venerdì 25 maggio 2018

Parigini con marmellata



Questi biscotti appartengono al ricettario delle nonne siciliane e per la precisione ragusane. Si tratta di biscotti per la colazione il cui nome venne associato per la forma al pane di Parigi e per tutti sono  diventati quindi i Parigini. Sono davvero buonissimi e facili da preparare e se non vi piace la marmellata potete aggiungere all'impasto base il cacao o le gocce di cioccolato.

Ingredienti
400 gr di farina 00
120 gr di burro ( la ricetta originale prevede lo strutto)
200 gr di zucchero
1 bustina di lievito per dolci
3 uova ( 2 intere più l'albume del terzo )
marmellata di pesche
zucchero a velo
latte

Preparazione
In una ciotola mescolate la farina, lo zucchero e il lievito. Aggiungete il burro freddo e sbriciolatelo con le mani fino a quando non sarà stato assorbito dalla farina. Aggiungete le uova e impastate velocemente. Ricavate dall'impasto dei filoncini, allargateli con il matterello e dopo aver messo al centro la marmellata richiudeteli. 


Sbattete il tuorlo rimasto con un pò di latte e spalmatelo sui filoncini. Infornate nel forno già caldo a 180° per 20 minuti, si debbono dorare in superficie.




Dopo averli sfornati e fatti raffreddare leggermente tagliate i Parigini a strisce oblique e spolverizzateli con zucchero a velo.




martedì 22 maggio 2018

Spaghetti sarde e fiori di zucchine



Oggi un primo piatto velocissimo al  profumo di mare, preparato con le sarde, il mio pesce azzurro preferito, povero di grassi e amico della salute e delle ...tasche. In genere mi piace gustare il pesce al naturale, senza nessun abbinamento proprio per assaporare il profumo di mare. Ma stavolta mi solo lasciata tentare da un bel bouquet di fiori di zucchina per questo primo piatto, unico e colorato che ha bisogno di pochissimo tempo per essere preparato.

Ingredienti
200 gr di spaghetti
200 gr di sarde fresche
10 fiori di zucchine
1 spicchio d'aglio
prezzemolo
olio evo
sale q.b.
peperoncino

Preparazione
Pulite le sarde, lavatele e dividetele in filetti.
Lavate delicatamente i fiori, togliete il pistillo riduceteli a striscioline e fateli asciugare su carta da cucina.
In una padella versate l'olio evo e fate rosolare brevemente lo spicchio d'aglio e il peperoncino, aggiungete quindi i filetti delle sarde. Salate e fate cuocere per 10 circa. Infine aggiungete i fiori di zucchina, il prezzemolo tritato e proseguite la cottura per altri 5 minuti.
Nel frattempo cuocete gli spaghetti in abbondante acqua salata, scolateli e fateli saltare nella padella con il condimento. Cospargete con del prezzemolo e servite.




giovedì 17 maggio 2018

Crostata di ricotta e mascarpone al gusto di agrumi





La crostata di ricotta è un classico della pasticceria, una golsità da gustare in tutte le occasioni. E' la mia crostata preferita, anzi la nostra perchè piace a tutti, amici e parenti. Amo l'accostamento del guscio friabile della pasta frolla con la cremosità della farcia che stavolta è davvero ricca, oltre la ricotta troviamo infatti il mascarpone, la marmellata di arance e un pò di limoncello homemade. Una vera delizia per il palato!

Ingredienti
Per la frolla
250 gr di farina 00
100 gr di burro
100 gr di zucchero
1 uovo e un tuorlo
1 cucchiaino di lievito
Per il ripieno
250 gr di ricotta di pecora
250 gr di mascarpone
200 gr di marmellata di arance
1 uovo
1 cucchiaio di zucchero
50 ml di limoncello
scorza di un limone
4 amaretti
Preparazione
Preparate la pasta frolla nel modo consueto e fatela riposare in frigo per 30 minuti.
Mentre la frolla riposa preparate il ripieno: in una ciotola versate la ricotta, il mascarpone, la marmellata, l'uovo, lo zuchero e il limoncello e la scorza del limone grattugiata. Amalgamate ben bene e tenete in frigo. Con la frolla foderate uno stampo da 20 cm, sbriciolatevi gli amaretti e versatevi il ripieno. 



Con la pasta avanzata decorate la superficie, io ho usato una formina a forma di fiore. 



Infornate nel forno già caldo a 180° per 35/40 minuti (Il ripieno assumerà un colore dorato ) e una volta fredda mettetela in frigo. Prima di servirla spolverizzatela con zucchero a velo.






martedì 8 maggio 2018

Crostata rustica con sfere farcite



Un mix di sapori ed il colore del grano saraceno fanno di questa crostata una vera delizia.
La ricetta trovata qui mi ha subito conquistata e tra il pensare e il fare è passato pochissimo tempo. Il risultato è stato strabiliante, oltre l'aspetto scenografico, questa crostata è davvero gustosa. Avendo della farina di grano saraceno da consumare ho pensato di utilizzarla per la frolla insieme alla 00 e alla farina di mandorle; il ripieno è di amarene, sciroppate per le sfere e marmellata per la farcia.

Ingredienti
100 gr di farina 00
100 gr di farina di grano saraceno
100 gr di mandorle con la buccia 
100 gr di burro
100 gr di zucchero semolato
2 uova medie
1/2 bustina di lievito
buccia di limone
Per la farcia
amarene sciroppate
marmellata di amarene
10 amaretti
zucchero a velo
Preparazione
Tritate le mandorle con due cucchiai di zucchero presi dal totale.
In una ciotola versate la farina di mandorle, la farina 00 e di grano saraceno setacciate, lo zucchero, il lievito, il burro, le uova e la buccia del limone grattugiata. Impastate fino ad avere un composto omogeneo. Imburrate e infarinate una tortiera da 20 cm e foderate il fondo con una parte dell'impasto, avendo l'accortezza di rialzarlo di un dito lungo i lati. Versate la marmellata e sopra sbriciolatevi gli amaretti. 



Con l'impasto restante preparate delle palline e farcitele all'interno con un'amarena sciroppata. Adagiatele sopra la base distanziandole leggermente.



Infornate nel forno già caldo a 180° per 30 minuti circa. Una volta fredda sformatela e spolverizzate la crostata con zucchero a velo.






mercoledì 2 maggio 2018

Caciocavallo di Ciminà arrostito


 L'Italia nel Piatto: Maggio - Formaggio




Per l'appuntamento di questo mese vi voglio raccontare la storia del Caciocavallo di  Ciminà che si produce  da tempi antichissimi nell'area grecofona dell'Aspromonte e precisamente nei comuni di Ciminà e Antonimina. "U casucavallu" nato come sostentamento di una popolazione povera dedita all'agricoltura e alla pastorizia, sta diventando un prodotto molto apprezzato per le sue qualità nutrizionali e organolettiche, dovute soprattutto alle caratteristiche dei pascoli aspromontani. Oggi è inserito nell'elenco Nazionale dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della Regione Calabria e dal 2008 il Comune ne ha istituito la DeCo; inoltre lo Slow Food ne ha fatto uno dei suoi presidi con l'obiettivo di incrementare la produzione di caciocavalli più grandi destinati ad una stagionatura più lunga che, di conseguenza, consentirebbe ai produttori di uscire dal mercato locale.
  Sicuramente i caciocavalli prodotti in Calabria sono tutti buoni e vengono preparati con tecniche abbastanza simili, la vera differenza sta nei pascoli, nel clima e nella bravura del casaro. Il caciocavallo di Ciminà è un formaggio piccolo, dalla forma allungata e con due testine, il cui peso si aggira dai 200 ai 400 gr. Inoltre ha un'ulteriore particolarità: si coagula ancora il latte crudo, di vacca podolica e a volte anche parzialmente di capra, con caglio di capretto o agnello, 'u quagghju. La cagliata viene poi rotta con un ramo d'ulivo selvatico, detto ugliastru, per poi essere composta manualmente. Viene di seguito gettata in acqua bollente fino a quando non inizia a filare. A questo punto è il casaro che gli conferisce la forma caratteristica. Dopo la formatura le forme vengono raffreddate in acqua e successivamente salate in salamoia. Infine, legate a coppia con corde di giunco, si appendono alle pertiche nel classico sistema a " cavalcioni ". Il formaggio che si ottiene alla fine di questo procedimento ha una crosta bianco-giallognola mentre la pasta è bianca. E' profumato, gustoso, dolce e dal sapore abbastanza sapido quando è più stagionato.Se è un caciocavallo a due teste si consuma freschissimo entro pochi giorni dalla produzione destinandolo soprattutto alla griglia, ma va bene in abbinamento ai salumi locali come antipasto e anche sulla pizza; ultimamente è sempre più usato nelle tavole della grande ristorazione. ( notizie prese dal sito dello Slow Food di Ciminà ).


Ingredienti
Caciocavallo di Ciminà
Pane di Platì
Marmellata di cipolle di Tropea
Marmellata di peperoncino

Preparazione
Prendete un padellino e fatelo riscaldare sul fuoco, nell'attesa affettate il caciocavallo in fette da circa 1/2 cm. Appena il fondo della padella sarà sufficientemente caldo trasferitevi le fette di formaggio (non più di due ) e quando inizierà a sciogliersi, girate le fette e fate dorare dall'altro lato. Una volta che le fette saranno arrostite da entrambi i lati, trasferitele su una fetta di pane caldo o su un piatto accompagnate da un cucchiaio di marmellata di cipolle o di peperoncino.


Oggi, come potete notare, gioco proprio in casa: tutti gli ingredienti provengono dalla terra calabra, in particolare il caciocavallo e il pane sono l'emblema del riscatto dei borghi aspromontani. Per una volta tanto parliamo di ciò che l'Aspromonte può dare in positivo; parliamo di un patrimonio di immenso valore umano e culturale; di un territorio tutto da scoprire per la natura aspra e incontaminata; un territorio in cui si parla ancora il greco antico; un territorio in cui la cucina è caratterizzata da sapori genuini e forti, tutta da scoprire.





Il Caciocavallo di Ciminà immortalato da Oliviero Toscani.
(foto tratta dal web )

( foto tratta dal Web )


    Scopriamo adesso i formaggi delle altre regioni:

lunedì 30 aprile 2018

Pizza con carciofi e stracciatella di bufala


Una pizza versatile che si prepara con facilità e piace sempre a tutti. Bastano pasta sfoglia, carciofi e stracciatella e venti minuti di tempo per portare in tavola questo piatto gustoso e buonissimo.
La stracciatella è un tipico latticino pugliese formato da panna e straccetti di mozzarella, in questo caso di bufala, è saporitissima, cremosa e sulla pizza è una vera delizia.
Ingredienti
un rotolo di pasta sfoglia rettangolare
5 carciofi
2 uova sode
200 gr di stracciatella di bufala
prezzemolo
aglio
sale q.b.
olio evo
50 gr di parmigiano grattugiato
1 uovo per spennellare
pangrattato
Preparazione
Pulite i carciofi dalle foglie esterne e dalla barba, tagliateli a spicchi e immergeteli in acqua e limone. In un tegame schiacciate uno spicchio d'aglio, fatelo rosolare nell'olio, aggiungete i carciofi a spicchi ben scolati e fateli saltare per qualche istante. Aggiungete il prezzemolo tritato, un bicchiere d'acqua, salate e lasciate proseguire la cottura per 20 minuti circa sempre a tegame coperto. A fine cottura, scoperchiate, alzate la fiamma e fateli saltare vivacemente per qualche minuto. Togliete lo spicchio d'aglio e fate raffreddare. Srotolate la pasta sfoglia, datele la forma della teglia, avendo l'accortezza di lasciare dei ritagli per formare la griglia. Versate sul fondo una manciata di pangrattato e poi versate i carciofi, le uova sode spezzettate, il parmigiano e la stracciatella scolata dal suo siero. Create sulla pizza una decorazione a forma di griglia e ripiegate la pasta in eccesso sul ripieno. Spennellate la superficie con un uovo sbattuto. Infornate a 200° per 20 minuti. Lasciate intiepidire la pizza prima di servirla.






giovedì 26 aprile 2018

Cime di rapa " affucati "





Un trionfo di sapori particolari e forti per un piatto semplice e genuino della cucina contadina, abbastanza diffuso in Puglia, Calabria e Sicilia.
" Affucati " sta per affogati, in quanto la verdura  deve cuocere nella sua stessa acqua di vegetazione.
Le cime di rapa così preparate costituscono un contorno abbastanza appetitoso, ma sono gustosissime anche sulla pizza o su una bruschetta.

Ingredienti
1,5 kg di cime di rapa
1 spicchio d'aglio
peperoncino piccante
olio evo
sale q.b.

Preparazione
Pulite bene le cime di rapa, togliete le foglie più dure e gialle e tenete quelle più tenere.
Lavatele sotto l'acqua corrente e ponetele a sgocciolare in uno scolapasta.
In una padella mettete uno spicchio d'aglio e fatelo rosolare nell'olio caldo. Unitevi quindi le cime di rapa, mezzo bicchiere d'acqua, il peperoncino e un pizzico di sale.



Coprite con un coperchio e dopo circa venti minuti assaggiate per verificare se aggiungere altra acqua o sale. A fine cottura le cime di rapa debbono risultare abbastanza asciutte, in caso contrario continuate la cottura senza coperchio.