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mercoledì 14 giugno 2023

I vrazza 'e Pasqua

 



Durante il periodo di Pasqua la Calabria fa sfoggio delle sue prelibatezze culinarieUno dei dolci più particolari, se vogliamo di nicchia, lo si ritrova proprio nella tradizione dolciaria di DrapiaStiamo parlando dei “Vrazza” (braccia), la cui origine affonda in uno dei periodi più tristi della nostra regione, il terremoto che nel 1908 colpì duramente Reggio Calabria e Messina Ancora oggi le nonne tramandano il racconto dell’arrivo di un ingegnere bolognese, il quale raggiunse le comunità di Drapia e Gasponi per aiutare nella costruzione e legò immediatamente con gli abitanti. Le donne del paese, come segno di grande riconoscenza per quanto stava facendo per la comunità intera, iniziarono a indagare su quale fosse il suo dolce preferito tra quelli tipici emiliani per tentare di omaggiarlo replicandone uno. Così, carpendo qualche indizio e senza mai farsi scoprire, si riunirono un giorno al forno del paese e senza disporre di alcuno strumento iniziarono. Presero quindi lo strutto, poiché quasi ogni famiglia possedeva e macellava maiali e unendolo allo zucchero, che non venne a mancare nonostante la tragedia, lo lavorarono a mano energicamente per diversi minuti fino a renderlo spumoso. Poi aggiunsero le uova, largamente disponibili, il latte appena munto e la farina anch’essa in abbondanza poiché quella un tempo era zona di mulini. Infine, grattugiarono la scorza di alcuni limoni e, sfruttando il calore emanato dalla bocca del forno a legna, sciolsero in ultimo il cremor tartaro, un composto chimico antesignano del lievito per dolci. Crearono così un composto del tutto nuovo anche per loro. Ma l’amore e la buona volontà furono la chiave di tutto. Presero poi le lande, le teglie da forno dell’epoca, srotolarono sopra la carta dei sacchi in cui veniva all’epoca confezionata la pasta e ci adagiarono il composto. Il nome di questo dolce tipico locale nacque proprio dall'uso delle braccia nella lavorazione e dalla sua forma che ricorda proprio due braccia. Prima d’essere infornato, fu cosparso in superficie di zucchero e poi tutto venne affidato al caso. Il profumo che poco dopo uscì da quella bocca di forno riempì di gioia tutte le donne e la sua bontà piacque all'ingegnere bolognese che rimase lusingato per questo gesto di gratitudine. Da allora i vrazza si continuano a preparare, rispettando sempre il procedimento, tanto che a Gasponi ogni anno si tiene il 13 di agosto una sagra. (Il vibonese)

Ingredienti

500 gr di farina 00

4 uova medie

250 di zucchero

120 di sugna

1 bustina di lievito

100 ml di latte

1 limone

Preparazione

Sciogliete la sugna e quando è fredda versatela in una ciotola con lo zucchero. Impastate rigorosamente a mano fino ad ottenere un composto omogeneo. Aggiungete le uova amalgamaldole bene al composto precedente e il limone grattugiato. Versate la farina setacciata insieme a metà del latte e incorporatela delicatamente sempre lavorando l'impasto con le mani. Infine sciogliete il lievito nel restante latte e continuate ad impastare. L'impasto finale deve essere morbido. Rivestite una teglia con carta forno e versate il composto a cucchiaiate dando la forma di due braccia. 


Infornate a 180° per 35/40 minuti. 


Una volta freddi tagliate I vrazza a fette e gustateli al naturale, biscottati oppure aggiungendo delle mandorle o semi di anice. 




venerdì 2 giugno 2023

Bucconotti calabresi con marmellata di cedro Dop

  


L'Italia nel Piatto, 2 Giugno:

Km 0 o DOP /DOCG /PAT/IGP - presidio Slow food - ingrediente regionale, tipico prodotto che contraddistingue la regione 

Per l'appuntamento di questo mese non potevo non parlare quindi del prestigioso riconoscimento conferito alla varietà Cedro Diamante, coltivato nella fascia costiera tirrenica, denominata Riviera dei cedri.
Nel comunicato della Commissione europea per la Dop assegnata al Cedro di Santa Maria del Cedro si legge quanto segue: " designa il frutto tipico dell'agrume noto come "cedro", coltivato nella provincia di Cosenza, in Calabria. Il colore, la forma e la consistenza della scorza sono unici e strettamente legati sia ai fattori climatici tipici della fascia costiera tirrenica della provincia di Cosenza sia al fattore umano.  L'utilizzo del graticcio è la tecnica tipica della zona di produzione di questo agrume, è ciò che influisce sull'aspetto finale del prodotto e serve a proteggere i frutti dal vento invernale, ma anche dai raggi solari".
 Le origini del cedro sono antichissime. Nella Bibbia questo agrume viene citato circa 70 volte e descritto come "il frutto dell'albero più bello e come il pomo proibito del Giardino dell'Eden". A tale proposito i rabbini di tutto il modo, ogni estate, tra luglio e agosto, arrivano a Santa Maria del Cedro e insieme ai contadini del posto selezionano ad uno a uno i cedri migliori per la festa delle Capanne (Sukkoth), che ricorre nel mese di ottobre e che rappresenta l'evento piu' importante del calendario religioso ebraico. Il Cedro Diamante deve essere di un verde puro, sodo, liscio, di forma perfettamente ovoidale a imitazione del cuore, di non più di 300 grammi, deve essere tagliato dal ramo all'altezza del peduncolo e deve provenire esclusivamente  da piante allevate per talea. Altrimenti viene considerato impuro.(ANSA)

(Foto presa dal web)

(Foto presa dal web)

Per restare in tema ho pensato di preparare un goloso dolcetto tipico dell'area cosentina utilizzando come farcia la marmellata di cedro, una marmellata dal profumo indescrivibile  e dal gusto delicato: 'u bucconotto 
Secondo una leggenda, il bocconotto o bucconotto, che troviamo pure in altre regioni, avrebbe origini calabresi. A Cosenza infatti già dal 1300 venivano preparati dei dolci simili le Varchiglie, preparate dalle monache per le tavole dei vescovi. La Varchiglia è uno scrigno di pasta frolla con un ripieno a base di mandorle e ricoperto infine di cioccolato, preparato  in formine a forma di barca da cui prende probabilmente il nome.
I bucconotti hanno invece una piccola forma, che permette di gustarli in un solo boccone,  e sono farcite con marmellata d'uva fatta in casa, molto più economica della farina di mandorle e ricoperti di zucchero a velo. E questi sono i bucconotti di Mormanno, inseriti nei PAT della regione Calabria. Ad Amantea e Campora San Giovanni invece i buccunotti sono si ricoperti di zucchero a velo ma hanno un ripieno di cioccolato, mandorle tostate, zucchero, cannella e chiodi di garofano. Una vera goduria!
Ciò che accomuna comunque tutti questi golosi dolcetti è l'utilizzo della sugna e la loro realizzazione per il periodo pasquale.

Ingredienti

250 gr di farina 00
100 gr di zucchero
80 gr di sugna
1 uovo e 1 tuorlo
1 cucchiaino di lievito (facoltativo)
vermouth q.b.
marmellata di cedro di Calabria

Preparazione

Setacciate la farina su un piano di lavoro formando con essa una fontana nella quale metterete, uno per volta, le uova mescolando bene il tutto con una forchetta. Poi unitevi la vanillina, il lievito, lo strutto, il vermouth e lo zucchero impastando bene, fino ad avere una pasta compatta con la quale formare un panetto. Intanto imburrate e infarinate le formine per poi prendere metà della pasta, stenderla per ottenere una sfoglia di pochi millimetri e foderare le formine. Riempitele con la marmellata di cedro di Calabria e poi ricopritele con un disco di pasta frolla. Infornate a 180° per 20/30 minuti circa, finchè la superficie non sarà dorata. Una volta sfornati e freddi spolverizzate i bucconotti con abbondante zucchero a velo. 





E adesso un giro nelle altre cucine d'Italia

Piemonte. Tiramisù al vermouth - https://www.sofficiblog.it/?p=2482 - https://www.sofficiblog.it/2023/06/02/tiramisu-al-vermouth/


Liguria: zuppa di zucchine trombetta


Lombardia. Risotto al Gorgonzola Dop con noci e mirtilli https://www.pensieriepasticci.it/2023/06/risotto-al-gorgonzola-dop-con-noci-e-mirtilli.html 


Trentino-Alto Adige. Trota Salmonata affumicata su rondelle di canederli con nastri di zucchine
https://profumiecolori.blogspot.com/2023/06/trota-salmonata-affumicata-su-rondelle.html


Veneto. Pesche di Verona IGP sciroppate

https://www.ilfiordicappero.com/2023/06/pesche-sciroppate.html


Friuli-Venezia Giulia.  Pasta e fagioli di San Quirino


http://www.lagallinavintage.it/2023/06/pasta-e-fagioli-di-san-quirino.html


Emilia-Romagna. La rosa di Parma https://zibaldoneculinario.blogspot.com/2023/06/la-rosa-di-parma.html 


Toscana. Segato di carciofi e pecorino


Umbria. Biscotti con farina di roveja e confettura


Marche.  Galette bretonne con casciotta d’Urbino DOP

https://www.forchettaepennello.com/2023/06/galette-bretonne-con-casciotta-durbino-dop.html


Lazio. Spaghetti con le telline  https://www.merincucina.it/2023/06/spaghetti-con-le-telline.html


Abruzzo. Ravioli con ripieno di patate e pecorino


Molise. Spaghetti con la mollica di San Giuseppe


Campania. Pasta di Gragnano IGP con pomodorino giallo campano, carciofini viola e filetti di triglia https://fusillialtegamino.blogspot.com/2023/06/pasta-di-gragnano-igp-con-pomodorino.html 


Puglia. Carote di Polignano PAT sott'olio

https://breakfastdadonaflor.blogspot.com/2023/06/carote-di-polignano-pat-sottolio.html


Basilicata. Peperoni cruschi di Senise IGP fritti https://www.quellalucinanellacucina.it/peperoni-cruschi/


Sicilia. Galette all’origano con Pomodori di Pachino IGP https://www.profumodisicilia.net/2023/06/02/galette-allorigano-con-pomodori-di-pachino-igp/


Sardegna. Filetto verso Sa Pompia https://dolcitentazionidautore.blogspot.com/2023/05/filetto-verso-sa-pompia.html


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domenica 17 gennaio 2021

Crustuli, chiacchiere, guanti

 


Ho scritto pure chiacchiere, ma per noi calabresi queste friabili e sottili  strisce di pasta sfoglia sono i crustuli. A Carnevale non possono mai mancare, è una dolce tradizione alla quale è difficile rinunciare. Però e sembra strano, è uno dei pochi piatti destagionalizzato, infatti a Bisignano nel cosentino venivano e vengono ancora preparati per i banchetti nuziali e per le feste di Sant’Umile e San Francesco di Paola. Ma cambiano nome, non crustuli e nemmeno chiacchiere, ma guanti. 

Ingredienti

500 gr di farina 00

2 uova

50 ml di olio

50 gr di zucchero

un pizzico di sale

vino bianco o vermouth q.b.

olio per friggere

zucchero a velo

Preparazione

Sulla spianatoia versate nella classica fontana della farina setacciata le uova, l’olio, lo zucchero, il sale e il vino bianco a filo. L’impasto deve risultare morbido ma non appiccicoso. Il panetto ottenuto va fatto riposare all'incirca per mezz'ora. Poi con il mattarello o con la macchinetta stendetelo in una sfoglia sottile e con una rotella dentata ritagliate delle strisce che chiuderete a ciambella oppure annodatele.



Nel frattempo versate l’olio in una larga padella e una volta raggiunta la temperatura ottimale, buttatevi i crustuli. Lasciate friggere a fuoco moderato fino a quando saranno dorati. Una volta fatti asciugare dall’olio in eccesso poneteli in un vassoio e spolverizzateli con lo zucchero a velo.





giovedì 3 dicembre 2020

Fichi secchi con noci ricoperti di cioccolato

 


I fichi secchi rappresentano una di quelle golose specialità che a Natale non possono mai mancare sulla tavola di noi calabresi. La loro dolcezza venne elogiata in epoca lontana da Gioacchino da Fiore e in un’epoca più recente da Giovanni Pascoli, il quale ebbe modo di conoscere i nostri fichi secchi durante le sue visite da commissario scolastico a Catanzaro. E ne rimase così colpito che chiese al professore Patari di spedirgliene un pacco, ma non uno normale bensì un pacco agricolo di discreto peso e dimensioni! Quante ne fa la gola!

E i fichi secchi diventano una goduriosa prelibatezza se farciti con frutta secca e immersi nel cioccolato fondente: sentirete il guscio croccante, la dolcezza dei nostri fichi e il ripieno a sorpresa che vi delizierà e vi farà scoprire una delle tentazioni più dolci della pasticceria artigianale calabrese.

I fichi ricoperti di cioccolato sono stati inseriti nei PAT della regione Calabria.

 Ingredienti

fichi secchi

noci

bucce di mandarino calabrese

cioccolato fondente

Preparazione

Tagliate i fichi a metà dalla base al picciolo, lasciandoli attaccati a questo punto. Mettete all'interno di ogni fico un gheriglio di noce e un pezzetto di buccia di mandarino. Richiudete e schiacciate bene con le mani le due parti. Sistemate i fichi in una teglia rivestita con carta forno e infornateli per 15/20 minuto a 160°. Lasciate raffreddare.



Intanto sciogliete il cioccolato a bagnomaria. Immergetevi completamente i fichi e disponeteli su un foglio di carta forno per farli asciugare. Una volta che il cioccolato si è solidificato sistemateli nei pirottini di carta proprio come fossero dei cioccolatini. E se proprio volete rendere i vostri fichi più golosi decorateli con un ulteriore gheriglio

Ed eccoli pronti per essere gustati in tutta la loro dolcezza.



(Alzatina BHOME SRL Soverato)



 

 

mercoledì 29 luglio 2020

'A muzzunata




A Lamezia Terme la granita di mandorle si chiama 'a muzzunata. Il nome probabilmente deriva dal grosso pestello del mortaio dentro al quale venivano pestate una volta le mandorle pelate, secondo altri deriverebbe dal termine siciliano muzzuna riferito ad una brocca in terracotta senza collo che un tempo conteneva la granita.                                                                                                              
Innegabile è l'influsso siciliano. Però la granita lametina rispetto a quella dei nostri vicini è più bianca, infatti l'impasto ottenuto con le mandorle schiacciate con acqua e zucchero veniva filtrato, più volte, attraverso una federa di cotone per evitare eventuali grumi.
Oggi il progresso ci viene in aiuto e quindi per gustare questa fresca e salutare granita basta avere a disposizione della pasta di mandorle già pronta, l'importante che sia di qualità.
Ingredienti
1 l di acqua naturale
300 gr di pasta di mandorle
Preparazione
Fate bollire l'acqua e scioglietevi la pasta di mandorle ridotta a pezzetti. Mescolate con cura e una volta che la pasta si è sciolta filtratela con un colino. Versatela in un contenitore basso e largo che metterete nel congelatore. Dopo circa un'ora tirate fuori il contenitore e rompete il composto; questa operazione va ripetuta 3/4 volte fino ad ottenere una consistenza cremosa.
Una volta pronta la granita di mandorle si consuma insieme a una brioscia col tuppo, un tempo da un semplice panino.
Insomma una colazione davvero nutriente e golosa.

La mia muzzunata è arricchita da mandorle tostate.








giovedì 2 aprile 2020

Sgute calabresi


L'Italia nel Piatto, 2 Aprile: "Mamma, ho fame"

"Il cestino infilato al braccio era un vezzo da signorine al quale non avrei mai rinunciato".
Ognuno di noi ha nel proprio cassetto un cibo che ha in sè dei profumi e dei ricordi che con un solo morso hanno la capacità di portarti indietro nel tempo. E questo cibo per me è la cuzzupa che a seconda dei territori in Calabria prende nomi diversi: sgute, 'ngute, cudduraci, cuculi. Ma qualsiasi nome abbia questo dolce rappresenta la Pasqua, per essere corretti la mia Pasqua, prima di essere stata soppiantata da uova di cioccolato e colombe. Ma ne siamo proprio certi?
Nomi diversi ma anche impasti diversi: possono essere infatti lievitati o biscottoni di frolla.
L'origine di questi dolci è antica e ci ricorda le nostre discendenze greche. Anche le forme richiamano riti millenari che mescolano sacro e profano: 'a palumba (la colomba) simbolo della pace e dello spirito Santo; 'u panaredhu (il cestino) e 'a pupa (la bambola) per noi bambine; 'a cuddura  (la ciambella intrecciata)  simbolo di prosperità.
Durante la Settimana Santa i vicoli dei nostri borghi erano inondati da profumi provenienti dai forni a legna che non riposavano mai; nelle case i bambini si divertivano a decorare i propri dolci con le caramelline colorate mentre tra un'infornata e l'altra si veniva investiti un intenso profumo; tutto mentre nell'aria si sentiva il suono delle "tocche" che invitavano le persone a partecipare alle funzioni religiose.

Ingredienti
1 kg di farina 00
300 gr di zucchero
5 uova medie
150 gr di sugna oppure 100 ml di olio evo
50 ml di latte più altro per spennellare
20 gr di ammoniaca
buccia grattugiata di 1 limone
Per decorare: uova sode e diavolini colorati

Preparazione
Mettete in una ciotola capiente la farina, al centro versate le uova leggermente sbattute, la sugna sciolta e tiepida, il limone grattugiato, lo zucchero e l'ammoniaca sciolta in un poco di latte tiepido. Impastate e se l'impasto vi sembra duro aggiungete del latte. Fate riposare per mezz'ora in frigo. Trascorso questo tempo fate le forme che più preferite, ma ricordate che su questi dolci pasquali bisogna incastonare le uova sode, sempre in numero dispari però! Quindi rivestite le teglie con carta forno, adagiate le sgute, spennellatele con il latte oppure con l'uovo sbattuto e decoratele con i confettini colorati.



Infornate a 180° per 15/20 minuti fintanto che diventano dorati.







E adesso in giro per le altre cucine italiane

Valle d'Aosta: Coniglietti di Mecoulin di Cogne

Piemonte: Tramezzini alla piemontese con salsa tonnata e uova sode

Liguria: Le allegre paparelle ...di riso

Trentino Alto Adige: Wurstel sfiziosi con crauti

Veneto: Cicchetto: uova ripiene di primavera

Friuli Venezia Giulia: Lecca lecca di frico friabile

sabato 2 marzo 2019

Cicerata di San Giuseppe ( Ravioli dolci con crema di ceci)




2 Marzo 2019: Dolce primavera
In Calabria le ricette scandiscono da sempre feste e ricorrenze oltre a seguire le stagioni e il calendario religioso. E' il caso di questi chinulidi chiamati anche Cicerata di San Giuseppe che vengono preparati e per la festa di San Giuseppe e durante il periodo precedente la quaresima, l'ultima occasione per mangiare delle prelibatezze senza incorrere nel peccato. La particolarità di questi dolci, unici e particolari, sta nel loro ripieno: una purea di ceci abbastanza speziata. Li troviamo soprattutto nel vibonese e certamente hanno origine dalla necessità di usare ingredienti semplici, economici e presenti in tutte le case. Per San Giuseppe era usanza preparare un primo con i ceci e allora le nostre brave massaie hanno aguzzato l'ingegno e con i ceci rimasti ci hanno regalato questo dolce estremamente raffinato, salutare e dalla consistenza morbida e pastosa.
Quindi per festeggiare il Carnevale o il papà mani in pasta a preparare questa golosissima cicerata che con il suo sapore e profumo ci fa volare indietro nel tempo.

Ingredienti
250 gr di farina 00
50 gr di zucchero
30 gr di sugna
1 uovo
marsala q.b.
1 uovo per spennellare
zucchero a velo
olio per friggere
Ripieno
150 gr di ceci lessati
cannella e chiodi di garofano q.b.
miele millefiori q.b.
arancia candita
Preparazione
Passare i ceci al passaverdure per eliminare le pellicine e poi aggiungere un pizzico di cannella, di polvere di chiodi di garofano, arancia candita sminuzzata e miele q.b. Amalgamate il tutto fino ad avere un impasto liscio e cremoso che farete riposare in frigo. E' conveniente preparlo il giorno prima sia per la consistenza che per il sapore.
In una ciotola impastate tutti gli ingredienti per la pasta,il marsala versatelo poco alla volta in modo da ottenere alla fine un impasto liscio e sodo. Formate una palla e fatela riposare sotto una campana per circa 30 minuti. Spianate il panetto con il mattarello e ricavate dei dischi con l'aiuto di una formina circolare. Al centro di ogni disco disponete un cucchiaino di crema di ceci, spennellate poi i bordi con l'uovo sbattuto e richiudete a mazzaluna premendo i bordi con i rebbi della forchetta.


Friggete la cicerata in olio ben caldo fino a doratura.


Noterete che appena si tuffano nell'olio, vanno prima sul fondo, poi si gonfiano  e salgono in superficie con una capovolta. Una meraviglia!
Sgocciolateli su carta assorbente ( ma non assorbono per niente olio ) e cospargeteli infine con abbondante zucchero a velo






E adesso in giro per le cucine d'Italia

Valle d'Aosta: Reblec et loufies
Piemonte: Risòle
Lombardia: Tortelli di San Giuseppe
Trentino:Osterzopf  treccia dolce di Pasqua
Friuli Venezia Giulia: Presnitz triestino
Veneto: Torta delle Rose di Valeggio
Emilia Romagna: Torta di tagliatelle emiliane
Liguria: Torta di uvetta e pinoli
Toscana: Crostata di ricotta e Alkermes
Umbria: Crostata con farina di roveja e marmellata di arance
Lazio: Crostata di ricotta e visciole
Abruzzo: Crostata di ricotta
Molise: Torta di mandorle molarana
Campania: Caprese al limone e cioccolato bianco
Puglia: Pizzo Palumbo
Basilicata: Torta di ricotta lucana
Sicilia: Sfinci di San Giuseppe
Sardegna. Torta Pardula
Italia nel Piatto