lunedì 19 febbraio 2024

Semlor svedesi



 Paese che vai, dolci che trovi.

Sono stata sempre curiosa di conoscere e sperimentare nuove ricette, anche di altri paesi perchè cucinare significa anche conoscere culture e tradizioni di altri popoli.

Giorni fa mi sono imbattuta in queste briosches ricche di pasta di mandorle e panna che mi hanno incuriosito cosi tanto da pensare di mettermi subito all’opera. E mai decisione è stata più giusta. I Semlor sono spariti in un attimo, troppo buoni!

Il loro nome Semlor (Semla al singolare) deriva dal latino similia che significa semola e sono dei panini dolci che si usa preparare in Svezia durante l’inverno e soprattutto per il martedì di Carnevale da servire con una bella tazza di latte caldo oppure con un Caffè Nero.

Ingredienti

400 gr di farina per dolci

100 gr di burro morbido

200 ml di latte

90 gr di zucchero semolato

15 gr di ldb fresco

1 cucchiaino di cardamomo (io cannella)

1 uovo

Un pizzico di sale

- Per la crema di mandorle

200 gr di mandorle pelate

100 gr di zucchero semolato

1 albume

- Inoltre

250 gr di panna fresca

1 uovo per spennellare

Zucchero a velo

Preparazione

Sciogliete il burro in una parte del latte mentre nel rimanente sbriciolate il lievito. In una ciotola versatevi il latte e di seguito la farina, lo zucchero, il cardamomo (io la cannella in polvere), l’uovo e infine il sale. Iniziate ad impastare fino ad avere un impasto morbido ed omogeneo. Fate lievitare fino al raddoppio.



Trascorso il tempo trasferite l’impasto sulla spianatoia e dividetelo in tante palline uguali. Adagiatele su una tortiera rivestita con carta forno e fate lievitare per un’altra ora. Spennellate poi la superficie con l’uovo sbattuto e infornatele a 200° per 15/20 minuti circa.




Nel frattempo preparate il marzapane frullando le mandorle con lo zucchero e mescolando il tutto con l’albume leggermente sbattuto.

Tagliate il cappello di ciascuna Semla e create un buco togliendo un po’ di mollica che mescolerete con il marzapane insieme a un po’ di latte. Riempite i Semlor con questa crema e poi ricoprite con la panna montata. Infine chiudete i Semlor con il cappello e spolverate con lo zucchero a velo.







mercoledì 7 febbraio 2024

Gnocchi ai carciofi

 


Gli gnocchi sono da sempre un primo che fa una bella presenza sulle nostre tavole. Salati, gratinati, alla sorrentina, sono questi solo alcuni dei modi in cui è possibile cucinarli. Se poi li sposiamo con ingredienti di stagione il successo del piatto è assicurato. E oggi il matrimonio si fa con i carciofi, un ortaggio molto versatile che abbonda in questo periodo sui banchi del mercato.

Ma non dimentichiamo che le patate silane sono il top, grazie alle particolari condizioni climatiche presentano una maggiore presenza di amido superiore alla media che le rende più nutrienti e più saporite.

Ingredienti

500 g di patate della Sila

5 carciofi

olio evo

prezzemolo q/b

 farina 00 q.b.

1 spicchio d’aglio

1 uovo

parmigiano

farina per la spianatoia

sale q/b

La quantità della farina nell’impasto è sempre soggetta alla qualità della farina stessa; ci sono farine che assorbono molto e altre meno, bisogna regolarsi con la consistenza dell’impasto.

 

Preparazione

Pulite i carciofi eliminando le foglie dure esterne e il fieno centrale, dovrà restare il cuore e anche qualche pezzetto di gambo, sbucciato e tagliato a pezzettini.  Mano a mano che sono pronti mettete i carciofi in ammollo in acqua fredda con succo di limone affinchè non anneriscano.

In una padella capiente soffriggete in olio caldo l’aglio con prezzemolo, aggiungete i carciofi e gambi a pezzi ben scolati e lasciateli soffriggere per qualche minuto, salate e unite qualche mestolo di acqua. Chiudete con un coperchio e fate cuocere fino a che i carciofi saranno teneri. A fine cottura togliete lo spicchio d’aglio e aggiungete qualche cucchiaio di parmigiano e mescolate.



Nel frattempo lavate le patate e fatele cuocere in acqua salata. Ancora calde e senza sbucciarle potete passarle direttamente dallo schiacciapatate facendo cadere la purea ottenuta in una ciotola. Frullate una parte del composto di carciofi e unitelo alla purea di patate, mescolate bene gli ingredienti e fateli raffreddare.

Sulla spianatoia versate la farina a fontana, fate un buco al centro e aggiungete il composto di patate e carciofi, l’uovo e impastate bene per qualche minuto aggiungendo qualche manciata di farina per ottenere un panetto di consistenza morbida ma non troppo.

Dall’impasto ricavate dei cilindretti dallo spessore voluto e formate gli gnocchi ( io li ho lasciati lisci) su un vassoio spolverato di farina.



Nel frattempo mettete a bollire l’acqua. Quando è pronta salate e versate gli gnocchi. Appena salgono a galla raccoglieteli con la schiumarola e fateli saltare nella padella con i carciofi.

Serviteli con un’abbondante spolverata di parmigiano.



 

 

domenica 4 febbraio 2024

Torta mantovana di San Biagio



 A Cavriana, in provincia di Mantova, da 450 anni si festeggia San Biagio e in suo onore viene preparato una golosa crostata ripiena con mandorle e cioccolato fondente. Ogni anno, come al tempo dei Gonzaga,  nella piazza principale del paese viene servita alla popolazione una gigantesca crostata dal diametro di tre metri.

Il guscio ha la consistenza di una pasta frolla molto più leggera e friabile, grazie all'aggiunta del vino bianco, non ci sono uova nell'impasto, lievito e il grasso giusto da usare non è il burro (che è comunque consentito) ma lo strutto.

Ingredienti

Frolla

400 gr farina 00

80 gr di zucchero

80 gr di burro

1 cucchiaino di lievito per dolci (personale)

vino bianco q.b.

Ripieno

300gr di mandorle pelate

100 gr di zucchero

100 gr di cioccolato fondente

2 uova

1/2 limone

1 tappo di sambuca (facoltativo)

Inoltre vi serve 1 tuorlo, del latte e zucchero a velo


Preparazione

Preparate la sfoglia: versate la farina setacciata con il lievito, lo zucchero e il burro a pezzetti. Iniziate a impastare amalgamando gli ingredienti con il vino bianco versato a filo.

Avvolgete l'impasto nella pellicola e fatelo riposare.

Intanto frullate le mandorle con lo zucchero e la scorza di mezzo limone. Aggiungete il cioccolato tritato finemente e le uova  leggermente sbattute. Io vi ho aggiunto un tappo di sambuca. Stendete la frolla e rivestite  con una parte uno stampo imburrato e infarinato. Versate il ripieno e compattatelo per bene e infine terminate con le strisce classiche.


 Spennellate con il tuorlo sbattuto con il latte e infornate a 180° per 30 minuti circa fintanto che la superficie della torta non sarà’ dorata.

Una volta cotta sfornatela e  quando è fredda spolveratela con zucchero a velo.




sabato 3 febbraio 2024

Taralli di San Biagio



Come spesso accade le leggende creano tradizioni popolari culinarie. In occasione della festa di San Biagio in Abruzzo si preparono i Taralli di San Biagio, delle piccole ciambelle di pasta pane dall'inconfondibile profumo di anice che ricordano la forma della gola. La tradizione vuole che i dolcetti vengano regalati in Chiesa dopo la benedizione della gola. Sono dei dolcetti semplici e genuini, come sono solitamente i dolci più antichi. L’impasto è simile ad una frolla e in genere vengono profumate con scorza di agrumi e con il liquore anice e abbellite dalla granella di zucchero e le ciliegine candite.  Sono perfette da gustare a colazione  oppure da intingere in un buon vino passito. Ovviamente, questi dolci si possono preparare in qualsiasi momento dell’anno, ma a San Biagio non possono assolutamente mancare!

Ingredienti

500 grammi di farina 00


3 uova medie 


80 grammi di olio di oliva


120 grammi di zucchero


10 grammi di semi di anice

una bustina di lievito per dolci


liquore di anice q.b.


Inoltre vi servono

ciliegie candite

granella di zucchero

zucchero a velo

latte + un tuorlo + un cucchiaio di miele

Preparazione

Sciogliete il miele nel latte tiepido, una volta freddo aggiungete il tuorlo ed emulsionate il tutto.

Impastate tutti gli ingredienti e dividete il panetto in tanti cilindri.

Formate con l'impasto dei salamini, spennellateli con l'emulsione preparata precedentemente, chiudeteli a tarallo e adagiateli suuna teglia coperta di carta forno. Alcuni taralli li potete decorare con ciliegie candite e granella di zucchero. Infornateli infine a 180 ° per 20 minuti circa.
Una volta sfornati e freddi potete spolverizzarli con zucchero a velo.






giovedì 1 febbraio 2024

I Chiortani di San Biagio





 I Chiortani, ciambelle lievitate all'anice, originari di Magliano de' Marsi ma diffusi in tutto il territorio abruzzese, si preparano il 3 di Febbraio in occasione della festa di San Biagio. Sono dei dolci soffici e rustici dal gusto semplice, non dimentichiamo che era un dolce che poteva essere preparato da tutti con quello che si aveva in casa, senza ingredienti particolari e costosi. A seconda delle zone possono essere arricchiti con semi e liquore di anice, uvetta e patate lesse ma l'ingrediente che non cambia è l'olio d'oliva all'interno dell'impasto.

Un tempo queste ciambelline venivano preparate da ogni famiglia il giorno stesso della ricorrenza di San Biagio e una volta pronte venivano portate nei cesti in chiesa dove, dopo la benedizione della gola, venivano benedette e solo dopo potevano essere mangiate. Il termine Chiortani sembrerebbe derivare dal movimento di torcere - "chiorcere" l'impasto richiudendolo dalle estremità.


Ingredienti

250 gr di farina manitoba

250 gr di farina per dolci

15 gr di lievito di birra

120 gr di zucchero

2 uova

100 ml di latte

50 ml di olio evo

50 ml di liquore all'anice

100 gr di uva passa

Preparazione

La preparazione è semplice, occore soltanto avere pazienza con i tempi di lievitazione. Io per i lievitati uso la planetaria ma l'impasto può essere anche fatto a mano usando olio di gomito. 

Sciogliete il lievito nel latte tiepido.

Ammollate l'uvetta in un pò di acqua tiepida e poi sgocciolatela bene.

In una ciotola capiente versate le farine (ben miscelate e setacciate) e lo zucchero, poi iniziate a impastare aggiungendo le uova leggermente sbattute, il latte, l'olio evo, il liquore ed infine l'uvetta. Lavorate fin quando l'impasto sarà omogeneo e compatto. Formate un panetto e fatelo lievitare fino al raddoppio in un luogo caldo e asciutto. Trascorso il tempo necessario formate i chiortani di San Biagio, adagiateli su una tortiera rivestita con carta forno  e lasciateli lievitare per un'ora circa. 


Infine  spennellateli con l'uovo e cuoceteli nel forno caldo a 180° per 20 muti. 


Ancora caldi cospargeteli con lo zucchero a velo.





venerdì 26 gennaio 2024

Brioches intrecciate sofficissime



Ho approfittato delle temperature inusuali di questo periodo (ben 20°) per provare questa ricetta che avevo letto sul web. Si tratta di brioches sofficissime che ho intrecciato in diversi modi e il cui risultato mi ha molto soddisfatta. Questa è una di quelle ricette che, sono certa, dopo averla provata non lascerete più per la golosità’ unica e la perfezione dell’impasto lievitato. Non hanno nulla da invidiare a quelle del bar e consumate con una tazza di caffè o di latte vi faranno iniziare nel migliore dei modi la giornata. E se ne dovessero avanzare (?) sono ottime anche il giorno dopo scaldate nel forno.

Ma adesso andiamo in cucina.

Ingredienti

250 gr di farina 00

250 gr di farina Manitoba

15 gr di lievito di birra fresco

200 ml di latte

100 gr di zucchero semolato

1 uovo

100 gr di burro

Scorza di un’arancia grattugiata

Preparazione

Io ho usato la planetaria ma l’impasto si può lavorare anche a mano.

Nella ciotola sciogliete il lievito insieme ad un cucchiaino di zucchero e una parte di latte preso dal totale e fatto intiepidire. Unite poi l’uovo, lo zucchero, la scorza dell’ arancia e iniziate a impastare aggiungendo il latte fino a raccogliere tutta la farina. Di seguito aggiungete il burro morbido e fatelo incorporare all’impasto che dovrà’ essere morbido ma non appiccicoso.


 Dopodiche’ versatelo sulla spianatoia infarinata e formate una palla che farete lievitare in un contenitore oleato e infarinato nel forno spento. Quando è lievitato rovesciate l’impasto sulla spianatoia e formate le brioches secondo la forma che preferite. 


Fatele lievitare per circa un’ora, poi spennellatele con un uovo sbattuto misto a qualche goccia d’acqua e fatele cuocere nel forno già’ caldo a 180° per 15 minuti circa. Io ho usato la modalità’ statica e gli ultimi minuti sono passata al ventilato per dare alle brioches quel colore dorato.






lunedì 15 gennaio 2024

Liquore di giuggiole






Non avevo mai visto un albero di giuggiole fino a settembre dello scorso anno quando andando a trovare un mio amico in campagna ne ho trovato non uno, bensì due e carichi di frutti color rubino. Una vera meraviglia! E che dire del sapore di quei frutti, buonissimi e simili a quello di una mela!
Frutti ricchi di vitamina C e perfetti per ripararsi dai malanni dell’inverno.
Dopo un’attenta ricerca ho scoperto tanto altro su questo frutti antichi e quasi dimenticati la cui storia si perde nella notte dei tempi. Sono ottimi per confetture, sciroppi, per essere conservati sotto spirito ma una chicca e’ il brodo di giuggiole, un liquore che si prepara in provincia di Padova ad Arqua Petrarca, conosciuto da migliaia di anni e che assaggiato farà andare "in brodo di giuggiule" per la sua dolcezza.
Tornando a casa con un cestino ripieno di queste delizie la cosa più ovvia è stato cimentarmi nella preparazione del liquore che oltretutto è semplice e veloce da realizzare, l'importante è che le giuggiole siano mature e prive di ammaccature.

Ingredienti
1/2 l di alcool
250 gr di giuggiole mature
300 gr di zucchero
600 ml di acqua
la scorza di un limone
qualche chiodo di garofano (facoltativo, io no)




Preparazione
Lavate bene le giuggiole e asciugatele su carta assorbente. 


Mettetele poi a macerare insieme alla scorza del limone in un barattolo con l’alcool e lasciatele in infusione per 10/15 giorni (ricordatevi di agitare il barattolo almeno una volta al giorno).
Trascorso il tempo preparate lo sciroppo facendo sciogliere lo zucchero nell’acqua a fiamma bassa. Fatelo raffreddare. Versate l’alcool nello sciroppo e lasciate riposare per una settimana. Filtratelo e poi poi imbottigliate. Dopo un mese il liquore si può’ bere, ben fresco.