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martedì 25 agosto 2020

Polpette di melanzane, caciocavallo e nduja




Le polpette di melanzane sono già di per se una ricetta gustosissima ma oggi vi voglio proporre la versione con caciocavallo e nduja, decisamente più sfiziosa. Questi deliziosi bocconcini dal ripieno saporito e piccante li  possiamo proporre come finger food in un antipasto rustico oppure semplicemente come un secondo piatto. Portarli in tavola significa portare i profumi e gli odori della mia bellissima terra.
Ingredienti
melanzane
caciocavallo silano
nduja
pane casareccio raffermo
uova
pomodorini
aglio
basilico
menta
sale q.b.
olio evo
pangrattato
olio per friggere
* Anche per questa ricetta, come per altre della tradizione contadina, niente grammi. Tutto viene affidato al tatto e al gusto personale, soprattutto per quanto concerne la nduja.
Preparazione
Dopo aver lavato le melanzane e tolto il peduncolo sbucciatele (lasciate comunque un pò di buccia),  tagliatele a tocchetti e salatele. In una padella soffriggete l'aglio con l'olio, aggiungete quindi i pomodorini tagliati a metà e le melanzane. Appena saranno cotte fatele asciugare su della carta assorbente. 
Ammollate il pane in acqua fredda e strizzatelo bene. In una ciotola versate le melanzane (ricordatevi di togliere l'aglio), il pane, il caciocavallo grattugiato, la nduja, il basilico e la menta tritati finemente e qualche uovo. Impastate e assaggiate per sentire se l'impasto va bene di sale e di nduja.
Fate riposare il composto in frigo per qualche ora. Preparate poi le polpette, passatele nel pangrattato e friggetele in olio ben caldo. Quando avranno un colore dorato scolatele con la schiumarola e adagiatele su della carta assorbente da cucina.
Servite le polpette tiepide ma, se ne avanzano, sono ottime anche fredde.









giovedì 28 maggio 2020

Frttelle con ortaggi sotto sale


Nel dialetto calabrese sono i pittedi cu u salaturi, un fritto appetitoso vanto della nostra cucina tradizionale. 
'U salaturi oltre a essere il caratteristico vaso in terracotta smaltata usato per le provviste, indica pure l'insieme degli ortaggi  che vengono conservati sotto sale. Nella mia famiglia usiamo mettere sotto sale peperoni, melanzane e cipolle, altrove aggiungono anche olive schiacciate e fagiolini. In verità si utilizzano tutti quegli ortaggi che si hanno a disposizione, l'importante è che siano a Km 0. Una volta maturo'u salaturi è ottimo fritto con le sarde sott'olio (qui) oppure per insaporire il pollo(qui).
Come tutte le ricette della nonna queste frittelle sono semplici e veloci da preparare, ma...senza peso. Tutto infatti veniva realizzato secondo il detto "quantu basta", oppure "na junta", ossia una manciata. Ricordo che mia mamma al principio ne friggeva una soltanto per saggiarne la sapidità e la consistenza. Io, per sicurezza, preferisco pesare.
Adesso andiamo a preparare i nostri pittedi.
Ingredienti
200 gr di farina 00
50 gr di pecorino calabrese grattugiato
1 uovo
sale q.b.
peperoncino piccante in semi q.b.
100 gr di salaturi
acqua fredda q.b.
olio di semi per friggere

"u salaturi"
Preparazione
Per prima cosa lavate gli ortaggi per togliere ogni residuo di sale, tamponateli con carta assorbente e poi tagliateli a listarelle.
In una ciotola mettete la farina, nel mezzo versate l'uovo e gradatamente l'acqua. Quando l'impasto incomincerà ad essere fluido unite il sale, il peperoncino, il pecorino e gli ortaggi. Amalgamate il tutto e se necessario aggiungete altra acqua. Fate riposare in frigo per una mezz'oretta.

  
Trascorso questo tempo mettete sul fuoco una padella e appena l'olio è caldo iniziate a friggere le frittelle. Una volta dorate da entrambi i lati, sgocciolatele e fatele asciugare su carta assorbente.


Un finger food appetitoso e saporito da gustare anche freddo...se avanza.

venerdì 13 marzo 2020

"Vrascioli" di riso con 'nduja



Il piatto di oggi è rivolto soprattutto agli amanti dei sapori forti. Sono, e preferisco chiamarli con il termine dialettale, i vrascioli. Chiamandole braciole o crocchette annulleremmo la loro tipicità e la loro identità culturale. Da notare infatti l'assenza del ragù di carne e dei piselli, come pure dello zafferano, che lasciano invece il posto a dei prodotti squisitamente calabresi: 'nduja, pecorino e  caciocavallo. L'aggiunta della nduja, un salame spalmabile e piccantissimo tipico della zona del Monte Poro e di Spilinga in particolare, dona "ai vrascioli" un gusto in più, a cui è difficile resistere. 

Ingredienti
400 gr di riso di Sibari
3/4 uova
pecorino calabrese grattugiato q.b.
nduja, caciocavallo silano
sale q.b.
prezzemolo
olio di semi per friggere




Preparazione
In una pentola con acqua bollente salata mettete a cuocere il riso. Una volta cotto scolatelo, mettetelo in una ciotola e fatelo raffreddare. Quindi aggiungete il pecorino ( la quantità dipende dai vostri gusti, a me piace sentirlo ), le uova e il prezzemolo tritato.
 Adesso adesso con le mani bagnate prendete il riso e schiacciatelo leggermente sul palmo della mano, inserite un pò di nduja e il caciocavallo.



Richiudete e compattate . Rotolate i vrascioli nel pane grattugiato e mettete in frigo per 30 minuti circa.



Friggeteli in abbondante olio di semi, scolateli su carta assorbente e serviteli possibilmente caldi.





venerdì 15 novembre 2019

Frittelle con zucchine spinose

Pittedhi cu cucuzzi spinusi


Chayote, zucca centenaria, zucchina spinosa, sechio, patata spinosa, lingua di lupo. Sono questi alcuni dei nomi di un frutto dalla polpa verde e soda, ricca di acqua e piuttosto dolciastra. Nonostante il nome più comune di zucchina spinosa ha un gusto più simile alla patata e in cucina si presta a svariate preparazioni. Io ad esempio l'ho provata al forno, fritta, in agrodolce, sott'olio, ma le più gettonate sono le frittelline. Appetitose e sfiziose, difficilmente arrivano in tavola. Adesso vi dico come prepararle.
Ingredienti
2 zucchine spinose
1 uovo
50 gr di pecorino grattugiato
200 gr di farina 00
un pizzico di peperoncino piccante in polvere
prezzemolo
1 cucchiaino di lievito istantaneo
sale q.b.
acqua q.b.
olio di arachide per friggere
Preparazione
Lavate e sbucciate le zucchine facendo attenzione alle spine e a quella patina biancastra che si attacca alle mani ( meglio usare un paio di guanti monouso ). Togliete il seme interno e grattugiatele con una grattugia a fori larghi. Salatele, mettetele in un colino e fatele riposare per 10 minuti. Quindi strizzatele ben bene.


In una ciotola versate la farina e il lievito setacciati, al centro mettete l'uovo e un pò di acqua. Amalgamate il tutto con una forchetta e poi aggiungete le zucchine spinose grattugiate, il pecorino, il prezzemolo tritato, il peperoncino, il sale. Mescolate bene. 


Friggetele, versando il composto a cucchiaiate nell'olio caldo.


Una volta pronte fatele asciugare su carta assorbente e prima di gustarle lasciatele intiepidire.





venerdì 27 settembre 2019

Peperoncini ripieni sott'olio alla calabrese


Piccanti, rossi e così piccoli da fare un solo boccone: sono i Baci di satana e chi viene in Calabria non può fare a meno di gustarli. Una provvista antica terra/mare creata dalla maestria delle nostre nonne, uno dei tanti "bbuccacci" da preparare in estate per poi essere consumato in inverno con parenti ed amici come accompagnmento ai formaggi ma anche alla carne.
Per la loro preparazione  bisogna munirsi di pazienza, dedizione e pochi ma buoni ingredienti, che serviranno per la farcitura di qusti gustosi peperoncini che andranno conservati sott'olio.


Ingredienti
500 gr di peperoncini ciliegia
6 filetti di alici sott'olio
2 cucchiaini di capperi sotto sale
400 gr di tonno sott'olio
olio evo q.b.
aceto bianco q.b.
sale q.b. 

Preparazione
Dopo aver usato per precauzione dei guanti monouso lavate i peperoncini, tagliate il picciuolo e con un coltellino appuntito scavateli eliminando i semi.
Quest'anno contrariamente al solito non li ho scottati ma li ho immersi in una bacinella con aceto e sale e li ho lasciati per 24 ore.


In questo modo si sono sterilizzati nell'aceto (che uccide il botulino) e si conservano più a lungo. Trascorso il tempo indicato scolateli e metteteli a testa in giù su un panno asciutto per farli asciugare.
Nel frattempo preparate il ripieno tritando al coltello il tonno, i filetti di alici e i capperi dissalati. Mescolate bene il tutto in modo da avere un composto cremoso.


Farcite i peperoncini, trasferiteli all'interno di vasi sterilizzati e copriteli completamente con olio d'oliva. Lasciate riposare i vasetti aperti in modo tale che l'olio si assesti e rabboccate se necessario, poi chiudeteli bene e conservateli al fresco. Aspettate un paio di mesi prima di consumarli.



P.S.: per sterilizzare i vasetti fateli bollire per 20 minuti con tutti i coperchi e poi fateli asciugare in forno a 100° per 30 minuti. 

mercoledì 5 giugno 2019

Cipolle di Tropea con melanzane


Cipolle ripiene con melanzane. Un antipasto ma anche un salvacena sfizioso ed economico perchè  per portare a tavola pietanze gustose a volta basta poco.
L'idea di base è molto semplice: occorre tagliare a metà le cipolle, svuotarle e utilizzarle come contenitore per gli ingredienti che vi piacciono di più. Io stavolta ho optato per le melanzane, un ortaggio di stagione.
Le cipolle sono logicamente quelle di Tropea, dall'inconfondibile sapore dolce e dalle numerose proprietà benefiche.
Ingredienti
2 grosse cipolle di Tropea
1 melanzana piccola
foglie di basilico e menta
un pizzico di origano
1 cucchiaio di pane raffermo
1 cucchiaio di parmigiano
1/2 cucchiaio di pecorino
origano
1 spicchio d'aglio
sale q.b.
olio evo
Preparazione
Pulite le cipolle e lessatele per 10 minuti in acqua bollente salata. Trascorso il tempo scolatele, tagliatele a metà ed estraete i cuori lasciando soltanto i due strati esterni.
In una padella fate rosolare lo spicchio d'aglio in un filo d'olio evo e aggiungete la melanzana tagliata a dadini. Salate e fate cuocere a fiamma bassa e con il coperchio. A cottura ultimata e a fuoco spento versate il pane precedentemente ammollato e strizzato, il parmigiano, il pecorino,un pizzico di origano, i cuori delle cipolle e le foglie di basilico e menta triturati. Mescolate e regolate di sale. 
Farcite le cipolle con il composto di melanzane e adagiatele in una tortiera unta d'olio evo. Irrorate anche le cipolle con un filo d'olio e infornate a 180° per 15/20 minuti.



Potete gustare le cipolle ripiene sia calde che fredde.




giovedì 2 maggio 2019

Crostini integrali con nduja e crema di carciofi





L'Italia nel Piatto, 2 Maggio: La ricetta perfetta
Ingredienti: territorio, tradizione, creatività.

Per il tema di questo mese ho pensato di preparare questi crostini con un must della cucina calabrese: la'nduja, un  salame/non salame originario di Spilinga ( Vibo Valentia) nato per non sprecare i resti della carne avanzati dalla macellazione del maiale. Questi vengono tritati, amalgamati con il grasso, insaporiti con tanto peperoncino piccante sia fresco che essiccato e poi insaccati nel budello naturale detto "cieco". Ed è proprio il peperoncino che dà alla carne il colore rosso vivo e che ne permette la lunga conservazione. Ma il segreto del suo gusto sta anche nell'affummicatura ottenuta con legna d'ulivo. Ottima per insaporire diversi piatti, la 'nduja è perfetta spalmata sui crostini di pane. Naturalmente per chi ama i sapori forti e decisi!
 Se volete invece smorzare la sua piccantezza non dovete far altro che preparare una crema di carciofi e spalmarla sulla nduja.
Certamente è la ricetta perfetta per me perchè ho utilizzato la 'nduja, un salume particolare per consistenza e piccantezza tipico del vibonese; i carciofi, ortaggi di stagione e il Pecorino del monte Poro.
Ma adesso andiamo alla ricetta
Ingredienti
4 fette di pane casareccio
3 carciofi
'nduja
olio evo
sale q.b.
1 spicchio d'aglio
un rametto di prezzemolo
un cucchiaio di pecorino calabrese grattugiato
Preparazione
Fate tostare le fette di pane nel forno o in una padella.
 Una volta tostate spalmate la 'nduja sulle fette ancora calde.



Pulite i carciofi tenendo solo i cuori che taglierete a spicchi sottili. In un padellino versate lo spicchio d'aglio e i carciofi e fate rosolare per qualche minuto. Aggiungete un mestolo d'acqua, il sale e continuate la cottura a fuoco basso fintanto che i carciofi non saranno cotti. A fuoco spento aggiungete il prezzemolo tritato e il pecorino grattugiato,amalgamate e quindi schiacciate i carciofi con la forchetta.
Ricoprite con la crema di carciofi i crostini con la 'nduja e decorateli con pecorino grattugiato o se preferite a fette.




Ed ecco pronti i nostri crostini alla calabrese da servire come antipasto oppure come uno sfizioso aperitivo.





Ed ecco le altre ricette
Valle d’Aosta: Crocchette di fontina https://www.acasadivale.it/2019/05/02/crocchette-di-fontina/
Piemonte: Risotto al castelmagno, nocciole e miele https://www.fiordipistacchio.it/2019/05/02/risotto-al-castelmagno-nocciole-e-miele.html
Liguria: frittata di asparagi violetti allo zafferano https://arbanelladibasilico.blogspot.com/2019/05/frittata-di-asparagi-e-zafferano-per-la.html
Lombardia: Flan di spinaci, ricotta e raspadura https://www.kucinadikiara.it/2019/05/flan-di-spinaci-ricotta-e-raspadura.html
Veneto: cannoli di mais agli asparagi bianchi di Bassano https://www.ilfiordicappero.com/2019/05/cannoli-di-mais-agli-asparagi.html
Friuli-Venezia Giulia: Ravioli verdi con robiola e speck su fonduta di Formadi Frant https://www.blogthatsamore.it/2019/05/ravioli-verdi-con-robiola-e-speck-su-fonduta-di-formadi-frant.html
Emilia Romagna: Dolce di ricotta al miele con fragole all’Aceto Balsamico di Modena https://zibaldoneculinario.blogspot.com/2019/05/dolce-di-ricotta-al-miele-con-fragole.html
Marche: Confettura di fragole e anice verde di Castignano http://www.forchettaepennello.com/2019/05/confettura-di-fragole-e-anice-verde-di-castignano.html
Umbria: Insalata di lenticchie di Castelluccio di Norcia e asparagi https://www.dueamicheincucina.it/?p=26130
Lazio: Ravioli ripieni di fave e pecorino profumati di mentuccia https://www.merincucina.it/2019/05/ravioli-ripieni-di-fave-e-pecorino-profumati-di-mentuccia.html
Abruzzo: non partecipo
Molise: Gnocchi asparagi e tartufo su fonduta di caciocavallo https://blog.cookaround.com/gildabias/gnocchi-asparagi-e-tartufo-su-fonduta-di-caciocavallo
Campania: Crostatine con la confettura di mela Annurca Campana https://fusillialtegamino.blogspot.com/2019/05/crostatine-con-la-confettura-di-mela.html
Puglia: Polpo arrosto alla graffiodde su crema di sedano e patate con briciole di pomodori secchi https://breakfastdadonaflor.blogspot.com/2019/05/polpo-arrosto-alla-graffiodde-su-crema.html
Basilicata: Orecchiette con fagioli, erbette di campo e peperoni cruschi http://blog.giallozafferano.it/lalucanaincucina/orecchiette-con-fagioli-erbette-di-campo-e-peperoni-cruschi/
Sicilia: Capuliato Siciliano il Pesto di Pomodori Secchi https://www.profumodisicilia.net/2019/05/02/pesto-di-pomodori-secchi/
Sardegna: Panini al latte e miele con caprino e Confettura di fichi neri di Chia ,polvere di crudo di Barbagia e noci https://dolcitentazionidautore.blogspot.com/2019/05/panini-al-latte-e-miele-con-caprino.html
Italia nel piatto: https://litalianelpiatto.b

venerdì 7 settembre 2018

Rotolini di melanzana con ricotta e nduja



La melanzana è un ortaggio che non manca mai nella mia cucina, a quel colore viola non riesco proprio a resistere! E' così versatile che da sola ti risolve un pranzo o una cena, dall'antipasto al dolce: pensate alle melanzane impanate e fritte, alla griglia, nella parmigiana. Sono veramente irresistibili. Oggi vi presento questi sfiziosi rotolini ripieni di ricotta dal sapore abbastanza deciso per la presenza della nduja. Una piacevole nota fresca che delizierà il palato dei vostri ospiti.
Le fette di melanzane io le ho fritte, ma vanno bene anche grigliate per un piatto più light. 

Ingredienti
2 melanzane
300 gr di ricotta 
50 gr di caprino grattugiato
un cucchiaino di nduja
500 gr di polpa di pomodoro
sale q.b.
olio evo
10 olive denocciolate
basilico
1 spicchio d'aglio
1 cipollotto
olio di arachide per friggere

Preparazione
Lavate le melanzane, quindi affettatele per il lungo a fette sottili e poi friggetele in abbondante olio.
Preparate un soffritto di aglio e cipolla e poi unitevi la polpa di pomodoro e un pizzico di sale. A fine cottura unitevi le olive denocciolate e il basilico.
In una ciotola mescolate la ricotta con il caprino, il sale e la nduja ammorbidita con un pò di olio evo. 



Con il composto ottenuto formate delle bracioline che metterete sulle fette di melanzane.



Arrotolate e posizionate i rotolini in una teglia. Ricoprite con il sugo messo da parte e infornate per 10 minuti circa a 180°.






Buon appetito!

lunedì 6 agosto 2018

Bruschetta con bieta saltata con....




Le bruschette con la bieta hanno il sapore della tradizione e dei tempi passati quando i pranzi e le cene erano preparati con i semplici prodotti che la terra offriva. Senza sapori troppo ricercati perchè si sa che le cose più buone sono le più semplici.
La bieta di solito in casa mia si consuma saltata in padella da sola come contorno oppure insieme alle patate accompagnata da pane abbrustolito. Stavolta ho pensato di servirla sulle fette di pane tostato utilizzando anche ciò che si trova nella mia dispensa. Ne è venuta fuori una bruschetta davvero appetitosa.
Anche per questa ricetta, come vuole la tradizione, niente grammature. Regolatevi in base al numero dei commensali.

Ingredienti
pane casareccio
bieta
alici sott'olio
pomodori secchi
olio evo
olio santo
sale q.b.
aglio
* L'olio santo è un olio molto piccante

Preparazione
Pulite le biete e lessatele in acqua salata. Scolatele e tritatele grossolanamente. 
Tagliate delle belle fette dal pane, fatele tostare in forno o sulla griglia e poi strofinatele con uno spicchio d'aglio.
In una padella fate insaporire nell'olio evo uno spicchio d'aglio e due alici , appena queste si saranno sciolte aggiungete la bieta e qualche pomodoro secco tagliato a listarelle. Fate cuocere per circa cinque minuti a fuoco vivace. Infine adagiate la verdura sulle fette di pane, decorate con qualche filetto di alice e di pomodoro secco e condite con un filo di olio santo e del peperoncino in semi. 
E la bruschetta è pronta da gustare, calda o fredda. Dipende dai vostri gusti.




giovedì 8 settembre 2016

Peperonata alla calabrese




Il gusto unico delle verdure di stagione, unite ad un pizzico d'origano, qualche fogliolina di basilico fresco, un peperoncino " vruscente " e cipolla tagliata finemente, condite con un filo del nostro buonissimo olio extravergine d'oliva. Ed ecco pronta da gustare la peperonata, una specialità della tradizione gastronomica del meridione d'Italia che racchiude tutti i colori dell'estate. Non servitela calda, ma a temperatura ambiente, anzi se la preparate il giorno prima è ancora più saporita. L'aggiunta delle patate alla ricetta originale conferisce un tocco in più, per un contorno genuino e  rustico. Sicuramente la mia peperonata non fa rima con dieta, ma in estate qualche peccatuccio ce lo possiamo concedere! E allora non vi resta altro che iniziare a friggere.

Ingredienti
3 patate
4 peperoni, io " riggitani "
2 melanzane
1 cipolla rossa di Tropea
basilico
 origano
peperoncino piccante
sale qb
olio evo
Preparazione
Lavate, asciugate e tagliate a pezzi grossolani le melanzane, cospargetele di sale e lasciatele spurgare in uno scolapasta per mezz'ora. Nel frattempo sbucciate, lavate, asciugate e tagliate a listarelle le patate e i peperoni. Prendete una padella, fate scaldare bene l'olio evo e friggete le melanzane fin quando saranno ben dorate. Nello stesso olio friggete poi i peperoni. Una volta pronti fateli asciugare su carta assorbente.


Pulite la padella dall'olio fritto e versatene dell'altro. Fatelo scaldare e aggiungete la cipolla tagliata ad anelli, le patate e il peperoncino. 


Fate cuocere a fuoco medio per evitare di bruciare la cipolla e a fine cottura unite i peperoni e le melanzane. Mescolate, salate e lasciate insaporire sul fuoco le verdure per cinque minuti. Versate poi il tutto su un piatto da portata  e cospargetelo con basilico tritato ed origano.




domenica 28 agosto 2016

Nzalata 'e pumadori ( insalata di pomodori )




Fra tutti i piatti calabresi, oltre ad essere uno dei più antichi, è il più povero, per costo e per ingredienti, ma è anche il più appetitoso e il più genuino. Certamente i pomodori debbono essere a Km 0 e di stagione, noi calabresi la nzalata non la mangiamo certamente in inverno! Da giugno a settembre troneggia sulle nostre tavole proprio come una regina, agghindata con altri prodotti locali che la rendono gustosissima e che ti fanno sentire il sapore e il profumo della terra. Prepararla è quasi un rito, non bisogna dimenticare nessun odore e poi va preparata in anticipo in modo che i pomodori rilascino il loro succo che andrà ad amalgamarsi con il nostro olio extravergine d'oliva. Mangiarla spesso non fa male, infatti è il piatto più salutistico che esista, il piatto nel quale troviamo  due ingredienti cardine della Dieta Mediterranea: olio e pomodori. 
Ma quale pomodoro usare per avere una buonissima insalata? Io uso sia il Cuore di bue per la sua consistenza e sia il tondo perchè è molto succoso. Un discorso a parte meritano i pomodori di Belmonte Calabro, una varietà che può raggiungere anche il Kg di peso, dal colore rosato e dalla polpa consistente, quasi senza semi, consigliati unicamente per l'insalata. E' l'unico pomodoro a fregiarsi dell'etichetta DE.C.O. che viene appiccicata su ogni frutto. Ma è difficile da trovare in quanto cresce sono in quella zona.

Ingredienti
pomodoro
aglio
cipolla di Tropea
basilico
origano
olio evo
sale qb
peperoncino dolce o piccante


Oggi l'origano era freschissimo, appena raccolto.


Preparazione
Lavate i pomodori, tagliateli quindi a metà senza togliere i semi e poi a spicchi o a pezzi irregolari. Versateli in una ciotola e unitevi la cipolla tagliata a spicchi sottili, l'aglio sfilettato, le foglie di basilico e il peperoncino. Salate, spolverate di origano e cospargete con abbondante olio evo. Mischiate bene e fate insaporire l'insalata qualche minuto prima di servirla. La scarpetta è d'obbligo e con pane casereccio.





Volendo potete anche condire una fresa..........