giovedì 7 novembre 2019

Minestra di ceci e zucca




Quando l'aria si fa più fresca e la natura si colora di giallo e arancio è bello e confortante preparare delle minestre fumanti e sostanziose. E la minestra di ceci e zucca è proprio un comfort food da gustare lentamente, magari accompagnata da fette di pane tostato. Pochi ingredienti per una bontà unica. La dolcezza della zucca viene equilibrata dal gusto dei ceci e il risultato è un piatto colorato, semplice, genuino e nutriente.
Ingredienti
500 gr di zucca
300 gr di ceci già cotti
1 cipolla
1 spicchio d'aglio
prezzemolo
sale q.b.
peperoncino piccante q.b.
olio evo
Preparazione
In un tegame fate imbiondire nell'olio evo la cipolla tritata e lo spicchio d'aglio. Nel frattempo tagliate la zucca a dadini, versatela nel tegame e fate insaporire il tutto per qualche minuto. Aggiungete un mestolo di acqua calda e successivamente i ceci, il sale, il peperoncino e il prezzemolo tritato. Mescolate il tutto, lasciate prendere il bollore, poi abbassate la fiamma, coprite con il coperchio e fate cuocere per 15/20 minuti.


Quando la zucca sarà cotta schiacciatene una parte per avere quell'efetto cremoso e se necessario aggiungete altra acqua.


 Prima di spegnere regolate di sale. A questo punto servite la minestra di ceci e zucca  calda con fette di pane tostato e un filo di olio crudo ( io ho usato l'olio nuovo, che bontà! )




lunedì 4 novembre 2019

Torta di Linz



La torta di Linz o la Linzertorte è un dolce di origine austriaca, in particolare della città di Linz. Si presenta come una crostata con una base di pasta frolla alle nocciole aromatizzata con cannella e chiodi di garofano, farcita con confettura di ribes, decorata in superficie con un fitto reticolo di rotolini di pasta frolla e cosparsa di filetti di mandorla.
Sembra essere addirittura la torta più antica del mondo,la ricetta più vecchia pare risalga al 1653.
L'invenzione della Torta di Linz è soggetta a numerose leggende, quella forse più conosciuta la fa risalire al confettiere viennese, un tale Linzer.
Io adoro le crostate, ma vi confesso che la Linzertorte è davvero fra le più buone e il giorno dopo la gusterete maggiormente. Inoltre si mantiene benissimo per più giorni e quindi è un'idea regalo per le prossime feste.
Ingredienti
250 gr di farina per dolci
100 gr di nocciole
120 gr di zucchero
120 di burro
1 uovo e 1 tuorlo
1 cucchiaino di lievito per dolci
1 cucchiaino di cannella e chiodi di garofano in polvere 
confettura di ribes, io frutti di bosco
Per la copertura
zucchero a velo
latte
mandorle a lamelle
granella di nocciole
Preparazione
Tritate finemente le nocciole con 50 gr di zucchero presi dal totale ( io ho preferito una farina più rustica ).  In una ciotola inserite la farina per dolci, la farina di nocciole, lo zucchero, il lievito, la cannella, i chiodi di garofano e mescolate. Unite l'uovo e il tuorlo, il burro morbido e lavorate fino ad avere un impasto liscio e compatto. Avvolgetelo nella pellicola e tenetelo in frigo per almeno 2 ore, io l'ho fatto riposare tutta la notte.


Trascorso il tempo con una parte della frolla rivestite una tortiera da 22 cm precedentemente imburrata e infarinata e farcitela con la confettura. 



Con il resto della pasta preparate tanti rotolini e formate un fitto reticolo, poi chiudete i bordi verso l'interno. Spennellate la superficie con il latte e terminate cospargendo il bordo con la granella di nocciole e le mandorle a lamelle. 


Infornate a 180° per 30/35 minuti. Fate raffreddare bene la Linzertorte prima di sfornarla. Spolverizzatela con zucchero a velo (facoltativo) e servitela con un ciuffo di panna montata, come vuole la tradizione austriaca.




sabato 2 novembre 2019

Vrascioli 'e malangiani




L'Italia nel Piatto, 2 Novembre: Aperitivo con finger food

Tra tutti i piatti della tradizione gastronomica calabrese 'i vrascioli sono certamente il piatto più rappresentativo e più comune, simbolo di una cucina semplice e creativa che ha prodotto e produce piatti indimenticabili con ingredienti poveri e facilmente reperibili da tutti. Non c'è domenica o festa che non veda sulla tavola imbandita vassoi stracolmi di vrascioli sia di carne che di verdure: ogni famiglia ne custodisce gelosamente la ricetta che reputa l'originale ed è felice di farli assaggiare a tutti. 
Vi ricordo che in Calabria vrasciolo non è sinonimo di polpetta: i vrascioli si friggono mentre le polpette si cucinano in pentola. I vrascioli hanno una forma ovoidale, le polpette sono rotonde.
Ma perchè si chiamano così? Probabilmente perchè il termine braciola deriva da brace ( tizzoni ardenti di carbone ) che nel nostro dialetto diventa vrasci e il contenitore nel quale si consumavano vrasceri. Durante l'inverno le massaie erano solite porre sul braciere 'a fressura ( una padella di ferro ) per friggere. A questo punto non è errato pensare che vrasciola sia un alimento preparato sul vrascere o comunque sui vrasci.
Per l'appuntamento di questo mese  ho voluto proporre la ricetta dei vrascioli  'e malangiani in formato finger, bocconcini prelibati che racchiudono i profumi e i sapori della mia terra: melanzane e basilico in primis. Un mix di sapori che esplodono in bocca al primo morso, una vera e propria goduria!
Ingredienti
melanzane
pecorino calabrese
pane casareccio raffermo
uova
basilico
menta
aglio
sale q.b.
peperoncino piccante in polvere (facoltativo)
pangrattato
olio evo oppure olio di arachide
Niente dosi come vedete, si procede ad occhio e gusto.
Preparazione
Togliete la crosta al pane e mettete la mollica in un robot insieme all'aglio, al basilico e alla menta. Una volta frullata versatela in una ciotola.
Lavate e asciugate le melanzane. Tagliate il picciolo e sbucciatele in parte. lessatele quindi in acqua bollente salata per circa 20 minuti. Una volta pronte scolatete e strizzatele bene per togliere l'acqua in eccesso.
Nella ciotola del pane aromatizzato versate la polpa di melanzane, il pecorino, l'uovo e impastate. 
Regolate di sale. Io aggiungo anche un pizzico di peperoncino piccante in polvere.
Adesso formate le polpettine, rotolatele nel pan grattato e friggetele in abbondante olio evo e appena diventano dorate scolatele su carta assorbente. Servitele ancora calde e fumanti.






Curiosi di conoscere gli altri aperitivi in formato finger food?

Piemonte: Bignè salati alla Bagna Cauda per l'Italia nel Piatto https://www.lacascatadeisapori.it/bigne-salati-alla-bagna-cauda-per-litalia-nel-piatto/
Trentino-Alto Adige: Capuc, Carne Salada e Tosella: i finger food .... https://profumiecolori.blogspot.com/2019/11/capuc-carne-salada-e-tosella-i-finger.html
Friuli-Venezia Giulia: Crema di ricotta, crumble di farina di mais e pomodorini confit
https://www.blogthatsamore.it/2019/11/crema-di-ricotta-crumble-di-farina-di-mais-e-pomodorini-confit.html
Sicilia: Involtini di Sarde con Pomodorini Secchi e Pinoli https://www.profumodisicilia.net/2019/11/02/involtini-sarde-pomodorini-secchi/


giovedì 31 ottobre 2019

" I jiriti d'apostulu " - Le dita degli apostoli




Le dita degli apostoli, jiriti d'apostolu in dialetto. sono dei golosissimi dolcetti di forma cilindrica preparati in occasione della festa di Ognissanti nel reggino e più precisamente a Bagnara Calabra,  una splendida cittadina di mare situata nel cuore della Costa Viola. Con la stessa forma ma con ingredienti diversi vengono preparati pure in Puglia e in Sicilia anche a Pasqua e a Carnevale.
Come avviene in tanti casi, anche per le dita d'apostolo la storia si intreccia con la leggenda. 
Si racconta che una giovane contadina bagnarese, una domenica, trovò sull'uscio di casa un sacchetto che conteneva un dolce di pan di spagna ripieno di crema al cacao. Quando seppe che a ordinarlo al pasticcere era stato un giovane boscaiolo che si era innamorato di lei, ordinò allo stesso un dolce che avesse una forma rotonda, di colore bianco e con una ciliegina in cima. Chiese inoltre che il dolce le venisse consegnato dallo stesso giovane. Da allora il boscaiolo ogni domenica fece trovare sull'uscio di casa della giovane un sacchetto contenente i due dolci: il dito d'apostolo e il sospiro di monaca.
In realtà hanno un origine più religiosa. Infatti si racconta che a ideare le dita di aspostolo furono delle monache devote a San Tommaso per ricordare quelle dita che toccarono il costato insanguinato  di Cristo. 
Le dita di apostoli sono state inserite dal Ministere delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali nella lista dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della regione Calabria.
E adesso andiamo alla preparazione di questi golosi dolcetti che sono piaciuti così tanto da sparire in un baleno. 
Ingredienti
4 bianchi d'uovo
200 gr ricotta di pecora
zucchero a velo
liquore, io vin santo
cacao amaro
glassa di cioccolato fondente
gocce di cioccolato
granella di pistacchio
burro
sale
Preparazione
In una ciotola versate la ricotta e mescolatela con lo zucchero a velo e il cacao fino ad ottenere una crema omogenea. Unite il liquore e le gocce di cioccolato e mettete in frigo.
Adesso preparate le frittelline che debbono essere sottilissime. Sbattete leggermente gli albumi con un pizzico di sale fino a farli diventare schiumosi. Ungete un padellino con una noce di burro e appena sarà caldo friggete le frittatine.


  
Una volta pronte sistemate al centro di ciascuna un pò di composto, arrotolatele e disponetele in un piatto. Cospargete le dita di apostoli con del cacao setacciato e decoratele con glassa al cioccolato e granella di pistacchio. Servitele sia calde che fredde.



 





martedì 29 ottobre 2019

Biscotti crepati alle nocciole e caffè




Questi dolcetti con frutta secca dalla superficie lievemente crepata e croccante, dal cuore morbido e dal sapore intenso di caffè sono davvero irresistibili. 
La loro preparazione è abbastanza semplice e veloce, l'importante è  rispettare il tempo di riposo in frigo per ottenere l'effetto finale crepato che rende questi biscotti anche belli da vedere oltre che buoni.
Debbo comunque precisare che questa non è la ricetta originale dei brownie crinckle cookies noti come Biscotti craquelè, ma una mia rivisitazione se non addirittura uno stravolgimento. Nell'impasto non c'è farina ma unicamente frutta secca al sapore di caffè.
Ingredienti
200 gr di nocciole tostate
100 gr di noci
150 di zucchero semolato
2 albumi
un cucchiaino di caffè solubile
20 ml di caffè liquido
un cucchiaino di lievito
Per la copertura
zucchero semolato
zucchero a velo
Preparazione
Tritate finemente le nocciole e le noci.  Sbattete leggermente gli albumi. Versate in una ciotola la frutta secca, il caffè liquido e in polvere, lo zucchero, gli albumi e il lievito. Impastate per pochi secondi fino  ad ottenere un composto omogeneo e compatto. Avvolgetelo nella pellicola trasparente e tenetelo in frigo per un paio d'ore (io tutto il pomeriggio). Trascorso il tempo formate delle palline, grandi quanto una noce e passatele prima nello zucchero semolato e poi in quello a velo.


Disponete i biscottini in una teglia rivestita con carta forno e infornate a 175° per 10/15 minuti. Una volta sfornati fateli raffreddare prima di consumarli.





giovedì 24 ottobre 2019

Ricci 'e fimmina alla jonica



Mi piace andare alla riscoperta di quei piatti della nostra tradizione contadina che rischiano di essere dimenticati. Un tesoro sommerso che andrebbe conosciuto e valorizzato per la sua bontà e la sua storia. E nonostante il nome che potrebbe trarre in inganno, la paternità di questo piatto è proprio calabrese. Esiste un'altra versione in Puglia ma è totalmente diversa, utilizza infatti acciughe, zucchine, pomodori, olive, capperi e ...spaghetti. La ricetta originale calabrese prevede invece un sugo con guanciale, pomodori e peperoni e al posto degli spaghetti una pasta fatta in casa con solo acqua e farina e lavorata  col "ferretto". E "i ricci 'e fimmina" - ricci di donna - si ottengono arrotolando la pasta a spirale attorno ad un ferro da calza che, pensate un pò, un tempo veniva dato in dote alla sposa che, secondo la tradizione, doveva saper fare 15 tipi di pasta 'e casa. Io ho preferito comprare dei fusilli e sinceramente tanti tipi di pasta non li so fare. 
Ritornando alla ricetta di oggi vi ricordo che, contrariamente alle nostre abitudini, questo sugo è dolce. Niente comunque vi vieta di usare il peperoncino, ma con moderazione per non coprire gli altri sapori. 
Ingredienti
300 gr di fusilli
200 gr di pomodori
3 peperoni rossi carnosi
1 spicchio d'aglio
100 gr di guanciale
basilico
pecorino calabrese
olio evo
sale q.b.

Preparazione
Lavate e tagliate in quattro i pomodori e a spicchi i peperoni. Fateli cuocere in acqua bollente leggermente salata, poi scolateli e passateli al passaverdure.


In una padella capiente versate l'olio evo e fate imbiondire lo spicchio d'aglio, aggiungete il guanciale tagliato a tocchetti e appena sarà trasparente versate la salsa ottenuta dai pomodori e peperoni. Fate cuocere a fuoco dolce per 10/15 minuti e prima di spegnere togliete l'aglio e aggiungete le foglie di basilico e regolate di sale.

Cuocete i fusilli in abbondante acqua salata e scolateli al dente. Versateli nel condimento preparato e insaporiteli con il pecorino mescolando con cura. 
Servite "i ricci 'e fimmina" ben caldi aggiungendo a piacere altro pecorino e peperoncino piccante.


martedì 22 ottobre 2019

Polpette fritte di tonno e patate


Buonissime e gustose le polpette di patate e tonno sono sempre poche, infatti una tira l'altra. Accompagnate da una fresca insalata sono un secondo piatto davvero saporito e perfetto da gustare anche freddo. Questo impasto rappresenta un'ottima base per preparare altre sfiziose polpette, basta aggiungere le verdure che più gradite.
Ingredienti
1 scatoletta di tonno sott'olio da 240 gr
400 gr di patate
1 uovo
50 gr di caciocavallo grattugiato
prezzemolo tritato
scorza grattugiata di mezzo limone
sale q.b.
olio di girasole
pangrattato 

Preparazione
Per prima cosa lavate e lessate le patate in abbondante acqua salata e una volta cotte scolatele,  pelatele e passatele allo schiacciapatate. In una ciotola versate le patate chiacciate, il tonno sgocciolato dall'olio, l'uovo, il caciocavallo, il prezzemolo tritato e la scorza grattugiata del mezzo limone. Mescolate fino ad avere un composto omogeneo e se pensate che l'impasto sia morbido aggiungete un pò di pangrattato. Con le mani inumidite formate le polpette e passatele nel pangrattato. A questo punto io le ho fatte riposare in frigo per una mezz'oretta.


 Friggetele in abbondante olio di semi fino a quando non diventano dorate. Scolatele e adagiatele su un vassoio ricoperto con carta assorbente.
Se volete potete cuocere le polpette in forno, basta disporle in una teglia unta d'olio e infornarle a 200° per 20 minuti circa.