rosy

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  3. Mi sto leccando i baffi! Ancora una volta tradizione e bontà si sono dimostrati un connubio perfetto
    Bacioni
    Alessandra

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  4. Bellissimo questo dolce, e che bontà con tutta questa frutta secca, complimenti!!!!

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  5. Bellissimo! Complimenti ed auguroni!

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    1. Auguri pure a te e alla tua famiglia. Che possa essere un Natale di pace e amore.

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  6. Ma che bella che è! Io ho provato la pittainchiusa (te lo scrivo come me la nominavano in Calabria, spero di non aver sbagliato) Buonissima, non so se è la stessa cosa, quella era fatta tipo roselline.
    Da questi amici calabresi ho imparato a fare le nepitelle. Buonissime, le faccio ogni anno e sapessi come me le chiedono. I Vs dolci sono favolosi.

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  7. La pitta nchiusa o pitta mpigliata e' sempre a base di frutta secca, il ripieno di questa torta e' tipo mostarda. Se sfogli il blog trovi pure la pitta nchiusa. Grazie della visita e auguri di buone feste.

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  8. ricca e golosa perfetta per i giorni di festa!
    baci
    Alice

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  9. che meraviglia..bravissima Barbara!!
    baci

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  10. Una rcietta davvero pazzesca!!!!! un ripieno che è una botta di vita..come piace a me..smack

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