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mercoledì 26 luglio 2017

Pasta e patati




Sempre più di frequente ci troviamo a cucinare questo o quel piatto etnico e ad utilizzare ingredienti fino ad ieri sconosciuti. Ma questa apertura non ci ha fatto dimenticare, per fortuna, le buone ricette della nostra tradizione, quelle tramandataci da mamma e nonna e che costituiscono il nostro legame con il passato e con il nostro territorio. La pasta e patate appartiene senza dubbio a queste ricette. E' una pietanza tradizionale e come tale va preparata se vogliamo un piatto ricco di sapore.  Una cosa mi raccomando, non dimenticate di far cuocere insieme alle patate la crosta di pecorino, perchè è il tocco che rende questa pietanza profumata e saporita.
Ingredienti
4 patate medie
1 costa di sedano 
1 cipolla piccola
crosta di pecorino
1 pomodoro pelato
sale q.b.
olio evo
200 gr di ditalini o pasta mista
Preparazione
Tagliate le patate a cubetti e versateli in una pentola con la costa di sedano, la cipolla tagliata a metà, il pomodoro pelato e la crosta di pecorino. Coprite d'acqua, salate e irrorate con un filo d'olio evo. Fate cuocere per circa 30 minuti lentamente fino a quando le patate con saranno morbide e se necessario aggiungete acqua calda. Cuocete la pasta e scolatela al dente. Unitela quindi al brodo di patate e continuate la cottura ancora per pochi minuti. Spegnete e aggiustate di sale. Fate riposare e servite la minestra con un filo d'olio a crudo.





domenica 23 luglio 2017

Trigghjozzu e pipi





Un piatto mare/orto insuperabile per gusto! Un piatto che coniuga due realtà del mio territorio, la collina e la marina. Un piatto che rischia di scomparire e a giusta ragione, anche se più di un bongustaio lo rimpiangerà. 
La fragagghia o trigliozzo o fritto di paranza è novellame di pesce, in genere alici, triglie, merluzzetti, sogliolette e stavolta  pure qualche gamberetto. Ha un valore commerciale medio/alto e rappresenta gli scarti della pesca a strascico, un metodo purtroppo molto invasivo che utilizza delle reti a maglie molto fitte che riescono a prendere appunto anche i piccoli pesci. E così la frittura di paranza è stata dichiarata fuorilegge, perchè vanno tutelati i pesci più piccoli, ma anche il nutrimento dei più grandi. Però ogni tanto trovi qualche... pirata che ti dà l'opportunità di gustare questa prelibatezza.
Questa volta il trigliozzo l'ho preparato insieme ai peperoni riggitani. Il risultato è stato un piatto unico dal sapore indescrivibile che stuzzica l'appetito.
Ingredienti
Trigliozzo
peperoni riggitani
farina di grano duro
olio di semi di arachide
sale q.b.
peperoncino piccante, facoltativo

Preparazione
Lavate con cura i pesciolini senza eviscerarli, quindi asciugateli delicatamente e passateli nella farina ricoprendoli uniformemente. Trasferiteli poi in un colino affinchè perdano la farina in eccesso.
Mettete sul fuoco una padella con abbondante olio e quando è pronto per la frittura buttatevi i pesci, pochi per volta. Scolateli man mano che sono dorati, poggiateli su fogli di carta assorbente ed infine salateli.




Lavate i peperoni, asciugateli, togliete picciolo e semi e tagliateli a spicchi. Salateli e friggeteli.



Nella stessa padella dei peperoni unite il trigliozzo fritto e continuate la cottura per pochi minuti per far si che gli ingredienti si insaporiscano tra loro. Spegnete e trasferite la frittura in in piatto di portata spolverizzandola con peperoncino piccante in semi o fresco.




Buon appetito!





venerdì 15 aprile 2016

Pasta cu u niru da siccia ( col nero della seppia )





Il venerdì che sia o no di Quaresima è tradizione a casa mia mangiare il pesce. Stamane dal pescivendolo ho trovato delle seppie freschissime, le ho fatto pulire con in mente già il piatto da preparare: la pasta al nero di seppia. E' questa una ricetta della tradizione marinara, semplice e dal forte sapore e profumo di mare. Una ricetta che forse per il suo colore insolito e gli inconvenienti che potrebbe arrecare non sempre viene apprezzata. Se volete sfatare questo pregiudizio vi consiglio di preparare questo piatto secondo la tradizione mediterranea. Per prima cosa acquistate delle seppie freschissime e se è il pescivendolo a pulirle assicuratevi che lasci intatto il sacchetto del nero. Oltre alle seppie vi servirà della polpa di pomodoro, degli odori e della pasta, preferibilmente bavette o spaghetti. E, in ultimo, un tovagliolo abbastanza grande da legare al collo per evitare gli schizzi !

Ingredienti
300 gr di spaghetti
500 gr di seppie
200 gr di polpa di pomodoro
1 spicchio d'aglio
1 cipollotto
vino bianco
olio evo
sale q.b.

Preparazione
Prendete le seppie che avete precedentemente pulito e tagliatele a pezzi. In un tegame versate dell'olio evo e fatevi appassire lo spicchio d'aglio e il cipollotto; unite la seppia, fatela rosolare a fiamma alta per pochi minuti e poi sfumate con il vino bianco.



Evaporato il vino aggiungete la polpa del pomodoro, un mestolo d'acqua, il sale e continuate la cottura fintanto che la seppia non sarà cotta.






A questo punto togliete i pezzi di seppia con un pò di sugo e metteteli da parte; nel tegame versate il nero della vescichetta, mescolate e continuate la cottura per altri 5/10 minuti.


  
Lessate gli spaghetti, scolateli al dente e conditeli con il sugo preparato e pezzi del ragù di seppia.



sabato 30 gennaio 2016

Ditaloni con il bianchino




Il bianchino o bianchetto, così chiamato per via del suo colore, è il novellame del pesce azzurro, più specificamente di acciughe e sardine. Il mio è di sardine, visto il periodo in cui ci troviamo. Infatti il bianchino di acciughe è reperibile nei mesi estivi, mentre quello di sardine si vende nei mesi invernali, seguendo le direttive ministeriali sulla pesca per tutelare il pesce azzurro. Il bianchino si presta a diverse ricette e richiede una cottura brevissima. Oltre la pasta, sono ottime le frittelle ed anche " il bianchino arriganato". Nel crotonese si prepara con questo novellame di pesce una piccantissima conserva detta rosamarina, caviale calabrese o mustica dal nome dell'antica brocca di creta che la conteneva in origine.Assaggiarlo non è di tutti, si rischia.....
La ricetta di oggi proviene dal mondo dei pescatori. Si racconta, infatti, che sui barconi i marinai cucinassero il bianchino così: pochissimi ingredienti e cottura brevissima per conservare tutto il suo  profumato sapore. Obbligatorio è il formato di pasta, i ditaloni si riempiono di bianchino e così si mangiano insieme. Semplicemente, con il cucchiaio.



Ingredienti
bianchino
aglio
prezzemolo
pomodori pelati
peperoncino dolce
sale q.b.
olio evo q.b.
ditaloni

Preparazione
Lavate accuratamente il bianchino sotto l'acqua corrente e mettetelo a scolare. In una padella fate rosolare nell'olio l'aglio e il peperoncino. Aggiungete i pomodori spezzettati, il prezzemolo tritato, un pizzico di sale e mezzo bicchiere d'acqua tiepida. Fate cuocere per cinque minuti e poi aggiungete il bianchino. Lasciate andare a fuoco dolce per qualche minuto e poi spegnete.



Lessate la pasta al dente, scolatela e fatela mantecare con il bianchino. Servite ben caldo questo saporito piatto mediterraneo, aggiungendo del prezzemolo tritato.






domenica 24 gennaio 2016

Posa a la pignata



Posa sta per fagioli, come pure surjaca, fasula, pappaluni; la pignata è invece un contenitore di coccio ideale per la cottura dei legumi. Certamente  con la pignata sarebbe d'obbligo una lenta cottura al camino, ma in mancanza anche il gas può andare bene, avendo l'accortezza di usare uno spargifiamma. Questa ricetta appartiene alla tradizione italiana dei piatti poveri, una di quelle ricette nate proprio sulla tavola dei contadini e poi entrata in tutte le case. Freschi o secchi, bianchi, rossi o neri, ogni famiglia calabrese ne aveva sempre una " ciurma " ( sacco di juta ) piena, una scorta  dal valore nutrizionale molto importante per tutte quelle persone impegnate in lavori duri e nelle campagne. Un valore nutrizionale paragonabile alla carne, inaccessibile ai più, tanto è che i fagioli vennero definiti " la carne dei poveri",  ma unicamente per la loro economicità. 


( foto presa dal web )

Ingredienti
fagioli freschi
pomodoro
sedano
cipolla
sale q.b.
olio evo
peperoncino piccante

Preparazione
Per questa ricetta ho utilizzato dei fagioli freschi, 'a cocciata, come la chiamiamo noi. Nel periodo estivo faccio la provvista, pulisco e poi congelo per averli a disposizione durante l'inverno. Con il freddo di questi ultimi giorni sono la pietanza ideale! Questi fagioli non hanno bisogno di ammollo, quindi dopo averli lavati, versateli in una pignata insieme alle verdure.



Fateli cuocere a fiamma molto bassa per circa un'ora e a metà cottura aggiungete il sale. A cottura ultimata condite i fagioli con abbondante olio evo  e spolverateli con del peperoncino piccante in polvere. Una fetta di pane casereccio abbrustolito ed ecco che " a posa a la pignata " è pronta da assaporare!



   

sabato 31 ottobre 2015

Pasta e sponzi ovvero pasta e broccoli




Vroccoli, sponzi o più semplicemente broccoli, sono ortaggi ricchi di proprietà salutari e nutritive. Forse l'unico punto debole è lo sgradevole odore che emanano durante la cottura a causa dello zolfo che contengono in discreta quantità. 
A metà strada tra un piatto di pasta e una minestra, questo è uno dei primi che meglio si identificano con cucina tradizionale calabrese. Una cucina certamente povera sotto il profilo degli ingredienti, ma ricca di sapore e di apporti nutrizionali. E infatti la " pasta e sponzi " è uno dei piatti principe della dieta mediterranea.

Ingredienti
un fascio di broccoli 
300 gr di pasta corta, io gramigna
uno spicchio d'aglio
un peperoncino
sale q.b.
olio evo




Preparazione

Lavate i broccoli sotto l'acqua corrente, dopodichè puliteli eliminando le parti di gambo più dure e le foglie e lasciando solo le cimette fiorite. Fateli cuocere in abbondante acqua salata e quando sono morbidi scolateli.



Non buttate l'acqua, vi servirà per cuocere la pasta. Fate dorare in una padella ( io di coccio ) uno spicchio d'aglio e un peperoncino con un pò d'olio, unite poi i broccoli con qualche cucchiaio dell'acqua di cottura e regolate di sale. Fate insaporire per qualche minuto e quindi spegnete.






Cuocete la pasta, scolatela al dente e versatela nella padella con i broccoli. Fate insaporire a fiamma alta per pochi minuti e poi spegnete il fuoco. La pasta e broccoli sarà più buona se riposerà un pò. Impiattate , versate un filo d'olio crudo, una spolverata di peperoncino e servite.






Consiglio: A me non piace molto brodosa, ma volendo renderla tale aggiungete qualche mestolo di acqua in più.





venerdì 24 luglio 2015

Melangiani chini 'e risu ( Melanzane ripiene di riso )


Nonostante il caldo e la preparazione non certo veloce, le melanzane ripiene fanno sempre bella mostra di sè sulla mia tavola. Piacciono a tutti e spariscono in un baleno, soprattutto quando si ritorna affamati e stanchi dal mare. Come ho scritto altre volte " i melangiani chini " sono il piatto tipico di Soverato Superiore, il borgo collinare dove sono nata e dove ho trascorso l'infanzia e la giovinezza. Non sono di parte, ma le melanzane preparate dalle donne " suvaratane " sono le migliori in assoluto. Saranno gli ortaggi a Km 0, saranno la passione  e la pazienza messe nella preparazione, ma sta di fatto che chi le assaggia una volta ritorna. Sono irresistibili!
In passato  ho postato altre ricette ( qui e qui ), oggi è la volta delle melanzane ripiene di riso, un piatto diverso dal solito, appetitoso, leggero e ideale per un pranzo estivo.

Ingredienti
4 melanzane piccole
300 gr di riso
 pecorino calabrese
soppressata calabrese
pecorino pepato
provola
2 uova
1/2 cipolla 
polpa di pomodoro
sale qb
olio evo
basilico

Preparazione
Cuocete il riso e, dopo averlo scolato, fatelo raffreddare.
Preparate adesso le melanzane: dopo averle lavate, tagliatele a metà nel senso della lunghezza e svuotatele. Le coppe vanno lessate in acqua bollente salata per 10/15 minuti e poi fatti asciugare su un canovaccio. La polpa, tagliuzzata grossolanamente, va soffritta in padella con uno spicchio d'aglio e olio evo e poi si finisce di cuocere aggiungendo del basilico, dei pomodorini e il sale. Se la polpa tende ad asciugarsi troppo aggiungete dell'acqua.



 In una padella versate dell'olio e mettete a soffriggete la cipolla, unite la polpa di pomodoro, un peperoncino e regolate di sale. Il sugo non deve essere molto denso. In una ciotola capiente versate il riso, la polpa delle melanzane, la provola e il pecorino pepato a pezzettini, la soppressata sbriciolata,  2 uova e una manciata di pecorino grattugiato ( non esagerate!). Mescolate bene e fate riposare il composto per un paio d'ore per far amalgamare i sapori. Riempite poi le coppe delle melanzane, bagnatele con del bianco d'uovo leggermente sbattuto e friggetele in abbondante olio bollente.





A questo punto potreste consumarle così, in bianco, con un'insalata di pomodori. Io le ho messe in una teglia con il sugo e infornate a 200° per 20 minuti. Fate riposare le melanzane prima di gustarle e ricordate che tiepide sono ancora più buone.