giovedì 7 luglio 2016

Zuppa di pesce




Il pesce è il re incontrastato della mia cucina estiva, fritto, in umido o a zuppa non manca mai sulla mia tavola. Oggi vi presento una delle mie zuppe ( qui ), sempre diverse, perchè il tutto dipende dal pesce che trovo che deve essere fresco obbligatoriamente di giornata. Evitate il pesce surgelato, niente in contrario, ma va bene per altre preparazioni. La zuppa è un piatto semplice e gustoso che profuma di mare e che potete servire come piatto unico accompagnandolo con crostini di pane. Io ho preferito stavolta utilizzare l'ottimo sughetto per condire un piatto di spaghetti.

Ingredienti


2 filetti di grongo
1 tracina
1 scorfano 
2 cicale di mare
qualche acciuga
pomodorini 
prezzemolo
aglio
peperoncino
olio evo
sale qb

Preparazione
Se non ve la sentite fatevi pulire il pesce dal pescivendolo, soprattutto la tracina e il grongo per via delle spine.  Ricordatevi di lasciare la testa perchè rende il sugo più saporito.


In una padella capiente versate abbondante olio evo, uno spicchio d'aglio e un peperoncino. Fate rosolare e poi aggiungete i pesci, qualche pomodorino, del prezzemolo tritato e coprite a filo con acqua. 


Regolate di sale e portate la zuppa a cottura a fuoco moderato e coperta. Cuocete gli spaghetti  in acqua bollente salata e conditeli con il brodetto. I pesci li potete servire come secondo piatto oppure sfilettateli e uniteli al condimento.



Come avete certamente notato la cottura della mia zuppa  è molto semplice, uso pochissimi aromi, non uso vino bianco  e cuocio il tutto insieme, " paru a paru " come dicevano le nostre nonne. E' questa la ricetta che i marinai erano soliti preparare sulle " paranze " con il pesce di scarto  ed è quella che preferisco per sapore ed odore.


martedì 5 luglio 2016

Cornetti bicolori




Sul web ci sono tante ricette di questi cornetti bicolori  o vortici che ti conquistano solo a vederli. In  realtà, oltre a essere scenografici, sono anche molto buoni e sofficissimi. Inzuppati nel latte o gustati con marmellata o nutella rendono la prima colazione unica e genuina. Vale la pena, credetemi, di impiegare qualche ora del vostro tempo per prepararli. Se poi ve ne avanzano ( ci credo poco ) non dovete far altro che congelarli. Basterà poi riscaldarli in forno per qualche minuto e gustarli in tutta la loro bontà.

Ingredienti
500 gr di farina manitoba
100 gr di zucchero semolato 
2 uova
70 gr di burro
180 di latte
1/2 cubetto di lievito di birra
 cacao amaro qb
caffè amaro qb ( mia aggiunta )
latte per spennellare
zucchero a velo.

Preparazione
Sciogliete il lievito nel latte tiepido. In una ciotola mettete la farina, fate la fontana e versatevi lo zucchero, le uova, il burro morbido e  il latte con il lievito. Amalgamate bene gli ingredienti fino ad ottenere un panetto morbido. Dividetelo a metà. Sciogliete il cacao in un pò di caffè tiepido e aggiungetelo ad una metà. Mettete i due panetti a lievitare. 


Una volta lievitati metteteli sulla spianatoia infarinata e stendeteli  ( io ho dato una forma rettangolare ) con il matterello.

Sovrapponete i due rettangoli 


e ricavate tanti triangoli che arrotolerete dalla base dopo aver praticato su di essa un'incisione.

Sistemate i cornetti su una leccarda ricoperta con carta forno e fate lievitare per un'ora circa. Spennellateli quindi con del latte e infornateli nel forno preriscaldato a 180° per 20 minuti.
Tutto dipende comunque dal proprio forno. Una volta freddi spolverizzate i cornetti con dello zucchero a velo e farciteli come più vi piace.



Mio figlio li ha imbottiti di nutella, io invece li ho tuffati nel latte!


E con questa ricetta partecipo al contest  Ci offrite la colazione? del blog " Ma come cucini? "



sabato 2 luglio 2016

Sarde ripiene al sugo


2 Luglio, L'Italia nel Piatto: Piatti a base di pesci di mare o di acqua dolce, crostacei e molluschi.



Abito in una cittadina di mare, ma provengo dal borgo antico situato in collina. La mia cucina riflette perciò i due ambienti: piatti di terra per la mia origine, pesce per l'adozione. E mio marito non soltanto viveva in marina, ma possedeva anche una barca. E così mi sono trovata catapultata in un mondo che conoscevo molto poco  e che poi si è rivelato entusiasmante. Andare a pesca, soprattutto di notte con la lampara, ti lascia senza parole, ti sembra di essere in un paesaggio fiabesco! E se tirare le reti piene di sarde o alici è un'esperienza unica ( anche per la fatica di liberare i pesci dalle maglie della minaita ), altrettanto lo è la pesca alle seppie o alle aguglie.
 Torniamo però alle sarde, un pesce erroneamente considerato povero e  per tanto tempo sostentamento della popolazione meno abbiente. Un vecchio detto recita: " necessità fa virtù" e infatti con questa materia prima sono nate delle pietanze gustose e per niente " povere ". Certamente rispetto alla cucina siciliana, il modo calabrese di cucinare il pesce è più spartano, niente abbinamenti dolci, soltanto pochi ingredienti per esaltare il sapore corposo della sarda.
Il piatto che posto oggi per il consueto appuntamento de L'Italia nel Piatto è una ricetta gustosa e perfetta sia come primo che come secondo. Si tratta di sarde ripiene nel sugo e proprio con questo ci si può condire la pasta.




Ingredienti
sarde freschissime
pane casareccio raffermo
bianco d'uovo
pecorino grattugiato
prezzemolo
aglio
olio evo
sale q.b.
passata di pomodoro
peperoncino piccante
filo da cucire sottile

Preparazione
Come per tanti piatti della tradizione non vi do il peso, la consistenza la dovrete tastare con le mani  secondo il detto antico " quanto se ne prende" ; la sapidità è strettamente personale, nel rispetto comunque di tutti i commensali.

Ripieno. Mettete in un robot da cucina  pane raffermo, prezzemolo, aglio e frullate. Versate il pane aromatizzato in una ciotola, inzuppatelo con poca acqua e strizzatelo, aggiungete il pecorino ( non troppo ), il sale, un bianco d'uovo leggermente sbattuto e un pò d'olio evo. Amalgamate il tutto.
Sugo. Pulite e aprite la sarde a libro, lavatele e asciugatele. Distribuite il ripieno sulla parte interna di metà delle sarde, coprite con le rimanenti in modo da formare dei " sandwich"; compattatele e legatele con filo da cucina.







In una padella capiente versate dell'olio evo, uno spicchio d'aglio, dei filetti di sarda, un peperoncino piccante e i bauletti di sarda.



 Fateli rosolare e poi aggiungete la salsa di pomodoro. 



Regolate di sale e fate cuocere a fuoco basso fintanto che le sarde non saranno cotte.  Una volta pronte togliete delicatamente il filo da cucina e serviteli.





Con il sugo potete condire la pasta, io delle penne a candela, buonissime in quanto si riempiono di sugo.  Un piatto appetitosissimo, da leccarsi i baffi!



Dopo aver conosciuto uno dei piatti di mare calabrese più gustoso, andiamo a conoscere i piatti delle altre regioni:


Lombardia: Risotto con le tinche

Friuli Venezia Giulia: Boreto alla gradese

Liguria: Guazzetto di acciughe

Emilia Romagna: Brodetto di pesce alla romagnola

Toscana: Sburrita di baccalà

Umbria: Trota al prosciutto

Abruzzo: Filetti di trota al limone

Puglia: Totanetti ripieni

Sardegna: Lorighittas arselle e bottarga/ Frittelle di bianchetti

Il nostro blog: http://litalianelpiatto.blogspot.it/

Con questa bellissima immagine della mia città auguro a voi tutti buone vacanze!


( web )








giovedì 30 giugno 2016

Pipi arrustuti ( peperoni arrostiti )




I peperoni arrostiti sono un classico contorno estivo saporito e ricco di vitamina A, E e C.  L'importante è avere a disposizione dei peperoni carnosi, dell'ottimo olio extravergine d'oliva e dell'aglio freschissimo. I peperoni arrostiti  per noi calabresi sanno di caldo, di sole, di convivialità e di salsa. Che c'entra salsa vi starete chiedendo? Perchè quando in estate  facciamo la salsa di pomodori è abitudine mettere nelle braci sotto il pentolone i peperoni ad arrostire. Sono buonissimi, sanno di affumicato e il loro sapore è completamente diverso da quelli fatti in forno. Però in mancanza delle braci ci si accontenta anche del forno o anche della  padella con il fondo bucherellato, quella delle caldarroste per intenderci.
I pipi arrustuti possono diventare un ottimo secondo per una cena fredda, in questo caso serviteli con del buon pane casereccio.

(Questi sono peperoni tipici calabresi, molto carnosi )


Ingredienti
peperoni carnosi
aglio
olio evo
sale
peperoncino piccante
prezzemolo e menta

(immagine presa dal web )


Preparazione
Lavate i peperoni, asciugateli e metteteli in forno a 250° finchè la pelle non si brucicchia e  appassisce.


Una volta cotti toglieteli dal forno e metteteli in un sacchetto di carta. Fateli raffreddare e iniziate a spellarli, togliendo il picciolo e i semi. Riducete i peperoni a listarelle e disponeteli su un canovaccio affinchè si asciughino, tamponandoli ben bene. 


Prendete adesso una ciotola e strofinatela con uno spicchio d'aglio. Versate i peperoni, salateli e conditeli con l'aglio tagliato a fettine, il peperoncino piccante, la menta ed il prezzemolo tritati e abbondante olio evo. 



Mescolate e fate riposare prima di consumarli.

martedì 28 giugno 2016

Crostata con frutta fresca e crema




La crostata con la frutta fresca è un classico dolce estivo, apprezzato da tutti e perfetto in ogni occasione. Questa crostata fresca e golosa è facile da preparare, servono soltanto un guscio di pasta frolla, della crema pasticcera al limone e infine tanta fantasia per la decorazione con la frutta fresca che in questo periodo abbonda. Se la consumate subito potete spolverarla con lo zucchero a velo come ho fatto io, altrimenti è conveniente lucidare la sua superficie con la gelatina oppure con la marmellata diluita con un goccio d'acqua sul fuoco per preservare la frutta.

Ingredienti
- per la pasta frolla: 250 gr di farina 00, 100 gr di zucchero, 120 gr di burro, 1 uovo intero e 1 tuorlo, un cucchiaino di lievito per dolci;
- per la crema pasticcera al limone: 500 ml di latte, 3 tuorli, 150 gr di zucchero, 50 gr di fecola, 1 limone;
- per guarnire: fragole, kiwi, arance, nocipesche, more, panna montata, zucchero a velo.

Preparazione
Lavorate farina e burro fino a ottenere un impasto sabbioso, fate la classica fontana e versatevi lo zucchero, l'uovo intero e il tuorlo e il lievito. Lavorate tutti gli ingredienti fino ad ottenere un composto omogeneo che coprirete con la pellicola trasparente e farete riposare in frigo per una mezz'oretta.
Per la crema: scaldate il latte con la buccia del limone; in una ciotola lavorate i tuorli con lo zucchero,aggiungete la fecola setacciata e poi pian piano il latte mescolando con una frusta. Cuocete a fuoco basso finchè la crema non si sarà addensata e poi trasferitela in una ciotola coprendola con la pellicola. Fate raffreddare.


Togliete la pasta frolla dal frigo e rivestite una tortiera imburrata e infarinata. Ricopritela con carta forno messa a contatto e infornate a 180° per 20 minuti circa. Lasciate raffreddare e intanto


 preparate la frutta. Versate infine la crema nel guscio di pasta frolla e posizionate la frutta secondo la vostra fantasia. Qualche ciuffo di panna montata, una spolverata di zucchero a velo ( io non amo la gelatina ) e la crostata è pronta.




domenica 26 giugno 2016

Vrascioli 'e risu


Ecco un antipasto tipico calabrese, un fritto che non manca quasi mai sulla nostra tavola, soprattutto in estate. Quella che vi presento oggi è la ricetta base, le varianti sono molto più sostanziose o piccanti. I vrascioli, non chiamateli per carità crocchette, sono molto semplici da preparare e hanno bisogno di pochissimi ingredienti: riso, uova, pecorino e prezzemolo. Ho scritto giustamente pecorino e non parmigiano o grana, giacchè in casa dei nostri antenati si trovava unicamente lui, il pecorino. Le massaie lo compravano fresco e poi lo facevano stagionare nelle cantine, spalmandolo di olio e peperoncino piccante. Anche in casa mia si faceva così, mia mamma ne comprava 4/5 forme per avere la provvista per tutto l'anno. Oppure lo prendevamo già stagionato da " Luigia a lorda ". Luigia guardava le pecore di Peppe il pastore, preparava e vendeva ricotte e formaggio e viveva in una stanzetta buia insieme insieme a loro." Lorda " nel mio dialetto vuol dire sporca, ma Luigia anche se non lo era dava l'impressione di esserlo, infatti era nera di carnagione per il troppo sole che prendeva andando in giro con le pecore e vestiva pure di nero. In più odorava di formaggio ad un miglio di distanza! Era comunque una brava persona, rispettosa ed educata con tutti.

Ingredienti
500 gr di riso
2 uova
prezzemolo
pecorino q.b.
sale 
olio evo

Preparazione
Lessate il riso in abbondante acqua salata, quando è cotto, scolatelo e versatelo in una ciotola. Quando è freddo unite le uova, il prezzemolo tritato e un pugno di pecorino. Amalgamate il tutto e assaggiate, il pecorino si deve sentire ma non troppo. 



Bagnatevi adesso le mani con olio e date la  forma allungata, tipica dei vrascioli calabresi.



 Friggeteli in abbondante olio evo  ben caldo e appena diventano dorati toglieteli e poggiateli su un vassoio ricoperto di carta assorbente da cucina. Serviteli caldi, ma se per caso ve ne avanzano i vrascioli sono buoni pure freddi. Ed effettivamente ne avanzano pochi perchè c'è più di una manina lunga che li mangia bollenti, appena tolti dalla padella.





venerdì 24 giugno 2016

La Chiffon Cake o per meglio dire la Fluffosa




La Chiffon cake è una torta sofficissima, leggera  anche perchè non contiene burro e alta, anzi altissima. Nel web ce ne sono diversissime, al cioccolato, al pistacchio, al limone, al caffè e tante altre ancora, tutte comunque golosissime. Potevo non farla? Impossibile, troppo buona.  Una tentazione vederla su tanti blog e soprattutto dalle bloggalline che la hanno dedicato pure un libro: Le fluffose.  E così mi sono decisa ed ho comprato il suo stampo, quello con il fondo amovibile e con i piedini per intenderci. Certamente avrei potuto usare uno stampo normale per ciambella ma sono sempre dell'idea che le cose o le fai perbene oppure non le fai per niente. Ho seguito la ricetta classica, sostituendo però il cacao con del cioccolato al latte grattugiato ( riciclo ). Il termine Fluffosa le si addice appieno, credetemi!

Ingredienti
240 gr di farina 00
60 gr di cioccolato al latte grattugiato
300 gr di zucchero
130 ml di olio di semi di girasole
180 ml di acqua tiepida
 7 uova
1 bustina di lievito per dolci
1 bustina di cremore di tartaro
un pizzico di sale


Preparazione

Setacciate la farina, il cioccolato, lo zucchero, il sale e il lievito in una ciotola abbastanza capiente.  Miscelate l'olio e l'acqua e uniteli all'impasto. Amalgamate uno alla volta i tuorli. Montate adesso gli  albumi con il cremore di tartaro e uniteli delicatamente all'impasto che andrete a versare nello stampo da chiffon cake, non imburrato e non infarinato.


Infornate a 160° per un'ora e 15 minuti circa.  Sfornate capovolgendo subito lo stampo.


Una volta che la torta è fredda scivolerà piano piano dallo stampo, senza problemi. Sistematela su un vassoio e cospargetela con zucchero a velo