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mercoledì 16 settembre 2015

L'origano selvatico calabrese: Proprietà

L'Italia nel piatto - 16 Settembre: erbe aromatiche e profumi di fine estate




L'illustrissimo origano.


Sono tante le leggende che circondano quest'erba dal profumo e dal gusto tipicamente mediterranei. Una di queste narra la storia di Amaraco, un principe dell'isola di Cipro che si dilettava a produrre profumi e che era da tempo alla ricerca del profumo perfetto. Quando credette finalmente di averlo trovato pensò di regalarlo al suo re. Ma l'ampolla sfortunatamente si ruppe e Amaraco per il dispiacere morì di crepacuore. Allora gli dei, dispiaciuti, decisero di trasformarlo in una pianta che avesse il sentore del profumo che lui stesso aveva creato, un profumo capace di dare sollievo e conforto a  chiunque: l'origano. ( web )
Da letture varie si può evincere che l'origano ha origini così antiche che si sono perse nel tempo. Oltre alla Grecia l'origano era conosciuto anche in Egitto, ma furono i Romani, che lo usavano tantissimo in cucina, a diffonderlo in tutto il mondo allora conosciuto. Coltivare l'origano significava non soltanto avere a disposizione un'erba aromatica per insaporire svariati piatti ma  anche una pianta medicinale. Ancora oggi le sue foglie vengono utilizzate per calmare il mal di denti, per le indigestioni e come sedativo per la tosse. L'origano è anche un potente repellente contro le formiche, basta cospargerlo nei luoghi infestati e ricordarsi di sostituirlo spesso. Insomma l'origano è stato da sempre la spezia per eccellenza. ( web )
In Calabria l'origano selvatico ( Origanum Vulgare ) è il più diffuso. Ha un profumo e un aroma molto intensi e cresce spontaneamente lungo la costa, in zone di mare e in luoghi aridi e soleggiati. La raccolta dell'origano è per noi una tradizione: si raccoglie a fine giugno, anzi  si dovrebbe fare il 24, giorno di San Giovanni Battista. Una volta raccolto, viene pulito dalle erbacce, raccolto in mazzetti e fatto essiccare a testa in giù al chiuso, al riparo dal sole. Si può conservare per più anni chiuso in sacchetti di carta, oppure si può conservare in vasetti di vetro sbriciolando i fili di origano, foglie e fiori compresi.





 La cucina calabrese fa un largo uso di origano, lo usiamo per insaporire tantissimi piatti sia di carne che di pesce. Che sapore avrebbe l'insalata di pomodori e cipolla di Tropea senza l'origano?



 E che dire di sua maestà, il Morzello di Catanzaro?


 E delle olive nere infornate?


 E delle fette di pane casareccio con olio d'oliva , peperoncino e origano?


  
Scusate, ho dimenticato la pizza, non me ne vogliano i napoletani! Si può fare senza origano? Assolutamente no e mi raccomando non sostituitelo con la maggiorano, fareste un danno indescrivibile.

Ma è sul pesce azzurro dà il meglio di sè: alici e sarde " arriganati " sono uno dei must della nostra cucina tradizionale.
Insomma no " prezzemolo ma origano per ogni minestra "!


 Alici arriganate al forno 



Ingredienti
alici, sale, peperoncino in polvere dolce e piccante, aglio,origano, olio evo, aceto
Preparazione
In una tortiera rotonda versate dell'olio evo, disponete poi a raggiera le alici ( testa/coda ) in un solo strato e sopra cospargete con filetti di aglio, peperoncino e abbondante origano. Salate e spruzzate con l'aceto. Infornate per 10/15 minuti a 200°. Per impiattare  procedete come si fa per la frittata, capovolgete il tortino per evitare di rovinare le alici.
PS: il piccantino lo potete dosare a piacimento, è soltanto questione di gusto personale.






 Ed ora andiamo a curiosare nelle altre cucine d' Italia

Piemonte: Timballo di verdure grigliate al profumo di menta di Pancalieri

Friuli-Venezia Giulia: Gnocchi di rape rosse

Lombardia: Frittata di erbe fini di Gualtiero Marchesi

Emilia Romagna: Liquore al basilico


Toscana: Acciughe sotto pesto

Umbria: Bocconcini di maiale al serpollo 

Puglia: Focaccia con patate e rosmarino

Sardegna: Su Pistu "Fregau"








martedì 20 gennaio 2015

Zippuli salati ( zeppole salate )



Le zeppole solo un piatto tipicamente invernale ( anche se ormai si preparano tutto l'anno ) e non possono mancare sulla tavola di noi calabresi soprattutto durante il periodo natalizio. E' un impasto lievitato di farina e patate che poi viene fritto che può essere sia dolce che salato. Anche se a gustarle calde, e parlo di quelle salate, sono di una bontà unica, il giorno dopo sono ancora più buone e possono essere consumate al posto del pane. Quindi non se ne prepara un Kg, ma diversi Kg  perchè bisogna tenerne una scorta per la famiglia e bisogna regalarne anche a parenti e vicini di casa. E allora a ragione possiamo dire che le zeppole sono sinonimo di condivisione: si condivide il gustoso consumo e si condivide pure la preparazione. E come potrebbe essere diversamente! Una "comare" prepara la forma e butta la zeppola nell'olio fumante, un'altra controlla la cottura  e i più piccoli fanno da corriere da una casa all'altra. Sono giornate indimenticabili che sanno di convivialità e di calore. Peccato doverle perderle!

Ingredienti
1 Kg di farina 00
3 patate medie
1 cubetto di lievito di birra
sale qb
acqua qb
acciughe sotto sale
olio per friggere
Preparazione
La sera prima fate un lievitino con 250 gr di farina, il lievito di birra e acqua qb per avere un impasto piuttosto liquido. Lasciate lievitare a temperatura ambiente per tutta la notte. L'indomani mattina fate bollire le patate e dopo averle sbucciate passatele  nello schiacciapatate. Ora iniziate a formare l'impasto: in una ciotola capiente versate la farina, formando la classica fontana, aggiungete le patate, il lievitino, un pò d'acqua e un pizzico di sale. Amalgamate i tutto, impastando energicamente con le mani. Se serve aggiungete altra farina, ma ricordate che l'impasto deve essere piuttosto molle ed appiccicoso. A questo punto si può dividere l'impasto a metà e  aggiungere in una parte  delle acciughe sott'olio diliscate.


 Le ciotole vanno poi coperte con un canovaccio e tenute al caldo, possibilmente avvolte con delle coperte. Ci vorranno un paio d'ore per la lievitazione.


 A lievitazione avvenuta, prendete un padella abbastanza profonda, versatevi abbondante ( le zeppole debbono galleggiare ) olio di semi e friggete le zeppole in olio caldo ma non bollente. Vi ricordo che l'impasto va modellato a forma di ciambella: per fare ciò bisogna inumidirsi le mani leggermente con acqua, staccare piccoli pezzi d'impasto e con il pollice e l'indice della mano destra formare una pallina che poi con tutte e due le mani verrà modellata.



 Friggete poche zeppole alla volta e  giratele spesso su se stesse per facilitarne la cottura. Quando saranno dorate toglieteli dall'olio e poneteli su carta assorbente e poi in un vassoio. Servitele calde, con un buon bicchiere di vino,  formaggi  e salumi vari.








martedì 13 gennaio 2015

Pipi salati friuti cu sardi e olivi ( Peperoni sotto sale in padella con sarde e olive )




E' un piatto abbastanza piccante e adatto per le fredde serate di questo periodo. Potete stare certi che vi riscalderà. In un precedente post ( qui ) avevo parlato di questa "provvista" che si è soliti fare i primi giorni di settembre, quando sui banchi del mercato arrivano i primi pomodori verdi. Gli ortaggi, nella fattispecie peperoni rotondi, pomodori verdi e melanzane, vengono conservati sotto sale e in questo modo possono durare per tutto l'inverno, senza usare per la conservazione il frigo. Io oggi per non rinunciare a certi sapori che mi ricordano persone e cose che non ci sono più e non avendo tutte le comodità delle case di una volta, dopo qualche mese dalla loro preparazione  faccio le porzioni e le congelo. In questo modo ho la possibilità di gustarli quando ne ho voglia e di  assaporare la loro bontà che mi fa tornare indietro di un bel pò di anni. 
Certamente adesso questo piatto rappresenta uno spuntino sfizioso, ma nei tempi che furono rappresentava il pranzo dei contadini che andavano a lavorare all'alba e tornavano al tramonto: "i  pipi salati" venivano messi dentro una cavità del pane e venivano consumati insieme ad un paio di bicchieri di vino.


Ingredienti
Una porzione di peperoni, pomodori verdi e melanzane sotto sale
5 o 6 filetti di sarde sott'olio
olive nere
uno spicchio d'aglio
peperoncino piccante
olio evo
Preparazione
Lavate con acqua fredda gli ortaggi e tamponateli con carta assorbente. In una padella capiente versate  l'olio e fatevi rosolare lo spicchio d'aglio con il peperoncino.


 Aggiungete le sarde e quando si saranno sciolte mettete gli ortaggi.


 Fate soffriggere il tutto per dieci minuti circa e prima di spegnere il fuoco versate le olive.


 Spegnete e impiattate. Mangiateli caldi con del pane casareccio e naturalmente accompagnati da un buon bicchiere di vino rosso.