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venerdì 13 marzo 2020

"Vrascioli" di riso con 'nduja



Il piatto di oggi è rivolto soprattutto agli amanti dei sapori forti. Sono, e preferisco chiamarli con il termine dialettale, i vrascioli. Chiamandole braciole o crocchette annulleremmo la loro tipicità e la loro identità culturale. Da notare infatti l'assenza del ragù di carne e dei piselli, come pure dello zafferano, che lasciano invece il posto a dei prodotti squisitamente calabresi: 'nduja, pecorino e  caciocavallo. L'aggiunta della nduja, un salame spalmabile e piccantissimo tipico della zona del Monte Poro e di Spilinga in particolare, dona "ai vrascioli" un gusto in più, a cui è difficile resistere. 

Ingredienti
400 gr di riso di Sibari
3/4 uova
pecorino calabrese grattugiato q.b.
nduja, caciocavallo silano
sale q.b.
prezzemolo
olio di semi per friggere




Preparazione
In una pentola con acqua bollente salata mettete a cuocere il riso. Una volta cotto scolatelo, mettetelo in una ciotola e fatelo raffreddare. Quindi aggiungete il pecorino ( la quantità dipende dai vostri gusti, a me piace sentirlo ), le uova e il prezzemolo tritato.
 Adesso adesso con le mani bagnate prendete il riso e schiacciatelo leggermente sul palmo della mano, inserite un pò di nduja e il caciocavallo.



Richiudete e compattate . Rotolate i vrascioli nel pane grattugiato e mettete in frigo per 30 minuti circa.



Friggeteli in abbondante olio di semi, scolateli su carta assorbente e serviteli possibilmente caldi.





sabato 2 novembre 2019

Vrascioli 'e malangiani




L'Italia nel Piatto, 2 Novembre: Aperitivo con finger food

Tra tutti i piatti della tradizione gastronomica calabrese 'i vrascioli sono certamente il piatto più rappresentativo e più comune, simbolo di una cucina semplice e creativa che ha prodotto e produce piatti indimenticabili con ingredienti poveri e facilmente reperibili da tutti. Non c'è domenica o festa che non veda sulla tavola imbandita vassoi stracolmi di vrascioli sia di carne che di verdure: ogni famiglia ne custodisce gelosamente la ricetta che reputa l'originale ed è felice di farli assaggiare a tutti. 
Vi ricordo che in Calabria vrasciolo non è sinonimo di polpetta: i vrascioli si friggono mentre le polpette si cucinano in pentola. I vrascioli hanno una forma ovoidale, le polpette sono rotonde.
Ma perchè si chiamano così? Probabilmente perchè il termine braciola deriva da brace ( tizzoni ardenti di carbone ) che nel nostro dialetto diventa vrasci e il contenitore nel quale si consumavano vrasceri. Durante l'inverno le massaie erano solite porre sul braciere 'a fressura ( una padella di ferro ) per friggere. A questo punto non è errato pensare che vrasciola sia un alimento preparato sul vrascere o comunque sui vrasci.
Per l'appuntamento di questo mese  ho voluto proporre la ricetta dei vrascioli  'e malangiani in formato finger, bocconcini prelibati che racchiudono i profumi e i sapori della mia terra: melanzane e basilico in primis. Un mix di sapori che esplodono in bocca al primo morso, una vera e propria goduria!
Ingredienti
melanzane
pecorino calabrese
pane casareccio raffermo
uova
basilico
menta
aglio
sale q.b.
peperoncino piccante in polvere (facoltativo)
pangrattato
olio evo oppure olio di arachide
Niente dosi come vedete, si procede ad occhio e gusto.
Preparazione
Togliete la crosta al pane e mettete la mollica in un robot insieme all'aglio, al basilico e alla menta. Una volta frullata versatela in una ciotola.
Lavate e asciugate le melanzane. Tagliate il picciolo e sbucciatele in parte. lessatele quindi in acqua bollente salata per circa 20 minuti. Una volta pronte scolatete e strizzatele bene per togliere l'acqua in eccesso.
Nella ciotola del pane aromatizzato versate la polpa di melanzane, il pecorino, l'uovo e impastate. 
Regolate di sale. Io aggiungo anche un pizzico di peperoncino piccante in polvere.
Adesso formate le polpettine, rotolatele nel pan grattato e friggetele in abbondante olio evo e appena diventano dorate scolatele su carta assorbente. Servitele ancora calde e fumanti.






Curiosi di conoscere gli altri aperitivi in formato finger food?

Piemonte: Bignè salati alla Bagna Cauda per l'Italia nel Piatto https://www.lacascatadeisapori.it/bigne-salati-alla-bagna-cauda-per-litalia-nel-piatto/
Trentino-Alto Adige: Capuc, Carne Salada e Tosella: i finger food .... https://profumiecolori.blogspot.com/2019/11/capuc-carne-salada-e-tosella-i-finger.html
Friuli-Venezia Giulia: Crema di ricotta, crumble di farina di mais e pomodorini confit
https://www.blogthatsamore.it/2019/11/crema-di-ricotta-crumble-di-farina-di-mais-e-pomodorini-confit.html
Sicilia: Involtini di Sarde con Pomodorini Secchi e Pinoli https://www.profumodisicilia.net/2019/11/02/involtini-sarde-pomodorini-secchi/


venerdì 24 maggio 2019

Vrascioli 'e malangiani a modo mio





La melanzana è l'ortaggio che amo in assoluto. Mi piace in tutte le salse, ma fritta...mi fa venire l'acquolina solo a pensarla. E non mi venite a dire che la frittura fa male! Dei ricercatori spagnoli hanno scoperto che talune verdure, come patate e melanzane, se fritte e non cotte nell'acqua conservano maggiori proprietà nutritive. Quindi "W il fritto"
Da noi in Calabria si usa il termine vrascioli per indicare le bracioline sia di verdura che di carne. Un aperitivo e un contorno talmente gustoso che potrebbe diventare un piatto unico per come spariscono appena fritte. Una tira l'altra.
Oggi vi posto una variante della ricetta classica ( quella della nonna per intenderci): alle melanzane ho aggiunto delle patate, della 'nduja (usatela con prasimonia) e della scamorza. Una bomba di sapori: il palato incontrerà dapprima la croccantezza esterna, poi il sapore della melanzana aromatizzata dalle erbe e dai formaggi ed infine la morbidezza del cuore di scamorza.

Ingredienti
3 melanzane medie
2 patate
un cucchiaino di 'nduja
4/5 foglie di basilico
4/5 foglie di menta
1 spicchio piccolo di aglio
2 fette di pane casareccio del giorno precedente
1 cucchiaio di parmigiano
1 cucchiaio di pecorino calabrese
1 uovo
scamorza 
pane grattugiato
sale q.b.
olio evo


Preparazione
Tritate il pane in un robot insieme alle foglie di basilico, di menta e allo spicchio d'aglio. Una volta pronto versatelo in una ciotola e inumiditelo con qalche cucchiaio di acqua.
Lessate le patate e schiacciatele con la forchetta.
Sbucciate 2 melanzane soltanto e poi tagliatele a cubetti. Tutte e tre. Salatele e friggetele in olio evo.
Versate i cubetti di melanzana nella ciotola del pane insieme alle patate e mescolate con le mani  per sminuzzare gli ingredienti. Aggiungete i formaggi, l'uovo, la 'nduja e aggiustate di sale. Fate riposare l'impasto per una mezzoretta ( si può preparare anche il giorno prima e tenerlo in frigo).
Con l'impasto ottenuto formate delle polpette dalla forma allungata, i vrascioli e al centro mettete un cubetto di scamorza. Passateli nel pane grattugiato e poi friggeteli in olio evo ben caldo rigirandoli a metà cottura. 



Quando i vrascioli avranno preso un colore dorato toglieteli  e metteteli su della carta assorbente per asciugare l'olio in eccesso.
Gustateli caldi.





venerdì 22 luglio 2016

Bracioline di patate con pomodori secchi





Le bracioline  o per meglio dire i vrasciola di patate ( qui )  sono un classico della cucina tradizionale calabrese che mette d'accordo tutti, grandi e piccini. Da servire in un buffet o sulla tavola di tutti i giorni, sono un antipasto sfizioso e troppo invitante. Non hai nemmeno il tempo di friggerli che iniziano a sparire dal piatto, con la scusa che caldi sono più buoni. Stavolta ho pensato di farcirli con i nostri pomodori secchi ( qui ) e mai idea è stata più fruttuosa, finiti immediatamente tanto da costringermi a rifarli. Debbo dire che  che il sapore dolce della patata si sposa benissimo con il gusto deciso dei pomodori secchi sott'olio, tanto da creare dipendenza. Provateli.

Ingredienti
500 gr di patate silane
100 gr di pecorino calabrese grattugiato
2 uova
farina di grano duro qb
prezzemolo
sale qb
pomodori secchi sott'olio
olio evo
olio per friggere

Preparazione
Lessate le patate in acqua salata, sbucciatele quando sono ancora calde e passatele allo schiacciapatate. Mettete il purè ottenuto in una ciotola e unitevi il pecorino, il prezzemolo tritato, le uova e farina quanto basta per avere un impasto omogeneo. Lasciate riposare l'impasto  e nell'attesa prendete dei pomodori secchi e tagliateli a listarelle. Bagnatevi adesso le mani con l'olio, prendete un pò d'impasto, allargatelo sul palmo della mano e poggiate il pomodoro secco.



 Richiudete aiutandovi con l'altra mano, date una forma allungata e poggiate il braciolino su un piatto unto.



Procedete così con il resto dell'impasto e poi friggete i braciolini in abbondante olio caldo, ma non bollente. Una volta pronte lasciateli asciugare su carta assorbente e serviteli.
Il sapore dei vrascioli, con la loro pellicina bruna all'esterno, è veramente unico!




domenica 26 giugno 2016

Vrascioli 'e risu


Ecco un antipasto tipico calabrese, un fritto che non manca quasi mai sulla nostra tavola, soprattutto in estate. Quella che vi presento oggi è la ricetta base, le varianti sono molto più sostanziose o piccanti. I vrascioli, non chiamateli per carità crocchette, sono molto semplici da preparare e hanno bisogno di pochissimi ingredienti: riso, uova, pecorino e prezzemolo. Ho scritto giustamente pecorino e non parmigiano o grana, giacchè in casa dei nostri antenati si trovava unicamente lui, il pecorino. Le massaie lo compravano fresco e poi lo facevano stagionare nelle cantine, spalmandolo di olio e peperoncino piccante. Anche in casa mia si faceva così, mia mamma ne comprava 4/5 forme per avere la provvista per tutto l'anno. Oppure lo prendevamo già stagionato da " Luigia a lorda ". Luigia guardava le pecore di Peppe il pastore, preparava e vendeva ricotte e formaggio e viveva in una stanzetta buia insieme insieme a loro." Lorda " nel mio dialetto vuol dire sporca, ma Luigia anche se non lo era dava l'impressione di esserlo, infatti era nera di carnagione per il troppo sole che prendeva andando in giro con le pecore e vestiva pure di nero. In più odorava di formaggio ad un miglio di distanza! Era comunque una brava persona, rispettosa ed educata con tutti.

Ingredienti
500 gr di riso
2 uova
prezzemolo
pecorino q.b.
sale 
olio evo

Preparazione
Lessate il riso in abbondante acqua salata, quando è cotto, scolatelo e versatelo in una ciotola. Quando è freddo unite le uova, il prezzemolo tritato e un pugno di pecorino. Amalgamate il tutto e assaggiate, il pecorino si deve sentire ma non troppo. 



Bagnatevi adesso le mani con olio e date la  forma allungata, tipica dei vrascioli calabresi.



 Friggeteli in abbondante olio evo  ben caldo e appena diventano dorati toglieteli e poggiateli su un vassoio ricoperto di carta assorbente da cucina. Serviteli caldi, ma se per caso ve ne avanzano i vrascioli sono buoni pure freddi. Ed effettivamente ne avanzano pochi perchè c'è più di una manina lunga che li mangia bollenti, appena tolti dalla padella.