lunedì 17 giugno 2019

Crostata arrotolata



Adoro le crostate e mi piace variare sia l'impasto della frolla che la farcia. Oggi vi presento un rotolo preparato arrotolando la frolla,  un dolce semplice da realizzare e buonissimo. 
Vi assicuro che questi biscottoni farciti creano dipendenza, non si può smettere di addentarne uno dopo l'altro.
Ingredienti
250 gr di farina 00
80 gr di zucchero
100 gr di burro 
1 uovo e 1 tuorlo
1 cucchiaino di lievito per dolci
marmellata di ciliegie
latte per spennellare
Preparazione
Preparate la classica pasta frolla e dopo averla fatta riposare in frigo per una mezzoretta circa stendetela in un rettangolo su un foglio di carta forno leggermente infarinato. Spalmatevi la marmellata e arrotolate la pasta frolla aiutandovi con la carta forno sigillando bene le estremità. Spennellate il rotolo con il latte ed infornate a 180° per 20/25 minuti, la superficie diventerà dorata e si formeranno le classiche crepe. 



Al termine sfornatelo, cospargetelo con zucchero a velo e fatelo raffreddare prima di tagliarlo a fette.





venerdì 14 giugno 2019

Parmiggiana 'ntra tiana






Parmiggiana con due G, perchè nel mio dialetto tante parole raddoppiano per far capire meglio il significato. E la nostra parmiggiana raddoppia per odori e sapori perchè 'u conzu è sempre super abbondante.
Io amo parlare in dialetto perchè con poche lettere riesco a sintetizzare una sensazione, uno stato d'animo o un ricordo, li definisco meglio e anzi li personalizzo. Il dialetto è parte della mia infanzia, del mio vissuto, è una ricchezza insostituibile da tutelare.
E la nonna dopo aver messo una bella fetta di parmiggiana nel piatto era solita dire: "E mo si ca ti sciali", facendone pregustare anzitempo la bontà.
Da un pò ho preso l'abitudine di fare la parmiggiana sul fuoco dentro una tiana di coccio. Lo faccio per evitare di accendere il forno, specialmente in estate, e poi perchè nella tiana il calore si mantiene a lungo  e così bastano unicamente 15 minuti di cottura. E poi a pensarci bene un tempo non c'era il forno elettrico, tutto si cuoceva sulla cucina economica o nel forno a legna. 
Ma adesso andiamo alla ricetta.
Ingredienti
1 kg di melanzane
500 ml di salsa
200 gr di provola fresca
100 gr di salsiccia piccante fresca
50 gr di parmigiano grattugiato
50 gr di pecorino grattugiato
1 spicchio d'aglio
1 peperoncino piccante
basilico
olio evo
olio per friggere
sale q.b.
Preparazione
Lavate le melanzane, togliete il picciuolo e tagliatele a fette dal lato più lungo senza sbucciarle. Mettetele in uno scolapasta, cospargetele di sale e lasciatele per una mezzora in modo che perdano il liquido di vegetazione. Quindi strizzatele, asciugatele e friggetele in olio bollente.
In una padella fate rosolare lo spicchio d'aglio e il peperoncino nell'olio evo, versate la salsa e salate. Fate cuocere a fuoco lento e alla fine aggiungete le foglie di basilico. 
Fate sbollentare la salsiccia e poi sbriciolatela.
Prendete adesso una tiana ( va bene anche una padella), versate un pò di sugo di pomodoro e sopra uno strato di melanzane. Coprite con il sugo, cospargete con il mix di formaggi, la provola e la salsiccia sbriciolata. Continuate con la preparazione alternando gli ingredienti a strati fino ad esaurimento. Terminate con il pomodoro, spolverate con il mix di formaggi e guarnite con il basilico. 



Mettete un coperchio e cuocete a fuoco basso per 15/20 minuti. Spegnete e fate intiepidire. Più la parmiggiana riposa più è buona.


mercoledì 5 giugno 2019

Cipolle di Tropea con melanzane


Cipolle ripiene con melanzane. Un antipasto ma anche un salvacena sfizioso ed economico perchè  per portare a tavola pietanze gustose a volta basta poco.
L'idea di base è molto semplice: occorre tagliare a metà le cipolle, svuotarle e utilizzarle come contenitore per gli ingredienti che vi piacciono di più. Io stavolta ho optato per le melanzane, un ortaggio di stagione.
Le cipolle sono logicamente quelle di Tropea, dall'inconfondibile sapore dolce e dalle numerose proprietà benefiche.
Ingredienti
2 grosse cipolle di Tropea
1 melanzana piccola
foglie di basilico e menta
un pizzico di origano
1 cucchiaio di pane raffermo
1 cucchiaio di parmigiano
1/2 cucchiaio di pecorino
origano
1 spicchio d'aglio
sale q.b.
olio evo
Preparazione
Pulite le cipolle e lessatele per 10 minuti in acqua bollente salata. Trascorso il tempo scolatele, tagliatele a metà ed estraete i cuori lasciando soltanto i due strati esterni.
In una padella fate rosolare lo spicchio d'aglio in un filo d'olio evo e aggiungete la melanzana tagliata a dadini. Salate e fate cuocere a fiamma bassa e con il coperchio. A cottura ultimata e a fuoco spento versate il pane precedentemente ammollato e strizzato, il parmigiano, il pecorino,un pizzico di origano, i cuori delle cipolle e le foglie di basilico e menta triturati. Mescolate e regolate di sale. 
Farcite le cipolle con il composto di melanzane e adagiatele in una tortiera unta d'olio evo. Irrorate anche le cipolle con un filo d'olio e infornate a 180° per 15/20 minuti.



Potete gustare le cipolle ripiene sia calde che fredde.




domenica 2 giugno 2019

Nepitelle



L'Italia nel piatto, 2 Giugno: La ricetta storica

Le Nepitelle, uno dei dolci tipici calabresi più conosciuti e amati.
Sono dei dolcetti a forma di mezza luna tipici del catanzarese e del crotonese,  farcite con un goloso ripieno di noci, mandorle, uva passa, fichi secchi, cannella, cacao, cioccolato fondente, miele, vino cotto o mostarda di uva. Una vera leccornia che ci viene regalata dalla nostra tradizione.
Inserite nell'elenco dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali - PAT - un tempo venivano preparati per festeggiare la Pasqua e il Natale, oggi si trovano durante tutto l'anno nei negozi di prodotti tipici locali.
Delle nepitelle se ne parla da tanto tempo, sono infatti menzionati nella "Raccolta del dialetto catanzarese" del Corapi e nel "Vocabolario calabro-italiano" del Contronei del 1895. La loro origine  è però  araba, mentre il nome deriva dal latino nepitedum che significa palpebra dell'occhio. Infatti ricordano nella forma una palpebra chiusa. Il loro nome comunque varia da zona a zona, sono chiamate infatti pitte cu niepita ( per il liquore ottenuto dalla Niepita, una pianta simile alla menta, ma con foglie più carnose e pelose ),nepite, nepitejie e anche crestine dolci.
La ricetta subisce modifiche in base al territorio e in seno alle famiglie, perciò dire qual è l'originale è difficile. Certamente era la sugna ad essere usata un tempo come pure il vino cotto e il miele. Io preparo le nepitelle con la mostarda di uva fragola ed ometto il miele per non avere una farcia troppo dolce. Uso il maraschino e moderatamente per non sovrastare gli altri sapori.
Ingredienti
500 gr di farina 00
150 gr di sugna
150 gr di zucchero
3 uova
1 bustina di lievito
Per il ripieno
150 gr di uvetta
150 gr di fichi secchi
200 gr di mandorle
200 gr di noci
1 cucchiaino di cannella e noce moscata
mostarda d'uva fragola q.b.
180 ml di vino cotto (io no)
150 ml di miele (io no)
200 gr di cioccolato fondente
50 gr di cacao
limone grattugiato
1 tazzina di liquore di niepita, altrimenti maraschino o strega
latte per spennellare
Preparazione
Il giorno precedente preparate il ripieno.
Fate ammorbidire l'uvetta e i fichi in una ciotola con acqua tiepida. Tostate leggermente le mandorle e tritatele insieme alle noci e ai fichi. Versate la frutta secca in una ciotola, aggiungete le spezie, il cioccolato grattugiato finemente, il cacao, la buccia grattugiata del limone, la tazzina di liquore - io maraschino - e amalgamate il tutto con la mostarda di uva fragola. Fate riposare.


Preparate la pasta. In  una ciotola mettete la farina, al centro versate lo zucchero, il lievito, la sugna sciolta precedentemente e le uova leggermente sbattute. Impastate con cura fino ad avere un impasto liscio e compatto che farete riposare per 30 minuti circa.


Successivamente stendete l'impasto in una sfoglia non molto sottile e con l'aiuto di un coppapasta ricavate dei dischi, almeno di 10 cm. Al centro disponete il ripieno e poi ripiegate il disco per ottenere una mezza luna. Pigiate bene il bordo con i rebbi della forchetta. Spennellate le nepitelle con il latte ed infornatele a 170° nel forno preriscaldato.


Sfornatele una volta che avranno preso un colore dorato. Se vi piace potete spolverizzarle con zucchero a velo.
Le nepitelle si conservano a lungo.






E adesso andiamo a scoprire cosa hanno preparato le altre regioni

Valle d'Aosta: Nodle unt rifla, la pasta diGressoney
Piemonte: Pollo alla Marengo
Liguria: Torta di porri del genovesato
Lombardia: Costolette di asparagi
Trentino Alto Adige: Basini de Trent
Friuli Venizia Gulia: La zonclada
Emilia Romagna: Cappellacci di zucca ferraresi
Toscana: Il papero alla melarancia
Marche: Ciambellone della trebbiatura
Umbria: Strascinati di Cascia
Lazio: Saltimbocca alla romana
Abruzzo: Ferratelle
Campania: Sartù di riso
Puglia: Ciceri e tria
Basilicata: La cialledda, acquasale fredda
Sicilia: Caponata di melanzane e pesce
 Sardegna: Cassola de Pische Catalana

L'Italia nel Piatto

venerdì 24 maggio 2019

Vrascioli 'e malangiani a modo mio





La melanzana è l'ortaggio che amo in assoluto. Mi piace in tutte le salse, ma fritta...mi fa venire l'acquolina solo a pensarla. E non mi venite a dire che la frittura fa male! Dei ricercatori spagnoli hanno scoperto che talune verdure, come patate e melanzane, se fritte e non cotte nell'acqua conservano maggiori proprietà nutritive. Quindi "W il fritto"
Da noi in Calabria si usa il termine vrascioli per indicare le bracioline sia di verdura che di carne. Un aperitivo e un contorno talmente gustoso che potrebbe diventare un piatto unico per come spariscono appena fritte. Una tira l'altra.
Oggi vi posto una variante della ricetta classica ( quella della nonna per intenderci): alle melanzane ho aggiunto delle patate, della 'nduja (usatela con prasimonia) e della scamorza. Una bomba di sapori: il palato incontrerà dapprima la croccantezza esterna, poi il sapore della melanzana aromatizzata dalle erbe e dai formaggi ed infine la morbidezza del cuore di scamorza.

Ingredienti
3 melanzane medie
2 patate
un cucchiaino di 'nduja
4/5 foglie di basilico
4/5 foglie di menta
1 spicchio piccolo di aglio
2 fette di pane casareccio del giorno precedente
1 cucchiaio di parmigiano
1 cucchiaio di pecorino calabrese
1 uovo
scamorza 
pane grattugiato
sale q.b.
olio evo


Preparazione
Tritate il pane in un robot insieme alle foglie di basilico, di menta e allo spicchio d'aglio. Una volta pronto versatelo in una ciotola e inumiditelo con qalche cucchiaio di acqua.
Lessate le patate e schiacciatele con la forchetta.
Sbucciate 2 melanzane soltanto e poi tagliatele a cubetti. Tutte e tre. Salatele e friggetele in olio evo.
Versate i cubetti di melanzana nella ciotola del pane insieme alle patate e mescolate con le mani  per sminuzzare gli ingredienti. Aggiungete i formaggi, l'uovo, la 'nduja e aggiustate di sale. Fate riposare l'impasto per una mezzoretta ( si può preparare anche il giorno prima e tenerlo in frigo).
Con l'impasto ottenuto formate delle polpette dalla forma allungata, i vrascioli e al centro mettete un cubetto di scamorza. Passateli nel pane grattugiato e poi friggeteli in olio evo ben caldo rigirandoli a metà cottura. 



Quando i vrascioli avranno preso un colore dorato toglieteli  e metteteli su della carta assorbente per asciugare l'olio in eccesso.
Gustateli caldi.





domenica 19 maggio 2019

Scilatelle calabresi chijni


La domenica non è tale in Calabria se non si prepara 'a pasta chijna.
Stavolta ho preferito farla con le scilatelle, che in Calabria sono anche chiamate maccaruni cu ferru, fileia, strangugliaprieviti, firrazzul, scialatelli, a seconda del luogo di provenienza. Anticamente per arrotolare la pasta si usava il gambo della spiga del saracchio o disa, un arbusto che cresce nei terreni argillosi, successivamente vennero usati ferri da calza o ferretti di qualche ombrello rotto. Io uso uno spiedino di legno. Vi ricordo che il ferretto veniva dato in dote alle spose in quanto una brava moglie doveva saper fare almeno 12 tipi di pasta (?).
Il termine potrebbe derivare da "scialari" che nel dialetto calabrese significa essere felice. Insomma sicuramente gli antichi conoscevano ciò che oggi è spiegato scientificamente: il consumo di pasta aiuta la produzione della serotonina, l'ormone del buonumore.
Come tradizione vuole, questo tipo di pasta, fatto unicamente con farina di grano duro-acqua e sale, viene condita con ricchi sughi a base di pomodoro e carne di capra, di maiale e di vitello, ma anche con il pesce.
A me piace prepararla " chijna" al forno, perchè la pasta fresca assorbe maggiormente il condimento. Una goduria con tutte quelle polpettine, le uova sode, la buonissima soppressata e la scamorza che fila.

Ingredienti
- Per la pasta
300 gr di semola di grano duro
acqua tiepida q.b.
un pizzico di sale 
un filo d'olio evo
- Per il sugo
700 ml di salsa di pomodoro
1 spicchio d'aglio
olio evo
sale q.b.
2 foglie di basilico
- Per le polpettine
200 gr di macinato di vitello
un pugno di mollica di pane
1 uovo
1 cucchiaio di parmigiano grattugiato
1 cucchiaio di pecorino grattugiato
sale q.b.
olio per friggere
- Scamorza, soppressata calabrese, parmigiano grattugiato, uova sode
Preparazione
Preparate le scilatelle: mettete sulla spianatoia la farina, l'olio e il sale e iniziate ad impastare aggiungendo l'acqua poco alla volta. Dovete ottenere un impasto sodo ed elastico. Fatelo riposare coperto per mezz'ora. Formate poi con la pasta tanti bastoncini, avvolgeteli attorno al bastoncino senza premere molto e con il palmo della mano "scilate" andando avanti e indietro sulla spianatoia. Sfilateli delicatamente e metteteli su un vassoio infarinato allineandoli.


Per le polpettine: In una ciotola versate la mollica di pane precedentemente ammollata e strizzata bene, la carne, il mix di formaggi , l'uovo e il sale. Impastate con le mani finchè tutti gli ingredienti non si saranno amalgamati bene. Fate riposare e nel frattempo preparate in sugo.
In una pentola versate l'olio e lo spicchio d'aglio, appena prende colore aggiungete la salsa, il sale e le foglie di basilico. Fate cuocere a fuoco basso per circa trenta minuti e una volta pronto eliminate dal sugo lo spicchio d'aglio.
Adesso con molta pazienza formate le polpettine, grandi  quanto una nocciola e friggetele in abbondante olio caldo.


Lessate le scilatelle in abbondante acqua salata nella quale verserete un filo d'olio, scolatele e versatele in una tegame capiente ( io una tiana ) che possa andare anche in forno. Conditele con una parte del sugo e aggiungete via via il parmigiano, una parte delle polpettine e le uova sode, la scamorza e la soppressata precedentemte tagliuzzate. Amalgamate il tutto.


Sulla superficie distribuite le polpettine rimanenti, qualche mestolo di sugo e una spolverata di parmigiano. Infornate a 200° per 10 minuti circa.


Servite le scilatelle chijne alla calabrese tiepide e ....Buon Appetito. 




giovedì 16 maggio 2019

Torta al latte caldo



Era da tamto tempo che avevo in mente di fare questo dolce, oggi finalmente ci sono riuscita grazie a questo maggio piovoso e freddo che ci costringe a stare tappati in casa. E mentre impastavo mi è tornato in mente un vecchio proverbio: "Se piove il 4 aprilanti piove per giorni quaranti". Quanta verità!
Torniamo però adesso a questa buonissima torta, semplice e gustosa che si prepara in una manciata di minuti. E' realizzata con ingredienti semplici che tutti abbiamo in casa- uova, burro e latte che si aggiunge caldo proprio per ottenere un impasto, che una volta cotto, diventa morbidissimo. Soffice come una nuvola.
Perfetta per la colazione, ottima per una merenda sana e golosa, la Torta al latte caldo può essere anche  farcita ed utilizzata come torta di compleanno. 
Ingredienti
180 gr di farina 00
180 gr di zucchero
3 uova
60 gr di burro
120 ml di latte
1 bustina di lievito per dolci
zucchero a velo q.b.
Preparazione
Rompete le uova in una ciotola capiente e montatele con lo zucchero fino ad avere un composto gonfio e spumoso. In un pentolino fate scaldare il latte con il burro, ma non portatelo a bollore. Aggiungete al composto di uova e zucchero la farina e il lievito setacciati. Molto lentamente versate il latte caldo e amalgamate bene. Imburrate e infarinate una tortiera da 22 cm ed infornate a 180° nel forno già caldo per 30 minuti circa. Fate comunque la prova con lo stecchino. Sfornate la torta, fatela intiepidire e poi cospargetela con lo zucchero a velo.