Visualizzazione post con etichetta Dolci della tradizione. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Dolci della tradizione. Mostra tutti i post

domenica 4 febbraio 2024

Torta mantovana di San Biagio



 A Cavriana, in provincia di Mantova, da 450 anni si festeggia San Biagio e in suo onore viene preparato una golosa crostata ripiena con mandorle e cioccolato fondente. Ogni anno, come al tempo dei Gonzaga,  nella piazza principale del paese viene servita alla popolazione una gigantesca crostata dal diametro di tre metri.

Il guscio ha la consistenza di una pasta frolla molto più leggera e friabile, grazie all'aggiunta del vino bianco, non ci sono uova nell'impasto, lievito e il grasso giusto da usare non è il burro (che è comunque consentito) ma lo strutto.

Ingredienti

Frolla

400 gr farina 00

80 gr di zucchero

80 gr di burro

1 cucchiaino di lievito per dolci (personale)

vino bianco q.b.

Ripieno

300gr di mandorle pelate

100 gr di zucchero

100 gr di cioccolato fondente

2 uova

1/2 limone

1 tappo di sambuca (facoltativo)

Inoltre vi serve 1 tuorlo, del latte e zucchero a velo


Preparazione

Preparate la sfoglia: versate la farina setacciata con il lievito, lo zucchero e il burro a pezzetti. Iniziate a impastare amalgamando gli ingredienti con il vino bianco versato a filo.

Avvolgete l'impasto nella pellicola e fatelo riposare.

Intanto frullate le mandorle con lo zucchero e la scorza di mezzo limone. Aggiungete il cioccolato tritato finemente e le uova  leggermente sbattute. Io vi ho aggiunto un tappo di sambuca. Stendete la frolla e rivestite  con una parte uno stampo imburrato e infarinato. Versate il ripieno e compattatelo per bene e infine terminate con le strisce classiche.


 Spennellate con il tuorlo sbattuto con il latte e infornate a 180° per 30 minuti circa fintanto che la superficie della torta non sarà’ dorata.

Una volta cotta sfornatela e  quando è fredda spolveratela con zucchero a velo.




sabato 3 febbraio 2024

Taralli di San Biagio



Come spesso accade le leggende creano tradizioni popolari culinarie. In occasione della festa di San Biagio in Abruzzo si preparono i Taralli di San Biagio, delle piccole ciambelle di pasta pane dall'inconfondibile profumo di anice che ricordano la forma della gola. La tradizione vuole che i dolcetti vengano regalati in Chiesa dopo la benedizione della gola. Sono dei dolcetti semplici e genuini, come sono solitamente i dolci più antichi. L’impasto è simile ad una frolla e in genere vengono profumate con scorza di agrumi e con il liquore anice e abbellite dalla granella di zucchero e le ciliegine candite.  Sono perfette da gustare a colazione  oppure da intingere in un buon vino passito. Ovviamente, questi dolci si possono preparare in qualsiasi momento dell’anno, ma a San Biagio non possono assolutamente mancare!

Ingredienti

500 grammi di farina 00


3 uova medie 


80 grammi di olio di oliva


120 grammi di zucchero


10 grammi di semi di anice

una bustina di lievito per dolci


liquore di anice q.b.


Inoltre vi servono

ciliegie candite

granella di zucchero

zucchero a velo

latte + un tuorlo + un cucchiaio di miele

Preparazione

Sciogliete il miele nel latte tiepido, una volta freddo aggiungete il tuorlo ed emulsionate il tutto.

Impastate tutti gli ingredienti e dividete il panetto in tanti cilindri.

Formate con l'impasto dei salamini, spennellateli con l'emulsione preparata precedentemente, chiudeteli a tarallo e adagiateli suuna teglia coperta di carta forno. Alcuni taralli li potete decorare con ciliegie candite e granella di zucchero. Infornateli infine a 180 ° per 20 minuti circa.
Una volta sfornati e freddi potete spolverizzarli con zucchero a velo.






giovedì 6 gennaio 2022

La focaccia della Befana

 


La focaccia della Befana o Fugassa  d'la Befana nel dialetto piemontese è un dolce soffice a lunga lievitazione ricoperto di granella di zucchero che si prepara in occasione della festa dell'Epifania. La ricetta sembra essere antichissima, forse più del famoso panettone ma  molto più facile da preparare. Il dolce ha una curiosa forma a raggi che richiama una margherita ma anche il sole e la tradizione vuole che in uno dei petali venga inserito un simbolo beneaugurante che può essere una monetina oppure una mandorla, chi la troverà avrà fortuna per tutto l'anno. Un tempo invece venivano nascoste nella focaccia una fava bianca e una fava nera, chi trovava la fava bianca doveva pagare la focaccia, il vino per la fava nera. Avere la vera ricetta di questa focaccia è davvero difficile e d'altronde è così per tanti piatti della tradizione, essa variava in base agli ingredienti che ciascuno aveva in casa. Con il tempo si è arricchita con i canditi e la frutta secca, visto però che a casa mia i canditi non sono bene accetti ho inserito nei petali gocce di cioccolato fondente e sulla superficie ho sparso granella di nocciole, di pistacchio di zucchero.

Ingredienti

300 gr di farina 00

200 gr di farina manitoba

100 gr di zucchero

100 gr di burro

200 ml di latte

1/2 cubetto di lievito di birra fresco

un pizzico di sale

buccia d'arancia grattugiata

Per la decorazione

1 uovo

granella di nocciole q.b.

granella di pistacchio q.b.

granella di zucchero q.b.

1 mandorla

gocce di cioccolato fondente

Preparazione

Fate intiepidire il latte e scioglietevi il lievito di birra. Fate fondere il burro. In una ciotola versate le farine, le uova leggermente sbattute, lo zucchero e il latte con il lievito. Iniziate a impastare e pian piano unite il burro fuso, il sale, le gocce di cioccolato e la buccia dell'arancia grattugiata. Lavorate  fino ad avere un composto soffice ed elastico che metterete a lievitare finchè non avrà raddoppiato di volume. Trascorso il tempo necessario riprendete l'impasto e stendetelo su un foglio di carta forno formando una focaccia di circa 25 cm di diametro. Fate dei tagli senza arrivare al centro per ottenere i petali (16). Arrotolate ogni petalo su se stesso e in uno inserite la mandorla. A questo punto io ho chiuso la focaccia dentro un cerchio apribile per tenere meglio la forma. 


Lasciate lievitare di nuovo per almeno un'ora. Spennellate infine la focaccia con un uovo sbattuto e cospargetela con le granelle. Cuocetela a 180° per 25 minuti circa. Sfornatela e fatela riposare prima di gustarla.










lunedì 13 dicembre 2021

I gatti di Santa Lucia, ovvero le Lussekatter



I gatti di Santa Lucia o Lussekatter sono una ricetta natalizia da provare assolutamente. Queste sofficissime e luminose briochine arrivano dalla Svezia e fanno parte di quei dolci della tradizione preparati in onore della Santa come la Cuccia che si prepara in Sicilia e gli Occhi  glassati pugliesi. 

La tradizione vuole che vengano preparati per il 13 dicembre, il giorno in cui si festeggia la santa protettrice della vista. Si pensa che i Lussekatter  siano dedicati a lei in quanto vengono realizzati decorandoli con due chicchi di uvetta sultanina come a simboleggiare gli occhi. Si narra ancora che si usi lo zafferano perchè il 13 dicembre è il giorno più corto e più lungo dell'anno e che quindi la spezia, con il suo colore giallo vivo, contribuisca ad illuminare l'oscurità. 

Ma perchè si chiamano gatti? Perchè la forma arrotolata di queste brioches ricorda proprio la coda arrotolata del gatto!

Ingredienti

500 gr di farina per dolci

100 gr di zucchero

100 gr di burro

1 bustina di zafferano

1 bustina di lievito di birra secco

1 uovo

1 cucchiaio di miele d'arancio

un pizzico di sale

Per lucidare

i tuorlo + latte q.b.

zucchero a velo

Preparazione

Mettete in un pentolino il latte, il pizzico di sale e fatevi sciogliere il burro a fiamma bassissima. Togliete da fuoco e fatevi sciogliere lo zafferano. Lasciate intiepidire.

Nella ciotola della planetaria versate la farina, il lievito, lo zucchero, l'uovo, il miele e il composto liquido. Lavorate l'impasto fino ad ottenere una pasta morbida e non appiccicosa. Fatelo lievitare fino al raddoppio.


 Nel frattempo mettete l'uvetta in ammollo in acqua tiepida. Una volta che l'impasto è lievitato iniziate a preparare i gatti. Realizzate dei salsicciotti con le punte sottili e con il mattarello schiacciate la parte centrale. Arrotolate le due estremità formando una esse e dopo aver posizionato l'uvetta al centro metteteli su una teglia foderata con carta forno e fateli lievitare. 




Trascorso il tempo spennellate i Lussekatter con l'uovo e fateli cuocere nel forno caldo a 180 per 15 /20 minuti circa. Appena sfornati spolverateli con lo zucchero a velo e serviteli.















    Mi raccomando, quando mettete il lievito, 

martedì 20 luglio 2021

Maritozzi con la panna



I maritozzi sono dei golosi dolci tipici della cucina tradizionale romana dalle origini assai lontane. Si racconta che venivano regalati alle future spose dal fidanzato, chiamato appunto scherzosamente e affettuosamente, maritozzo. Esistono diverse versioni che cambiano a seconda dei territori, il risultato è comunque un lievitato sofficissimo e buonissimo che potrete farcire non solo con la panna ma anche con marmellata e crema.

Ingredienti

Per il lievitino

100 gr di farina 00

100 ml di latte

1/2 cubetto di lievito di birra fresco

Per l'impasto

200 gr di farina manitoba

200 gr di farina 00

100 gr di zucchero

1 cucchiaio di miele al limone

1 uovo

100 ml di olio di semi

200 ml di latte

buccia grattugiata  di limone

panna montata

zucchero a velo

Per spennellare

latte q.b.

sciroppo: 100 ml di acqua, un cucchiaio di zucchero

Preparazione

In una ciotola sciogliete il lievito nel latte appena tiepido, aggiungete la farina e mescolate bene con un cucchiaio. Coprite con la pellicola e fate lievitare per circa un'ora.

In una ciotola capiente aggiungete alle farine tutti gli altri ingredienti e il lievitino. Impastate con le mani fino ad avere un panetto morbido e omogeneo, aiutandovi caso mai con la farina. Coprite con la pellicola e fate lievitare in un luogo tiepido. Una volta lievitato io ho rotto l'impasto e l'ho rimesso a lievitare ancora. Trascorso il tempo formate i panini, metteteli su una teglia foderata con carta forno e  fateli lievitare nel forno con la lucina accesa. A lievitazione avvenuta spennellate i maritozzi con il latte e infornateli a 180° per 20 minuti fino a doratura. Appena tolti dal forno spennellateli con lo sciroppo di acqua e zucchero e poi fateli raffreddare.





Farcite i maritozzi prima di servirli: fate un taglio centrale nel senso della lunghezza, allargate la fessura con le mani e riempite con la panna. Spolverizzate con lo zucchero a velo e ...gustateli.





lunedì 6 aprile 2020

Pastiera di riso




La pastiera di riso, una variante della pastiera classica, è perfetta per chi soffre di intolleranze alimentari ma non vuole rinunciare al gusto e alla tradizione. La ricetta sembra che sia nata a Salerno. Ma come e perchè?
Si racconta di come i salernitani fossero ghiotti della pastiera e di come fosse difficile reperire il grano tutto l'anno. Un modo per ovviare a questo inconveniente fu quello di sostituire il grano con il riso, anche perchè intorno al 1600 Salerno fu uno dei centri di maggiore coltivazione e produzione di questo cereale.
La pastiera di riso ha un'irresistibile consistenza: un guscio di frolla con un cuore morbido, umido e profumato che regala ad ogni morso una goduriosa bontà che vi delizierà piacevolmente.
A noi è piaciuta tantissimo e infatti è sparita in un baleno.
Ingredienti
Per la frolla
300 gr di farina 00
2 uova piccole
120 di zucchero
120 di margarina
1 cucchiaino scarso di lievito per dolci
buccia grattugiata di 1/2 limone

Per il ripieno
Cottura del riso
150 gr di riso originario
500 ml di latte intero
250 ml di acqua
una noce di burro
buccia di limone
Crema di ricotta
300 gr di ricotta
200 gr di zucchero semolato
3 uova, 3 tuorli e 3 bianchi montati a neve
50 ml di liquore all'arancia
cedro e arancia canditi ( facoltativi )
latte per spennellare
zucchero a velo

Preparazione
Preparate la pasta frolla e mettetela in frigo per almeno 30 minuti.
In una pentola versate il latte, l'acqua, una noce di burro, la buccia del limone. Fate bollire, versatevi il riso e fatelo cuocere a fuoco dolce. Il riso dovrà assorbire tutto il latte, dovrete ottenere una crema, quindi se necessario aggiungete altra acqua calda. Spegnete e fate raffreddare. 


Io ho cotto il riso la sera prima e l'ho fatto faffreddare in una tortiera coperta con la pellicola.
Lavorate la ricotta con lo zucchero e i tuorli, aggiungete il liquore, il composto di riso, la frutta candita ed infine i bianchi montati a neve. Mescolate delicatamente.
Foderate con la frolla una tortiera (io 24 cm) imburrata e infarinata.


 Versatevi la crema di riso e ricotta e decorate con le strisce di pasta formando la classica griglia. Spennellatele con il latte.


Infornate la pastiera a 180° per 30/40 minuti circa, la superficie dovrà essere dorata. Una volta sfornata fatela raffreddare e poi spolveratela con zucchero a velo.











Pastiera di riso sulle tavole salernitane: la ricetta della preliba

domenica 29 gennaio 2017

Turdilli calabresi





I turdilli sono dei dolcetti simili agli gnocchi, naturalmente fritti, tipici del periodo natalizio e originari della provincia cosentina. Ma sono così buoni che è un peccato non farli quando se ne ha voglia. Come tante altre ricette della tradizione contadina le varianti sono tante, io preferisco questa senza lievito e senza uova. Gli ingredienti per preparare i turdilli sono pochi e semplici, erano, e lo sono ancora,  ingredienti facilmente reperibili: la farina, l'olio extravergine, il vino e il miele. E su quest'ultimo prodotto mi soffermo un pò perchè secondo la tradizione si dovrebbe usare il miele di fichi, dal caratteristico colore scuro,che è quasi impossibile e da trovare e pure da fare vista la lunga lavorazione e il poco rendimento. Io ho usato del miele di sulla e come vino ho preferito un vino passito rosso che rende i turdilli più aromatici.

Ingredienti
un bicchiere di olio evo
un bicchiere di zucchero semolato
un bicchiere di vino passito rosso
farina qb
olio di semi per friggere
scorza d'arancia 

Preparazione
In una ciotola versateil vino passito e l'olio evo, aggiungete poi lo zucchero e tanta farina quanto i liquidi ne prendono. Impastate fino ad avere un composto omogeneo e non appiccicoso.


Dividete la pasta in pezzi, formate dei cordoncini grossi quanto un dito e tagliateli a tocchetti, proprio come si fa per gli gnocchi. A questo punto non vi resta altro che passarli su un rigagnocchi o su un crivo.  


La fossetta che si creerà con questa operazione si riempirà poi di miele rendendo i turdilli ancora più succulenti. Adesso friggeteli in abbondante olio bollente fino a quando non acquistano un bel colore ambrato e una volta pronti scolateli su carta assorbente.


Scaldate il miele in una padella capiente, quindi tuffate i turdilli e mescolate in modo da ricoprirli completamente. Sistemateli infine in un vassoio e decorate con la scorza dell'arancia grattugiata. Se li lasciate riposare saranno ancora più gustosi, ma sarà difficile: sono uno tira l'altro!




lunedì 19 dicembre 2016

Salame di fichi al cioccolato





Ripubblico questo salame di una golosità unica e che fa bella mostra di sè sulla mia tavola natalizia ogni anno. E non potrebbe essere diversamente per me e per quanti amano la frutta secca. E siamo già nel 2015, un'altro anno è passato con tutte le sue gioie e dolori.  Non ho voglia di fare bilanci, la  mia vita la vivo giorno su giorno, assaporando le piccole soddisfazioni che incontro sulla mia strada. Avere una famiglia vicina che mi fa sentire il suo affetto, degli amici, un lavoro, mi fa guardare al futuro con serenità e sempre con il sorriso.  Oggi 2 di Gennaio è il primo appuntamento  di questo nuovo anno con L'Italia nel piatto. Prima di tutto però voglio augurare ai miei compagni di viaggio e a quanti mi leggono un anno ricco di ciò che desiderano, di soddisfazioni e realizzazioni; vi auguro di avere tanta forza per raggiungere i vostri obbiettivi e di credere che la vita, nonostante le difficoltà, vale sempre la pena di essere vissuta.
E adesso entriamo in cucina, anche se veramente non ne sono mai uscita: tutto profuma ancora di spezie e frutta secca. E il dolce che vi posto ( anzi riposto ) è proprio un inno alla frutta secca e ai sapori e odori della mia terra: fichi, noci, mandorle, uva passa, cedro e arancia candita, marmellata d'arancia, miele di zagara, vino cotto. Ho dimenticato qualcosa? Ma si, il profumo più inebriante che conosco, il sole giallo della Calabria: mandarini e limoni! Il loro odore lo riconosci immediatamente e non soltanto nei dolci, ma ti resta nella pelle oltre ad aleggiare per la casa. Ricordo che quando ci riscaldavamo con il braciere era usanza mettere tra il carbone scorzette di mandarino e limone: un profumo di freschezza si spandeva per tutta la casa.
Agrumi e fichi sono i prodotti che non possono mancare sulla tavola natalizia insieme alla frutta secca e questo salame, dall'origine alquanto incerta, li racchiude tutti. Lo preparava un vecchia zia già all'inizio dell'autunno, dopo aver fatto seccare i fichi su graticci di canne, lo avvolgeva con le foglie di alloro e lo conservava nei barattoli di vetro per consumarlo poi a Natale. Era di una bontà unica, tutto dai fichi al miele proveniva dal suo orto. Fidandomi dei ricordi, olfattivi e gustativi, io lo rifaccio ogni anno, apportando sempre qualche modifica, i primi giorni di dicembre e lo conservo in frigo avvolto nella carta stagnola.

Ingredienti
500 gr di fichi secchi
100 gr di noci
100 gr di mandorle tostate
100 gr di uva passa
50 gr di cedro e arancia candita
un cucchiaio di marmellata d'arancia
un cucchiaio di miele di zagara
vino cotto qb
scorze di mandarino calabrese grattugiate
scorze di limone grattugiate
foglie di limone
E siccome è usanza da noi portare in tavola la vigilia di Natale 13 pietanze, ho pensato di mettere insieme lo stesso numero di ingredienti. Ho aggiunto quindi all'impasto un pò di mirtilli rossi canditi  ed infine ho ricoperto il salame con della glassa al cioccolato.
Preparazione
Togliete il peduncolo ai fichi, tagliuzzateli e metteteli a bagno nel vino cotto insieme all'uva passa per una notte intera. Trascorso il tempo, strizzate e asciugate il tutto ben bene e passatelo nel mixer per qualche minuto. Tritate grossolanamente noci e mandorle  e unitele all'impasto di fichi insieme alla marmellata d'arancia, al miele, alle scorze di agrumi grattugiate e ai mirtilli rossi. Amalgamate gli ingredienti e versateli sulle foglie di limone.




 Arrotolate aiutandovi con della carta stagnola e ponete il salame in forno preriscaldato a 160° per 20 minuti circa. Una volta sfornato e freddo tenetelo in frigo fino al momento di consumarlo ( si mantiene per più mesi ).

 Prima di servirlo liberate il salame dalla carta stagnola e dalle foglie di limone e ricopritelo con una glassa al cioccolato. 







Volendo si può passare soltanto nello zucchero vanigliato. Le fette vi consiglio di tagliarle spesse, in quanto il salame rimane morbido, se lo preferite più compatto tralasciate la marmellata e il miele.
Ricoperto di cioccolata è ottimo in compagnia di un bicchierino di vino passito, se invece volete consumare il rotolo al naturale niente di meglio che accompagnarlo con una fetta di caciocavallo. Silano, naturalmente.
E questo è il rotolo senza copertura di cioccolato.





E con questa ricetta partecipo al Giveaway di Batuffolando ricette " Lievitati e biscotti di Natale ".





lunedì 2 maggio 2016

I biscotti con le mandorle


2 Maggio 2016: Ricette per la mamma



Mia mamma è una brava cuoca, certamente il suo forte sono i piatti tradizionali del territorio soveratese, ma si è lasciata influenzare anche dalla cucina televisiva. Nel suo menu non mancano legumi, ortaggi e verdure di campo oltre la classica pasta col pomodoro. Piatti semplici, con ingredienti che sceglie con attenzione dalle contadine che ancora oggi girano per i vicoli del mio paese e  che lei cucina sapientemente. Ha fatto la guerra da ragazza mia mamma  e sa cosa significa patire la fame,  reduce perciò da questa triste esperienza ci ha insegnato il rispetto del cibo e ci ha spinto sempre a mangiare tutto. 
Se ripenso alla mia infanzia la rivedo mentre prepara le cuzzupe o  seduta pazientemente a sbattere con un forchettone le uova per fare il panettone o intenta alla lavorazione del maiale durante l'inverno  e alle tante provviste in estate. Insomma è stata, e lo è ancora adesso nonostante gli acciacchi legati all'età, una persona attiva, dedita alla propria famiglia, sempre con le mani in pasta. La domenica però era ed è il suo giorno di riposo, niente lavori domestici, soltanto la Messa e la cucina. 
Dovendo scegliere un piatto preparato da lei ho avuto tanti dubbi, ma alla fine ho scelto i biscotti con l'ammoniaca. La prima colazione è importante ma con questi biscotti inzupposi è superlativa, lo sanno bene i suoi nipoti che glieli chiedono sempre. Se a questi biscotti si aggiungono le mandorle si hanno I biscotti cu i mmenduli , un dolce tipico del mio territorio, un dolce che ha il privilegio di conservarsi a lungo e che è piacevole sgranocchiare in qualsiasi momento e in qualsiasi stagione, un dolce preparato con ingredienti che ogni famiglia aveva in casa. Originariamente erano i durci de ziti , venivano infatti  offerti durante il matrimonio e nelle settimane successive a tutte quelle persone che andavano a fare visita ai novelli sposi, in seguito vennero preparati per tutte quelle festività che si presentavano nelle famiglie, come battesimi e comunioni.  Oggi li prepariamo spesso, visto la possibilità di cuocerli nel forno elettrico, senza ricorrere al forno a legna come succedeva alle nostre nonne.

Ingredienti
500 gr di farina
130 gr di sugna oppure olio evo
100 ml di latte
200 gr di zucchero
3 uova più uno per spennellare
20 gr di ammoniaca
150 gr di mandorle
50 gr di arancia candita ( nella ricetta originale non è prevista, io però la uso )

PS  La ricetta tradizionale prevede l'uso dell'ammoniaca, un agente lievitante usato per i biscotti. Rilascia durante la cottura un odore forte, poco gradevole che evapora poi completamente. Il suo utilizzo rende i biscotti più croccanti e li mantiene più a lungo rispetto al comune lievito in polvere.

Preparazione
Tostate leggermente le mandorle e poi tagliuzzatele grossolanamente.
Sciogliete l'ammoniaca in un pò di latte tiepido.
Sciogliete a fuoco bassissimo la sugna.
In una ciotola capiente versate la farina, nel centro mettete le uova precedentemente sbattute, lo zucchero, il latte, l'ammoniaca, la sugna, le mandorle e l'arancia candita a cubetti. Impastate e dall'impasto ricavate dei filoncini lunghi quanto la tortiera del vostro forno.



Non più di 3 o 4 perchè gonfieranno durante la cottura. 



Schiacciateli leggermente e spennellateli con un uovo sbattuto ed infornate a 180 ° per 15/20 minuti circa. 





Sfornateli e appena tiepidi tagliateli trasversalmente con un coltello ben affilato. Rimetteteli in forno a 160° e fateli biscottare. 







Sono ottimi accompagnati ad un vino liquoroso.

E con questo passito, uno dei migliori in Calabria, auguro una felice festa a tutte le mamme, sempre pronte a regalare un sorriso e un sostegno!




E un augurio speciale alla mia mamma che giorno 7 festeggia i suoi 89 anni!

Adesso venite con me nelle altre cucine d'Italia


Lombardia: RÜSÜMADA http://www.kucinadikiara.it/2016/05...
Friuli Venezia Giulia.
Liguria: stracotto al Rossese http://arbanelladibasilico.blogspot.com
Liguria: stracotto al Rossese http://arbanelladibasilico.blogspot.com/2016/05/litalia-nel-piatto-le-ricette-per-la.html
Emilia Romagna Strozzapreti con salsiccia e Sangiovese http://zibaldoneculinario.blogspot.com/2016/05/strozzapreti-con-salsiccia-e-sangiovese.html
Toscana Dolce Firenze http://acquacottaf.blogspot.com/2016/05/dolce-firenze.html
Umbria Scafata http://www.dueamicheincucina.ifood.it/2016/05/scafata.html
Abruzzo. Delizia alla ricotta http://ilmondodibetty.it/delizia-alla-ricotta/
Campania. Torta caprese http://www.isaporidelmediterraneo.it/2016/05/torta-caprese-origini-e-storia.html
Puglia. Focaccia pugliese con lievito madre http://breakfastdadonaflor.blogspot.com/2016/05/cucina-pugliese-focaccia-pugliese-con.html
Sardegna. Mini pesche alla crema http://dolcitentazionidautore.blogspot.com/2016/04/mini-pesche-alla-crema.html
Il nostro blog: http://litalianelpiatto.blogspot.it/...