sabato 1 aprile 2017

U 'mpiulatu




L'Italia nel Piatto: 2 Aprile - Pasqua e Pasquetta
Per l'appuntamento di questo mese ho scelto questa tipica pietanza pasquale, che spesso veniva offerta in dono ad altre famiglie, soprattutto alle più bisognose. 
Lo 'mpiulato è un pane ripieno  della tradizione calabrese, tipico dell'area tirrenica e in particolare delle cittadine di Paola e di Fuscaldo. E' una pitta farcita con salumi e formaggi esclusivamente calabresi che viene cotta nel forno a legna con ramoscelli di rosmarino e legni d'ulivo. La tradizione locale vuole che all'interno del forno vengano bruciate le palme benedette dell'anno precedente. Lo 'mpiulato  è una pitta tipicamente pasquale, riccamente farcita proprio per festeggiare la fine del digiuno quaresimale; si preparava solitamente il sabato santo per essere poi consumata a Pasquetta e a Galilea. Come tanti piatti della tradizione ha una sua simbologia, infatti i nostri avi lo preparavano in segno di ringraziamento a Dio per il cibo ricevuto e come buon auspicio per avere in futuro dei raccolti prosperi. E ciò si evince anche dalla decorazione con foglie di ulivo benedetto.
Leggete la ricetta di questa piatto antico, preparato con ingredienti semplici e con tanta devozione, scritta nel nostro dialetto.

A ricetta ppi fa lu 'mpiulatu

Mo chi civò ppi fa nu 'mpiulatu:
fetti 'i sazizza, 'i suppressata, casu,
ova, farina e lavatu 'e pani:
na frunne 'i parma 'n cruci
e 'nuntu r' uogliu
senza cchiù scardacuoppoli o atri 'mbrogliu...
Va lievitatu supa 'u matarazzu,
doppu, 'mpurnatu e cottu, va mangiatu...
Chista è 'a sustanza di lu 'mpiulatu.



Ingredienti
per il pane
500 gr di farina
10 gr di lievito di birra
3 cucchiai di olio
acqua q.b.
sale q.b.
per il ripieno
250 gr di ricotta di pecora, io ricottine
100 gr di soppressata
100 gr di salsiccia
100 gr di caciocavallo
2 uova sode più 1 da sbattere
50 gr di pecorino grattugiato
prezzemolo
rametto d'ulivo 
Preparazione
Preparate l'impasto per il pane e e fatelo lievitare in un luogo caldo.
Tagliate a fette la soppressata, la salsiccia, il caciocavallo, la ricotta e le uova sode.
Sbattete un uovo con un pizzico di sale e il pecorino, aggiungeteci anche del prezzemolo tritato.


Dalla pasta del pane lievitata ricavate due dischi e tenete da parte un pezzettino. Prendete un disco di pasta e adagiatelo su una leccarda rivestita con carta forno, spennellatela con un filo d'olio e poi farcitela a strati: prima le fette di soppressata, poi la ricotta, la salsiccia, il caciocavallo e le uova. Infine versate l'uovo sbattuto.




Ricoprite con l'altro disco di pasta. Con la parte rimasta filate dei cordoncini e sistemateli a mò di croce sulla pitta. Oliate tutta la superficie. Al centro sistemate un rametto d'ulivo benedetto. 


Infornate lo 'mpiulato a 180° fintanto che non sarà dorato, circa 20/25 minuti. Ottimo tiepido, ma anche freddo mantiene il suo sapore. 




Assaggiatene una fetta e rimarrete entusiasti per il profumo che sprigiona.



E adesso andiamo a conoscere altri piatti pasquali
Friuli- Venezia Giulia
Lombardia: La spongada camuna
Emilia Romagna: La tardura romagnola

17 commenti:

  1. Che goduria meravigliosa questa preparazione (che non conoscevo)tipica della tua terra:)).
    Il ripieno ricco e saporitissimo e' di una bontà unica,senza ombra di dubbio!
    Mi piace anche la forma e la presenza del rametto d'ulivo benedetto:).
    Non puoi immaginare quanto la vorrei assaggiare:))grazie mille per la condivisione Barbara e i miei migliori complimenti,bravissima come sempre:)).
    Un bacione e buona domenica:)).
    Rosy

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mi dispiace per la lontananza che rende difficile quella condivisione che è alla base del nostro essere di gente del sud. Comunque virtualmente una fettina te la offro. Grazie della tua costante e affettuosa presenza e buon inizio di settimana.

      Elimina
  2. davvero ricco questo lievitato mi ricorda il casatiello, o sbaglio? sarebbe proprio da assaggiare! un bacione e complimenti!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Effettivamente lo ricorda, anche se non nella forma, ma nella bontà si. Un abbraccio.

      Elimina
  3. Che squisitezza!
    Sei davvero brava!
    Ho appena scoperto il tuo blog e mi sono unita che in piacere ai tuoi lettori fissi!
    Se ti va di ricambiare ti aspetto da me!
    http://lamammadisophia2016.blogspot.it

    RispondiElimina
  4. Grazie di essere passata, verrò certamente a trovarti.

    RispondiElimina
  5. dal nome ero curiosa di scoprire la tua ricetta...ed eccola qua questa bontà, un pane ripieno che si mangia con gli occhi! brava Barbara
    un abbraccio

    RispondiElimina
  6. Ciao Barbara confesso di aver fatto fatica a leggere il dialetto...anche se lo conosco bene ma da una zona all'altra alcune cose cambiano. Di solito parlo solo per far ridere mio marito milanese doc che sgrana gli occhi a sentirmi parlare così :)...i miei tra loro anche se al Nord da anni parlano in dialetto. Non conosco questo piatto, devo chiedere alla mia mami...di solito mia mamma per Pasquetta prepara la frittata con i cipollotti freschi. Anche mio padre usa lo stesso sistema per le palme "vecchie" magari per il barbecue con l'agnello. Grazie per il tuo commento e per questo rami racconti, adoro questa rubrica. Adesso vado a leggere il piatti delle altre regioni che in un certo senso mi appartengono ;) un bacione luisa

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ti confesso che ormai alcuni termini dialettali ormai non li ricordo più, eppure era ed è bello parlare nella nostra lingua dialettale. Ogni termine si confaceva sempre a ciò che intendevi dire. Ancora oggi nella mia cerchia mi piace parlarlo e anche a scuola, in determinate ricorrenze, insegno delle piccole filastrocche in dialetto.Che poi il mio è molto comprensibile, ma nel cosentino e nel crotonese, ahi, ahiiiii. Un abbraccio e " nu vasu ".

      Elimina
  7. dev'essere una bontà!!!!!!
    ho l'acquolina!!!!
    ciao

    RispondiElimina
  8. Ciao Barbara! Mamma mia che ricetta! Non la conoscevo!!! Dev'essere squisito questo pane ripieno! Bravissima!

    RispondiElimina
  9. Mamma mia che ghiottoneria Barbara, da rifare!!!!

    RispondiElimina
  10. Non conoscevo questo pane succulento... Che bontà e quanta ricchezza di sapore!
    Bacioni Alessandra

    RispondiElimina
  11. Cara Rina, ci hai presentato un piatto fantastico della tradizione!
    Bravissima!!!
    Un bacio, Rosa

    RispondiElimina
  12. A casa mia è tradizione preparare la pitta chjna..il ripieno è lo stesso..ma non facciamo la decorazione con l'allora o le foglie di ulivo! Grazie come sempre per condividere tutte queste informazioni e per aiutare a tramandare le nostre tradizioni!Anna

    RispondiElimina
  13. Non conoscevo proprio questo piatto, ricco e succulento :)
    Deve essere molto gustoso.
    Un bacio e buona settimana

    RispondiElimina
  14. Ma che bello, e che sapore deve avere con tutto quel ripieno saporito,
    Un bacio Miria

    RispondiElimina