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mercoledì 24 luglio 2013

"Surici" fritti



Ieri la pesca  è stata abbastanza fruttuosa, non tanto per la quantità, ma per la qualità del pescato. Infatti mio marito, uscito in mare con un amico, è tornato con un bel pò di "surici". In Calabria li chiamiamo così per via dei quattro dentini, simili a quelli del topo, che mordono che è un piacere. Altrove vengono chiamati  pesci pettine o pesci rasoio per la forma piuttosto schiacciata, quasi piatta del corpo. Aldilà del nome sono dei pesci particolarmente ricercati dai pescatori professionisti e non,  sia per la carne bianca e gustosa che per il  costo che è abbastanza elevato, infatti un kg oscilla tra i 20/25 euro. Sono una rarità, ma in questo periodo ne stanno pescando in abbondanza. Il modo migliore per gustarli è la frittura.
Ingredienti
surici, farina di grano duro, olio di arachidi, sale, 1 limone
Preparazione
Pulite i pesci e sciacquateli con cura sotto l'acqua corrente; poi asciugateli con carta da cucina. Passateli nella farina, eliminate quella in eccesso e friggeteli in abbondante olio caldo. Quando saranno dorati, sgocciolateli e cospargeteli di sale. Serviteli accompagnati con spicchi di limone.

                                                                                            

  Hanno dei colori stupendi: le femmine sono rosa e i maschi verdi.  Gli esemplari più grandi li chiamano "caddarari"( nessuno sa perchè ; con questo termine una volta veniva indicata la persona che aggiustava le pentole "coddare" di rame ).                                                                                                                                                                                           
Come contorno ho servito un'insalata di rughetta selvatica con spicchi di pomodoro.




Soverato

E' l'alba, si parte.......e si rientra............