venerdì 4 settembre 2015

Cremolata di merandelle



Visto il perdurare del cado afoso vi consiglio questa cremolata di merandelle. Si tratta, in pratica, di un sorbetto a base di polpa di frutta, acqua, zucchero e limone che si prepara in casa senza gelatiera. Vi serve unicamente un contenitore d'acciaio. Io ho utilizzato le merandelle, un incrocio tra mele e pesche, che crescono nel mio territorio. Si tratta di un frutto succoso e dal gusto non molto dolce, dal colore verde chiaro e talvolta con sfumature rosse. Un frutto che rischiava di perdersi e che forse la riscoperta della frutta locale ha fatto si che non scomparisse. L'unico suo punto debole è la sua facile deteriorabilità, motivo per cui viene raccolto  e venduto non ancora maturo. Bastano comunque pochi giorni a temperatura ambiente e si può gustare in tutta la sua bontà.



Ingredienti
300 gr di merandelle
100 gr di zucchero
100 gr di acqua
il succo di mezzo limone

Preparazione
Lavate le merandelle, tagliatele a pezzi e versateli in un contenitore d'acciaio; aggiungete lo zucchero, il succo di limone e l'acqua. Frullate il tutto fino ad avere una purea omogenea. Mescolate bene e trasferite il contenitore nel congelatore per almeno tre ore. Ogni tanto ricordatevi di mescolare la cremolata che deve presentarsi cremosa e non ghiacciata. Versatela nelle coppette e decorate con la mentuccia.



mercoledì 2 settembre 2015

" Provviste " con pomodori secchi




L'Italia nel piatto - 2 Settembre: salse, condimenti, conserve e liquori

Ed eccoci a Settembre, il mese dei rientri: si ritorna a scuola, in ufficio e ritorniamo  pure noi per il consueto appuntamento con L'Italia nel piatto. In questa uscita ritroviamo finalmente la Sardegna  con la blogger Daniela Mammano; speriamo di poter essere di nuovo al completo. Un'Italia dimezzata non è bella in nessun caso!
 L'argomento di oggi mi piace molto. Parleremo di salse, condimenti, conserve e liquori. E'  questo infatti il mese delle formichine,  un mese in cui si preparano  le cosiddette " provviste " che avevano ed hanno un ruolo importantissimo nell'economia della famiglia calabrese. D'estate, quando gli orti producono ortaggi in abbondanza, le verdure vengono ancora oggi conservate sott'olio e sotto sale, per essere poi consumate in inverno. In genere si tratta di ricette molto antiche, che non sono cambiate molto  nel tempo. Nonostante qualche variazione personale, in realtà  infatti sono simili.
Preparare le " provviste " con i pomodori in Calabria è una tradizione irrinunciabile. Il pomodoro è veramente d'oro e non può essere diversamente con il sole  brillante che ci ritroviamo. Rossi o verdi, uguale è la loro sorte: in salsa, pelati, sotto sale, marmellata e secchi. Non si finisce mai.
Oggi parlerò di pomodori secchi che , per la verità, non faccio io ma compro da una signora di fiducia. Non mi hanno mai delusa. Naturalmente, per motivi d'igiene e per togliere il sale in eccesso, li immergo per qualche minuto in acqua  bollente e aceto  e poi una volta scolati li asciugo ad uno ad uno.

Pomodori secchi sott'olio





Ingredienti: 1/2 di pomodori secchi, olio evo, basilico, menta, 3/4 peperoncini piccanti, qualche peperoncino dolce, origano e aglio.

Preparazione
Disponete i pomodori a strati in un barattolo di vetro, alternandoli con il basilico, l'aglio, l'origano, il peperoncino e i capperi. Pressate bene con le mani finchè il recipiente sarà pieno e cercate di far uscire quanto più possibile l'aria. Infine  ricoprite con l'olio. Mettete il barattolo in un luogo fresco e di tanto in tanto aggiungete dell'olio in modo che l'ultimo strato di pomodori risulti sempre coperto. 
Prima di consumarli aspettate qualche mese, anche se un tempo si mangiavano da un anno all'altro.
Volendo potete anche farcirli a coppia e poi sistemarli nel barattolo.
Si usano per antipasto, per condire la pasta, la pizza e per dare più sapore a tante altre pietanze.









Piccantino



Si tratta di una miscela di verdure tritate con l'olio, dal gusto molto ma molto piccante che può essere preparata con molteplici ingredienti, dei quali il principale e l'indispensabile è il peperoncino.

Ingredienti: 1/2 di pomodori secchi, 5 o 6  peperoncini piccanti, 10 alici sott'olio, 2 spicchi d'aglio, origano, capperi sotto sale, basilico, olio evo.
Il procedimento è semplice: mettete tutti gli ingredienti in un robot e tritateli grossolanamente. Invasate  nei vasetti sterilizzati e senza chiuderli lasciate riposare il piccantino per 24 ore. Trascorso tale periodo chiudete ermeticamente dopo aver ricoperto di olio e riponete in dispensa. Il piccante dipende dal gusto personale e quindi la quantità di peperoncini può essere diminuita o aumentata.









E adesso andiamo a curiosare nelle altre cucine


Valle d'Aosta: 

Piemonte: Salsa rubra

Trentino-Alto Adige: Confettura di susina di Dro D.O.P

Friuli-Venezia Giulia: Confettura di mele

Lombardia: La peverada

Veneto: Liquore al maraschino

Emilia Romagna: Scalogni sott'olio

Liguria: Trofie con calamaretti e bottarga su crema di cavolfiore
  
Toscana: Fichi canditi alla contadina

Umbria: Verdure in agrodolce

Abruzzo: Confettura di Pesche

Lazio: Fichi sciroppati con nocciole

Campania:Alici sotto Sale 
www.isaporidelmediterraneo.it 


Puglia: Pomodori secchi sott'olio 


Sardegna: Composta di susine, cipolla rossa, mirto nero e aceto balsamico








giovedì 27 agosto 2015

Insalata di riso con peperonata




Provate a preparare l'insalata di riso con la peperonata. Avrete un piatto colorato, fresco, salutare,  bello da vedere e soprattutto dal sapore irresistibile. E poi, per noi calabresi, la peperonata è un diritto sacrosanto, non manca mai sulla nostra tavola! Allora mi sono chiesta perchè ridurla unicamente ad un contorno quando potrebbe insaporire qualsiasi pietanza. E così da un semplice esperimento è nato un piatto estivo abituale. E se dovesse rimanere dell'insalata non conservatela in frigo ma utilizzatela per fare delle crocchette e sentirete che bontà.

Ingredienti
200 gr di riso 
melanzane
2 cipolle
peperoni dolci
1 peperoncino piccante
olive nere snocciolate
basilico
aglio
sale
olio evo




Preparazione

Prima di tutto fate cuocere il riso in acqua bollente salate, scolatelo e passatelo sotto l'acqua fredda.
Dopo averle lavate e asciugate, tagliate le melanzane a cubetti e mettetele sotto sale. Pulite i peperoni, eliminate i semi e i filamenti interni, tagliateli a spicchi e salateli.  Tagliate a rondelle le cipolle. Fate dorare l'aglio in una padella con l'olio e poi eliminatelo. Aggiungete le verdure  e cuocetele a fiamma alta per 5 minuti, quindi abbassate la fiamma e continuate la cottura fintanto che le verdure non saranno pronte. Regolate di sale e aggiungete delle foglie di basilico.



A questo punto versate nella padella il riso e le olive snocciolate. Mescolate bene e fate insaporire per un pò di tempo. Impiattate decorando con foglie di basilico e una grattugiata di pecorino calabrese fresco.










domenica 23 agosto 2015

Mezze maniche con polpettine di sarde


Una ricetta tradizionale di un gusto unico che non può non piacere. Un piatto semplice ed economico, ma ricco di sapori e profumi intensi. Stavolta , visto che avevo comprato un bel pò di sarde, ho pensato di arricchire il piatto con delle polpettine. Il risultato? Un piatto unico appetitosissimo che profuma di mare, oltre ad essere naturalmente  un piatto sostanzioso e sano per l'elevato apporto proteico. Per la preparazione della ricetta le polpette vengono dapprima fritte per pochi minuti e poi tuffati in un profumatissimo sugo.

Ingredienti
1 kg di sarde fresche pulite e diliscate
pane aromatizzato con aglio e prezzemolo
50 gr di pecorino calabrese
un peperoncino
1 uovo
aglio
prezzemolo
pomodori maturi
sale
olio evo
pane grattugiato
pasta formato penne o mezze maniche



Preparazione

Per le polpette:
In una ciotola mettete circa 700 gr di sarde e sminuzzatele. Aggiungete il pane aromatizzato leggermente bagnato, il pecorino, l'uovo, il sale e amalgamate il tutto. Appena il composto sarà omogeneo, con le mani inumidite formate delle polpette, passatele nel pane grattugiato e friggetele in olio bollente. Sgocciolatele e adagiatele su carta assorbente per eliminare l'olio in eccesso.



Per il sugo:
Fate imbiondire in un tegame un trito di aglio e prezzemolo più un peperoncino con mezza tazzina di olio. Aggiungete le sarde  e fatele insaporire finchè non diventano bianche quindi versate i pomodorini tagliati a metà. Salate e continuate la cottura fintanto che l'olio non salirà in superficie. Ci vorranno 15 minuti circa. A questo punto disponete le polpette fritte nel sugo e lasciatele insaporire a fuoco dolce per 5/6 minuti. Spegnete e lasciate riposare il sugo coperto prima di utilizzarlo.Cuocete la pasta al dente, scolatela e versatela nella padella con il sugo. Fatela saltare per qualche secondo e impiattatela.



Soverato



mercoledì 19 agosto 2015

Frese " conzate "




La fresa è la regina incontrastata della tavola estiva, soprattutto quando il troppo caldo e il poco appetito scoraggiano qualsiasi tentativo di accendere i fornelli.
E così ogni qualvolta passo dal fornaio faccio una bella scorta di frese. Bianche o integrali, rotonde o lunghe  vanno bene tutte. Come consistenza preferisco quelle più sottili e friabili, giacchè le utilizzo anche al posto del pane. Come si fa a parlare  infatti di pane fresco con questo caldo? Dopo averlo tagliato a fette, anche il nostro buon pane casareccio, diventa subito duro.
Le frese sono di una semplicità unica e di una bontà altrettanto unica e pensare  che sono semplicemente pane: impastato, lievitato, infornato e poi biscottato.  Facili da preparare anche in casa al forno elettrico o, ancora meglio, al forno a legna. ( qui )
Prima di condirle ricordatevi di bagnarle e di tamponarle con cartapanno o con un tovagliolo, altrimenti risulteranno troppo dure.
Per " conzarle " lasciate libero sfogo alla fantasia.




Fresa arriganata



Dopo aver bagnato e tamponato la fresa conditela con pomodori e cipolla in insalata. Senza dimenticare un pò di peperoncino, il basilico e una buona spolverata di origano.

Frese terra - mare

...al pescespada



Fresa condita con: melanzane grigliate, cipolla di Tropea ad anelli, pomodori in insalata, carpaccio di pescespada, basilico, sale, origano, olio evo.


...al tonno


Stavolta tonno sott'olio e tanta cipolla insieme naturalmente a pomodori e melanzane.

Buon appetito........

martedì 11 agosto 2015

Ciambella semintegrale con fichi freschi


E' tempo di fichi e fintanto che durano una bella scorpacciata al giorno non me la leva nessuno. Il colore non fa nessuna differenza, verdi o neri, sono tutti ugualmente buoni. Peccato che, una volta raccolti, durino poco. E allora non c'è di meglio che utilizzarli per preparare dei dolci. Questa ciambella, molto soffice e gustosa , vi conquisterà anche per quel delicato profumo di limoncello  che rilascia in bocca.

Ingredienti
200 gr di fichi maturi
150 gr di farina 00
150 gr di farina biologica integrale
3 uova
150 di zucchero
50 ml di olio evo
1 bustina di lievito
100 ml di limoncello
latte qb

per la decorazione
fichi, una bustina di colla di pesce, una noce di burro.



Preparazione

Sbucciate i fichi, tagliateli a spicchi e metteteli a macerare in una ciotola con il limoncello.
Lavorate i tuorli con lo zucchero fino ad ottenere una crema liscia e gonfia. Incorporate quindi l'olio, le farine e il lievito. Quando avrete ottenuto un impasto uniforme unite i fichi con il loro liquido, gli albumi montati a neve e qualche cucchiaio di latte. Amalgamate bene il composto e versatelo in uno stampo ad anello imburrato e infarinato. Mettete in forno a 180° per 50 minuti circa. Fate sempre comunque la prova dello stecchino.
Preparate intanto la glassa mescolando sul fuoco due fichi schiacciati con la colla di pesce , precedentemente ammollata in acqua e strizzata, e una noce di burro. Versate la glassa sul dolce tiepido e fate raffreddare. 
Guarnite con i fichi rimasti o altra frutta.





lunedì 3 agosto 2015

Zuppa di ceci e cozze con ...ippocampi



No, non pensate che il caldo mi abbia dato alla testa, non sto parlando dell'Hippocampus ma di un formato di pasta che il pastificio Stingi, in sinergia con l'Amministrazione comunale di Soverato, ha creato per promuovere l'immagine della mia bella cittadina anche a livello gastronomico. Perchè proprio l'Hippocampus? Perchè nella Baia di Soverato esiste una riserva naturale dove vivono e si riproducono i cavallucci marini da tantissimo tempo. Il cavalluccio marino, come affermano gli esperti, è indicatore di acque pulite e  quindi il ritrovamento di numerose colonie nel nostro mare è da ritenersi un segnale positivo. Sta a noi comunque fare in modo che non si tramuti in una favola per i bambini di domani.
E adesso veniamo alla ricetta di questo gustoso piatto che unisce terra e mare, che utilizza ingredienti poveri dai sapori decisi per una pietanza davvero prelibata.

Ingredienti
1 Kg di cozze già pulite
300 gr di ceci già lessati
2 spicchi d'aglio
prezzemolo
peperoncino
200 gr di pasta Ippocampo Soverato
olio evo
3/4 pomodorini pachino
sale qb





Preparazione
Io ho usato ceci già lessati,ma potete benissimo metterli a bagno la sera precedente e cuocerli seguendo il metodo tradizionale.
In una pentola fate scaldare appena dell'olio evo con uno spicchio d'aglio e del prezzemolo. Unite le cozze e lasciatele aprire. Sgusciate poi le cozze avendo cura di lasciarne qualcuna per guarnizione e filtrate il liquido di cottura.
In un'altra pentola fate dorare lo spicchio d'aglio e il peperoncino con l'olio evo, aggiungete i pomodorini e successivamente i ceci. Lasciate insaporire per qualche minuto, quindi salate e versate metà dell'acqua delle cozze.



Coprite e fate cuocere a fuoco dolce per dieci minuti circa, aggiungendo altra acqua delle cozze se l'altra è stata assorbita. Spegnete il fuoco e riducete in purea una parte dei ceci. Aggiungete le cozze e rimettete sul fuoco mescolando accuratamente per cinque minuti circa. Lasciate la zuppa piuttosto liquida.



Nel frattempo cuocete la pasta, scolatela al dente e versatela della pentola con i ceci e le cozze. Proseguite la cottura per un paio di minuti, quindi spegnete e fate riposare un pò la zuppa.  Servitela con del prezzemolo tritato e le cozze tenute da parte.
Certamente, per chi lo desidera, la zuppa può essere consumata senza pasta. In questo caso lasciatela più densa e accompagnatela con crostini di pane.






Soverato

La Baia dell'Ippocampo








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