lunedì 20 ottobre 2014

Torta mandorlata



Stamane voglio augurarvi un  felice inizio di settimana ( e speriamo che Dio ce la mandi buona con il tempo, giacchè sembra che, dopo tante giornate di caldo estivo, stia per arrivare l'uragano Gonzalo ) con questa crostata che posso descrivere semplicemente con tre parole: piacevole, gustosa e golosa. Le crostate sono il mio dolce preferito, perfette per ogni occasione, ma per essere sicura del risultato finale mi butto senza indecisione alcuna sulla crostata di ricotta  ( di pecora ). La  ricetta di questa torta mandorlata, che proviene da un vecchio libro di dolci, mi ha conquistato subito tanto che nella settimana scorsa l'ho fatta per ben due volte. E' una torta morbida e  delicata, l' abbinamento ricotta-amaretti la rende piacevole al palato ed inoltre è di facile preparazione. Noi, in casa, l'abbiamo gustata con un bicchierino di Greco di Bianco.
Ingredienti
per la pasta
300 gr di farina 00
150 gr di margarina
150 di zucchero
1 uovo
50 ml di maraschino ( io Greco di Bianco )
1 bustina di lievito
Per la farcia
300 gr di ricotta di pecora
100 gr di zucchero semolato
50 gr di mandorle tritate
1 uovo
200 gr di amaretti
Preparazione
Pasta: in una ciotola amalgamate  tutti gli ingredienti, dividete l'impasto e con una metà rivestite il fondo di uno stampo già imburrato e infarinato ( 24 cm )
Farcia:in un'altra ciotola lavorate la ricotta con l'uovo e lo zucchero, aggiungete le mandorle e gli amaretti frullati in un mixer ( volendo si può aggiungere un bicchierino di liquore ). Versate la crema sulla pasta , livellatela e ricoprite con l'altra metà dell'impasto. Io mi sono dilettata con una formina a forma di fiore. Ponete la torta in forno preriscaldato a 180° per 20/ 30 minuti, la superficie dovrà risultare dorata.







giovedì 16 ottobre 2014

Il Greco di Bianco





Quando ho letto qualche settimana fa, il tema del 16 Ottobre per il consueto appuntamento con l'Italia nel piatto, non ho avuto dubbi sul vino di cui parlare : il Greco di Bianco, un vino unico, un tesoro dal valore inestimabile dato in dono alla Calabria. 
Per tanti anni la Calabria, chiamata dai greci Enotria ( terra del vino ), ha fornito vini da taglio a produttori sia italiani che stranieri, essendo la sua produzione caratterizzata dal colore intenso e dal grado alcolico elevato. Più recentemente la situazione è cambiata e la tenacia dei viticoltori calabresi ha fatto sì che oggi nella regione siano presenti vini di tutto rispetto. Infatti si contano 12 vini Doc e 10 Igt. Il Greco di Bianco, l'unico vitigno autoctono, è Doc dal 1980. 
E adesso un breve excursus
Storia e curiosità
Per questo vino vengono utilizzate uve Greco di Bianco, un vitigno autoctono portato in Calabria, nei pressi di Capo Zefirio ( oggi Capo Bruzzano ) da uno sconosciuto colono greco nell'ottavo secolo a.C., in ricordo della patria lontana. Il suo gesto fu dettato certamente dal sentimento, ma quello che produsse fu l'autentico "nettare degli dei", un vino che ha il colore del sole e il profumo delle arance tra cui matura. Diverse sono le leggende nate intorno a questo vino che oltre ad essere apprezzato tantissimo dagli imperatori romani era anche apprezzato dalle "allegre donnine", come si evince da una iscrizione muraria trovata a Pompei; inoltre si narra che il Greco di Bianco abbia dato ai soldati locresi la forza necessaria per sconfiggere l'esercito di Crotone, 10 volte superiore, nella battaglia sul fiume Sagra  nel 560 a.C. Era anche il vino dei sacerdoti e degli indovini giacchè si pensava che dispensasse poteri divinatori.



Area storica di produzione
La zona di produzione del Greco di Bianco è relativa ai territori di Bianco e Casignana in provincia di Reggio Calabria, sul versante ionico, nell'area cosidetta grecanica. Una terra, questa, intimamente unita al mondo del vino, come dimostrano i numerosi reperti archeologici e soprattutto i circa settecento palmenti di epoca greca-romana, scavati nella pietra arenaria e individuati in un'area di circa 700 ettari di terreno.



Vitigni e vinificazione
Oro antico e ambra il suo colore; fragranze amare e aromatiche come quelle delle zagare e del bergamotto il suo profumo; sapore morbido e armonico con note di miele, fichi e mandorle: questo è il Greco di Bianco, una vera gemma enologica, prodotta su terreni assolati e ventilati da lievi brezze marine, ottenuto per almeno il 95 % da uve rigorosamente Greco Bianco. Ancora oggi nella lavorazione si seguono antichissimi procedimenti, così come asserisce Esiodo:
"Quando Orione e Sirio giungono a mezzo del cielo ( 20 settembre ) e l'aurora dalle rosee dita vede Arturo, allora, o Perse, spicca e porta a casa tutti i grappoli: li terrai al sole per dieci giorni e dieci notti, per cinque giorni invece all'ombra; al sesto giorno poi, porrai nei tuoi vasi i doni di Dionisio che dà molta gioia".
E oggi, infatti, a metà settembre si vendemmia e subito dopo i grappoli, selezionati ad uno ad uno, sono posti ad appassire al sole su tradizionali graticci per una decina di giorni; solamente una volta raggiunta la giusta concentrazione di profumi e zuccheri le uve potranno essere vinificate. Il mosto viene messo in botticelle di castagno e dopo essere travasato 2 volte, nel mese di maggio  viene trasferito in serbatoi d'acciaio, nei quali rimane fino a novembre, allorquando, trascorsi i 12 mesi di affinamento ( è un bianco molto longevo che può essere conservato in cantina per un decennio ) e raggiunta la gradazione minima di 17°, viene immesso in commercio nella sua tipica bottiglia, dalla caratteristica forma arrotondata sui fianchi.


I grappoli sono lunghi fino a 60 cm e gli acini, piccoli e rotondi,
presentano poca polpa e una buccia sottile.

I vigneti degradano verso il Mar Ionio

L'essiccamento sui graticci.

Accostamenti a tavola:
E' un vino da conversazione; tradizionalmente si abbina con la pasticceria secca, dolci a base di mandorle, marmellata, ricotta, canditi e frutta secca; si presta anche per accompagnare formaggi piccanti. La temperatura ideale per gustare il Greco di Bianco oscilla tre gli 8/10° C.




 Per i miei gusti l'abbinamento perfetto resta Greco di Bianco - biscotti alle mandorle.




PS. Le notizie riportate nel post sono tratte dalla mia cultura personale e dal sito

16 Ottobre - Vino  ( ma che sagre, feste o post turistici....decidete voi)


E adesso vado a scoprire gli altri vini della nostra bella Italia

Trentino-Alto Adige:  Vellutata al vino Lagrein Kretzenhttp://www.afiammadolce.it/2014/10/vellutata-al-vino-lagrein-kretzen.html


Friuli-Venezia Giulia: Colli orientali del Friuli Picolit  DOCG
http://ilpiccoloartusi.blogspot.com/2014/10/colli-orientali-del-friuli-picolit-docg.html


Lombardia: I vini DOC di San Colombano al Lambro
http://kucinadikiara.blogspot.com/2014/10/i-vini-di-san-colombano-al-lambro.html

Veneto: 

Valle d'Aosta:  Viticoltura in Valle d'Aosta http://atuttopepe.blogspot.com/2014/10/viticoltura-in-valle-daosta-per-litalia.html

Piemonte: 

Liguria: il Rossese e le trippe accomodate http://arbanelladibasilico.blogspot.com/2014/10/litalia-nel-piatto-il-rossese-e-le.html

Emilia Romagna: Sorbetto alla MalvasiaDOC Colli Piacentini http://zibaldoneculinario.blogspot.com/2014/10/sorbetto-alla-malvasia-doc-colli.html

Lazio: Anguilla alla marinara
http://beufalamode.blogspot.com/2014/10/anguilla-alla-marinara-con-ricetta.html

Toscana: Pane, vino e zucchero: http://acquacottaf.blogspot.com/2014/10/pane-vino-e-zucchero.html

Marche: Vino di visciole e straccadenti  http://lacreativitaeisuoicolori.blogspot.com/2014/10/vino-di-visciole-e-straccadenti-ricetta.html 

Abruzzo:Il Vino Pecorino d'Abruzzo 
http://ilmondodibetty.blogspot.com/2014/10/il-vino-pecorino-dabruzzo-per-litalia.html



Molise:Vini e cantine del Molise: la Tintilia http://lacucinadimamma-loredana.blogspot.com/2014/10/vini-e-cantine-del-molise-per-litalia.html

Umbria: Bocconcini di Mailae con Prugnole e Rubesco http://amichecucina.blogspot.com/2014/10/bocconcini-di-maiale-con-prugnole-e.html

Basilicata: NON PARTECIPA

Campania: Piedirosso Bio Igt V Campania 
http://www.isaporidelmediterraneo.it/2014/10/piedirosso-bio-igt-campania-vini-orsini.html

Puglia: Macedonia di frutta al Moscato di Trani DOC  http://breakfastdadonaflor.blogspot.com/2014/10/cucina-pugliese-macedonia-di-frutta-al.html

Calabria:Greco di Bianco, il vino più antico d'Italia.
http://ilmondodirina.blogspot.com/2014/10/il-greco-di-bianco.html

Sicilia: Gelatine allo Zibibbo
http://burro-e-vaniglia.blogspot.com/2014/10/gelatine-allo-zibibbo-per-litalia-nel.html

Sardegna:

Il nostro blog L'Italia nel Piatto http://litalianelpiatto.blogspot.it/

Visitatelo!!


























domenica 12 ottobre 2014

Panini semi- integrali con zucca e olive nere





Ecco una ricetta autunnale originale e sfiziosa che ha come ingrediente la zucca, regina incontrastata  della tavola ottobrina. Bella da usare come decorazione, ma soprattutto buona da mangiare. E  a ragione, infatti è uno di quegli alimenti che potresti non smettere mai di mangiare, contiene pochissime calorie e ci puoi cucinare di tutto, dal dolce al salato. Oggi voglio farvi gustare questi panini che potrete consumare al posto del comune pane. La zucca non ha dato nessun sapore particolare al pane ma una sofficità incredibile che dura per più giorni. Inoltre l'unione con la farina integrale rende questi panini molto salutari per l'alto contenuto di fibre.
Ingredienti
Per il lievitino: 200 gr di farina 00, 5 gr di lievito di birra secco,un pizzico di sale, acqua q.b.
Per l'impasto principale
400 gr di farina integrale ( io Alce Nero )
150 gr di farina 00
50 ml di olio evo
250 gr di purea di zucca 
10 gr di sale
acqua q. b.
100 gr di olive nere snocciolate e tagliuzzate.
Preparazione
La sera precedente preparate il lievitino ( dovrete ottenere una pastella densa ) e lasciatelo lievitare per tutta la notte a temperatura ambiente.
Preparate la purea facendo cuocere la zucca in poca acqua salata. Una volta cotta, frullatela.
L'indomani mattina versate le farine in una ciotola capiente, unite la purea di zucca, il lievitino, le olive, l'olio, il sale e tanta acqua quanto ne occorre per ottenere un impasto  morbido e liscio e che abbia ben assorbito tutti gli ingredienti. Lavorate per 10/15 minuti e poi mettete a lievitare. ( io 6 ore nel forno spento ).



 Riprendete l'impasto e senza rilavorarlo formate delle pagnottine che farete lievitare per un'ora circa nella teglia, rivestita con carta forno, che userete per cuocerle.


Accendete il forno a 200° posizionando all'interno un pentolino d'acqua per almeno 30 minuti. Trascorso il tempo togliete il pentolino, abbassate la temperatura a 180°, infornate i panini e cuocete per circa 20/30 minuti. Appena sfornati metteteli a raffreddare su una gratella. Eccoli pronti, buoni e fragranti. 








Ci sono piaciuti tanto. Provateli  al naturale oppure con del salame. 


Io l'ho imbottito con del capocollo silano. Saporitissimo!!!!!!






martedì 7 ottobre 2014

Pappardelle ai funghi porcini



Quando l'estate ormai volge al termine e le prime piogge bagnano i terreni, le nostre montagne sono invase  da persone più o meno esperte che si dedicano alla raccolta dei funghi. Il territorio calabrese ne è ricco grazie alla diversità del terreno e della vegetazione, basti pensare ai faggeti, castagneti, abetaie, pinete e querceti presenti nei tre gruppi montani calabresi: Sila, Serre e Aspromonte.  Sono più di 3000 le specie presenti, senza tener conto di quelle microscopiche. Di conseguenza, da  sempre la raccolta e la trasformazione dei funghi ha rappresentato un'entrata rilevante per le popolazioni della montagna. I "Fungiari" ancora oggi li trovi ai bivi delle strade e nei mercati con i loro cesti di vimini stracolmi di porcini, ovuli, rositi, "vavusi", "ordinatuli"; puoi essere sicuro della loro commestibilità giacchè sono dei conoscitori esperti. Il mio " fungiaro ", anzi la mia, questa volta è stata eccezionale, infatti mi ha regalato sia porcini che ovuli già puliti, sezionati ed imbustati. Io li ho soltanto congelati per le varie preparazioni. E così , domenica scorsa, prima giornata veramente autunnale ho pensato di preparare le pappardelle con i funghi, un primo piatto semplice da preparare e dal sapore deciso.
Ingredienti
300 gr di pappardelle
200 gr di funghi porcini
parmigiano grattugiato
 prezzemolo
 aglio
 sale qb.
 olio evo
Preparazione
In una padella versate dell'olio evo e rosolate uno spicchio d'aglio e un peperoncino. Eliminate l'aglio, versate i porcini e fateli rosolate a fuoco vivo per pochi minuti, quindi salate e continuate la cottura a fiamma  bassa per 15 minuti circa badando che il sugo non si asciughi troppo.Aggiungete infine del prezzemolo tritato.


Nel frattempo cuocete le pappardelle, scolatele al dente lasciandole un pò bagnate, versatele nella padella dei funghi e fatele mantecare per qualche minuto. Spolverizzate con del prezzemolo fresco  tritato e del parmigiano ( volendo ) e servite.



giovedì 2 ottobre 2014

Gurpinelle di mustarda






02 Ottobre: Uva e vino ( dalla vigna alla cucina )



Siamo ad Ottobre ed il nostro effervescente gruppo non poteva non festeggiare con dei piatti che profumano dei colori caldi dell'autunno. E il frutto più emblematico di questa stagione è certamente l'uva, che in Calabria ha da sempre costituito una risorsa importantissima, assieme alle olive e agli agrumi.
 E' questo tempo di vendemmia, l'odore del mosto si sparge nelle nostre contrade, non c'è famiglia che non abbia un piccolo torchio idraulico per fare il suo vino con uve provenienti dai propri campi o da altri territori. E non poteva essere diversamente visto che la Calabria un tempo era chiamata Enotria ( terra del vino ). Ma oltre che vendemmiare questo è momento per fare il vinocotto ( per i dolci natalizi ) ed anche la mostarda che niente ha a che vedere con la mostarda conosciuta ai più. Infatti nel dialetto calabrese con questo termine chiamiamo la marmellata fatta con uva da mosto ( uva fragola e gaglioppo ). Io per la mia mostarda ho utilizzato uva fragola rossa e uva " ruggia ", un vitigno molto antico e a maturazione tardiva, chiamato così per il colore grigio-rossastro degli acini. Sicuramente in tanti vi chiederete il significato del termine " gurpinella ". Si tratta di una frittella ripiena di marmellata d'uva, che deve questo appellativo al fatto che la sua originaria forma triangolare ricorda la testa della volpe ( in dialetto calabrese " gurpi " ) e ciò anche per distinguerla dalle " chinuliddhi ", alquanto simili, ma chiuse in forma semicircolare.
Ingredienti
Per l'impasto: 500 gr di farina 00 
150 gr di sugna
200 gr di zucchero semolato
3 uova
un cucchiaino di lievito
un pizzico di sale
vino liquoroso qb
Per il ripieno
marmellata d'uva da mosto
noci sgusciate e spezzettate
miele millefiori
Preparazione
Preparate un impasto liscio e consistente con gli ingredienti indicati ( nei tempi antichi veniva usato un impasto simile a quello del pane ) e lasciatelo riposare per un'ora.
Intanto preparate il ripieno: versate la marmellata in una ciotola, unite le noci spezzettate e un cucchiaio di miele.




 Stendete la pasta in una sfoglia sottile, con una formina ricavate tanti quadrati e nel centro mettete un cucchiaino di ripieno. Ripiegate ogni quadrato formando un triangolo, fate uscire l'aria e premete bene i bordi bagnandoli con un pò d'acqua o albumi sbattuti ( io acqua ) e aiutandovi con una forchetta. 




Friggete le " gurpinelle " in abbondante olio d'oliva ben caldo.



 Appena sono dorate toglietele dalla padella, fate assorbire l'unto su carta assorbente e spolverizzatele infine con zucchero a velo.








Trentino-Alto Adige: Strudel altoatesino d'uva e mandorle
 http://afiammadolce.blogspot.com/2014/10/strudel-altoatesino-duva-e-mandorle.html 

Friuli-Venezia Giulia: Pierçolade o zuppa di pesche 
http://ilpiccoloartusi.blogspot.com/2014/10/piercolade-per-litalia-nel-piatto.html 

Lombardia: Risotto allo Spumeggio
http://kucinadikiara.blogspot.com/2014/10/risotto-allo-spumeggio.html

Veneto: Mosto d'uva cotto https://ely-tenerezze.blogspot.it/2014/10/mosto-duva-cotto-per-litalia-nel-piatto.html

Valle d'Aosta: Filetto con riduzione al Torrette http://atuttopepe.blogspot.com/2014/10/filetto-con-riduzione-al-torrette-la.html

Piemonte: 

Liguria:   torta di pane e miele (torta de pan e amè)
 http://arbanelladibasilico.blogspot.com/2014/10/litalia-nel-piatto-uva-e-vino.html

Emilia Romagna: Sugo d'uva
 http://zibaldoneculinario.blogspot.com/2014/10/sugo-duva-per-litalia-nel-piatto.html

Lazio: Ciambelle al mosto 
http://beufalamode.blogspot.com/2014/09/ciambella-al-mosto-per-litalia-nel.html

Toscana: Schiacciata con l'uva e crema al vin santo
 http://acquacottaf.blogspot.com/2014/10/schiacciata-con-luva.html

Marche: Crescia co lu paulittu
 http://lacreativitaeisuoicolori.blogspot.com/2014/09/crescia-co-lu-paulittu-ricetta-tipica.html

Abruzzo:Confettura d'uva Montepulciano d'Abruzzo
 http://ilmondodibetty.blogspot.com/2014/10/confettura-duva-montepulciano-dabruzzo.html

Molise: Pasta vinnisca
 http://lacucinadimamma-loredana.blogspot.com/2014/09/dalla-vigna-alla-cucina-pasta-vinnisca.html

Umbria: Maritozzi con il mosto 
 http://amichecucina.blogspot.com/2014/10/maritozzi-con-il-mosto-per-litalia-nel.html

Basilicata: Cotto d'Uva 
http://blog.alice.tv/profumodicannella/2014/10/01/cotto-duva-vincotto-mosto-cotto-saba-o-sapa

Campania: Ciambelle al vino 
 http://www.isaporidelmediterraneo.it/2014/10/ciambelle-al-vino.html

Puglia:  U Cuètte  (Vincotto) -
 http://breakfastdadonaflor.blogspot.com/2014/10/cucina-pugliese-u-cuette.html

Calabria: Gurpinella di mustarda
 http://ilmondodirina.blogspot.com/2014/10/gurpinella-di-mustarda.htm

Sicilia: La mostata siciliana
http://burro-e-vaniglia.blogspot.com/2014/10/mostata-siciliana.html

Sardegna:Tiliccas o caschettas dolci sardi alle mandorle
 http://blog.giallozafferano.it/vickyart/tiliccas-o-caschettas-dolci-sardi-alle-mandorle

Il nostro blog L'Italia nel Piatto http://litalianelpiatto.blogspot.it/




sabato 27 settembre 2014

Trenette al sugo di pesce " poverello "





Ecco una ricetta semplice per preparare un gustoso sugo di pesce con cui condire la pasta. I pesci che ho utilizzato sono il frutto di una mattinata di pesca a " surici" alquanto misera, però sufficiente per un primo e una fritturina. Si tratta, come potete vedere, di pesci " poverelli ", tali però solo per il costo perchè il sapore rilasciato è unico. D'altronde è sempre pesce fresco, pesce di stagione, proveniente dal mio mare ( giunto ancora vivo! ).
Ingredienti
misto pesce: tracina, surice, perchia, pesce san pietro, pagello, pesce lucertola,
prezzemolo, aglio, peperoncino
pomodori pelati
olio evo
sale qb
trenette
Preparazione
Pulite il pesce e lavatelo con cura.


Fate appassire in un tegame un trito di aglio e prezzemolo e un peperoncino;


unite i pomodori spezzettati,  un mestolo d'acqua, un pizzico di sale e lasciate cuocere per 10/15 minuti.


 A questo unto aggiungete i pesci e proseguite la cottura a fiamma moderata.


 Appena il pesce si sarà quasi disfatto, spegnete il fuoco. Armativi di santa pazienza e spinate attentamente buona parte dei pesci, rimettete la polpa nel sugo, fate cuocere per pochi minuti, quindi spegnete e fate riposare.



Lessate le trenette in  salata, scolatele al dente e trasferitele nel tegame con il sugo. Rigirate il tutto, affinchè il condimento si distribuisca in modo uniforme, cospargete di prezzemolo tritato e servite.
Buon appetito.............

venerdì 19 settembre 2014

Max brioches al miele e yogurt



Non ci sono parole per descrivere la bontà di queste brioches: sofficissime, leggerissime e anche molto profumate vista la presenza nell'impasto del miele al limone. La ricetta base di queste brioches è di Adriano ( per chi non lo conoscesse si trova qui ), modificata da me leggermente.
Ingredienti
500 gr di farina 00
100 gr di zucchero di canna
2 uova medie + un tuorlo
2 vasetti di yogurt bianco
50 di olio evo
50 di latte
mezzo cubetto di lievito
un pizzico di sale
2 cucchiai abbondanti di miele al limone
Preparazione
In una ciotola capiente versate il latte tiepido, aggiungete il lievito sbriciolato e fatelo sciogliere, quindi le uova leggermente sbattute, lo zucchero, l'olio, lo yogurt, il miele  e il sale. A questo punto versate gradualmente la farina  e lavorate il tutto fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo.


 Coprite la ciotola con la pellicola  e fate lievitare il composto in un luogo tiepido e asciutto per un paio d'ore ( io circa 3 ). Trascorso il tempo dividete l'impasto in panetti e rimettete a lievitare per ancora 1 ora.


 A lievitazione avvenuta spennellate le brioches con un tuorlo d'uovo e un cucchiaio di latte e infornate in forno preriscaldato a 180° per 15/20 minuti circa.La superficie dovrà essere dorata.



Questo è l'interno


E questa è la brioche di mio figlio strapiena di nutella.





Il mondo di RinadiBarbara FroioTemplate byIole