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giovedì 7 novembre 2019

Minestra di ceci e zucca




Quando l'aria si fa più fresca e la natura si colora di giallo e arancio è bello e confortante preparare delle minestre fumanti e sostanziose. E la minestra di ceci e zucca è proprio un comfort food da gustare lentamente, magari accompagnata da fette di pane tostato. Pochi ingredienti per una bontà unica. La dolcezza della zucca viene equilibrata dal gusto dei ceci e il risultato è un piatto colorato, semplice, genuino e nutriente.
Ingredienti
500 gr di zucca
300 gr di ceci già cotti
1 cipolla
1 spicchio d'aglio
prezzemolo
sale q.b.
peperoncino piccante q.b.
olio evo
Preparazione
In un tegame fate imbiondire nell'olio evo la cipolla tritata e lo spicchio d'aglio. Nel frattempo tagliate la zucca a dadini, versatela nel tegame e fate insaporire il tutto per qualche minuto. Aggiungete un mestolo di acqua calda e successivamente i ceci, il sale, il peperoncino e il prezzemolo tritato. Mescolate il tutto, lasciate prendere il bollore, poi abbassate la fiamma, coprite con il coperchio e fate cuocere per 15/20 minuti.


Quando la zucca sarà cotta schiacciatene una parte per avere quell'efetto cremoso e se necessario aggiungete altra acqua.


 Prima di spegnere regolate di sale. A questo punto servite la minestra di ceci e zucca  calda con fette di pane tostato e un filo di olio crudo ( io ho usato l'olio nuovo, che bontà! )




sabato 2 marzo 2019

Cicerata di San Giuseppe ( Ravioli dolci con crema di ceci)




2 Marzo 2019: Dolce primavera
In Calabria le ricette scandiscono da sempre feste e ricorrenze oltre a seguire le stagioni e il calendario religioso. E' il caso di questi chinulidi chiamati anche Cicerata di San Giuseppe che vengono preparati e per la festa di San Giuseppe e durante il periodo precedente la quaresima, l'ultima occasione per mangiare delle prelibatezze senza incorrere nel peccato. La particolarità di questi dolci, unici e particolari, sta nel loro ripieno: una purea di ceci abbastanza speziata. Li troviamo soprattutto nel vibonese e certamente hanno origine dalla necessità di usare ingredienti semplici, economici e presenti in tutte le case. Per San Giuseppe era usanza preparare un primo con i ceci e allora le nostre brave massaie hanno aguzzato l'ingegno e con i ceci rimasti ci hanno regalato questo dolce estremamente raffinato, salutare e dalla consistenza morbida e pastosa.
Quindi per festeggiare il Carnevale o il papà mani in pasta a preparare questa golosissima cicerata che con il suo sapore e profumo ci fa volare indietro nel tempo.

Ingredienti
250 gr di farina 00
50 gr di zucchero
30 gr di sugna
1 uovo
marsala q.b.
1 uovo per spennellare
zucchero a velo
olio per friggere
Ripieno
150 gr di ceci lessati
cannella e chiodi di garofano q.b.
miele millefiori q.b.
arancia candita
Preparazione
Passare i ceci al passaverdure per eliminare le pellicine e poi aggiungere un pizzico di cannella, di polvere di chiodi di garofano, arancia candita sminuzzata e miele q.b. Amalgamate il tutto fino ad avere un impasto liscio e cremoso che farete riposare in frigo. E' conveniente preparlo il giorno prima sia per la consistenza che per il sapore.
In una ciotola impastate tutti gli ingredienti per la pasta,il marsala versatelo poco alla volta in modo da ottenere alla fine un impasto liscio e sodo. Formate una palla e fatela riposare sotto una campana per circa 30 minuti. Spianate il panetto con il mattarello e ricavate dei dischi con l'aiuto di una formina circolare. Al centro di ogni disco disponete un cucchiaino di crema di ceci, spennellate poi i bordi con l'uovo sbattuto e richiudete a mazzaluna premendo i bordi con i rebbi della forchetta.


Friggete la cicerata in olio ben caldo fino a doratura.


Noterete che appena si tuffano nell'olio, vanno prima sul fondo, poi si gonfiano  e salgono in superficie con una capovolta. Una meraviglia!
Sgocciolateli su carta assorbente ( ma non assorbono per niente olio ) e cospargeteli infine con abbondante zucchero a velo






E adesso in giro per le cucine d'Italia

Valle d'Aosta: Reblec et loufies
Piemonte: Risòle
Lombardia: Tortelli di San Giuseppe
Trentino:Osterzopf  treccia dolce di Pasqua
Friuli Venezia Giulia: Presnitz triestino
Veneto: Torta delle Rose di Valeggio
Emilia Romagna: Torta di tagliatelle emiliane
Liguria: Torta di uvetta e pinoli
Toscana: Crostata di ricotta e Alkermes
Umbria: Crostata con farina di roveja e marmellata di arance
Lazio: Crostata di ricotta e visciole
Abruzzo: Crostata di ricotta
Molise: Torta di mandorle molarana
Campania: Caprese al limone e cioccolato bianco
Puglia: Pizzo Palumbo
Basilicata: Torta di ricotta lucana
Sicilia: Sfinci di San Giuseppe
Sardegna. Torta Pardula
Italia nel Piatto

sabato 16 febbraio 2019

Zupppa di baccalà e ceci




In Calabria il baccalà è il sovrano della tavola natalizia, per la sera della vigilia infatti il baccalà viene cucinato con la pasta, con il cavolfiore, in umido, fritto. Ma il baccalà è un pesce che si è soliti consumare in inverno e soprattutto nei paesi dell'entroterra per l'impossibilità di reperire il pesce fresco. E così le massaie era solite comprarlo sotto sale per poi ammollarlo nel momento del bisogno. E il venerdì era il giorno deputato per eccellenza alla sua preparazione nel tempo in cui per rispettare i precetti della Chiesa non si mangiava carne. 
Succedeva spesso che le brave massaie sia per rispermiare tempo e sia per avere delle pietanze più  gustose erano solite ammollare insieme i ceci con il baccalà. Ho seguito il loro esempio  e vi assicuro che avevano proprio ragione.
Ma adesso andiamo a preparare questo semplice e appetitoso piatto della cucina contadina.
Ingredienti
500 gr di baccalà sotto sale
300 gr di ceci
una costa di sedano
foglie di alloro
2/3 pomodorini
sale q.b.
olio evo
olio piccante ( facoltativo )
Preparazione
Mettete il baccalà in ammollo per 24 ore dopo averlo pulito dal sale, cambiando spesso l'acqua.
Passate le 24 ore sciaccquatelo bene e rimettetelo nell'acqua pulita insieme ai ceci. Lasciateli in ammollo per 12 ore.


Trascorso questo tempo prendete i ceci, lavateli sotto l'acqua corrente e versateli in una pentola di coccio insieme agli odori. Mettete sul fuoco e fateli cuocere, ci vorranno circa 2 ore. Altrimenti cuoceteli nella pentola a pressione e dal fischio bastano 40 minuti.


Intanto lavate il baccalà, spellatelo, tagliatelo a tocchetti e mettetelo nella pentola una volta che i ceci saranno cotti ( io ho messo da parte qualche mestolo dell'acqua di cottura ). Regolate di sale, condite con olio evo e continuate la cottura per 40/50 minuti.


Fate riposare la zuppa prima di servirla e se vi piace versate un filo d'olio piccante. Il nostro olio santo.

sabato 2 febbraio 2019

Lagane e ciciri




Febbraio 2019, per L'Italia nel Piatto: Il piatto del Santo.


Lagane e ciciri  nel cosentino è il piatto che si prepara il 19 Marzo in onore di San Giuseppe. E' una preparazione molto povera, come lo erano appunto tutte le ricette contadine di un tempo: con pochi ingredienti reperibili nel proprio orto si realizzavano pietanze gustose e nutrienti. E' un piatto dal gusto semplice e antico che rievoca rituali atavici. In molti paesi della Calabria, infatti,  era consuetudine per il giorno di San Giuseppe offrire ai poveri un piatto di pasta e ceci in segno di devozione verso il Santo, protettore degli artigiani e dei poveri. Una tradizione antica e ancora attuale che racchiude in sè valori come fratellanza, amore, condivisione e rispetto dell'altro.
Il piatto affonda le sue origini nell'antica Roma, infatti lagane dal termine laganon e dal romano laganum significa strisce e sono probabilmente la prima pasta secca della storia, un piatto con almeno 2500 anni. Il poeta Orazio nella sue Satire parla di una pietanza, che era solito gustare, a base di lagane, porri e ceci.

...inde domum me
ad porris et ciceri refero laganique catinum.
(...quindi me ne torno a casa
al mio piatto di porri, di ceci, di lagane ).

Senza dubbio le lagane di cui parla Orazio non avevano la forma che conosciamo oggi, ma ciò sta a dimostrare quanto sia antica questa pasta.
Preparate soprattutto nel cosentino le lagane sono delle strisce irregolari tipo maltagliati un pò spesse e impastate con semola e acqua, senza uova. E lavorate a mano. 
Ci sono diverse versioni della ricetta: con o senza il pomodoro, con lo strutto o con l'olio, con il finocchietto. In ogni caso, in qualunque modo la prepariate, la lagane e ciciri è un piatto caldo e confortante, piccante e saporito, tipicamente invernale, da gustare con un buon bicchiere di vino rosso. Calabrese naturalmente.

Ingredienti
300 gr di farina di semola
acqua q.b.
250 gr di ceci secchi
2 foglie d'alloro
1 costa di sedano
2 pomodori pelati
1 peperoncino piccante
1 spicchio d'aglio sale q.b.
olio evo
Preparazione
Mettete in ceci a bagno la sera prima e lasciateli in ammollo per tutta la notte. Il giorno dopo scolateli, sciacquateli e metteteli a bollire in una pentola colma d'acqua con l'alloro, la costa di sedano e un pomodoro pelato. Ci vorranno circa 2 ore dalla ripresa del bollore e, se necessario, aggiungete altra acqua. A fine cottura regolate di sale. Volendo potete utilizzare la pentola a pressione e dal fischio ci vorranno all'incirca 20 minuti.


Preparate le lagane impastando la semola con l'acqua e un pizzico di sale. Aggiungete l'acqua poco alla volta e lavorate l'impasto fino ad avere una pasta liscia ed omogenea che farete riposare per una mezz'oretta. Stendete la pasta con il mattarello in una sfoglia un pò spessa e e tagliatela a strisce larghe e non molto lunghe, in modo irregolare.


In  una pentola mettete lo spicchio d'aglio e il peperoncino in abbondante olio evo e fate soffriggere un pò. Versate il pomodoro pelato schiacchiato, i ceci con alcuni mestoli dell'acqua di cottura e fate insaporire a fuoco dolce per 10/50 minuti. Quindi spegnete e togliete lo spicchio d'aglio.
Cuocete le lagane e quando risulteranno al dente scolatele e buttatele nella pentola con i ceci. Fate riposare un pò le lagane e ciciri prima di gustarli.  E ricordate di dare alla pietanza una spolverata di peperoncino piccante e un filo d'olio evo.


E adesso un giro per l'Italia

Piemonte: Pane di San Gaudenzio
Lombardia:Tagliatelle alla Santa Giuletta
Trentino:Torta gradela alle pere per Sant'Antonio
Friuli Venezia Giulia: Frico di patate
Veneto: Dolce Sant'Antonio
Emilia Romagna: Le Scarpette di Sant'Ilario
Liguria: Pane Martino
Toscana:Marzapane di Pietrasanta per San Biagio
Marche: Ciambella all'anice di Santa Lucia
Umbria : Polpette di Sant'Antonio
Lazio: Biscotto di Sant'Antonio
Molise: U pappone
Campania: I cicci di Santa Lucia
Basilicata:Polpette povere di San Gerardo
Puglia: Il gallo di Sant'Oronzo
Sicilia: Bocconcini di pesce spada a ghiotta per la Madonna della Lettera
Sardegna:Sa cogone de pistiddu

Italia nel Piatto

martedì 20 ottobre 2015

Orecchiette con stoccafisso, ceci e broccoli



Ho postato in questi anni di vita del mio blog diverse ricette con lo stocco, tutte ricette della tradizione però. Questa ricetta invece è venuta fuori da un libretto sullo stoccafisso di Norvegia che mi è stato regalato. Dire che ha catturato il mio interesse o meglio le mie papille gustative è dir poco. Certamente per una buona riuscita del piatto la freschezza degli ingredienti è indispensabile e mentre lo stocco si può trovare in qualsiasi periodo dell'anno, per i broccoli questo è il momento clou. Le bancarelle del mercato strabordano di questa verdura che oltre ad essere ricca di vitamina A, possiede un elevato potere antiossidante. E allora non vi resta che mettervi all'opera, con la certezza di non rimanere delusi.

Ingredienti
200 gr di orecchiette secche
300 gr di stocco già ammollato
300 gr di cimette di broccoli 
200 gr di ceci già cotti
1 spicchio d'aglio
olio evo
sale
peperoncino piccante






Preparazione

Cuocete lo stocco in una pentola con abbondante acqua ( non salata ) per 10 minuti.
In un'altra pentola sbollentate i broccoli e poi scolateli.
In una padella capiente ( io di coccio ) fate rosolare l'aglio  e il peperoncino con l'olio. Unite i broccoli con un pò della loro acqua di cottura e schiacciateli con la forchetta; aggiungete successivamente i ceci e lo stocco sfilettato, salate e fate cuocere a fuoco dolce per pochi minuti.






 Quindi spegnete e incoperchiate la pentola per far insaporire il tutto.
Intanto cuocete le orecchiette e quando sono pronte scolatele e versatele nella padella. Mescolate bene gli ingredienti e servite il piatto ben caldo.






Piatto " Artigianato Gioffrè "

lunedì 3 agosto 2015

Zuppa di ceci e cozze con ...ippocampi



No, non pensate che il caldo mi abbia dato alla testa, non sto parlando dell'Hippocampus ma di un formato di pasta che il pastificio Stingi, in sinergia con l'Amministrazione comunale di Soverato, ha creato per promuovere l'immagine della mia bella cittadina anche a livello gastronomico. Perchè proprio l'Hippocampus? Perchè nella Baia di Soverato esiste una riserva naturale dove vivono e si riproducono i cavallucci marini da tantissimo tempo. Il cavalluccio marino, come affermano gli esperti, è indicatore di acque pulite e  quindi il ritrovamento di numerose colonie nel nostro mare è da ritenersi un segnale positivo. Sta a noi comunque fare in modo che non si tramuti in una favola per i bambini di domani.
E adesso veniamo alla ricetta di questo gustoso piatto che unisce terra e mare, che utilizza ingredienti poveri dai sapori decisi per una pietanza davvero prelibata.

Ingredienti
1 Kg di cozze già pulite
300 gr di ceci già lessati
2 spicchi d'aglio
prezzemolo
peperoncino
200 gr di pasta Ippocampo Soverato
olio evo
3/4 pomodorini pachino
sale qb





Preparazione
Io ho usato ceci già lessati,ma potete benissimo metterli a bagno la sera precedente e cuocerli seguendo il metodo tradizionale.
In una pentola fate scaldare appena dell'olio evo con uno spicchio d'aglio e del prezzemolo. Unite le cozze e lasciatele aprire. Sgusciate poi le cozze avendo cura di lasciarne qualcuna per guarnizione e filtrate il liquido di cottura.
In un'altra pentola fate dorare lo spicchio d'aglio e il peperoncino con l'olio evo, aggiungete i pomodorini e successivamente i ceci. Lasciate insaporire per qualche minuto, quindi salate e versate metà dell'acqua delle cozze.



Coprite e fate cuocere a fuoco dolce per dieci minuti circa, aggiungendo altra acqua delle cozze se l'altra è stata assorbita. Spegnete il fuoco e riducete in purea una parte dei ceci. Aggiungete le cozze e rimettete sul fuoco mescolando accuratamente per cinque minuti circa. Lasciate la zuppa piuttosto liquida.



Nel frattempo cuocete la pasta, scolatela al dente e versatela della pentola con i ceci e le cozze. Proseguite la cottura per un paio di minuti, quindi spegnete e fate riposare un pò la zuppa.  Servitela con del prezzemolo tritato e le cozze tenute da parte.
Certamente, per chi lo desidera, la zuppa può essere consumata senza pasta. In questo caso lasciatela più densa e accompagnatela con crostini di pane.






Soverato

La Baia dell'Ippocampo





martedì 19 marzo 2013

TAGGHIARINI E CICIARI  ( TAGLIATELLE E CECI )


Oggi  è la festa di S. Giuseppe e del Papà. In Calabria è una festa molto sentita e tante sono le manifestazioni laiche e religiose. Una delle più antiche è "u cumbitu ". E' questa una tradizione sopravvissuta all'incalzare di un progresso economico che ha spazzato i riti e le consuetudini popolari legati al mondo contadino. In un tempo in cui la miseria quotidiana attanagliava la maggior parte della popolazone calabrese era usanza delle famiglie ricche, per carità o per voto,  preparare un banchetto  per i poveri (3 di loro dovevano rappresentare la Sacra Famiglia ). Dopo le preghiere d' uso (un Pater, un'Ave e un Gloria ) iniziava un abbondante pranzo, chiamato " i setti allegrizzi e S. Giuseppe ", che comprendeva 7 portate che dovevano contenere in tutto 19 ingredienti :
1) pasta e ceci (pasta, ceci, acqua, olio e cipolla )
2) baccalà
3) bianchino
4) alici
4) broccoli lessati
6) cavolfiore fritto
7) ricotta
8) formaggio
9) lattuga
10) vino
11) panino di mais
12) arancia
13) fave
14) zeppole di farina di ceci
15) fichi secchi

"Tagghiarini e ciciari " è un piatto semplice e genuino, da consumare soprattutto nelle fredde giornate autunnali e invernali. Oggi è facile trovarlo nelle varie sagre estive.
Ingredienti:
ceci, cipolla, sedano, alloro, pomodoro pelato, sale, olio d' oliva
tagliatelle spezzettate
Preparazione
La sera precedente mettete in ammollo i ceci in abbondante acqua fredda. La mattina seguente fateli cuocere con gli altri ingredienti per un'ora abbondante.  
Lessate intanto le tagliatelle in acqua salata , sgocciolatele al dente e versatele nella zuppa di ceci. Versate un filo d'olio d'oliva, del peperoncino piccante e lasciate riposare 5 minuti prima di servire.

                            AUGURI A TUTTI I PAPA' 














 

mercoledì 23 gennaio 2013

Minestra "e ciciari"





La zuppa di ceci, che appartiene alla tradizione contadina, è una pietanza semplice e gustosa da consumare durante tutto l'anno e non solo durante l'inverno come antidoto al freddo.
 Ogni famiglia ha la sua versione ed infatti mia mamma non mette il finocchietto selvatico che invece altre usano.
Potete servire la minestra con dei crostini di pane abbustolito, oppure renderla piatto unico con l'aggiunta di pasta.
Ingredienti
300 gr di ceci secchi
1/2 cipolla
2/3 foglie di alloro
una costa di sedano
uno spicchio d'aglio
2 pomodori pelati
sale q.b.
olio evo
pane casereccio abbrustolito.
Preparazione
La sera precedente mettete i ceci in ammollo in abbondante acqua fredda.
Il giorno dopo scolate i ceci, lavateli e metteteli in una pentola di coccio. Copriteli d'acqua, salate ,  aggiungete tutti gli odori e fate cuocere per circa due ore lentamente. In alternativa potete usare la pentola a pressione e dimezzare i tempi di cottura, dopo il fischio bastano 50 minuti.



Una volta cotti conditeli con dell'ottimo olio evo.


Servite la minestra di ceci con fette di pane abbrustolito. Spezzettatelo in una fondina e versatevi sopra un mestolo di ceci con un pò del loro brodo di cottura e un cucchiaio d'olio d'oliva crudo.
Il peperoncino è facoltativo.