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sabato 2 marzo 2019

Cicerata di San Giuseppe ( Ravioli dolci con crema di ceci)




2 Marzo 2019: Dolce primavera
In Calabria le ricette scandiscono da sempre feste e ricorrenze oltre a seguire le stagioni e il calendario religioso. E' il caso di questi chinulidi chiamati anche Cicerata di San Giuseppe che vengono preparati e per la festa di San Giuseppe e durante il periodo precedente la quaresima, l'ultima occasione per mangiare delle prelibatezze senza incorrere nel peccato. La particolarità di questi dolci, unici e particolari, sta nel loro ripieno: una purea di ceci abbastanza speziata. Li troviamo soprattutto nel vibonese e certamente hanno origine dalla necessità di usare ingredienti semplici, economici e presenti in tutte le case. Per San Giuseppe era usanza preparare un primo con i ceci e allora le nostre brave massaie hanno aguzzato l'ingegno e con i ceci rimasti ci hanno regalato questo dolce estremamente raffinato, salutare e dalla consistenza morbida e pastosa.
Quindi per festeggiare il Carnevale o il papà mani in pasta a preparare questa golosissima cicerata che con il suo sapore e profumo ci fa volare indietro nel tempo.

Ingredienti
250 gr di farina 00
50 gr di zucchero
30 gr di sugna
1 uovo
marsala q.b.
1 uovo per spennellare
zucchero a velo
olio per friggere
Ripieno
150 gr di ceci lessati
cannella e chiodi di garofano q.b.
miele millefiori q.b.
arancia candita
Preparazione
Passare i ceci al passaverdure per eliminare le pellicine e poi aggiungere un pizzico di cannella, di polvere di chiodi di garofano, arancia candita sminuzzata e miele q.b. Amalgamate il tutto fino ad avere un impasto liscio e cremoso che farete riposare in frigo. E' conveniente preparlo il giorno prima sia per la consistenza che per il sapore.
In una ciotola impastate tutti gli ingredienti per la pasta,il marsala versatelo poco alla volta in modo da ottenere alla fine un impasto liscio e sodo. Formate una palla e fatela riposare sotto una campana per circa 30 minuti. Spianate il panetto con il mattarello e ricavate dei dischi con l'aiuto di una formina circolare. Al centro di ogni disco disponete un cucchiaino di crema di ceci, spennellate poi i bordi con l'uovo sbattuto e richiudete a mazzaluna premendo i bordi con i rebbi della forchetta.


Friggete la cicerata in olio ben caldo fino a doratura.


Noterete che appena si tuffano nell'olio, vanno prima sul fondo, poi si gonfiano  e salgono in superficie con una capovolta. Una meraviglia!
Sgocciolateli su carta assorbente ( ma non assorbono per niente olio ) e cospargeteli infine con abbondante zucchero a velo






E adesso in giro per le cucine d'Italia

Valle d'Aosta: Reblec et loufies
Piemonte: Risòle
Lombardia: Tortelli di San Giuseppe
Trentino:Osterzopf  treccia dolce di Pasqua
Friuli Venezia Giulia: Presnitz triestino
Veneto: Torta delle Rose di Valeggio
Emilia Romagna: Torta di tagliatelle emiliane
Liguria: Torta di uvetta e pinoli
Toscana: Crostata di ricotta e Alkermes
Umbria: Crostata con farina di roveja e marmellata di arance
Lazio: Crostata di ricotta e visciole
Abruzzo: Crostata di ricotta
Molise: Torta di mandorle molarana
Campania: Caprese al limone e cioccolato bianco
Puglia: Pizzo Palumbo
Basilicata: Torta di ricotta lucana
Sicilia: Sfinci di San Giuseppe
Sardegna. Torta Pardula
Italia nel Piatto

giovedì 17 gennaio 2019

Sbrisolona del riciclo alla frutta secca




Riciclare quanto si aveva in casa era una fonte di sopravvivenza per i nostri antenati, una forma di rispetto per i tanti che non avevano niente e un ottimo modo per risparmiare. E anche noi oggi dovremmo seguire il loro esempio, le loro sagge regole di vita. Quindi, dopo le feste, mani in pasta per utilizzare al meglio tutti gli avanzi che sono rimasti nella dispensa. Stavolta il mio riciclo è dolce: noci, nocciole, fichi secchi, piccole quantità che da sole non servono a niente ma che messe insieme creano delle golose bontà.
Ingredienti
Per la frolla
150 di farina 00
100 gr di nocciole tritate finemente
100 gr di burro
100 gr di zucchero di canna
1 uovo
1 cucchiaio di lievito
Per il ripieno
10 fichi secchi
un pugno di noci e nocciole e uva passa
10 amaretti homemade 
marmellata di uva
un cucchiaio di miele, io di castagno
buccia di mandarino calabrese
cannella e chiodi di garofano in polvere
Per la copertura
frolla avanzata  più nocciole 
Preparazione
Preparate la frolla con gli ingredienti suindicati e una volta pronta fatela riposare in frigo avvolta nella pellicola trasparente.
Frullate i fichi e gli amaretti separatamente. Tritate grossolanamente noci e nocciole. Fate rinvenire nel vin santo l'uva passa.
In una ciotola versate tutta la frutta secca, il miele sciolto sul fuoco, la marmellata d'uva e amalgamate. Insaporite l'impasto con la buccia del mandarino, la cannella e i chiodi di garofano e fatelo riposare ( E' preferibile preparare la farcia il giorno prima ).
Foderate una tortiera imburrata e infarinata con la frolla  e versatevi la farcia. Ricoprite la superficie con un composto granuloso ottenuto con la frolla avanzata, delle nocciole frullate grossolanamente e farina q.b.
Infornate a 180° per 25 minuti circa fintanto che la superficie non sarà dorata. Una volta pronta, fatela raffreddare e sformatela. Prima di servirla spolverizzate la sbrisolona con zucchero a velo.




martedì 2 ottobre 2018

I cannariculi





2 Ottobre - L'Italia nel Piatto: Un Piatto di Vino

I Greci chiamarono la Calabria Enotria, terra del vino. E il nostro vino era così rinomato che veniva inviato in quantità con le navi alla madrepatria, dove veniva offerto ai vincitori delle Olimpiadi, utilizzato nelle mense sacre e nelle mense dei nobili. Da allora la cultura del vino in Calabria, ha attraversato i secoli ed è arrivato fino a noi, con tutto il fascino della sua storia millenaria. 
 Oggi, per questo appuntamento autunnale con L'Italia nel Piatto, vi presento i cannariculi, dei dolcetti fritti della tradizione che di solito si preparano durante le festività natalizie, anche se nulla ci vieta di prepararli quando ne abbiamo voglia.  Per la loro preparazione si utilizzano sia il vino moscato che il vinocotto, un vino raro e prezioso che non viene prodotto nei canoni tipici della vinificazione. Come vino io ho usato il passito rosso dell'Azienda Vinicola Malaspina di Melito Porto Salvo, Cannici. Un passito dal colore rosso rubino, prodotto tutto con uve varietà gaglioppo.
Il termine Cannariculi, per via della forma, può essere ricondotto alla parola dialettale cannarozzu con la quale si indica la gola e di conseguenza anche a cannurutu per indicare una persona golosa.
Vi sono tante e tante ricette per preparare i cannariculi e infatti a seconda del territorio oltre a una variante degli ingredienti, questi golosissimi dolcetti prendono nomi diversi come turdilli o crustuli.
In generale possiamo affermare che la ricetta dei cannariculi è una ricetta antichissima, che affonda le proprie radici nella notte dei tempi e che viene tramandata da generazione in generazione. Gli ingredienti usati sono semplicissimi, facilmente reperibili anche dalle massaie di un tempo: farina, vino , olio e miele o vinocotto per addolcirli. Talvolta si usa il miele di fichi, ma è quasi impossibile da trovare anche per il costo elevato. 

Ingredienti
100 ml di olio d'oliva
200 ml di passito
buccia di limone
cannella
farina q.b.
vino cotto homemade
miele
olio per friggere
confettini colorati (facoltativo)

Preparazione
Mettete l'olio e il vino in un pentolino e fateli bollire per cinque minuti. Lasciate intiepidire e poi aggiungete la buccia del limone grattugiata, un pizzico di cannella in polvere e la farina gradatamente, fino ad avere un impasto elastico e morbido che metterete in frigo per circa trenta minuti avvolto nella pellicola. 



In seguito dividete l'impasto in tanti cordoncini dalla grandezza di un pollice e tagliateli in piccoli pezzetti. Fateli scivolare quindi su un crivo ( come vuole la tradizione) schiacciandoli con l'indice e il medio, ma naturalmente potete usare il rigagnocchi. 



 

Friggete i cannariculi in olio bollente, rigirandoli più volte in modo che la cottura risulti uniforme. Scolateli e fateli asciugare su carta assorbente. 



Versate il miele in una padella diluito con il vinocotto, immergetevi i cannariculi rigirandoli per farli impregnare bene. 



Infine versateli su un vassoio e cospargerli con i confettini colorati ( io no )




E adesso in giro per l'Italia

Valle d'Aosta
Piemonte
Liguria
Lombardia
Trentino Alto-Adige
Veneto
Friuli Venezia-Giulia
Emilia Romagna
Toscana
Marche
Umbria
Lazio
Abruzzo
Molise
Campania
Puglia
Basilicata
Sicilia
Sardegna

domenica 2 novembre 2014

Marzallette



Italia nel piatto - 2 novembre: Comfort Food
Fino a poco tempo fa non avevo idea di cosa si celasse sotto questo termine o più precisamente avevo lasciato perdere. Ma l'appuntamento di questo mese mi ha "costretta" ad informarmi. E cosi ho scoperto che con questa espressione, arrivata dagli Stati Uniti sul finire degli anni Settanta, si indica un cibo che suscita nostalgia, emozione, che ti coccola e ti riscalda. Un pò come la mia vecchia e calda vestaglia quando ho freddo! Però al contrario del comfort food americano, associato il più delle volte a prodotti commerciali, da noi indica il piatto della mamma o della nonna, quindi un piatto tradizionale, genuino e spesso povero. Se chiudo gli occhi mi viene in mente " l'uovo sbattuto " che mi preparava mia nonna quando studiavo, oppure " il brodo con le polpettine " di mia mamma oppure ancora "la cioccolata calda" che preparava mia zia. Quindi soltanto cibi legati ad un periodo della nostra vita e a delle persone care? Certamente no! E infatti il mio comfort food sono le marzallette ( chiamate impropriamente mastaccioli ), dei biscottoni mandorlati al miele che sgranocchio continuamente soprattutto nel periodo invernale. Mi riscaldano, mi danno un senso di benessere, mi piacciono, anche se apportano qualche caloria di troppo.
 Le marzallette non sono un dolce della nonna, però sono un ricordo della mia infanzia. Ricordi che andando in avanti con gli anni riaffiorano più spesso e più nitidamente. Ricordi legati alle fiere paesane, al piacere di andare a curiosare presso il banchetto dei "mastazzolari sorianesi" , per portare a casa un pacchetto di mastaccioli. Cosa che faccio tutt'ora, anche se ho imparato a prepararli. Ma gli originali sono un'altra cosa!
Le marzallete e i mastaccioli sono l'emblema di Soriano, un piccolo borgo delle Serre Calabre. Hanno origine antichissima, un intreccio tra storia e leggenda. La leggenda parla di un monaco venuto dal nulla e svanito nel nulla che avrebbe offerto questi dolci alla popolazione ; la storia invece narra che furono i monaci certosini prima e i domenicani poi ad insegnare ad alcuni artigiani l'arte della pasticceria ( nel paese fu fondato un convento domenicano intorno al 1500 ). Mentre i mastaccioli sono biscotti duri, compatti, pesanti, dalle forme più svariate e con decorazioni di carta stagnola colorata,  le marzallette, o semplicemente biscotti al miele, sono dei dolci dalla forma un poco rustica e dal sapore forte, fatti con miele di acacia o castagno, farina e mandorle.

Le originali


Mastaccioli


Ingredienti
500 gr circa di farina 00
150 gr di miele ( io acacia )
100 gr di zucchero
300 gr di mandorle tostate
1 uovo
la scorza di un limone grattugiata
un cucchiaino da caffè di ammoniaca
cannella e chiodi di garofano ( facoltativi )
50 ml di vino cotto
Preparazione
In un pentolino sciogliete il miele con lo zucchero. In una ciotola setacciate la farina, aggiungete la mandorle, l'ammoniaca, il vinocotto, le scorzette di limone e il miele intiepidito. Lavorate il composto fino ad ottenere una pasta liscia ed omogenea, se è duro aggiungete vino cotto, se è molle farina.


 Formate dei salami che schiaccerete un pò  con le mani bagnate.


Metteteli in una tortiera foderata con carta forno e infornate a 170° per 15/20 minuti circa e comunque fino a doratura leggermente scuretta. Sfornate a tagliate a fette. Appena sfornati possono essere duri, ma poi si ammorbidiscono.
Il colore più o meno scuro dipende dal tipo di miele usato:con il miele di acacia e il millefiori  le marzallette avranno un colore più chiaro, invece saranno bruniti con il miele di castagno.






Pronte per essere regalate nella classica velina
che ne salvaguarda la freschezza.

E adesso andiamo a scoprire altri Confort Food

Trentino-Alto Adige:  Pane di molche (El Pam de molche) con le noci 
http://www.afiammadolce.it/2014/11/pane-di-molche-pam-de-molche-con-le-noci.html
  
Friuli-Venezia Giulia:  Goulash di oca alla friulana con polenta e frico croccante 
http://ilpiccoloartusi.blogspot.com/2014/11/goulash-doca-alla-friulana-con-polenta.html

Lombardia: Ravioli di zucca (Raviöi de ssüca)
http://kucinadikiara.blogspot.com/2014/11/ravioli-di-zucca-ravioi-de-ssuca.html

Veneto: Pearà
 http://letenerezzediely.blogspot.com/2014/11/pearà.html

Valle d'Aosta: Budino di pane di segale http://atuttopepe.blogspot.com/2014/11/budino-di-pane-di-segalela-valle-daosta.html

Piemonte: Non partecipa

Liguria:  Ciuppin     http://arbanelladibasilico.blogspot.com/2014/11/litalia-nel-piatto-comfort-food.html


Emilia Romagna: Zuppa imperiale http://zibaldoneculinario.blogspot.com/2014/11/zuppa-imperiale-per-litalia-nel-piatto.html

Lazio: Minestra di ceci e castagne 
http://beufalamode.blogspot.com/2014/11/minestra-di-ceci-e-castagne-per-litalia.html

Toscana: Pappa al pomodoro http://acquacottaf.blogspot.com/2014/11/pappa-al-pomodoro.html

Marche: Olive all'ascolana http://lacreativitaeisuoicolori.blogspot.com/2014/11/olive-allascolana-ricetta-tipica-delle.html  

Abruzzo:Scrippelle 'mbusse http://ilmondodibetty.blogspot.com/2014/11/scrippelle-mbusse-per-litalia-nel-piatto.html
  
Molise: U Suscelle - http://lacucinadimamma-loredana.blogspot.com/2014/11/u-suscelle-per-litalia-nel-piatto.html

Umbria: Zuppa di cecere http://amichecucina.blogspot.com/2014/11/zuppa-di-cecere-per-litalia-nel-piatto.html

Basilicata: Lagane e ceci
http://blog.alice.tv/profumodicannella/2014/10/31/lagane-e-ceci-infallibile-comfort-food/

Campania: Pettole e fagioli sfritte -http://www.isaporidelmediterraneo.it/2014/11/pettole-e-fagioli-sfritte.html

Puglia: Cavatelli, cozze e fagioli - http://breakfastdadonaflor.blogspot.com/2014/11/cucina-pugliese-cavatelli-cozze-e.html

Calabria:Marzallette -http://ilmondodirina.blogspot.com/2014/11/marzallette.html

Sicilia: I taralli siciliani - http://burro-e-vaniglia.blogspot.com/2014/11/i-taralli-siciliani.html


Sardegna:









venerdì 7 febbraio 2014

Torta integrale di mele




Oggi senza pensarci su due volte ho deciso di preparare questa torta  che mi tenta già da tanto tempo. Mai usato farina integrale per i dolci, immaginavo non so perchè torte asciutte e piatte. Insomma immangiabili. Invece mi sono dovuta ricredere, la torta è lievitata benissimo, è soffice e zuccherata quanto basta. La ricetta originale prevede anche pinoli e uva passa, che io non ho aggiunto perchè non piacciono a tutti.

Ingredienti
100 gr di farina integrale
100 gr di farina 00
100 gr di burro ( io margarina )
3 uova
3 cucchiai di miele (io Mielito limone )
1 bustina di lievito
5 mele
1 cucchiaio di zucchero di canna
il succo e la scorza di un limone

Preparazione
Sbucciate le mele, tagliatele a tocchetti, cospargetele con lo zucchero di canna e lasciatele a bagno nel succo di limone. Lavorate burro e miele per ottenere un composto spumoso cui unirete le uova uno alla volta. Mescolate farine e lievito e unitevi un pizzico di sale e la scorza del limone grattugiata.
Versate le mele con tutto il succo e amalgamate il tutto. Imburrate e infarinate uno stampo, versatevi l'impasto, spolverizzate con un pò di zucchero, distribuite dei fiocchetti di burro e infornate nel forno preriscaldato per 30 minuti a 180°.











PS: i mieliti sono preparati alimentari a base di miele con l'aggiunta di altri prodotti dell'alveare come propoli, polline e pappa reale; oppure con l'aggiunta di pasta di frutta, come arancia, limone o fragola. E' un nuovo modo di gustare il miele!