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sabato 9 gennaio 2016

Mandaretti ( mandarini + mandorle )



L'idea di fare questi golosissimi e profumatissimi dolcetti m'è venuta leggendo la ricetta " Biscotti delle feste arancia e mandorle " della mia amica Imma del blog " A fiamma dolce ". Io ho pensato però di sostituire le arance con i nostri profumatissimi mandarini. E' questa la loro stagione e in casa mia ne facciamo non un uso, ma un abuso: liquori, marmellate, crema e poi  che dire delle scorzette? Messe sui termosifoni profumano tutta la casa, altro che profumatori! Ma è nei dolci che danno il meglio di sè e infatti  le scorzette le utilizziamo in tutti i dolci tipici calabresi. Però fate attenzione, sto parlando di mandarini e non clementine. Queste ultime non profumano molto, ma in compenso sono dolcissime. E adesso andiamo alla ricetta



Ingredienti
1 albume e 1 tuorlo
300 gr di mandorle spellate + alcune per la decorazione
4 arance  ( io 4 mandarini )
250 gr di zucchero

Preparazione
Tritate le scorze dei mandarini; tritate pure le mandorle con lo zucchero. Sbattete leggermente il bianco d'uovo e amalgamatelo alle mandorle e alle scorzette. Formate delle palline e schiacciatele un pò e al centro mettete una mandorla pelata.

 
Spennellatele con il tuorlo e infornate nel forno preriscaldato a 180° per 15 minuti circa. Conservate nelle scatole di latta durano a lungo, ma noi li abbiamo divorati! E allora? Li ho rifatti, troppo buoni. Grazie Imma.



Con questa ricetta partecipo al contest InCucinaColCuore: Visto&Rifatto 


domenica 25 agosto 2013

Crostatine di merandelle al vino passito





Per me l'estate è sinonimo di merandella. Tanti si chiederanno cosa sia, perchè effettivamente è un prodotto tipico della Calabria sconosciuto ai più. Inizio col dire che è un incrocio tra pesco e melo, le sue dimensioni non sono molto grosse ( non supera infatti i 4 cm ), ha una buccia liscia, un colore tra il bianco-verde o il giallo-rosso, un profumo molto intenso e un gusto dolcissimo. A neanche 2 km da casa mia, lungo la vallata del fiume Ancinale, ci sono estese coltivazioni di questo frutto che matura nei mesi di luglio e agosto. E' un frutto che si deteriora facilmente anche perchè non viene trattato e quindi i contadini lo raccolgono prima che giunga a completa maturazione.
Le merandelle, almeno dalle mie parti, non sono utilizzate per le confetture, il costo è abbastanza elevato, si parla di 3 euro al kg e allora si consumano così ....semplicemente addentandole o immergendole in un buon bicchiere di vino.




Ingredienti
pasta frolla: 150 gr di farina 00, 50 gr di zucchero, 80 gr di margarina , 1 uovo , 1 cucchiaino di lievito, q.b. di vino passito
crema pasticcera: 250 ml di latte, 50 gr di zucchero, 30 gr di fecola di patate, 2 tuorli, la buccia grattugiata di un limone ( Bimby )
farcitura: 10 merandelle, 2 cucchiai di zucchero, bucce di limone, 1 bicchiere di vino passito ( ho usato il Greco di Bianco )

Preparazione
Preparate la pasta frolla e mettetela in frigo per 30 minuti; preparate la crema pasticcera e fatela raffreddare coperta con la pellicola.  Tagliate a pezzetti le merandelle e mettetele in un pentola sul fuoco con lo zucchero, le bucce di limone e il vino passito; fatele cuocere per 10-15 minuti fino a caramellarle.
Stavolta ho utilizzato gli stampini  visto che i dolci con la frutta non piacciono molto, ne ho riempito 4 e con il resto della frolla  ho preparato  dei rotolini con la Nutella ( i figli!!!!!!!!).
Imburrate e infarinate gli stampini, foderateli con la pasta frolla, riempiteli con la crema pasticcera e infornateli a 180° per 15-20 minuti circa.Tolte da forno e fatte raffreddare le crostatine  vanno farcite con le merandelle caramellate. Una spolverata di zucchero a velo e sono pronte da gustare.




Questa crostatina  l'ho ricoperta

















                                       Con questa ricetta partecipo al contest di Silvia




Notizie tratte dal web sul  vino passito Greco di Bianco

Nel Reggino, da vigneti posti su terreno dalla struttura argillosa, dimorano le uve Greco 
Bianco, dalle quali si produce un vino passito particolarmente piacevole, a detta degli
 esperti, il più antico vino d'Italia, che prende il nome di Greco di Bianco. Per la sua produzione, si procede prima alla vendemmia, a metà settembre, con un'accurata selezione delle uve rigorosamente Greco Bianco per almeno il 95%, eventualmente altre uve a bacca bianca non aromatiche della provincia di Reggio Calabria, ma non più del 5% complessivo, che poi vengono appassite su graticci al sole oppure su essiccatoi ad aria forzata per 8/10 giorni, in modo da concentrarne gli zuccheri.

lunedì 12 agosto 2013

Pipi chini e risu




Per Ferragosto sulla tavola calabrese non può mancare questo piatto, insieme  alle melanzane alla parmigiana, alle melanzane ripiene e alla "pasta china". Nemmeno il caldo più afoso ci fa desistere dalla loro preparazione! 
Una volta , era usanza per i " suvaratani " trascorrere questa giornata in montagna ( Sila o Serre ), possibilmente lungo le rive di qualche torrente, nelle cui acque si immergevano le angurie e le bottiglie di vino; l'aria fresca permetteva qualche boccone  e qualche bicchiere in più e conciliava anche qualche sonnellino pomeridiano all'ombra di querce e castagni secolari.
Al contrario, i "montanari" venivano a mare e sotto gli ombrelloni " lampravanu " ( stendevano ) tovaglie con sopra ogni ben di dio. Da tanto tempo queste usanze così pittoresche sono sparite, il giorno di Ferragosto lo si trascorre  negli agriturismi e nei ristoranti. Io anche quest'anno  me ne andrò a mare che, crisi o no, rimane il luogo più gettonato.
Per questa ricetta, ma anche per tante altre, usiamo " i pipi riggitani " una varietà di peperoni tondi e carnosi molto saporiti.
Ingredienti
Soprattutto per le ricette tradizionali non vi posso dare le grammature, vado ad occhio e nel ripieno abbondo sempre, così poi riciclo; per il sapidità tutto è demandato al vostro gusto.
pipi riggitani
salsiccia 
passata di pomodoro
riso lessato
pecorino calabrese grattugiato
fior di latte
uova
sale q.b.
olio di girasole
Preparazione
Lavate ed asciugate per bene i " pipi ", togliate la calotta e i semi con tutti i filamenti; salateli e metteteli a sgocciolare.



 Intanto in una pentola fate soffriggere la salsiccia sbriciolata con uno spicchio d'aglio, sfumate con del vino bianco, fate evaporare e poi aggiungete della passata di pomodoro. Salate e continuate la cottura a fuoco moderato ( il sugo deve rimanere piuttosto lento ). Aggiungete alla fine delle foglioline di basilico.
In una ciotola capiente mescolate il riso con la salsiccia sbriciolata e  un pò di sugo, abbondante pecorino, fior  di latte a pezzetti e tante uova quante l'impasto ne prende. Fate riposare in frigo per una buona mezz'ora.



Riempite poi  i "pipi", spalmate la calotta con del bianco d'uovo sbattuto e friggeteli in abbondante olio caldo. E' consigliabile friggerli con largo anticipo e consumarli tiepidi o anche freddi.
Volendo si possono ricoprire con del sugo semplice ( dopo averli fritti ) e mettere in forno.






Che ve ne pare del mio bouquet? Certamente bello a vedersi, ma.....



lunedì 5 agosto 2013

Timballo di penne con melanzane, polpettine e....





Melanzane e ancora melanzane. Per chi vuole seguire la stagionalità è questo il periodo migliore per consumarle e gustarle, da sole o abbinate ad altri prodotti della cucina mediterranea.
Questo timballo, più che un primo, rappresenta un piatto unico per la ricchezza degli ingredienti ; la sua preparazione è piuttosto lunga, ma il risultato finale è da 10 e lode.
Ingredienti
500 gr di penne a candela
1 kg di melanzane
1/2 l  di polpa di pomodoro
olio d'oliva
200 gr di fiordilatte
4 uova di cui 2 sode
salsiccia calabrese
100 gr di pecorino calabrese grattugiato
basilico, sale
olio di semi 
Polpettine
150 gr di macinato di vitello
1 uovo
parmigiano, pane raffermo,
 prezzemolo tritato,
 sale
Preparazione
Lavate e asciugate le melanzane, due tagliatele a cubetti mentre le altre a fette sottili nel senso della lunghezza. Disponetele a strati in uno scolapasta cospargendole di sale. Dopo circa mezz'ora strizzatele, asciugatele e friggetele in abbondante olio di semi bollente. Scolatele e mettetele ad asciugare su carta assorbente da cucina. In una pentola fate rosolare la cipolla tritata sottilmente  con un filo d'olio, unite la polpa di pomodoro, il sale e fate cuocere a fiamma bassa per dieci minuti circa; aggiungete i cubetti di melanzane fritti e qualche fogliolina di basilico e lasciate insaporire per un pò. Preparate le polpettine e friggetele in abbondante olio bollente. Scolatele con un mestolo forato e appoggiatele su carta assorbente.
                                                                                       

In una pentola con abbondante acqua salata fate cuocere le penne, scolatele al dente e conditele con il sugo preparato precedentemente e il pecorino grattugiato.
 Rivestite uno stampo con carta forno, bagnata e strizzata. Foderate il fondo e le pareti con le fette di melanzane leggermente sovrapposte. Versate all'interno la pasta, alternata con le polpettine, il fiordilatte, le uova sode tagliuzzate e la salsiccia a fettine.

 Versate quindi le uova sbattute e  chiudete con le fettine di melanzane. Coprite  con un foglio d'alluminio e infornate  in forno già caldo a 200°  per 30 minuti circa. Tolto dal forno  il timballo va fatto riposare prima di sformarlo. 



Vi consiglio di prepararlo con largo anticipo, così si taglierà meglio  e il gusto ne guadagnerà.






Con questa ricetta partecipo al contest  Strati su...strati



Soverato







  • La leggendaria Torre di Carlo V o Turrazzo, è una torre di avvistamento eretta tra la fine del secolo XVI e i primi del seguente, per la difesa del Regno contro le invasioni dei Turchi. Immersa in una fitta vegetazione, su uno sperone a nord di Soverato, è stata completamente ricostruita in stile neogotico sui ruderi di un'antica torre angioina. È probabilmente una delle 339 torri costiere del regno di Napoli edificate lungo le coste del Mezzogiorno,  oggi in parte scomparse o semi-distrutte.                                                        ( foto amatoriali )



domenica 16 giugno 2013

Borsa "Sapore di mare"
per il contest di Kreattiva: il progetto più creativo






E' una delle ultime borse in fettuccia che ho realizzato, l'ho chiamata così proprio perchè quest'anno il mare sembrava inavvicinabile. E invece il caldo è arrivato, prorompente, e con esso la voglia di mare. Leggevo che è arrivato Ade, il dio degli inferi, e che rimarrà con noi per una settimana.Sono contenta anche se non sopporto il caldo, ma dopo un inverno così lungo guai chi si lamenta.
E dopo queste divagazioni metereologiche  torniamo alla borsa, realizzata in fettuccia in  lycra ha tracolla in catena argentata e bottone gioiello ferma-fiocco.

Con questo progetto partecipo al contest "Il progetto più Kreattivo"