martedì 11 novembre 2014

Muruneddhi




Lo scriviamo e lo diciamo spesso che la cucina calabrese nella sua semplicità è una cucina senza mezze misure, che ama i sapori forti, che non teme l'olio denso degli olivi locali e il vino dei suoi  vigneti, ma che sa anche esaltare la dolcezza e il profumo delle clementine e del bergamotto.
 I nostri vecchi erano soliti dire quando invitavano qualcuno alla loro tavola: "mangiari semplici" ed effettivamente semplici erano i piatti preparati con i prodotti dell'orto e semplice era il modo di avvicinarsi alle persone per condividere  ciò che si possedeva. E lo stuzzichino che posto oggi è proprio un inno alla semplicità e la sintesi di due prodotti tipici calabresi: olio e vino. Rappresentano al meglio la festa di San Martino, perchè stasera in tantissime case e "catoi" (cantine )si assaggerà il vino novello insieme ai "murunedi".
"A san Martinu si aprunu i gutti e si prova u vinu" 
( a san Martino si stappano le botti e si assaggia il vino ).
Pochissimi ingredienti per preparare questi stuzzichini salati conosciuti in tutto il territorio soveratese, anche se con qualche variante. Infatti alcuni aggiungono acqua, altri utilizzano il vino bianco, invece da noi è tassativo usare vino rosso. Ma non sono solo la farina, l'olio e il vino gli ingredienti necessari per decretare il successo dei muruneddhi. Occorre anchel'impronta dei polpastrelli sull'impasto sagomato a mò di cilindro e schiacciato sul fondo del " crivo ".
 Il perchè del nome non si conosce, andando a tentoni credo che forse, a causa del loro aspetto rugoso, derivi da muro. Ma, aldilà dell'origine del nome, l'importante è prepararli e gustarli, così vi conquisteranno con il loro sapore e la loro friabilità. Quasi quasi si sciolgono in bocca,  e allora andiamo subito alla ricetta.
Ingredienti
1 bicchiere  di olio evo
1 bicchiere di vino rosso ( io vino homemade ) )
un pizzico di sale
farina 00 e semola rimacinata in parti uguali
olio per friggere
Preparazione
In una ciotola versate l'olio, il vino, il sale e tanta farina quanto ne può servire per ottenere un impasto omogeneo, morbido e compatto.





Procedete poi come per gli gnocchi: realizzate dei filoncini e tagliateli in cilindri che passerete sulla forchetta o sull'arriccia - gnocchi. Mia mamma usava " u crivu ", un cesto di vimini.





 A questo punto friggete " i murunedi " in olio bollente, poneteli poi su carta assorbente ( ma  vedrete che le vostre mani prendendoli rimangono asciutte ) e gustateli subito. Ma anche freddi sono buonissimi. Sempre però insieme ad un buon bicchiere di vino, naturalmente calabrese!

















11 commenti:

  1. Erano proprio questi...non so se ti ricordi, te li avevo chiesti tempo fà in un messaggio!!! Grazie per la ricetta!

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    1. Lo ricordo benissimo e ho aspettato San Martino per postarli, anche se per la verità li faccio spesso Mi piacciono tanto.
      Ciao e buona serata.

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  2. ma che bellissima forma complimenti di cuore

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  3. Interessante da prendere buona nota ovviamente con il vostro Cirò che mi piace tanto. Buona serata

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  4. Ancora una volta mi hai illustrato una ricetta tradizionale che non conoscevo, grazie!
    Bacioni
    Alessandra

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  5. Saranno buonissimi. Per la merenda buono qualcuno !

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  6. Buonissimi e golosissimi! Complimentiiii
    Ti abbraccio
    ciaoo

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  7. Questi stuzzichini non li conoscevo, una ricetta semplice che sa di casa, rustica e sicuramente buonissima, grazie per averla postata, la proverò quanto prima! Buona serata, ciao!

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  8. Pensavo fossero cotti al forno, chissà che buoni che devono essere, non li conoscevo.
    Brava Rina, hanno un aspetto delizioso.
    Un bacione, buon WE
    Lina

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  9. Una ricetta molto sfiziosa, che proverò al più presto con gli amici :). Grazie e buona serata!

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