domenica 15 maggio 2022

Torta caprese al cioccolato



La torta caprese è un dolce tipico campano, originario dell'isola di Capri, a base di mandorle e cioccolato fondente. Si narra che la sua realizzazione sia frutto di un errore, sembra infatti che il pasticciere si sia dimenticato di aggiungere farina nell'impasto. Una torta nata per errore ma che ha conquistato tutti gli amanti del cioccolato per il suo cuore morbido e la crosticina esterna croccante. La ricetta originale prevede unicamente l'uso di farina di mandorle e quindi è adatta anche ai celiaci. La mia versione inoltre è perfetta anche per gli intolleranti al lattosio, solo olio di semi e non burro. 

Ingredienti

300 gr di mandorle pelate

200 gr di zucchero, io di canna

200 gr di cioccolato fondente

100 ml di olio di semi

2 cucchiai di acqua

4 uova

1/2 bustina di lievito in polvere per dolci

zucchero a velo

Preparazione

In un robor frullare le mardorle con 50 ml di zucchero. Fate sciogliere il cioccolato fondente nell'acqua. In una ciotola montate le uova con il rimanente zucchero, unite il cioccolato fuso, l'olio a filo ed infine la farina di mandorle e il lievito. Incorporate bene bene tutti gli ingredienti con un mestolo e versatelo in una teglia unta e cosparsa di zucchero. Cuocete in forno già caldo per 35/40 minuti, i tempi dipendono dalle dimensioni dello stampo. Fate comunque la prova dello stecchino, se non sarà del tutto asciutto attendete altri 10 minuti. Una volta sfornata e fredda decoratela con zucchero a velo.

* se all'interno rimane umida non vi preoccupate, non avendo farina la torta caprese tende a rimanere umida.





martedì 10 maggio 2022

Pan brioche in fiore



Io adoro preparare i lievitati, che siano dolci o salati poco importa,mi piace impastare, l'attesa che raddoppi e poi la magia della cottura in forno. Oggi ho preparato questo Pan brioche e vi debbo dire che è davvero fantastico e per la consistenza e per l'aspetto. Ovviamente il merito è dello yogurt che rende gli impasti estremamente morbidi e fragranti. Se vi fa piacere potete farcire già prima le palline di pan brioche, io non l'ho fatto in modo da farcirle poi secondo il proprio gusto oppure lasciarle al naturale per poterle tuffare in un bel tazzone di latte caldo. Per la decorazione lo spunto l'ho preso da una precedente preparazione (qui). 

 Ingredienti

250 gr di farina manitoba

250 gr di farina per dolci

125 g di yogurt bianco 

100 ml di latte tiepido

50 ml di olio evo

2 uova 

100 g di zucchero semolato

15 g di lievito di birra fresco

1 pizzico di sale fine

- Per decorare

1 uovo + latte

zucchero a velo

Preparazione

Intiepidite il latte e scioglietevi il lievito spezzettato, poi versatelo nel cestello della planetaria, aggiungete lo zucchero, le uova sbattute leggermente a parte, lo yogurt, la farina setacciata e il sale.Trasferite il composto sulla spianatoia infarinata e lavoratelo fino ad ottenere un panetto morbido ed elastico, incidetelo a croce in superficie, chiudete la ciotola con della pellicola e ponetelo a riposare nel forno spento solo con la lucina accesa fino il raddoppio. Prelevate l’impasto ben lievitato dalla ciotola e lavoratelo brevemente sulla spianatoia.

 Foderate la teglia con carta da forno bagnata e strizzata poi fatela aderire perfettamente alla teglia; tagliate dall’impasto tante porzioni grandi quanto basta per ottenere delle palline e posizionatele l’una vicina all’altra nel bordo esterno dello stampo.

Col mattarello stendete sottilmente le altre porzioni d’impasto e con un coppapasta formate dei dischetti. Accavallatene leggermente tre, arrotolateli e tagliateli a metà con un coltello, otterrete così i boccioli che andrete a posizionare al centro e ai lati della teglia.


Terminato l’assemblaggio lasciate lievitare ancora il pan brioche per 30 minuti circa. In una ciotolina sbattete leggermente l'uovo con il latte e passatelo su tutta la superficie del pan brioche. Fate cuocere il dolce nel forno già caldo a 180° per 30/35 minuti.  

Una volta cotto sfornate il pan brioche e spolveratelo con lo zucchero a velo.








domenica 8 maggio 2022

Pasticcini di mandorle al profumo di bergamotto

 


I pasticcini alle mandorle o pizzicotti sono dei dolcetti della tradizione siciliana veramente deliziosi. Morbidi morbidi e profumati sono uno tira l'altro. 

Questi pasticcini molto semplici da preparare non richiedono nè burro e nè farina, unicamente mandorle, zucchero, albumi e scorzette di agrumi. La lavorazione è simile a quella per preparare il marzapane, l'unica accortezza consiste nel far riposare l'impasto in frigo almeno per una notte in modo che non perdano la forma durante la cottura. A piacere potete decorare i pasticcini con frutta candita o mandorle tostate.

Ingredienti

250 gr di mandorle pelate

200 gr di zucchero semolato

2 albumi

buccia di arancia o limone, io bergamotto

zucchero a velo

mandorle tostate per la decorazione


Preparazione

In un mixer frullate le mandorle, lo zucchero e le scorzette di bergamotto. Trasferite poi il tutto in una ciotola. Aggiungete gli albumi leggermente sbattuti e a filo fino ad avere un impasto morbido e lavorabile che farete riposare in frigo per 2/3 ore.

Trascorso il tempo con le mani leggermente umide formate delle palline, passatele nello zucchero a velo e decoratele con le mandorle tostate. Disponetele su una teglia rivestita con carta forno e fatele riposare in frigo per una notte. 


L'indomani mattina infornate i pasticcini nel forno statico a 170° per 15/20 minuti, devono dorarsi leggermente. Una volta sfornati fateli raffreddare prima di toglierli dalla teglia. Gustateli freddi e conservateli in una busta.



lunedì 2 maggio 2022

Aperitivo alla calabrese

 


2 Maggio, l'Italia nel Piatto: Aperitivo

Un tempo girando nei vicoli dei nostri borghi era facile vedere sulla tavola, dato che le porte erano sempre aperte, una bottiglia di vino e del salame. Era un modo per salutare chi passava ma soprattutto per ristorare e stuzzicare la fame degli uomini che tornavano dal lavoro prima della cena. E questo stuzzichino era diverso a seconda della stagione: in inverno vino con salame e murunedhi (gnocchetti fritti realizzati con farina, olio e vino); in primavera buhularu (guanciale) con fave e pecorino; in estate qualcosa di fresco come l'insalata di cetrioli e di pomodori  e in autunno si iniziavano ad assaggiare le provviste sott'olio e sotto sale. Un aperitivo particolare era quello che si gustava la mattina di Pasqua: cuzzupa con salame casareccio; dolce e salato. Qualcosa che aspettavamo con ansia e golosità e che io ancora oggi preparo perchè è un modo per non dimenticare la mia identità.

Questo modo di intrattenersi, di spizziculiari come dicevano gli antichi potrebbe in parte assomigliare all'odierno aperitivo almeno per la valenza sociale che lo contraddistingue; la diversità sta nel fatto che non sostituiva il pasto principale come avviene più spesso oggi. Comunque l'aperitivo o apericena come si è soliti ormai chiamarlo si prepara con le nostre provviste, con gli immancabili fritti e gli appetitosissimi salumi e formaggi. Un posto importante lo detiene la nduja, il piccantissimo salume che dà gusto ad ogni piatto.

Per questo appuntamento ho pensato di presentarvi alcuni aperitivi che potete gustare nei locali più caratteristici ma soprattutto nelle cene familiari


1) Ecco il classico tagliere  con alcune delle nostre eccellenze gastronomiche: salsiccia, pecorino, caprino, pomodori secchi, pancetta, olive nere infornate e uova farcite con nduja.



2) La mattina di Pasqua le nostre nonne tagliavano la cuzzupa a fette per gustarla con le salsicce ormai stagionate. Chiunque passava per dare gli auguri trovava questo stuzzichino sulla tavola.



3) In primavera prima e dopo cena era abitudine assaggiare le fave fresche accompagnandole con salsiccia, guanciale e pecorino locale. Il tutto innaffiato da un buon bicchiere di vino della casa.



4) E poi in estate la regina resta la fresa acconzata secondo quanto si ha a disposizione e secondo l'estro della cuoca, i piatti della tradizione come la peperonata, i pipi e patati e i pomodori in insalata hanno il sopravvento.  


E adesso andiamo a spizziculiari nelle altre cucine d'Italia

Valle d’Aosta: Polentine dorate con crema di broccolo e tonno https://www.delizieeconfidenze.com/2022/05/polentine-dorate-con-crema-di-broccolo-e-tonno.html
Piemonte:
Trentino - Alto Adige: I sapori del Garda e di Funes in un aperitivo
https://profumiecolori.blogspot.com/2022/05/i-sapori-del-garda-e-di-funes-in-un.html
Friuli-Venezia Giulia: Punte di asparagi e San Daniele croccante, infusione di basilico
Molise: Aperitivo molisano per L’Italia nel piatto https://tartetatina.it/2022/05/02/aperitivo-molisano-per-litalia-nel-piatto/
Sicilia: Aperitivo siciliano sapori e profumi di un isola
https://www.profumodisicilia.net/2022/05/02/aperitivo-siciliano/
Sardegna: Polpettine di Purpuzza con cuore filante di Dolce sardo: https://dolcitentazionidautore.blogspot.com/2022/05/polpettine-di-purpuzza-con-cuore.html


mercoledì 27 aprile 2022

Torta con pasta di mandorle e limone

 


Di solito un panetto di pasta di mandorle non manca mai nel mio frigo, è sempre utile quando mi trovo sprovvista di mandorle e mi viene in mente di preparare qualche dolcino. E non parliamo poi del suo uso smodato in estate quando per la colazione il latte di mandorle è un obbligo piacevole.

Dopo aver realizzato in precedenza dei biscotti (qui) ho pensato di preparare questa torta la cui ricetta ho trovato sul web e che io ho comunque adattato ai miei gusti con alcune modifiche che ho inserito nelle parentesi. Il risultato è stato ottimo, la torta è sofficissima e profuma di mediterraneità. Una vera bomba di bontà!

Ingredienti

200 gr di pasta di mandorle

200 gr di farina per dolci

50 gr di zucchero (1 cucchiaio)

90 gr di burro sciolto (60 ml di olio evo)

2 uova

100 ml di acqua (50 ml di latte + 50 ml di limoncello)

buccia di 1/2 limone

1 bustina di lievito per dolci

zucchero a velo per spolverare

* io ho utilizzato uno stampo per torte di cartone da 20 cm

Preparazione

Frullate in un robot il panetto di mandorle con il cucchiaio di zucchero e la buccia del limone. In una ciotola inserite il composto di mandorle e unite le uova uno alla volta, facendole incorporare bene prima di aggiungere il successivo. Montate bene il composto finchè non risulterà chiaro e cremoso. Unite a filo il latte, il limoncello, l'olio e di seguito la farina setacciata con il lievito. Mescolate il tutto e poi versatelo nello stampo. Infornate nel forno già caldo a 170° per 30 minuti circa. Una volta cotta fate raffreddare la torta e decoratela con lo zucchero a velo.










sabato 2 aprile 2022

Coniglio agli odori di Calabria

 


Fra tutti gli animali da cortile il coniglio è quello che in famiglia consumiamo maggiormente perchè incontra il gusto di tutti. Conigli che insieme a polli, tacchini,anatre e galline razzolano liberamente in un terreno di amici attenti ad allevarli come si faceva un tempo e quindi in linea con la mia idea di cucina salutare e a Km 0

Oggi vi propongo un coniglio in umido, una ricetta tipica di tutta Italia, seppure con qualche piccola variante da regione a regione, che fa parte della tradizione contadina che sfruttando i prodotti che riusciva a reperire e a portare in tavola piatti gustosi e semplici. In questa ricetta trovate oltre i pomodori secchi e le olive in salamoia il nostro piccantino (qui)  che rende questo piatto perfetto per chi ama i sapori forti e intensi.

Ingredienti

La quantità degli ingredienti non è indicata, tutto dipende dal peso del coniglio. L'unica raccomandazione è di non esagerare con il piccantino per non compromettere il gusto del piatto.

1 coniglio 

olio evo

cipollotti

foglie di alloro

spicchi d'aglio

olive in salamoia

pomodori secchi

pomodori pelati

prezzemolo

piccantino calabrese

sale q.b.





Preparazione

Dopo aver tagliato il coniglio a pezzi lavatelo ben bene sotto l'acqua corrente. Asciugatelo con carta assorbente e mettetelo in una padella con l'olio e senza le frattaglie. Fatelo cuocere a fiamma vivace fino a quando perde tutta l'acqua e inizia a rosolare. Quando inizia a colorirsi aggiungete lo spicchio d'aglio e il cipollotto tagliato a rondelle e lasciate insaporire. Quando la carne è ben rosolata versate i pelati schiacciati, le foglie d'alloro, le olive denocciolate, i pomodori secchi, qualche cucchiaio di piccantino, il sale, il prezzemolo e un bicchiere di acqua tiepida. Dopo aver rigirato per bene la carne coprite con il coperchio e fate cuocere a fuoco dolce. Ci vorrà all'incirca un'ora. Servite il coniglio caldo e mi raccomando, la scarpetta è obbligatoria!





Ed ora andiamo a curiosare nelle altre cucine d'Italia


Valle d’Aosta: Coniglio alla maniera di Verrès https://www.delizieeconfidenze.com/2022/04/coniglio-alla-maniera-di-verres.html

Piemonte: Pollo in carpione https://www.lacascatadeisapori.it/pollo-in-carpione-per-litalia-nel-piatto/

Liguria:  pollo con limoni e erbe aromatiche  https://arbanelladibasilico.blogspot.com/2022/04/pollo-con-limoni-e-erbe-per-litalia-nel.html

Lombardia: Cosce di pollo con pancetta al marsala - “giambonitt de pollaster”

https://www.pensieriepasticci.it/2022/04/cosce-di-pollo-con-pancetta-al-marsala-giambonitt-de-pollaster.html

Trentino-Alto Adige: Cosciotto di coniglio ripieno di funghi con polenta

https://profumiecolori.blogspot.com/2022/04/cosciotto-di-coniglio-ripieno-di-funghi.html

Veneto: Coniglio in salsa agrodolce della Val Leogra https://www.ilfiordicappero.com/2022/04/coniglio-in-salsa-agrodolce.html

Emilia Romagna: Pollo e pere, ricetta di Ferrara https://zibaldoneculinario.blogspot.com/2022/04/pollo-e-pere-ricetta-di-ferrara.html

Toscana: Piccione in arrosto morto https://acquacottaf.blogspot.com/2022/04/piccione-in-arrosto-morto.html

Umbria: Pollo all’arrabbiata con torta al testo e erba https://www.dueamicheincucina.it/2022/04/pollo-all-arrabbiata-con-torta-al-testo-e-erba.html

Lazio: Pollo alla cacciatora https://www.merincucina.it/2022/04/pollo-alla-cacciatora.html

Abruzzo: Pollo alla Franceschiello: ricetta tipica abruzzese https://unamericanatragliorsi.com/2022/04/pollo-alla-franceschiello-ricetta-tipica-abruzzese.html/

Molise: U Gallucc ciff e ciaff   https://tartetatina.it/2022/04/02/u-gallucc-ciff-e…llo-ciff-e-ciaff/

Campania: Straccetti di tacchino con papaccelle e patate. https://fusillialtegamino.blogspot.com/2022/04/straccetti-di-tacchino-con-papaccelle-e.html

Puglia: Triddhi con brodo di tacchino https://breakfastdadonaflor.blogspot.com/2022/04/triddhi-con-brodo-di-tacchino.html

Basilicata: Pollo con peperoni alla lucana https://www.quellalucinanellacucina.it/pollo-con-peperoni/

Sicilia: Pollo al Limone

https://www.profumodisicilia.net/2022/04/02/pollo-di-casa-al-limone/

Sardegna: Cabonischeddu a prenu (pollastrello ripieno ) https://dolcitentazionidautore.blogspot.com/2022/03/cabonischeddua-prenu-pollastrello.html




lunedì 21 marzo 2022

Paska, il dolce pasquale ucraino


La Paska è un dolce ucraino alto e sofficissimo, simile al nostro panettone anche per la presenza dell'uvetta, che si prepara in occasione della Pasqua. La sua preparazione è tuttavia più semplice anche se certamente ci vuole pazienza. Di questo dolce esistono diverse preparazioni alcune delle quali prevedono la decorazione finale con una glassa a base di albumi e zucchero. La più diffusa resta però quella semplice (è quella che ho seguito) la  cui sommità viene decorata con una croce per rievocare il monte Calvario. Si racconta che nei tempi antichi la preparazione della Paska era preceduta da una serie di riti: la casa doveva essere pulita e i vestiti della cuoca appena cambiati; il dolce non veniva bene se la cuoca era di cattivo umore o aveva pensieri cupi; nel suo aspetto esteriore si leggevano gli avvenimenti futuri.

Per me che adoro i lievitati e le ricette della tradizione innamorarmi della Paska è stato facile e infatti in una settimana l'ho fatto ben due volte. La prima volta ho aggiunto le gocce di cioccolato al posto dell'uvetta, la volta successiva l'ho lasciata al naturale. Ma adesso andiamo alla ricetta.

Ingredienti

650 gr di farina 00

150 gr di zucchero

un cubetto di lievito di birra fresco

200 ml di latte

100 gr di burro

6 uova

un pizzico di sale

buccia di un'arancia grattugiata

Pr spennellare

1 uovo 

acqua

Preparazione

Versate il latte tiepido in una ciotola, aggiungete un cucchiaio di zucchero e 100 gr di farina presi dal totale. Mescolate e fate lievitare in un luogo tiepido per un'ora. Successivamente in un'altra  ciotola più capiente (io ho usato la planetaria) versate le uova, lo zucchero, il burro fuso, la buccia grattugiata, il sale e piano piano il resto della farina. Lavorate fino ad avere un impasto morbido e omogeneo che non si attacca alle mani, se serve aggiungete altra farina. Mettete l'impasto in una ciotola oleata e fatelo lievitare fino al raddoppio. Riprendete l'impasto, toglietene una parte e il resto sistematelo in uno stampo imburrato e infarinato (circa 26 cm). Con la parte messa da parte realizzate  una treccia e posizionatela sopra l'impasto e poi anche la croce.


 Lasciate lievitare per 30 minuti circa. Spennellate infine la Paska con un uovo diluito con un pò d'acqua e infornatela nel forno già caldo a 180 per 40 minuti circa fino a che la sperficie non sia ben dorata (fate comunque la prova dello stecchino) e se necessario copritela con un foglio di alluminio. Lasciate raffreddare completamente prima di gustarla.
















 

venerdì 11 marzo 2022

Monkey bread, il pane delle scimmie

 


Il Monkey bread è un dolce americano composto da tante palline ripiene di marmellata, cioccolato oppure nutella che si posizionano una sopra l'altra dopo averle passate nel burro fuso e infine nello zucchero di canna aromatizzato alla cannella. Il nome sembra si ispiri al modo di mangiare delle scimmie che sono solite spiluccare il cibo con le dita. Infatti questo lievitato dolce viene sbocconcellato e mangiato a pezzi. 

La ricetta che ho trovato sul web non è difficile da fare, ma certamente richiede un pò di pazienza. Io l'ho adattata ai gusti dei miei cari, ho omesso la cannella e ho farcito le palline in parte con la marmellata e in parte con la nutella.

Ingredienti

300 gr di farina 00

200 gr di farina manitoba

50 gr di zucchero

50 ml di acqua

250 ml di latte

2 uova

1 bustina di lievito in polvere

un pizzico di sale

Per il ripieno

confettura di ciliegie

nutella

Per la copertura

100 gr di burro fuso

200 gr di zucchero di canna

gocce di cioccolato

zucchero a velo


Preparazione

Versate nella ciotola della planetaria (ma potete farlo anche a mano) le due farine, aggiungete il lievito, lo zucchero e il sale e mescolate bene il tutto. Unite anche il latte  e l'acqua a temperatura ambiente e continuate con le uova. Lavorate fino ad ottenere un impasto morbido e liscio che farete lievitare in un luogo tiepido. Trascorso il tempo riprendete l'impasto e formate delle palline che potete farcire a vostro piacimento. 


Passate la palline prima nel burro fuso e poi rotolatele nello zucchero di canna. Imburrate e infarinate uno stampo da ciambella e sistematevi le palline, le une sopra le altre. Fate  lievitare per altri 30 minuti. 


Spennellate la superficie con il burro avanzato e distribuitevi  le gocce di cioccolato. Infornate il dolce nel forno preriscaldato a 180° per 40 minuti circa. Sfornatelo e una volta intiepidido capovolgetelo su un vassoio e spolverizzatelo con zucchero a velo. 








I

martedì 8 marzo 2022

Nnuglia, salsiccia di fegato e salsiccia di polmone




Dicembre e Gennaio sono i mesi del maiale, è questo infatti il periodo in cui da centinaia di anni viene macellato perchè il freddo permette la stagionatura dei  vari salumi. Nonostante il progresso (?) abbia calcellato tanti riti ancestrali, in Calabria questa tradizione resiste e sono ancora tante le famiglie che macellano il maiale in modo artigianale sfidando tutte le restrizioni legislative. E se la salsiccia, il capicollo, la pancetta e la soppressata si fregiano della denominazione DOP, non possiamo dimenticare altri salumi che si preparano seguendo l'antico detto "del maiale non si butta niente", ormai quasi scomparsi dalla vendita. Si tratta di insaccati ottenuti dalla lavorazione delle parti meno nobili del suino, potremmo definirle di scarto, che vengono tagliati a coltello, per evitare che la carne riscaldandosi si deteriori e insaporiti con un mix di spezie e in taluni territori anche con il vino. Dopo l'insaccamento in un budello naturale, l'essiccazione avviene in ambienti freschi e ventilati per circa 30 giorni o anche più se necessario. Spesso per una migliore conservazione vengono sottoposti ad un processo di affummicamento. Raggiunta la giusta stagionatura la salsiccia si può mettere sottovuoto e conservata in frigo; un tempo veniva conservata nella sugna. Il modo migliere per gustare questi salumi è di usarli, una volta cotti, nella preparazione di sughi, minestre e zuppe di verdure o fagioli. Il piatto per eccellenza resta comunque la Minestra maritata, un piatto tipico delle regioni del sud Italia.

Oggi vi presento i miei salumi che arrivano direttamente da Cosenza. Di ognuno ho elencato gli ingredienti utilizzati, così come mi è stato riferito dal macellaio che li ha realizzati.

- salsiccia di polmone: polmone, carne del guanciale, salsa di peperone, pepe rosso in polvere, semi di finocchietto selvatico, sale.

- salsiccia di fegato: fegato, carne del guanciale, aglio, prezzemolo e sale.

- nnuglia o stroscia: polmone, frattaglie e scarti di altri salumi, sale, aglio,  finocchio, pepe rosso in polvere e a scaglie, pepe nero. 

Salsiccia di polmone

Nnuglia

Salsiccia di fegato












sabato 5 marzo 2022

Torta cioccocaffè supersoffice


La torta cioccocaffè è il dessert ideale per la colazione, è la sferzata di energia che serve per iniziare bene la giornata. E poi questa strepitosa torta che si prepara in poco tempo  inonderà la vostra cucina con il suo delizioso profumo. Io ho utilizzato una miscela aromatizzata al bergamotto, un caffè che parla calabrese perchè credo che ogni territorio debba essere raccontato e vissuto attraverso i sui prodotti.

Ingredienti

250 gr di farina per dolci

150 gr di zucchero

3 uova

50 ml di olio evo

50 ml di latte

100 gr di gocce di cioccolato fondente

2 tazzine di caffè al bergamotto

1 bustina di lievito per dolci

1 cucchiaio di cacao amaro

zucchero a velo q.b.

Preparazione

Montate le uova con lo zucchero fino a renderle chiare e spumose. Di seguito versate l'olio, il latte, il caffè e mescolate. Infine aggiungete la farina setacciata con il lievito, il cacao e le gocce di cioccolato. Lavorate per avere un composto liscio e senza grumi e poi versatelo in uno stampo precedentemente imburrato e infarinato.


 Cuocete la torta cioccocaffè nel forno preriscaldato a 180° per 30/35 minuti, fate sempre comunque la prova con lo stecchino. Una volta fredda sformatela e spolverizzatela con zucchero a velo.





mercoledì 2 marzo 2022

Lenticchia di Mormanno con salsiccia di polmone

L'Italia nel Piatto, 2 Marzo: I legumi

Un tempo erano definiti "la carne dei poveri". Oggi i legumi rappresentano una grandissima ricchezza da valorizzare e portare in tavola perchè sono sani, gustosi e sanno di tradizione. Le molte varietà di legumi presenti in Calabria rappresentano un vero e proprio patrimonio per la mia regione, sono stati censiti oltre 120 varietà di fagioli e altri ecotipi di ceci e lenticchie. L'apporto nutrizionale è noto, ma non dobbiamo dimenticare l'ambiente e soprattutto l'economia. Ci si augura infatti che la riscoperta di così tanti  legumi possa incentivare la coltivazione dei numerosi terreni lasciati incolti dando così buone opportunità di lavoro ai giovani.

Per l'appuntamento di questo mese che ha per tema proprio i legumi ho pensato di farvi conoscere un prodotto di nicchia dell'agricoltura calabrese: la lenticchia di Mormanno.

Questo legume tipico di Mormanno, un piccolo borgo arroccato nel Parco Nazionale del Pollino, ha probabilmente origine mediorientale essendo "microsperma" ovvero a piccolo seme. La pianta è di piccole dimensioni e il baccello contiene al massimo due semi di 2/3 mm di diametro. Se ne distinguono 5 ecotipi dal colore variegato che va dal rosa, al verde o al beige. Un tempo la coltivazione era destinata esclusivamente all'uso familiare e proprio per questo motivo non si dava molta importanza alla tecnica di coltivazione e al terreno utilizzato. Con il tempo se ne erano perse le tracce fino a quando nel corso degli anni novanta grazie ad alcuni tecnici dell'ARSSA sono stati trovati pochi esemplari in alcuni appezzamenti.  Questo permise di individuarne esattamente la tipologia, le caratteristiche peculiari e così si è deciso di promuoverne di nuovo la sua coltivazione.Oggi la lenticchia di Mormanno è divenuta Presidio Slow Food (notizie tratte dalla pagina del Presidio).

La cucina tradizionale prevedeva una zuppa di lenticchie e peperoncino che veniva consumata con la calotta delle cipolle usata come cucchiaio oppure un passato. A me piace gustare la lenticchia di Mormanno con la salsiccia di polmone, un insaccato da cottura tipico delle aree interne realizzato con il polmone e il guanciale tagliati a coltello e insaporiti con salsa di peperone, pepe rosso in polvere, finocchietto e sale.




Ingredienti

Per la quantità vado ad occhio, tutto dipende dal numero dei commensali.

lenticchia

1 cipollotto fresco

foglie di basilico e di lauro

peperoncino piccante

pomodori pelati q.b.

salsiccia di polmone q.b.

olio evo

sale

Preparazione

Innanzitutto punzecchiate con i rebbi di una forchetta la salsiccia e fatela cuocere per una ventina di minuti in una pentola con dell'acqua leggermente salata. Trascorso il tempo toglietele dall'acqua.



Lavate bene bene le lenticchie e mettetele a cuocere a fuoco lento in aqua salata. Non buttate l'acqua di cottura, ne servirà in seguito qualche mestolo.


In una pentola di coccio versate l'olio evo, lo scalogno tritato e lasciate soffriggere a fuoco dolce. Aggiungete i pelati schiacciati e due mestoli dell'acqua di cottura. Fate cuocere per quindici minuti circa e poi aggiungete le salsicce di polmone tagliate a rondelle, del peperoncino piccante (senza esagerare), foglioline di basilico e di alloro e la lenticchia scolata. Se necessario versate altra acqua di cottura, poi regolate di sale e fate andare la minestra a fuoco lento per una mezz'oretta. Non fatela asciugare, deve rimanere brodosa.

Servite la minestra di lenticchia e salsiccia di polmone con crostini di pane e un filo d'olio evo.




E adesso in giro nelle altre cucine d'Italia

Basilicata: Pasta di legumi Il Mischiglio https://www.quellalucinanellacucina.it/pasta-di-legumi/
Sardegna: Gnoccone di lenticchie con sugo di guanciale e scaglie di pecorino:https://dolcitentazionidautore.blogspot.com/2022/03/gnoccone-di-lenticchie-con-sugo-di.html