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sabato 4 febbraio 2023

Favi a maccu

 


'U maccu di fave, un piatto povero del meridione d'Italia, è una sorta di purè morbido che di solito si accompagna con pasta, cicoria saltata in padella o altre erbette di campo. Da noi in Calabria si usa preparare 'u maccu  con pomodoro e peperoncino per poi condirlo con un filo d'olio d'oliva (se olio santo ancora meglio), pecorino grattugiato e tocchetti di pane secco. A seconda della stagione e del gusto personale 'u maccu può essere realizzato sia con fave secche che fresche: in primavera si utilizzano le fave fresche e il macco in questo caso avrà un bel colore verde; durante il resto dell'anno si prediligono le fave secche che debbono essere lasciate a bagno per una notte prima di essere cotte. Il macco di fave è una vera bontà, un piatto della tradizione contadina salutare e molto nutriente. Le fave vengono cotte a lungo fino a spappolarsi e diventare morbidissime, cremose. Il significato del termine è proprio questo, ridurre in poltiglia, e deriva dal latino "maccare".

Si narra che 'u maccu di fave fosse considerato un tempo un piatto di buon auspicio: veniva infatti offerto dal signore terriero a tutti i contadini al termine del raccolto per festeggiare la fine del lavoro.

Quella che posto è la mia ricetta di famiglia, la preparava prima mia nonna, poi mia mamma e adesso il timone è passato a me. Niente verdure, niente pasta, unicamente un purè cremoso condito a crudo con olio d'oliva e arricchito con crostini di pane.

Ingredienti

fave decorticate
olio d'oliva
sale q.b.
crostini di pane

Preparazione

Lavate bene le fave e mettetele a bagno per una notte.


 La mattina seguente versate le fave in un tegame e copritele completamente d'acqua. Portate a bollore, eliminate la schiuma che si sarà formata, coprite con il coperchio e fate cuocere fintanto che le fave non risulteranno sfatte e cremose. Se preferite un macco più cremoso frullatelo con un frullatore ad immersione.
Regolate infine di sale e servite 'u maccu con un filo di olio d'oliva e crostini di pane.








venerdì 25 gennaio 2019

Brioches con olio d'oliva




Queste brioches all'olio d'oliva sono adatte ad essere gustate sia con il dolce che con il salato, anche se io le preferisco decisamente con un velo di marmellata e di agrumi. L'impasto è compatto e leggero nello stesso tempo, con una morbidezza che si percepisce già con la vista.
La ricetta l'ho presa dal blog di Chiarapassion, una bravissima blogger. Vi consiglio di visitare la sua pagina, troverete tanti piatti, uno più interessante dell'altro.

Ingredienti
150 gr di farina 00
150 gr di farina manitoba
40 gr di zucchero
10 gr di lievito di birra
100 ml di latte
1 uovo
50 ml di olio evo
un pizzico di sale
Per spennellare, 1 uovo più latte

Preparazione
In una ciotola versate le farine, lo zucchero, il lievito sbriciolato e il latte intiepidito e iniziate a impastare. Aggiungete successivamente l'olio, l'uovo leggermente sbattuto e il pizzico di sale. Impastate a lungo sulla spianatoia fino ad avere un composto liscio ed elastico che metterete a lievitare in un luogo caldo dentro una ciotola unta e coperta con la pellicola trasparente.


Riprendete l'impasto, sgonfiatelo e formate le brioches. 


Per formare i cuori fate così: con un pò d'impasto formate una pallina, poi con il mattarello stendetela e datale una forma ovale, arrotolatela per il verso lungo e piegatela su se stessa. Con un coltellino affilato tagliate a metà e aprite a libro dando la forma di cuore.
Mettete le brioches a lievitare per circa un'ora, poi spennellatele con un uovo sbattuto con un pò di latte e infornate a 180° per 15 minuti, fintanto che non saranno dorati.





domenica 29 gennaio 2017

Turdilli calabresi





I turdilli sono dei dolcetti simili agli gnocchi, naturalmente fritti, tipici del periodo natalizio e originari della provincia cosentina. Ma sono così buoni che è un peccato non farli quando se ne ha voglia. Come tante altre ricette della tradizione contadina le varianti sono tante, io preferisco questa senza lievito e senza uova. Gli ingredienti per preparare i turdilli sono pochi e semplici, erano, e lo sono ancora,  ingredienti facilmente reperibili: la farina, l'olio extravergine, il vino e il miele. E su quest'ultimo prodotto mi soffermo un pò perchè secondo la tradizione si dovrebbe usare il miele di fichi, dal caratteristico colore scuro,che è quasi impossibile e da trovare e pure da fare vista la lunga lavorazione e il poco rendimento. Io ho usato del miele di sulla e come vino ho preferito un vino passito rosso che rende i turdilli più aromatici.

Ingredienti
un bicchiere di olio evo
un bicchiere di zucchero semolato
un bicchiere di vino passito rosso
farina qb
olio di semi per friggere
scorza d'arancia 

Preparazione
In una ciotola versateil vino passito e l'olio evo, aggiungete poi lo zucchero e tanta farina quanto i liquidi ne prendono. Impastate fino ad avere un composto omogeneo e non appiccicoso.


Dividete la pasta in pezzi, formate dei cordoncini grossi quanto un dito e tagliateli a tocchetti, proprio come si fa per gli gnocchi. A questo punto non vi resta altro che passarli su un rigagnocchi o su un crivo.  


La fossetta che si creerà con questa operazione si riempirà poi di miele rendendo i turdilli ancora più succulenti. Adesso friggeteli in abbondante olio bollente fino a quando non acquistano un bel colore ambrato e una volta pronti scolateli su carta assorbente.


Scaldate il miele in una padella capiente, quindi tuffate i turdilli e mescolate in modo da ricoprirli completamente. Sistemateli infine in un vassoio e decorate con la scorza dell'arancia grattugiata. Se li lasciate riposare saranno ancora più gustosi, ma sarà difficile: sono uno tira l'altro!




giovedì 30 giugno 2016

Pipi arrustuti ( peperoni arrostiti )




I peperoni arrostiti sono un classico contorno estivo saporito e ricco di vitamina A, E e C.  L'importante è avere a disposizione dei peperoni carnosi, dell'ottimo olio extravergine d'oliva e dell'aglio freschissimo. I peperoni arrostiti  per noi calabresi sanno di caldo, di sole, di convivialità e di salsa. Che c'entra salsa vi starete chiedendo? Perchè quando in estate  facciamo la salsa di pomodori è abitudine mettere nelle braci sotto il pentolone i peperoni ad arrostire. Sono buonissimi, sanno di affumicato e il loro sapore è completamente diverso da quelli fatti in forno. Però in mancanza delle braci ci si accontenta anche del forno o anche della  padella con il fondo bucherellato, quella delle caldarroste per intenderci.
I pipi arrustuti possono diventare un ottimo secondo per una cena fredda, in questo caso serviteli con del buon pane casereccio.

(Questi sono peperoni tipici calabresi, molto carnosi )


Ingredienti
peperoni carnosi
aglio
olio evo
sale
peperoncino piccante
prezzemolo e menta

(immagine presa dal web )


Preparazione
Lavate i peperoni, asciugateli e metteteli in forno a 250° finchè la pelle non si brucicchia e  appassisce.


Una volta cotti toglieteli dal forno e metteteli in un sacchetto di carta. Fateli raffreddare e iniziate a spellarli, togliendo il picciolo e i semi. Riducete i peperoni a listarelle e disponeteli su un canovaccio affinchè si asciughino, tamponandoli ben bene. 


Prendete adesso una ciotola e strofinatela con uno spicchio d'aglio. Versate i peperoni, salateli e conditeli con l'aglio tagliato a fettine, il peperoncino piccante, la menta ed il prezzemolo tritati e abbondante olio evo. 



Mescolate e fate riposare prima di consumarli.