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sabato 22 aprile 2017

Barba di frate e spaghetti





Barba di frate, agretti, barba del negus, soda e tanti altri nomi ancora per indicare questa verdura primaverile che per crescere necessita di un terreno ricco di sale. Per questo motivo la si trova facilmente  lungo i bacini salini del Mediterraneo. Ho letto che il suo uso in cucina è piuttosto recente, mentre in passato veniva utilizzata come materia prima nella produzione del vetro.
Io l'ho scoperta da poco e me ne sono innamorata, mi dispiace soltanto che si trovi per così poco tempo. Dal sapore gradevole e leggermente amarognolo questa verdura è ricca di vitamina C e fibre e quindi un motivo in più per prepararla.
Tante sono le ricette scoperte sul web, alcune le ho già testate e ritestate. Troppo buone. Iniziamo con questo primo che ha incontrato il consenso di tutti, ma soprattutto il mio anche per la facilità e i tempi brevi di preparazione.



Ingredienti
250 gr di spaghetti
1 mazzetto di barba di frate
1 spicchio d'aglio
5 acciughe sott'olio
10 olive alla monacale
pecorino fresco
sale q.b.
olio evo
peperoncino piccante tritato
Preparazione
Pulite la barba del frate tagliando la radice e sciacquatela bene sotto l'acqua corrente per eliminare ogni residuo di terra. In una padella versate l'olio evo e aggiungete lo spicchio d'aglio e le acciughe. A fuoco basso fate sciogliere le acciughe, quindi unite le olive tagliate a filetto e del peperoncino tritato. Fate cuocere per cinque minuti. 



Nel frattempo mettete sul fuoco una pentola con l'acqua e salatela appena inizia a bollire. Versate la verdura insieme agli spaghetti e appena cotti scolateli e versateli nella padella del condimento. 




Mescolate bene per amalgamare tutti gli ingredienti e lasciate insaporire per qualche istante sul fuoco. Servite gli spaghetti con un filo di olio evo e scaglie di pecorino fresco.



lunedì 19 settembre 2016

Pagnotta di Santa Chiara




Mi piace tanto il blog di Roberto Fusco " a cucina e mammà " e lo visito spesso, le sue ricette hanno la facoltà di farti venire l'acquolina solo a guardare le foto. E così l'altro giorno ho scoperto questa pagnotta così invitante che tra il vederla e il farla il tempo intercorso  è stato brevissimo . Questa specie di pizza, racconta Roberto, era usanza prepararla in occasione della festa di Santa Chiara, usanza ormai persa in quanto ormai è impossibile trovarla anche nelle friggitorie del centro storico.
Rispetto alla ricetta originale ho usato meno lievito prediligendo una lievitazione più lunga; al sughetto ha aggiunto lo spicchio d'aglio e il peperoncino, lo insaporiscono maggiormente.

Ingredienti
Per la base
500 gr di farina, io semola rimacinata
250 ml di acqua
2 patate medie
25 gr di lievito di birra, io 10 gr
2 cucchiai di strutto, io 50 ml di olio evo
sale qb

Per il ripieno
300 gr di polpa di pomodori
200 gr di alici sott'olio
olio evo
origano
prezzemolo
aglio
peperoncino piccante
sale qb


Preparazione
Lessate le patate, pelatele e passatele allo schiacciapatate. Preparate l'impasto: versate in una ciotola l'acqua e sciogliete il lievito, mettete metà farina e le patate e impastate per qualche minuto. Unite quindi la farina rimanente, il sale ed infine l'olio. Lavorate fino ad avere un impasto liscio ed omogeneo. Mettetelo a lievitare finchè non raddoppia di volume. 


Nel frattempo preparate il ripieno: in una padella fate riscaldare l'olio con uno spicchio d'aglio e un peperoncino, versate la polpa del pomodoro e fate cuocere per 10 minuti circa. Aggiungete i filetti di alici, l'origano e il prezzemolo tritato e continuate la cottura ancora un pò. Regolate di sale.


Prendete il panetto lievitato, formate delle palline e lasciatele riposare per altre 30 minuti. Poi stendete ogni pallina in un disco, farcitelo con il sughetto preparato e richiudetelo a fagotto.



Secondo la tradizione le pagnotte andrebbero infornate nel forno a legna, ma in mancanza le possiamo infornare a 200° per  20/25 minuti.Una volta cotte cospargete le pagnotte con il sughetto di pomodori e alici. Calde sono veramente appetitose, ma anche il giorno dopo sono buone, basta soltanto riscaldarle un pò.