domenica 13 giugno 2021

Lingue di suocera senza lievitazione



Un brutto nome per questo prodotto da forno originario del Piemonte. Si tratta di sfoglie lunghe,  sottili  e molto scrocchiarelle (ricordano proprio una lingua che non sarà necessariamente quella della suocera). La loro preparazione è molto veloce e semplice. Potete aromatizzarle secondo i vostri gusti o le disponibilità della dispensa. Rispetto alla ricetta tradizionale non ho messo il lievito, ho usato un mix di farine e ho aromatizzato le lingue con il peperoncino e l'origano calabresi.

Ingredienti

150 gr di semola rimacinata e 150 di farina 0 (oppure 300 gr di farina 0 oppure 00)

150 ml circa di acqua

80 ml di olio evo

un cucchiaino di sale

peperoncino piccante in semi q.b.

origano calabrese q.b.

Per spennellare olio evo e sale rosa

Preparazione

In una ciotola mescolate le farine con il sale, aggiungete il peperoncino  e l'origano  e di seguito l'olio e l'acqua poco alla volta. Impastate bene fino ad ottenere un panetto compatto che farete riposare coperto per 10/15 minuti. Trascorso il tempo riprendete il panetto e ricavate delle palline. Stendetele con il mattarello dando ad ognuna una forma allungata e molto sottile. Adagiate le lingue su una teglia ricoperta con carta forno, spennellatele con olio evo e polverizzatele con sale grosso ( io ho usato del sale rosa). Infornate nel forno già caldo a 200° per 20 minuti circa. Il tempo di farle intiepidire e sono pronte da gustare.









giovedì 10 giugno 2021

Vrascioli 'e carni calabresi

 


vrascioli  sono un piatto tipico della cucina calabrese, il nostro comfort food. Sulla tavola della domenica e di tutti i giorni di festa non mancano vassoi stracolmi di vrascioli,  un pò per abitudine ma soprattutto per la loro bontà. Nessuna generazione salta questo rito e non soltanto sul territorio calabrese bensì in tutto il mondo grazie ai tanti emigranti che non dimenticano le loro radici.

Ma cosa sono i vrascioli? Non sono braciole innanzitutto ma polpette di carne tritata mista di maiale e di vitello con una forma allungata che vengono fritte possibilmente in olio evo. Se invece sono rotonde le chiamiamo polpette e le tuffiamo nel sugo. Il termine vrasciolo sembra derivi dal fatto che nei tempi antichi venivano fritti in una fressura (padella di ferro) posta sui carboni accesi do vrasceri (un contenitore circolare con due manici che conteneva le braci e serviva per riscaldare gli ambienti.

Oggi vi parlerò dei vrascioli di carne, navigando nel blog troverete le ricette di quelle con le melanzane, con il riso, con le patate e tante altre varianti. Ricordate che queste bontà ubbidiscono alla regola del q.b. come tanti altri piatti della tradizione: la quantità di pecorino è personale mentre la quantità di pane dipende dal tipo che usiamo e dalla grandezza delle uova.

Ingredienti

250 gr di macinato di maiale

250 gr di macinato di vitello

pane casareccio raffermo

pecorino q.b.

2 uova

aglio, prezzemolo e sale q.b.

olio per friggere

Preparazione

In una ciotola mettete la carne macinata, la mollica del pane precedentemente ammorbidita nell'acqua e strizzata, le uova, il pecorino, il prezzemolo e l'aglio tritati e il sale. Impastate fino ad avere un composto omogeneo. Con le mani unte d'olio prendete un pò d'impasto alla volta e formate i vrascioli cercando di appiattirli leggermente. Friggeteli in olio ben caldo rigirandoli per bene da tutti i lati. A fine cottura debbono risultare croccanti fuori e morbidi dentro. Adagiateli su carta assorbente per togliere l'unto in eccesso e serviteli ben caldi.







mercoledì 2 giugno 2021

'Nzalata 'e stoccu alla calabrese

 


L'Italia nel Piatto, 2 Giugno: Cuciniamo il pesce.

"Vi è un paese di Calabria, in provincia di Reggio, che nel cor mi sta: Mammola. E non tanto perché mi dicono essere situato tra uliveti e frutteti, quanto per l'insolita vocazione della sua acqua. Acqua? Si, acqua. Sembra non esservi nell'orbe terracqueo tutto, acqua così vocata per la maturazione dello stoccafisso. Così che dei paesi del nord Europa, e di Norvegia soprattutto, i gastronomi percorrono le lunghe vie, quasi un pellegrinaggio, per giungere alle sue fonti e per cuocervi lo stocco". (Luigi Veronelli - Enologo. Class 10/99)

Questo incipit per parlare dello stocco di Mammola che è un vero e proprio simbolo di orgoglio del borgo aspromontano. Si tratta di un prodotto davvero identitario del luogo, dove viene non solo prodotto ma anche cucinato e nelle case e nei tanti ristoranti. Per questo motivo l'Amministrazione comunale ha riconosciuto al prodotto la De. Co, mentre il Ministero per le Politiche Agricole lo ha inserito tra i prodotti tipici Agro-alimentari tradizionali. Importato dalla Norvegia, il merluzzo essiccato viene lavorato nelle aziende con l'acqua del torrente Limina, ritenuta il vero segreto della sua bontà. Il risultato è un prodotto gustoso ad alto contenuto energetico, digeribile e adatto a qualsiasi dieta, povero di grassi e ricco di proteine, vitamine e sali minerali. Lo stocco viene preparato al pomodoro oppure in bianco, in insalata, fritto, in umido, alla ghiotta, arrostito, ma per rispetto della tradizione è d'obbligo preparare lo stocco con la stroncatura.

Lo stocco si trova pure a Cittanova, una cittadina distante pochi chilometri da Mammola. Qui lo stocco viene ammollata nelle acque che provengono dall'altopiano dello Zomaro. Le caratteristiche delle due acque sono quasi simili, però anche se strano il gusto è diverso.

Per l'appuntamento di questo mese vi posto la ricetta della mia insalata di stocco, semplice da preparare, appetitosa e perfetta da gustare in questo periodo. Le quantità degli ingredienti dipendono dal numero dei commensali e anche dalla...fame.

Ingredienti

stocco già ammollato di Mammola

patate lesse

pomodori secchi

cipolla di Tropea

pomodori freschi

olive nere infornate

sale, origano e peperoncino piccante q.b.

olio evo e aceto q.b.

prezzemolo

Preparazione

Fate bollire lo stocco per almeno cinque minuti e una volta freddo sfogliatelo ed eliminate le eventuali lische e la pelle.

Lavate e tagliate a pezzetti i pomodori freschi.

Tagliate le patate a cubetti, la cipolla ad anelli e a strisce i pomodori secchi. Togliete il nocciolo alle olive.

In una ciotola versate lo stocco, le patate, i pomodori, la cipolla e le olive. Salate, pepate, cospargete di origano e poi condite l'insalata con abbondante olio evo e aceto. Mescolate delicatamente e poi copritela con la pellicola e tenetela in frigo per un paio d'ore. Prima di servirla portate l'insalata a temperatura ambiente e guarnitela con del prezzemolo.




Adesso andiamo a curiosare nelle altre cucine d'Italia

Valle d’Aosta: Il pesce nelle ricette valdostane e la zuppa saporita https://www.delizieeconfidenze.com/2021/06/il-pesce-nelle-ricette-valdostane-e-la-zuppa-saporita.html
Trentino-Alto Adige: “El Sisam” - pesce aromatizzato
https://profumiecolori.blogspot.com/2021/06/el-sisam-pesce-aromatizzato.html
Molise: Fusilli con ragù di pescatrice ripiena https://tartetatina.it/2021/06/02/fusilli-con-ragu…scatrice-ripiena/


 


domenica 23 maggio 2021

Biscotti salati con olive e peperoncino



Per un aperitivo diverso dal solito vi consiglio di preparare questi fragranti e friabili biscotti salati ( la ricetta base l'ho trovata sul web). Veloci e facili da realizzare hanno bisogno di pochi ingredienti: io ho usato olive nere insieme a peperoncino piccante, origano e pecorino, voi potete usare gli ingredienti che più vi piacciono o ciò che c'è in dispensa. Il risultato sarà sempre uno stuzzichino delizioso da sgranocchiare in ogni momento della giornata o in occasione di un buffet.

Ingredienti

200 gr di farina 00

100 gr di semola rimacinata

1/2 bustina di lievito istantaneo per torte salate

50 gr di pecorino calabrese

100 gr di olive nere 

peperoncino piccante q.b.

origano q.b.

sale q.b.

2 uova

50 ml di olio evo

latte se necessario

Preparazione

Tagliate le olive a pezzetti dopo averle denocciolate. In una ciotola versate le farine, il lievito, il pecorino grattugiato, l'olio, l'origano, il peperoncino, il sale, le olive e le uova sbattute. Impastate con le mani formando un panetto compatto, se necessario aggiungete un pò di latte. Dall'impasto ricavate dei filoncini, adagiateli nella teglia rivestita con carta forno e spennellateli con l'olio evo. Infornateli a 180° per 25 minuti circa. Appena pronti e intiepiditi tagliateli a fette come i classici cantucci e fateli tostare per 10 minuti a 170°.




 Gustateli quando saranno freddi. Nella scatola di latta (se ne avanzano) si mantengono croccanti per più giorni.





martedì 18 maggio 2021

Gnocchi di ricotta



Gli gnocchi di ricotta, un piatto gustoso e sfizioso, rappresentano l'alternativa più golosa ai classici gnocchi di patate. Si realizzano in poco tempo e con pochi ingredienti e il risultato è un primo piatto delicato che potete condire come più vi piace. Io ho preferito un sughetto leggermente piccante grazie alla nduja di Spilinga.

Ingredienti

* Per gli gnocchi

250 gr di ricotta di pecora

150 gr circa di farina 00

50 gr di parmigiano grattugiato

1 uovo

sale q.b.

* Per il sugo

50 gr di salsiccia calabrese stagionata

un cucchiaio di nduja

1/2 di polpa di pomodoro

1 cipollotto fresco

olio evo

sale q.b.

Preparazione

In una pentola di coccio versate dell'olio evo e fatevi rosolare il cipollotto tritato finemente. Aggiungete la nduja e fatela sciogliere. Versate  poi la polpa del pomodoro e fate cuocere a tegame coperto per 10/15 minuti. Trascorso questo tempo versate la salsiccia tagliata a pezzettini, regolate di sale e fate cuocere fintanto che l'olio non salirà in superficie.


Adesso occupatevi degli gnocchi. Fate sgocciolare bene la ricotta, quindi versatela in una ciotola e mescolatela con il formaggio e la farina che aggiungerete poco alla volta. Mettete l'uovo, un pizzico di sale e lavorate fino ad avere un panetto morbido ma non appiccicoso. Formate dei cordoncini e tagliateli a tocchetti più o meno dello stesso spessore. Volendo potete passare gli gnocchi sull'apposito attrezzo oppure lasciateli lisci come ho fatto io. 


Cuoceteli in abbondante acqua salata e scolateli appena vengono a galla. Condite infine gli gnocchetti di ricotta con il sugo e date una spolverata di formaggio. 






venerdì 14 maggio 2021

Scotch Eggs, le uova sode che si credono polpette


Se cercate uno spuntino che possa conquistare in un morso, ma soprattutto con la vista, i vostri ospiti le Scotch Eggs fanno di sicuro per voi. Arrivano direttamente dalla Scozia queste sfiziose polpette ripiene di uova, per la cui preparazione, risalente ai primi del Settecento, si narra che gli inglesi si siano ispirati alle polpette Narcissus di origine indiana, a base di carne e uova. La ricetta originale prevede la carne di salsiccia di maiale insaporita con salsa Worcester e le uova con il tuorlo ancora morbido. Io ho preferito una versione più leggera, con carne di maiale tritata 2 volte. Potete servite le Scotch Eggs pure come secondo piatto accompagnate da un'insalata verde o di pomodori.

Ingredienti

5 uova sode

* Per le polpette

300 gr di carne tritata di maiale

pane raffermo q.b.

prezzemolo

1 cucchiaio di pecorino grattugiato

1 cucchiaio di parmigiano grattugiato

1 uovo

sale q.b.

* Per la panatura

2 uova

farina q.b.

pangrattato q.b.

* Per la frittura

olio di semi di girasole

Preparazione

Per prima cosa mettete il pane in ammollo nell'acqua.

In una ciotola versate la carne trita, l'uovo intero, il mix di formaggi, il prezzemolo tritato finemente, un pizzico di sale e il pane ben strizzato. Mescolate con le mani fino ad ottenere un impasto omogeneo. Prelevate poco impasto alla volta, disponetelo sul palmo della mano e dopo averlo schiacciato bene disponete al centro un uovo sodo. Avvolgetelo dandogli la forma di una polpetta leggermente allungata. Fate questo procedimento per ogni uovo.


 Passate ora le polpette prima nella farina, poi nelle uova sbattute e infine nel pangrattato.


 Friggete le Scotch Eggs in olio bollente ma a fuoco lento, scolatele su carta da cucina per evitare l'unto e servitele su un letto di insalata verde.







lunedì 10 maggio 2021

Spaghetti con il pesto di finocchietto



 Quando scopro come bastino pochi ingredienti per ottenere un piatto molto profumato e invitante mi sorprendo sempre e mi emoziono. E questo piatto fresco e molto molto semplice ne è la dimostrazione. Un buon olio d'oliva, del finocchietto selvatico appena raccolto, delle mandorle, del parmigiano e gusterete un saporito piatto dai tipici sapori mediterranei. Come per il classico pesto ligure potete sostituire le mandorle con i pinoli e aggiungere anche un cucchiaino di pecorino (io l'ho fatto). Una salsa ottima che se lasciata più grossolana può servire anche per farcire dei crostini o come accompagnamento del pesce.

Ingredienti

spaghetti

Per il pesto

un mazzetto di finocchio selvatico

mandorle pelate

olio evo

uno spicchio d'aglio

pecorino grattugiato q.b.

parmigiano grattugiato q.b.

sale q.b.

pangrattato



Preparazione

Pulite il finocchietto (usate le cimette più giovani e tenere), lavatelo e sbollentatelo in acqua salata per 10 minuti. Scolatelo e tagliuzzatelo. Preparate il pesto mettendo nella ciotola di un robot il finocchietto, l'aglio, le mandorle leggermente tostate e mixate il tutto aggiungendo a filo l'olio evo. Alla fine incorporate il parmigiano e un pò  di pecorino se vi piace. Regolate di sale.



Cuocete gli spaghetti al dente, scolateli  e mantecateli con il pesto. Se dovesse essere necessario aggiungete dell'acqua di cottura della pasta. Impiattate e spolverate con un mix di pangrattato e parmigiano oppure con la mollica tostata.







giovedì 6 maggio 2021

Ciambella briosciosa con confettura di ciliegie




Questa ciambella di pan brioche, la cui ricetta l'ho trovata tempo fa su una rivista di cucina, è così soffice che più soffice non si può. E' un dolce facile da preparare arricchito con una squisita confettura homemade di ciliegie che mi è stata donata da Rosa, un'amica virtuale che conosco da diversi anni, del blog La cucina di Rosa. Ottimo per iniziare con il piede giusto la giornata, si può trasformare anche in una sostanziosa merenda per i più piccoli....e non solo. Conservatelo in un contenitore a campana e si manterrà soffice e fragrante per più giorni, sempre se....non sparisce prima.

Ingredienti

300 gr di farina manitoba

200 gr di farina 00

100 gr di zucchero

1 uovo

250 ml di latte

100 ml di olio di semi

15 gr di lievito di birra fresco

buccia di 1/2 limone

un pizzico di sale

confettura di ciliegie q.b.

* Per spennellare

1 uovo

zucchero semolato

zucchero a velo

Preparazione

Io ho usato la planetaria, ma si possono usare benissimo le mani.

Sciogliete il lievito nel latte tiepido.

Nella ciotola della planetaria versate le farine setacciate, lo zucchero, l'olio, la buccia grattugiata del limone  e l'uovo leggermente sbattuto. Azionate la macchina e iniziate a mescolare aggiungendo a filo il latte con il lievito sciolto. Infine aggiungete il sale. Impastate bene per 10/15 minuti, poi spegnete la planetaria. Versate l'impasto sulla spianatoia infarinata, formate un panetto liscio e omogeneo e fatelo lievitare in una ciotola oliata e coperta con la pellicola fino al raddoppio. Trascorso questo periodo aiutandovi con le mani stendete il panetto in un rettangolo, farcitelo con la confettura e arrotolatelo su se stesso.


 Adesso attorcigliatelo, chiudetelo a ciambella, adagiatelo in uno stampo foderato con carta forno e fatelo lievitare per circa un'ora.


 Infine dopo aver spennellato la ciambella con l'uovo battuto e cosparsa con un pò di zucchero semolato infornatela nel forno preriscaldato a 180° per 25 minuti. Una volta cotta lasciatela intiepidire e se vi piace, spolverizzatela con zucchero a velo.









domenica 2 maggio 2021

"Cuzzupi cu l'ananzu", il prezioso anice nero della Sila

 


L'Italia nel Piatto, 2 Maggio: Erbe spontanee e piante aromatiche

Ho pensato di farvi conoscere, in questo appuntamento, una delle tante eccellenze calabresi: l'anice nero, una pianta aromatica che rischia di scomparire insieme a quegli anziani  che la sanno riconoscere e valorizzare.

La Sila nei suoi boschi e nelle sue radure è ricca di essenze aromatiche dal profumo inebriante e dalla molteplici proprietà curative. Sulle sue soleggiate pendici fino ad un'altezza di 1000 metri cresce una pianta spontanea di anice, piuttosto rara. Si tratta dell'anice nero chiamato anche aranzu o ananzu, dal greco anison,  i cui acheni neri sono piccolissimi, non più di 1/2 millimetri. Il sapore è intenso e più accentuato dell'anice comune e ha un retrogusto dolciastro con note di liquirizia e vaniglia. E' una pianta molto difficile da riconoscere e solo pochi raccoglitori esperti riescono a localizzarla e individuarla. Ciò rende l'anice nero un prodotto di nicchia, raro e costoso, un chilogrammo arriva a costare anche 200 euro. Un tempo, quando in ogni famiglia era una regola preparare i biscotti in casa, l'unità di misura era il ditale da sarta, sia per la difficile reperibilità che per il fatto che ne basta una piccolissima quantità  per assicurare l'aromaticità. L'ananzu è utilizzato nella produzione di dolci, biscotti e dei taralli all'anice, i caratteristici biscotti a forma di anello da mangiare inzuppati nel latte o per accompagnare un bicchiere di vino. Promosso e tutelato dalla Fondazione Slow Food che lo ha inserito nella sua Arca del Gusto per tenere viva la tradizione legata alla sua raccolta e al suo utilizzo nell'enogastronomia locale, l'ananzu viene anche utilizzato come materia prima per produrre un prelibato liquore inserito nei PAT della Calabria. Nel crotonese sopravvive un'antica tradizione: per la "Coena Domini" del giovedì santo è consuetudine preparare con questi preziosi semini, una treccia di pane, il Mucceddratu, che ricorda nella forma la corona di spine di Cristo (notizie tratte dal web).

Io sono riuscita a trovare l'ananzu in  uno di quei piccoli mercati locali e lo uso con parsimonia. Ho già preparato gli anicini (qui) e i taralli (qui), oggi vi posto la ricette delle classiche cuzzupe calabresi che da noi in Calabria si fanno soprattutto nel periodo pasquale.

Ingredienti

* Per il lievitino

100 gr di farina 00

10 gr di lievito di birra fresco

acqua q.b.

Per l'impasto

500 gr di farina 00

3 uova

100 ml di latte 

50 ml di sugna

150 gr di zucchero

semi di anice nero q.b.

1 uovo per spennellare

Preparazione

Preparate il lievitino con il lievito di birra sciolto in acqua tiepida e la farina. Formate un panetto e fatelo lievitare. Una volta lievitato versatelo  in una ciotola con tutti gli altri ingredienti e impastate fino ad ottenere un impasto morbido e liscio. Creare tante ciambelle ( ma anche altre forme a piacere), disponetele su una spianatoia infarinata, copritele con un canovaccio e fatele lievitare in un luogo caldo.  


Una volta lievitate adagiatele sulle teglie rivestite con carta forno, spennellatele con l'uovo sbattuto e poi infornatele a 180° per 25 minuti circa. 






E adesso in giro per le altre cucine d'Italia

Valle d’Aosta: Erbe e piante aromatiche e il Pancotto alla salvia https://www.delizieeconfidenze.com/2021/05/erbe-e-piante-aromatiche-e-il-pancotto-alla-salvia.html
Friuli-Venezia Giulia:
Sardegna: Filetto di maiale su seada al pecorino con susine caramellate al mirto e miele di macchia mediterranea https://dolcitentazionidautore.blogspot.com/2021/05/filetto-di-maiale-al-mirto-su-seada-al.html



giovedì 29 aprile 2021

I cruffin

 





Nei cruffin
, dolcetti della tradizione anglosassone veramente irresistibili, si incontrano due consistenze diverse: la croccantezza esterna dei croissant e la morbidezza interna dei muffin. Si ha così la possibilità di assaporare in un solo dolce due sapori unici che insieme danno il meglio di loro stessi.  

Io vi propongo la versione base, dolce e profumata, che potrete gustare al naturale con il latte o il caffè, ma può essere arricchita con la marmellata o una crema. Se amate i lievitati non vi resta altro che mettere le mani in pasta.

Ingredienti

Per l'impasto

200 gr di farina 00

200 gr di farina manitoba

60 gr di zucchero

60 gr di burro morbido

60 ml di acqua

120 ml di latte

1 uovo

10 gr di lievito di birra fresco

1 cucchiaino di estratto di vaniglia, io buccia grattugiata di limone

1/2 cucchiaino di sale

Per la sfogliatura

100 gr di burro morbido

Per spolverizzare

zucchero a velo

Preparazione

Sciogliete il lievito di birra nell'acqua. In una ciotola versate le farine, aggiungete lo zucchero e l'acqua in cui avete sciolto il lievito. Aggiungete il latte intiepidito, l'uovo e la buccia grattugiata del limone. Iniziate a lavorare gli ingredienti con la planetaria, come ho fatto io, oppure a mano. Quando l'impasto è abbastanza compatto unite il burro a pezzetti, facendolo incorporare poco alla volta e infine il sale. Ottenuto un impasto morbido e liscio trasferitelo in una ciotola capiente, coprite con la pellicola e lasciate lievitare fino al raddoppio. Trascorso il tempo trasferitelo su una spianatoia e dividetelo in 6 parti. Stendetene ognuna  in una sfoglia rettangolare sottilissima ( sarebbe meglio stenderla con nonna papera), spalmatela con il burro morbido, cospargetela con zucchero  (qualcuna l'ho farcita con marmellata) e arrotolatela su se stessa, partendo dal lato più corto. 


Sistemate i 6 rotoli ottenuti su una teglia e metteteli in frigo per 25/30 minuti. In seguito tagliate ogni rotolo nel senso della lunghezza e con ognuna formate delle chiocciole ( il lato sfogliato va all'esterno) che andrete a sistemare nei pirottini e poi nello stampo per muffin. Fatelie lievitare per un'ora circa. 


 Infornate i cruffin nel forno preriscaldato a 180° per 25 minuti circa.  Una volta pronti e sfornati spolverizzateli con zucchero a velo.







mercoledì 28 aprile 2021

Biscotti del buongiorno

 




Un profumo inconfondibile che mi riporta indietro alla mia infanzia.

I biscotti secchi sono perfetti per una prima colazione sana e leggera. Sono velocissimi da fare, con o senza formina. Oltre che come biscotti da inzuppo potete usarli come base per la zuppa inglese oppure per il salame di cioccolato.

Ingredienti

500 gr di farina 00

250 gr di zucchero

2 uova

50 ml di olio

100 ml di latte

1 bustina di lievito per dolci

Preparazione

Versate in una ciotola prima gli ingredienti secchi e poi il resto. Iniziate ad impastare fino ad avere un panetto ben amalgamato. Avvolgetelo nella pellicola trasparente e fatelo riposare in frigo per un'ora circa. Trascorso tale tempo riprendete il panetto e stendetelo con il matterello su una spianatoia infarinata. Con una rotella dentata o una formina ricavate tanti rettangoli  e adagiateli su una teglia rivestita con carta forno. 


Spennellateli con il latte e spolverateli con lo zucchero e infine infornateli a 180° per 15/20 minuti, fino a leggera doratura. Una volta pronti sfornate i biscotti e quando sono freddi conservateli in una scatola di latta per preservarne la freschezza e la fragranza.




lunedì 19 aprile 2021

Frosa calabrese

  


La tavola dei calabresi, come già riportato in altri post, è ricca e varia e fra i tanti piatti non possiamo dimenticare la frosa, un'antica frittata che i nostri antenati erano soliti preparare per la scampagnata di Pasquetta. E se anche il Covid ha stravolto le nostre abitudini, nulla ci vieta di preparare questo gustosissimo piatto per condividerlo con i nostri cari. Il nome dialettale è frose e ancora oggi portano questo nome perchè hanno la forma di una frittata, ma la consistenza di una frittella. Il loro sapore è unico, grazie alle salsicce homemade, ai ciccioli di maiale e agli asparagi selvatici che sono proprio di stagione. Una pietanza molto, molto sostanziosa.

Ingredienti
4 uova
50 gr di caciocavallo grattugiato
100 gr di farina 00
100 gr di salsiccia calabrese
100 gr di asparagi selvatici già sbollentati
ciccioli di maiale q.b. 
una tazzina di acqua
prezzemolo tritato
sale q.b.
olio evo per friggere

Preparazione
Sbattete le uova con il caciocavallo, unite l'acqua, la farina e di seguito tutti gli altri ingredienti.


 Amalgamate bene il tutto e versate l'impasto in una padella dove avrete messo l'olio a scaldare. 
Fate cuocere entrambi i lati finchè la frosa non sarà dorata. Appena pronta adagiatela su carta assorbente da cucina e servitela tiepida. Vi assicuro però che anche fredda è buonissima...sempre se ne avanza!