giovedì 4 aprile 2013

                                Vrascioli e patati
                                                            ( braciole di patate )



Non ricordo una festa in cui sulla nostra tavola mancavano queste bracioline. Era qualcosa a cui mia mamma e ancora prima mia nonna non rinunciavano mai. Era ed è un piatto semplice, preparato con ciò che in casa non mancava mai: le patate che ognuno coltivava nel suo pezzo di terra e il pecorino che veniva curato e stagionato in casa.
Ingredienti
patate lesse schiacciate allo schiacciapatate , farina di grano duro,uova, pecorino grattugiato, prezzemolo tritato, olio d'oliva
Preparazione
Per questo piatto non peso niente , vado ad occhio. Normalmente per 5 patate medie ( rosse ) uso un uovo, una manciata abbondante di pecorino calabrese, frina quanto ne serve e del prezzemolo tritato. 
Impastate tutti gli ingredienti e fate riposare l'impasto un pò. Poi bagnatevi le mani con l'olio, prelevate un pezzo dell'impasto e dategli una forma allungata.
Intanto mettete sul fuoco una padella con abbondante olio, quando è caldo ma non bollente  friggete "i vrascioli ".
Fate attenzione a non colorirli troppo e mangiateli caldi.




Con questa ricetta partecipo al Link Party del Mercoledì by Vita Frugale



 

martedì 2 aprile 2013

                              Martedì di Galilea


Ancora oggi da noi continuano le tradizioni pasquali. Infatti da decenni si è soliti portare il  martedì  in processione dal borgo antico alla marina i Santi della "Cumprunta": S. Giovanni, il Cristo e la Madonna.
La "Cumprunta" è l'incontro commovente e suggestivo tra la Madonna e il Cristo Risorto che, prima si guardano in lontananza, e poi si avvicinano, dapprima lentamente e poi di corsa . Tra gli applausi e il volo di polloncini e di colombe la Madonna viene svestita dal manto nero, per rimanere gioiosa  in azzurro, e per essere poi incoronata.
Le statue arrivano nella Marina in un tripudio di colori e di musica, vengono portati nella Chiesa del Rosario e ritornano al borgo in serata tra canti e fuochi d'artificio.
E' questa un tradizione  a cui teniamo molto, come teniamo molto a riportarci i Santi nel nostro borgo: infatti secondo un'antica credenza, se i tre Santi non vengono riportati nella Chiesa Matrice entro la mezzanotte, dovranno dimorare per tre anni nella chiesa dalla Marina con conseguenti sventure per tutta la comunità.
Lunedì e martedì si svolge in Marina " La fiera di Galilea". In passato era un importante momento di scambi commerciali sia per i prodotti agricoli che per il bestiame, mentre oggi è un grande mercato che accoglie un gran numero di ambulanti e un  richiamo per tutto il circondario. 
Un tempo la pasquetta si faceva il martedì, infatti era consuetudine scendere con tutta la famiglia in processione e in attesa di rientrare al borgo si partecipava alla fiera e poi si andava sulla spiaggia a mangiare tutto ciò che c'era nella "sporta"( un grande cesto di vimini ). 

"Saper vivere con piacere il passato, è vivere due volte" ( Marziale )

sabato 30 marzo 2013



Torta alle mandorle riccioluta
Mia suocera, che di nome andava Vampa, era di Ferrara. Era una brava cuoca e mi ha insegnato tante cose, tra cui questa torta che preparavamo in occasione della Pasqua. La presenza dei tagliolini oltre ad arricchirla nell' aspetto, la rende croccantina nel mangiarla.
La ricetta che vi posto non è l' originale, perchè con il passare del tempo ho aggiunto altri ingredienti per renderla ancora più gustosa.


Ingredienti
Per la pasta frolla
200 gr di farina
80 gr di zucchero
 80 gr di burro
1/2  bustina di lievito per dolci
1 uovo
Farcia
200 gr di tagliolini freschi
250 gr di mandorle
100 gr di zucchero
50 gr di cedro candito
scorza di limone
2 uova + 2 cucchiai di zucchero
50 gr di burro
limoncello
marmellata di limone
ovetti di cioccolato per decorare

 Preparate la pasta frolla e fatela riposare per 30 minuti in frigo. Intanto imburrate e infarinate uno stampo a carniera e trascorso il tempo stabilito foderate con la pasta fondo e lati
Frullate le mandorle con lo zucchero, il cedro e le scorze del limone. In una ciotola sbattete le uova con lo zucchero, aggiungete il compsto di mandorle e  il limoncello. Amalgamate bene.
Farcite la pasta prima con uno strato di marmellata e poi con la crema di mandorle. Terminate con i tagliolini e spennellateli con il burro fuso.
Coprite la torta con la carta forno e infornate per 30 minuti circa. A metà cottura eliminate la carta.
Spolverizzate con zucchero a velo e decorate con gli ovetti.
E' consigliabile  prepararla con qualche giorno d' anticipo per poterla assaporare meglio. Con questa ricetta partecipo al contest di Dana
 http://iltempoincucina.blogspot.it/2013/02/un-contest-per-ritrovarci-e-per-una.html



   

       
   

giovedì 21 marzo 2013

                   CESTINO DI SFOGLIA AL LIMONE





Per qualche giorno sarò assente dal blog, ma per un lieto motivo. Sabato infatti partirò con i miei ragazzi per Roma. Questo viaggio d'istruzione, organizzato e sospirato da tanto tempo, finalmente è arrivato al capolinea. Domenica assisteremo alla S . Messa in Vaticano, lunedì entreremo a Palazzo Madama e poi in giro per la città eterna.
Per salutarvi in dolcezza ho pensato di postare questa  golosa ricetta.
Ingredienti
1 confezione di pasta sfoglia
250 gr di ricotta di pecora
200 gr di zucchero
2 limoni
2 uova
Preparazione
Scaldate il forno a 200°. Foderate uno stampo rotondo con la pasta sfoglia  e bucarellatela con i rebbi di una forchetta ( La sfoglia deve fuoruscire  dai bordi ). Lavate e asciugate i limoni. Con un pelapatate prelevate solo la scorza gialla, poi divideteli a metà e spremeteli. Mettete a bollire le striscioline in un pentolino con acqua, poi scolatele e asciugatele.
In una ciotola sbattete per bene le uova con lo zucchero, aggiungete la ricotta, il succo dei limoni e sbattete ancora per amalgamare bene gli ingredienti.
Versate la crema nel cestino di sfoglia, distribuite sulla superficie le striscioline di limone e infornate per 30 minuti circa.
Trascorso il tempo di cottura fatela raffrddare,  sformatela e  spolverizzatela con zucchero a velo .

Con questa ricetta partecipo al contest

 

martedì 19 marzo 2013

TAGGHIARINI E CICIARI  ( TAGLIATELLE E CECI )


Oggi  è la festa di S. Giuseppe e del Papà. In Calabria è una festa molto sentita e tante sono le manifestazioni laiche e religiose. Una delle più antiche è "u cumbitu ". E' questa una tradizione sopravvissuta all'incalzare di un progresso economico che ha spazzato i riti e le consuetudini popolari legati al mondo contadino. In un tempo in cui la miseria quotidiana attanagliava la maggior parte della popolazone calabrese era usanza delle famiglie ricche, per carità o per voto,  preparare un banchetto  per i poveri (3 di loro dovevano rappresentare la Sacra Famiglia ). Dopo le preghiere d' uso (un Pater, un'Ave e un Gloria ) iniziava un abbondante pranzo, chiamato " i setti allegrizzi e S. Giuseppe ", che comprendeva 7 portate che dovevano contenere in tutto 19 ingredienti :
1) pasta e ceci (pasta, ceci, acqua, olio e cipolla )
2) baccalà
3) bianchino
4) alici
4) broccoli lessati
6) cavolfiore fritto
7) ricotta
8) formaggio
9) lattuga
10) vino
11) panino di mais
12) arancia
13) fave
14) zeppole di farina di ceci
15) fichi secchi

"Tagghiarini e ciciari " è un piatto semplice e genuino, da consumare soprattutto nelle fredde giornate autunnali e invernali. Oggi è facile trovarlo nelle varie sagre estive.
Ingredienti:
ceci, cipolla, sedano, alloro, pomodoro pelato, sale, olio d' oliva
tagliatelle spezzettate
Preparazione
La sera precedente mettete in ammollo i ceci in abbondante acqua fredda. La mattina seguente fateli cuocere con gli altri ingredienti per un'ora abbondante.  
Lessate intanto le tagliatelle in acqua salata , sgocciolatele al dente e versatele nella zuppa di ceci. Versate un filo d'olio d'oliva, del peperoncino piccante e lasciate riposare 5 minuti prima di servire.

                            AUGURI A TUTTI I PAPA' 














 

domenica 17 marzo 2013

Tiramisù


Il blog mi serve anche per comunicare con alcuni dei miei figli che lavorano all' estero. L' altra sera uno di loro voleva sapere come si fa il tiramisù, di cui è ghiotto, e quindi mi sono messa all' opera.
Ingredienti
500 gr di mascarpone
5 uova
5 cucchiai di zucchero 
caffè
400 gr di savoiardi
panna montata
granella di mandorle e cioccolato fondente
marsala
Preparazione
Per prima cosa preparate il caffè, zuccheratelo, diluitelo con un pò di acqua calda e aggiungete del marsala ( la quantità dipende dai vostri gusti ).
Montate ora i tuorli con lo zucchero fino ad avere una crema spumosa, aggiungete il mascarpone e amalgamate bene. In  una terrina montate a neve gli albumi e incorporateli delicatamente alla crema di mascarpone.  Inzuppate i savoiardi nella miscela di caffè e marsala. Alternate in una pirofila rettangolare strati  di crema al mascarpone con strati di savoiardi e granella di mandorle e cioccolato fondente, terminate con la crema.
Decorate infine con ciuffetti di panna montata  e  cospargete con la granella. Fate riposare il dolce in frigo per qualche ora prima di consumarlo.
Io invece della pirofila ho preparato il tiramisù in questa coppa di cristallo offerta  gentilmente da


 


 

mercoledì 13 marzo 2013


                                                    I carciofi di Carmela


Carmela era la mia vicina di casa ed anche una parente di mia mamma : una donnina magra magra,sempre vestita di scuro, con una crocchia di capelli neri e...  in continuo movimento. Una donna d' altri tempi che lavorava in casa e fuori. Ricordo quando  a primavera già inoltrata andava a raccogliere l' origano che poi raccoglieva in odorosi mazzetti ordinati; oppure quando andava per  carciofini selvatici e, incurante delle spine, li puliva uno ad uno; oppure quando,  seduta sui gradini di casa, raccontava dei tempi andati e dei figli che erano emigrati in Australia. Li raggiunse intorno agli anni 70 e lì continuò la solita vita di sempre, ma più serenamente perchè aveva vicino i suoi cari. E' morta qualche anno fa alla veneranda età di 104 anni.  Il ricordo più vivo e indimenticabile che ho di lei  sono questi carciofi che  preparava con molta maestria e tanta pazienza.
Oggi che non c'è più la voglio ricordare con questa ricetta, con la certezza che in qualsiasi posto si trovi non starà con le mani in mano.
Ingredienti
carciofi, pane raffermo, prezzemolo, aglio, pecorino calabrese, pepe nero , sale, olio d' oliva.
PREPARAZIONE
Pulite i carciofi e tagliate il gambo che non butterete; eliminate le foglie più dure, tagliate le punte e con un coltellino appuntito eliminate il fieno. Spellate la parte più tenera dei gambi e poi tuffateli insieme ai carciofi in acqua  fredda e succo di limone.
Intanto preparate il ripieno. Io frullo nel bimby il pane insieme all' aglio, al prezzemolo  e al pecorino, poi aggiungo un pò di sale e di pepe ed infine lego tutto con dell' olio d' oliva.
Con questo ripieno riempite i cuori dei carciofi e imbottite le foglie allargandole dolcemente.
Mettete i carciofi in piedi in  una padella con l' olio, un pò d' acqua, un pizzico di sale, un rametto di prezzemolo, una patata a tocchetti e i gambi come base d' appoggio. Cuocete a fiamma bassa con coperchio per 30 minuti  fintanto che i carciofi non saranno cotti.

Con questa ricetti partecipo al contest di Mariangela



  http://cocomerorosso.blogspot.it/2013/03/di-cucina-in-cucina-sfida-di-marzo.html