Una volta , era usanza per i " suvaratani " trascorrere questa giornata in montagna ( Sila o Serre ), possibilmente lungo le rive di qualche torrente, nelle cui acque si immergevano le angurie e le bottiglie di vino; l'aria fresca permetteva qualche boccone e qualche bicchiere in più e conciliava anche qualche sonnellino pomeridiano all'ombra di querce e castagni secolari.
Al contrario, i "montanari" venivano a mare e sotto gli ombrelloni " lampravanu " ( stendevano ) tovaglie con sopra ogni ben di dio. Da tanto tempo queste usanze così pittoresche sono sparite, il giorno di Ferragosto lo si trascorre negli agriturismi e nei ristoranti. Io anche quest'anno me ne andrò a mare che, crisi o no, rimane il luogo più gettonato.
Per questa ricetta, ma anche per tante altre, usiamo " i pipi riggitani " una varietà di peperoni tondi e carnosi molto saporiti.
Ingredienti
Soprattutto per le ricette tradizionali non vi posso dare le grammature, vado ad occhio e nel ripieno abbondo sempre, così poi riciclo; per il sapidità tutto è demandato al vostro gusto.
pipi riggitani
salsiccia
passata di pomodoro
riso lessato
pecorino calabrese grattugiato
fior di latte
uova
sale q.b.
olio di girasole
Preparazione
Lavate ed asciugate per bene i " pipi ", togliate la calotta e i semi con tutti i filamenti; salateli e metteteli a sgocciolare.
In una ciotola capiente mescolate il riso con la salsiccia sbriciolata e un pò di sugo, abbondante pecorino, fior di latte a pezzetti e tante uova quante l'impasto ne prende. Fate riposare in frigo per una buona mezz'ora.
Riempite poi i "pipi", spalmate la calotta con del bianco d'uovo sbattuto e friggeteli in abbondante olio caldo. E' consigliabile friggerli con largo anticipo e consumarli tiepidi o anche freddi.
Volendo si possono ricoprire con del sugo semplice ( dopo averli fritti ) e mettere in forno.
Che ve ne pare del mio bouquet? Certamente bello a vedersi, ma.....