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sabato 11 luglio 2015

Scilatelle al nero con gamberi su crema di zucca



Penso che sia capitato a tanti di gustare un piatto in un ristorante e cercare poi di rifarlo. A me è successo a Birmingham in uno dei miei consueti viaggi. Leggere il menu e ordinare il piatto è stato stato subitaneo, nonostante le resistenze della mia dolce metà che non ama discostarsi dal consueto. Però, una volta assaggiato si è dovuto ricredere subito. L'accostamento potrà sembrare in effetti un pò particolare, ma vi assicuro che il suo gusto vi conquisterà. In questa ricetta troverete la dolcezza vellutata della zucca, il leggero sapore di mare della pasta al nero di seppia e il profumo dei gamberi. In più, visto che anche l'occhio vuole la sua parte, un piatto così colorato certamente cattura l'attenzione. Nella ricetta originale c'erano gli spaghetti, ma in Calabria abbiamo " le scilatelle" e queste al nero sono una gustosa sciccheria.

Ingredienti
200 gr di scilatelle al nero
500 gr di gamberetti congelati
500 gr di zucca gialla
prezzemolo
aglio
olio evo
un cucchiaio di pecorino fresco grattugiato

Preparazione

Per la crema di zucca: tagliate a cubetti la zucca e fatela cuocere in poca acqua salata. Una volta cotta frullatela e unitevi un filo d'olio e il pecorino; amalgamate e tenete in caldo.


In una padella fate imbiondire nell'olio l'aglio e il prezzemolo tritato. Aggiungete i gamberetti ancora congelati e fateli rosolare. Sfumate con un bicchiere di vino bianco e continuate la cottura per dieci minuti circa. Aggiustate di sale e spegnete il fuoco.


Nel frattempo fate cuocere le scilatelle in acqua bollente salata. Scolatele al dente, unitele ai gamberetti e fatele saltare in padella  per qualche minuto.


Versate un mestolo di crema di zucca sul fondo di un piatto, sovrapponete le scilatelle ai gamberetti e per finire del prezzemolo tritato.





lunedì 16 febbraio 2015

Zuppa di fagioli, zucca gialla, funghi e borragine






La saggezza culinaria contadina  è stata sempre un valido supporto per affrontare il gelido inverno. C'è stato un tempo infatti in cui i nostri antenati facevano di necessità virtù, sopportando gli inverni più freddi con piatti poveri, caldi e nutrienti. Principalmente le zuppe  e i minestroni erano alla base della loro alimentazione. Potevano essere preparati in anticipo in modo da avere la sera, al rientro dal duro lavoro dei campi, un piatto caldo e salutare. E' evidente che i legumi la facevano da padrone, giacchè ogni famiglia previdentemente li aveva conservati nel momento clou della loro maturazione e raccolta. Aggiungendo ai legumi altri ingredienti, tutti provenienti dall'orto e dai campi,  le nostre antenate riuscivano a preparare dei piatti unici, economici e salutari.
La diversità del territorio calabrese porta logicamente ad una diversità della cucina, infatti zuppe e minestroni li troviamo soprattutto nell'entroterra, lungo la costa ionica è più facile trovare zuppe di pesce o minestroni con verdure di stagione nel periodo estivo. Per questo appuntamento con L'Italia nel Piatto vi propongo un primo molto diffuso nella cucina delle Preserre calabre. Gli ingredienti,  tutti reperibili in questo territorio per fortuna ancora incontaminato, amalgamanti sapientemente danno origine ad un piatto molto nutriente e dal gusto delicato.

Ingredienti
300 gr di fagioli bianchi
200 gr di zucca gialla mondata e tagliata a cubetti
3 funghi porcini ( io surgelati )
foglie di borragine ( almeno una decina )
olio evo
sale qb.
1 carota
1 cipollotto
sedano
fette di pane casareccio abbrustolito
cotiche di maiale ( facoltative )

Preparazione
 Mettete in ammollo i fagioli la sera prima. La mattina seguente lavate i fagioli e metteteli  a cuocere con acqua fredda in un pentolino di coccio  insieme alla carota, al sedano e al cipollotto.


 A fine  cottura, che deve essere lenta, salate. Prelevate un terzo dei fagioli e dopo averli ridotti in purea mischiateli agli altri. Aggiungete i funghi porcini tagliati grossolanamente, la zucca e le foglie di borragine tagliuzzate finemente.  Condite con due cucchiai di olio, regolate di sale e proseguite la cottura per mezz'ora circa. Impiattate aggiungendo un filo di olio a crudo e servite la zuppa con fette di pane abbrustolito.


E per quanti desiderano una zuppa più robusta, a fine cottura si possono aggiungere delle cotiche di maiale precedentemente sbollentate.



PS.  Un pizzico di peperoncino piccante è d'obbligo, ma attenti a non esagerare, come pure con i funghi porcini. Si rischia altrimenti di non " sentire " gli altri sapori.



E adesso, seguitemi nelle altre cucine:

Valle d'Aosta:  Minestra di riso con porri e patate 

Trentino-Alto Adige: La mosa e la trisa
  
Friuli-Venezia Giulia: Jota alla triestina 

Veneto: La panada

Lombardia: La Büseca (Trippa)

Liguria:  carciofi con piselli (articiocche con puisci)  
   
Emilia Romagna: Zuppa di patate DOP di Bologna e polenta con gorgonzola

Toscana: Porrata bianca, ricetta fiorentina del '300

Marche: Zuppa di cicerchia: ricetta tipica delle Marche

Umbria: Smulicata 

Abruzzo:Zucchine e Patate (Chicocce e patane)


Lazio: Minestra di broccolo alla romana 

Campania:'Mbastuocchio vruoccl e rape e fasul

Basilicata: Pasta e patate con peperoni cruschi e ricotta salata

Puglia: Le cecuère salvàgge cu bbrote 

 Sicilia: Macco di fave e finocchietto selvatico