Visualizzazione post con etichetta dolci pasquali. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta dolci pasquali. Mostra tutti i post

sabato 16 marzo 2024

Colombine biscottose

 



Una ricetta semplicissima che vi darà grandi soddisfazioni. Il procedimento è semplicissimo e la cottura veloce per questi dolcetti dal gusto delicato e dalla consistenza molto friabile.

Sono buonissime da mangiare e bellissime da inserire in un goloso vassoio da regalare per le prossime festività pasquali. 

Ingredienti

150 gr farina per dolci

100 gr di mandorle

100 gr di zucchero semolato

100 gr burro

 1 bustina di lievito per dolci

1 uovo e 1 tuorlo

1 scorza di limone

q.b. zucchero a velo

Preparazione
Sciogliete il burro. Grattugiate il limone. Frullate le mandorle con un cucchiaio di zucchero preso dal totale.
In una ciotola unite tutti gli ingredienti e mescolate. Formate un panetto omogeneo, coprite con pellicola e fate riposare in frigorifero per almeno un'ora.
Riprendete l'impasto e  formate le colombine. Io ho fatto due forme:
1)  Con le mani formate delle palline, quindi schiacciatene ognuna con le mani pizzicando le parti opposte per dare la forma di colomba. 
2) Con l'impasto formate dei cordoncini  di misura diversa, sul cordoncino più grande fate una fossetta e posizionate il secondo cordoncino piegato ad arco.
Posizionate le colombine sulla teglia rivestita con carta forno e spolveratele con abbondante zucchero a velo.
Infornate in forno caldo  a 180° per circa 15 minuti. Non preoccupatevi se sono ancora morbidi una volta sfornati: è normale, prenderanno concistenza una volta fredde. 


lunedì 29 marzo 2021

Colomba con nutella senza lievitazione

 


Mi piacciono i dolci della tradizione, ma....il periodo pasquale è occupato in primis dalle mie cuzzupe e poi ... dalle pastiere, dai taralli con l'annaspo, dai quaresimali. E così il tempo per le colombe manca proprio. Sarà forse che non mi piacciono proprio tanto? Tuttavia ho provato a fare sia quella a lievitazione lunga che quella veloce con il lievito per torte salate. Tutto bene, soffici e gustose. Stavolta, complice anche questa permanenza forzata e giustificata in casa, ho pensato di preparare la colomba con il lievito per dolci e di farcirla con la nutella per far felici i figli. Adesso vi dico come prepararla...

Ingredienti

200 gr di farina manitoba

150 gr di farina 00

200 gr di zucchero

3 uova

150 ml di latte intero

100 gr di burro morbido

1 bustina di lievito per dolci

nutella q.b.

50 gr di gocce di cioccolato

arancia candita q.b.

buccia di 1/2 limone

Per spennellare

1 albume, granella di zucchero, mandorle a scaglie, zucchero a velo

Preparazione

Montate con le fruste i tuorli con lo zucchero. Aggiungete il burro morbido e continuate a lavorare il composto. Aggiungete il latte a temperatura ambiente, le farine setacciate con il lievito e lavorate ancora. Mettete le gocce di cioccolato precedentemente infarinate, i cubetti di arancia candita, la buccia del limone grattugiata e mescolate tutto con una spatola. Montate i bianchi a neve fermissima e amalgamateli al composto delicatamente per non smontarli.

Prendete adesso lo stampo da colomba, versate una parte del composto e di sopra qualche cucchiaio di nutella. Poi ricoprite con il composto rimanente. Infine ricoprite la colomba con il bianco d'uovo montato a neve, la granella di zucchero e le mandorle.


Infornate a 180° per 40 minuti circa. Se la superficie dovesse colorirsi troppo coprite la colomba con un foglio di carta forno. Prima di sfornarla fate la prova stecchino. Una volta sfornata spolverizzatela 
con zucchero a velo.












sabato 26 marzo 2016

La pastiera " a doppia crema"




Ogni brava massaia napoletana pensa di avere la vera ricetta della pastiera. Io che napoletana non sono, ma amo la pastiera ho sempre seguito la ricetta che si trova sulla lattina del grano cotto e sinceramente il risultato è sempre stato ottimo. Merito senz'altro degli ingredienti a Km zero utilizzati, come le uova e la ricotta di pecora. Ultimamente sto seguendo una seconda versione, decisamente innovatrice, che raccomanda di mescolare al ripieno una densa crema pasticcera che rende la pastiera più leggera e morbida. E così ogni anno il Giovedì e il Venerdì Santo sono dedicati alla preparazione di questo dolce che ormai è nazionale; si prepara con un certo anticipo, in quanto gli aromi si debbono amalgamare tra loro in un unico e inconfondibile sapore.
Però pensandoci bene relegare la pastiera unicamente a Pasqua è un peccato, un attentato alla sua bontà, ma e per le sue origini e   per una questione di stagionalità dei prodotti, conviene consumarla unicamente in questo periodo. Ritornando alle origini della pastiera un'ipotesi la fa risalire alle focacce rituali che si diffusero all'epoca di Costantino il Grande che i catecumeni ricevevano nella notte di Pasqua al termine della cerimonia battesimale; secondo un'altra ipotesi proviene dai culti pagani per celebrare l'arrivo della primavera. Di sicuro l'attuale versione fu inventata nella quiete di un monastero da un'ignota suora che volle creare un dolce che fosse il simbolo della Resurrezione. E mai invenzione fu così golosamente perfetta.
E adesso andiamo alla mia ricetta che prevede l'utilizzo del limoncello al posto del fior d'arancio... e non me ne vogliano i partenopei.


Ingredienti
Per la pasta frolla: 300 gr di farina, 100 gr di sugna,150 gr di zucchero,1 uovo e 1 tuorlo, un cucchiaio di lievito per dolci.
Per il ripieno: 300 gr di grano cotto, 200 ml di latte, 1 cucchiaio di sugna, buccia di limone, 350 di ricotta di pecora, 4 uova, 200 gr di zucchero, limoncello q.b., arancia e cedro canditi ( homemade ).
Per la crema pasticcera: 2 dl di latte, 50 gr di farina, 50 gr di zucchero, 2 rossi d'uovo, buccia di limone.
Preparazione
Preparate la pasta frolla e mettetela a riposare in frigo.
Preparate la crema pasticcera e fatela raffreddare.
Mettete in un pentolino il grano cotto con il latte, la buccia di limone e la sugna. A fuoco lento fatelo cuocere mescolando di tanto in tanto fino a che il composto non si sarà addensato un pò. Lasciate raffreddare.
Versate la ricotta in una ciotola e lavoratela con lo zucchero, aggiungete i rossi delle uova e poi i bianchi montate a neve. Infine unite il limoncello ( la quantità è facoltativa ) e i canditi tagliuzzati finemente. Incorporate adesso la crema pasticcera e quella di grano cotto. 
Rivestite con la frolla il fondo e le pareti di una tortiera di 28 cm imburrata e infarinata, versatevi la crema e completate con le losanghe di frolla.



Infornate a 180° per un'ora circa, fino a quando la superficie della pastiera non si sarà colorita. Fatela raffreddare e poi spolverizzatela con lo zucchero a velo.






P.S. Generalmente per sveltire i tempi di preparazione la crema pasticcera e la crema di grano cotto le preparo la sera prima.

E adesso voglio augurare a quanti passano da qui, e non solo, una Pasqua di salute, serenità e pace insieme ai propri cari.





lunedì 21 marzo 2016

Nepitelle agrumose




La Pasqua in Calabria ha il profumo di nostri dolci tipici. Certamente le cuzzupe hanno un posto privilegiato, ma in giro nella nostra terra troviamo di tutto e di più: taralli, biscotti alle mandorle, riganelle,  graffioli,cuculi, nepitelle ed ancora tanto altro. Le nostre nonne nonostante la povertà imperante sapevano coniugare tra loro prodotti semplici per ottenere dolci dalla bontà unica. Non dimentichiamo inoltre il nostro retaggio storico, abbiamo ospitato greci, romani, arabi, spagnoli, albanesi ed è innegabile la loro influenza nella nostra cucina.
Le nepitelle sono un dolce sia natalizio che pasquale, anche se è facile ormai trovarle tutto l'anno. Il nome dei nepiteddi o nepiteji ( nel nostro dialetto) deriva dal latino Nepitedum, che significa orlo o palpebra. Infatti la forma di questi ravioli ricorda la palpebra di un occhio chiuso. Le nepitelle tradizionali hanno un ripieno di frutta secca amalgamata con mostarda d'uva e vino cotto. Io stavolta ho voluto renderle più primaverili e così ho sostituito la mostarda d'uva con la mia marmellata di mandarini ed ho tolto pure il vino cotto e l'uvetta.

 Ingredienti
Per la pasta
500 gr di farina 00
150 gr di zucchero
150  di burro morbido
2 uova
1 bustina di lievito
buccia di limone
limoncello

Per il ripieno
150 gr di mandorle leggermente tostate
150 gr di noci
100 gr di fichi secchi
buccia di limone ed arancia
marmellata di mandarino, circa 200 gr

Preparazione
Il ripieno vi consiglio di prepararlo con un pò di anticipo, di solito lo preparo la sera e lo metto in frigo, in questo modo i sapori si amalgameranno meglio tra loro.
Tritate noci e mandorle a granella, unitevi i fichi tagliati a pezzettini, grattugiate delle scorzette di limone e arancia ed infine amalgamate tutto con la marmellata di mandarini. Dovete ottenere un composto morbido.


Per la pasta: versate in una ciotola la farina,lo zucchero e il lievito, unitevi il burro a dadini e impastate brevemente. A questo punto unite qualche cucchiaio di limoncello e le uova e lavorate fino ad ottenere un composto liscio ed omogeneo che metterete in frigo per 30 minuti circa.
Riprendete poi l'impasto e con il matterello tiratelo in una sfoglia di 3/4 mm. Con l'aiuto di una formina tagliate tanti dischi e al centro di ognuno mettete un cucchiaio di ripieno.

Chiudete i dischi a mezzaluna e sigillate i bordi con i rebbi di una forchetta. 


Spennellate le nepitelle con un uovo sbattuto,

sistematele sulla placca rivestita con carta forno, fate qualche taglio al centro di ognuna  ed infornate a 180° per 20 minuti circa. Toglietele appena saranno dorate.

Una volta fredde spolverizzatele con un pò di zucchero a velo.




Con questa ricetta partecipo al Giveaway di Simo " Le Primavere ".


martedì 8 aprile 2014

La cuzzupa e la tradizione





Non c'è calabrese che, ancora oggi durante le festività pasquali, non voglia degustare " a cuzzupa", il dolce tradizionale per eccellenza che arricchisce da sempre le nostre tavole nel giorno di Pasqua. Durante la Settimana Santa oltre a partecipare ai diversi riti religiosi , ci si dedica alla preparazione dei dolci tradizionali,  molto gustosi e dal grande valore simbolico. La loro origine si perde nella notte dei tempi. Anticamente la cuzzupa veniva usata come pane per il viaggio in memoria dell'esodo degli Ebrei dall'Egitto. Era un dolce povero che veniva preparato con farina di grano e zucchero, ma spesso questi ingredienti inaccessibili ai più venivano sostituiti con farina di granturco e mosto cotto o miele di fichi. Caratteristica di questo dolce è la presenza delle uova come simbolo della rinascita, della fecondità e della forza rigeneratrice. Il Venerdì Santo, si racconta che,  la preparazione delle cuzzupe veniva sospesa perchè era vietato mangiare carne e manipolare prodotti di origine animale, come la sugna, ingrediente indispensabile per la loro preparazione. Anche il lievito naturale " u lavatu "  era necessario per la loro preparazione e lo scambio di questo prodotto  fra parenti e vicini di casa, creava un circuito di condivisione. Chi aveva donato il lievito riceveva il dolce. In questo modo oltretutto si potevano gustare sempre le cuzzupe appena uscite dal forno. Le nostre nonne si sbizzarrivano a modellare varie forme, c'era il cestino per le bambine, la esse, la treccia, ma la più apprezzata era la corona con 7 uova che doveva essere regalata al fidanzato , perchè il numero 7 era considerato il simbolo del legame e della stabilità. Quella di oggi è la cuzzupa catanzarese, diversa come impasto dalla cuzzupa che facciamo a Soverato.  Si tratta infatti di una pasta molto simile alla frolla come consistenza, molto friabile. Questi biscottoni proposti in forme fantasiose e decorati con uova sono ottimi da mangiare così oppure inzuppati nel latte.
Ingredienti
1 kg di farina circa
400 gr di zucchero
6 uova + alcune per decorare e spennellare
200 gr di sugna oppure olio evo.
100 di latte
2 bustine di lievito
buccia grattugiata di 2 limoni 
Preparazione
Sbattete le uova con lo zucchero, aggiungete il latte e la sugna sciolta.



 In una ciotola a parte setacciate la farina con il lievito, aggiungete la buccia grattugiate dei limoni e gradualmente incorporate gli ingredienti liquidi.



 Lavorate il tutto cercando di ottenere un impasto morbido ed elastico. A questo punto potete dare sfogo alla vostra fantasia, ma sempre nel rispetto della tradizione, modellando le cuzzupe. Prima di infornare a 180° per 20/30 minuti, spennellate con un uovo sbattuto con un pò di zucchero.



 Se desiderate potete aggiungere i coriandolini di zucchero.  Nella tradizione catanzarese le cuzzupe sono ricoperte con l' " annaspo ", una miscela di acqua e zucchero.




Scusate la lunghezza del post, ma lo sapete che amo le tradizioni e mi piace trasmetterle. Sono la nostra identità, il nostro passato, ma debbono essere soprattutto lo stimolo per andare avanti e costruire un futuro migliore.