In questo periodo evito spesse volte il secondo piatto e abbondo invece con gli antipasti, di verdure soprattutto. Oggi vi presento queste bracioline davvero gustose e leggere che sono sparite in un baleno. Ero partita dall'idea di preparare delle bracioline di patate, poi in frigo ho notato un pugnetto di cime di zucchine lesse avanzatami dal minestrone dell'altro giorno e allora ho pensato a questo abbinamento. L'aggiunta della nduja rende l'impasto più saporito, assolutamente più sfizioso e invitante. Io le fritte ( in estate soffro di friggimania ), ma se volete un piatto più leggero potete tranquillamente cuocerle in forno.
Ingredienti
5 patate medie, io rosse
200 gr circa di cime di zucchina giù lessate
1 uovo
50 gr di pecorino calabrese grattugiato
pane grattugiato
basilico
nduja
sale qb
olio evo
olio per friggere
Preparazione
Lessate le patate in abbondante acqua fredda e una volta cotte sbucciatele e schiacciatele, ancora calde, con una forchetta.
Frullate in un robot le cime di zucchine.
Ammorbidite la nduja con un goccio d'olio evo.
In una ciotola versate le patate, il purè di cime e la nduja, aggiungete l'uovo, il pecorino grattugiato e le foglie di basilico sminuzzate.
Impastate il tutto e se il composto vi sembra morbido aggiungete un pò di pangrattato. Aiutandovi con le mani bagnate formate le bracioline e passatele nel pangrattato.
Friggetele in abbondante olio caldo poche alla volta. Giratele delicatamente e quando assumono un colore dorato scolatele e disponetele su carta assorbente da cucina. Servitele calde, magari accompagnandole con un'insalata di pomodori.
Oggi voglio suggerirvi un piatto di facile esecuzione il cui ingrediente principale è la sarda, un pesce azzurro economico e versatile, che grazie ad alcuni accorgimenti riesce a trasformarsi in pietanze ricche di gusto e piacevoli alla vista. Il tortino di sarde è un classico della cucina di mare calabrese, le sarde si trovano facilmente, fresche e profumate di mare. Dai banconi dei pescivendoli, ancora vivi e guizzanti, ti affascinano con il loro colore argenteo. E' impossibile resistere!
Ingredienti
sarde
mollica di pane raffermo
pecorino
aglio
prezzemolo
peperoncino in semi piccante
un limone
olio evo
sale qb
Preparazione
In una ciotola ammorbidite il pane raffermo con poca acqua, quindi strizzatelo bene bene, asciugandolo se credete con un tovagliolo. Successivamente unite il pecorino grattugiato, pochissimo peperoncino, un trito finissimo di aglio, prezzemolo e scorza di limone, sale qb e tanto olio quanto ne serve per avere un composto denso ed umido.
Pulite le sarde e apritele a libro, eliminando lisca e testa senza separare le due parti. Sistemate metà delle sarde in una tortiera unta d'olio e cosparsa con un velo di pangrattato, posizionandole con la parte della pelle rivolta verso il basso.
Ricoprite le sarde con il pane aromatizzato e un filo d'olio evo e terminate con uno strato di sarde a pancia in giù. Date ancora una spolverata di pane , ricoprite il tortino con fettine di limone e mettetelo in frigo per un'ora circa.
Trascorso il tempo irrorate con un filo di olio evo e infornatelo a 170/180° per 10/ 15 minuti. Togliete quindi le fette di limone e lasciate in forno ancora un pò, fino al formarsi della crosticina dorata che deve essere un pò croccante.
Servite e gustate il tortino di sarde tiepido, decorandolo con fettine di limone.
Amo la cucina tradizionale. Trovo che gustare piatti tipici sia un modo, non solo di provare sapori diversi, ma anche un modo di conoscere altri luoghi e altre persone. La cucina e le abitudini alimentari, infatti, raccontano un popolo più di quanto non lo facciano i libri. A questo proposito oggi vi presento questa scaccia, una tipica focaccia ragusana, che ho imparato a conoscere sull'interessantissimo blog della mia amica Rosy e che vi consiglio di andare a visitare. Si tratta, come per tante altre pietanze, di un piatto povero che in passato si preparava per consumare le verdure di stagione e che si cuoceva nel forno a legna insieme al pane.
Ingredienti
Per l'impasto: 300 gr di semola rimacinata, 1/4 di cubetto di lievito di birra, olio evo qb, acqua qb e un cucchiaino di sale.
Per il ripieno: melanzane ( quantità necessaria per formare due strati in una tortiera da 24 cm ), polpa di pomodoro, concentrato di pomodoro, provola fresca, caciocavallo grattugiato ( io pecorino ), basilico, olio evo, una cipolla, olio di semi per friggere, farina per impanare.
Preparazione
Mettere la farina in una ciotola e unirvi l'olio, il lievito sciolto in poca acqua tiepida e il sale. Iniziate ad impastare aggiungendo man mano l'acqua necessaria in modo da avere un impasto liscio ed omogeneo. Fate lievitare per circa un'ora nel forno con la lucina accesa.
Preparate intanto il sugo: in una pentola soffriggete la cipolla tritata in olio evo, aggiungete un pò di concentrato di pomodoro ed infine la polpa. Salate e fate cuocere fintanto che la salsa non si sarà addensata. Una volta pronta aggiungete le foglie di basilico spezzettate.
Preparate le melanzane: tagliatele a fette, infarinatele e friggetele in olio di semi ben caldo. Appena avranno un colore dorato, scolatele e adagiatele su carta assorbente da cucina.
Stendete il panetto in una sfoglia non molto sottile, con una parte rivestite la tortiera. Quindi versate un pò di sugo, del pecorino grattugiato, le melanzane e altro sugo. Coprite con fette di provola, basilico e pecorino grattugiato. Proseguite alla stesso modo con un secondo strato.
Infine adagiate sopra l'altra sfoglia, facendo aderire i lembi con la sfoglia di sotto e creando un cordoncino. Bucherellate la superficie con i rebbi della forchetta, spennellatela con olio
e infornatela in forno già caldo a 200° finchè non avrà preso un bel colore dorato.
Rosy consiglia di coprire la scaccia, appena tolta dal forno, con un tovagliolo fintanto che non si sarà intiepidita. Questa accortezza la manterrà morbida.

La tradizione è il filo conduttore del mio blog anche se ogni tanto mi piace discostarmi leggermente per rivisitare altre ricette. E con il piatto di oggi resto nel mio essere e continuo con la saga. Ecco infatti l'ennesima ricetta con le melanzane, un piatto sempre presente sulla tavola dei nostri nonni in questa stagione nella quale le nostre signore in viola sono nel massimo della loro bontà. Una ricetta semplice che esalta il sapore di questo ortaggio, una ricetta che stuzzica il palato e che premia i sapori genuini della terra, una ricetta antica che affonda le sue origini in una Calabria povera,una ricetta che sposa appieno lo stile di vita della Dieta Mediterranea. E che nessuno venga a dire che il fritto fa male, perchè quando "ci vò ci vò" e il fritto non è da condannare se si rispettano delle regole. Perchè 'mbuttunati? E' presto detto, immaginate di inserire un bottone nell'asola, ebbene sulle melanzane vengono praticati dei tagli nei quali si andrà ad inserire una panura profumata che insieme alla passata di pomodoro e all'olio evo, rigorosamente a Km 0, esalterà il sapore di questo appetitosissimo piatto.
Ingredienti
4 melanzane piccole
panura aromatizzata: pane fresco, basilico, menta, aglio, pecorino
olio evo
Per il sugo:
500 ml di passata di pomodoro, olio evo, aglio peperoncino piccante, basilico
sale qb
Preparazione
Lavate le melanzane, togliete il cappello verde e asciugatele. Su ognuna fate dei tagli in verticale, almeno 5 e in ogni fessura inserite del sale.
Fatele riposare per un paio d'ore e poi ripulitele dal sale. Intanto preparate il sugo. In una pentola capiente fate rosolare uno spicchio d'aglio e un peperoncino piccante nell'olio evo, aggiungete poi la passata di pomodori, salate e continuate la cottura per 10 minuti. Preparate la panura frullando tutti gli ingredienti nel mixer e inseritene un pò in ogni fessura, premendo bene il composto.
Prendete adesso una pentola dai bordi alti, versate abbondante olio evo e friggete le melanzane a fuoco lento finchè non saranno cotte.
Una volta pronte immergetele nel sugo, insieme alla foglie di basilico e continuate la cottura per almeno 15 minuti, in modo che le melanzane si impregnino di pomodoro.
Servitele calde e se volete anche un primo, cuocete dei maccheroni e conditeli con il sugo e una spolverata di ricotta salata.
E con questo buonissimo piatto vi auguro un felice Ferragosto!!!!!!!!!!!

Oggi vi presento un primo di pesce molto semplice ma dal sapore ineguagliabile. Chiedere il bis è d'obbligo. Il brodo l'ho realizzato con pesci di piccola pezzatura, pesci di paranza, che spesso non sono considerati buoni per la vendita perchè di poco valore rispetto ai pesci più conosciuti. Invece sono alla base per tante ricette della vera ed antica tradizione marinara e infatti questo piatto era consumato soprattutto dai pescatori che lo cucinavano proprio con la rimanenza della vendita. Nulla comunque vieta di preparare il piatto con il pesce che più ci piace. L'unica condizione è che sia fresco, possibilmente di giornata, così il piatto saprà di mare. E il mio pescato non si può dire che non fosse fresco visto che è stato il frutto di una mattinata di pesca, non tanto fruttuosa a causa delle correnti, ma sufficiente per un pranzo per 2 persone. Per questo brodo è tradizione usare gli spaghetti spezzati, non quelli in commercio, bensì quelli spezzati in casa. Mia mamma ha un modo tutto suo di spezzare gli spaghetti: dopo averli rotti grossolanamente, li chiude in un tovagliolo e li schiaccia con le mani sul tavolo, come se stesse impastando! Gli spaghetti alla fine hanno così quasi tutti la stessa dimensione.

Ingredienti
Il mio pescato: pagello, sauro, perchia, pesce lucertola, vopa, spicara e surici che naturalmente ho fritto.
aglio
prezzemolo
peperoncino dolce o piccante
pomodorini pachino
olio evo
sale qb
spaghetti spezzati
Preparazione
Prima della cottura pulite il pesce privandolo delle squame e delle interiora. Dopo questa operazione lavatelo lasciandolo sotto l'acqua corrente per un pò di tempo. Quando il pesce è pulito, prendete una padella versate l'olio e l'aglio e il peperoncino. Appena inizia a soffriggere unite i pomodorini tagliuzzati e continuate la cottura per qualche minuto. A questo punto unite i pesci e tanta acqua in modo da coprirli, salate e fate cuocere per 30/40 minuti.
Finita la cottura armatevi di santa pazienza e spinate il pesce facendo attenzione a non lasciare spine. La carne sfaldata rimettetela quindi nel brodo. E' bene fare questa operazione qualche ora prima della consumazione per far in modo che i pesci rilascino tutto il loro sapore. Adesso non vi resta altro che cuocere gli spaghetti e versarli nel brodo bollente. Se volete un gusto più deciso fate cuocere, anzi "calate", gli spaghetti direttamente nel brodo di pesce. Impiattate e......... buon appetito!
Oggi vi propongo una variante della classica pasta frolla: in questa ricetta non trovate nè olio, nè burro, ma unicamente ricotta. Il risultato è un impasto morbido e molto versatile che può essere utilizzato per tante preparazioni, come crostate, piccola pasticceria e biscotti. Certamente non è friabile come la frolla classica, vista l'assenza del burro, ma è soffice, gustosa e più leggera. Stavolta io l'ho abbinata con la marmellata di limoni e credo proprio che questa sia l'accoppiata giusta, anche se i frollini inzuppati nel latte ti prendono per la gola.
Ingredienti
300 gr di farina per dolci
200 gr di ricotta, io pecora
100 gr di zucchero semolato
1 uovo e 1 tuorlo
1 bustina di lievito per dolci
marmellata di limone ( qui )
nutella
scorza di limone
zucchero a velo.
Preparazione
Fate scolare tutto il siero dalla ricotta. In una ciotola unite tutti gli ingredienti mescolando bene fino ad avere un impasto liscio ed omogeneo. Formate un panetto, copritelo con la pellicola trasparente e mettetelo in frigo per una mezz'ora.
Trascorso tale tempo stendetelo in una sfoglia non molto sottile e con l'aiuto delle formine ricavate i biscotti dalle forme desiderate. Io ho preparato lunette e biscotti tipo grisbì che ho farcito con la marmellata di limone, in più ho realizzato dei biscottini da accoppiare e dei frollini da inzuppo.
Ma ognuno può lasciarsi guidare dalla propria fantasia. Sistemate i biscottini sulla tortiera ricoperta con carta forno ed infornate a 180° per 20 minuti circa.
Una volta sfornati ho farcito i biscottini da accoppiare con nutella e infine ho dato una spolverata di zucchero a velo a tutti.
Ed eccoli pronti da gustare in tutta la loro golosa bontà.
Oggi vi posto la ricetta di una marmellata super buona, da utilizzare soprattutto al naturale per il profumo che sprigiona mentre la gustate. Per me al naturale ha un doppio significato: cucchiaio e fette biscottate. Nei dolci al forno perde un pò della sua fragranza, ma è sempre una marmellata homemade, genuina e salutare. Ovviamente è con le bucce perchè io amo i gusti decisi, e obbligatoriamente si tratta di limoni non trattati. Limoni sodi, grossi e chiari, segni di un frutto fresco e succoso, e con la buccia spessa. Pochissimi ingredienti, limoni e zucchero e un pochino del vostro tempo per mettere nei vasetti non solo il profumo ma anche i benefici di questo agrume dal colore giallo dorato.
Ingredienti
1 Kg di limoni
600 gr di zucchero semolato
acqua qb
Preparazione
Lavate accuratamente i limoni e puliteli a fondo con uno spazzolino. Tagliateli a fette sottili eliminando tutti i semi.
Disponete le fette in un contenitore, copriteli d'acqua e fateli riposare per 24 ore, cambiando l'acqua un paio di volte.
Trascorso questo tempo versate i limoni in una pentola, ricopriteli con altra acqua fredda e portate a bollore. Cuocete per 20 minuti circa, schiumando di tanto intanto.
Aggiungete lo zucchero e continuate la cottura fintanto che la marmellata non sarà leggermente densa.
Fate comunque la prova del piattino, ma ricordate comunque che le marmellate di agrumi, raffreddandosi, si addensano più delle altre. Prima di invasare nei vasetti, precedentemente sterilizzati, se volete potete frullarne una parte o tutta col minipimer. Io ho preferita lasciarla più rustica, in modo da sentire le scorzette.
Chiudete i vasetti, capovolgeteli per creare il sottovuoto e fateli raffreddare in questa posizione.
Che ne dite di gustarne un bel cucchiaio?